Modello Unico 2012: chiarimenti su spese ed oneri

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 4 giugno 2012



l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti su varie questioni interpretative riguardanti il Modello Unico 2012 ed il Modello 730/2012: i chiarimenti riguarda gli oneri deducibili e detraibili con particolare attenzione alle spese per il recupero del patrimonio edilizio

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 19/E dell'1 giugno 2012, ha fornito chiarimenti su varie questioni interpretative riguardanti le agevolazioni per gli interventi di recupero del patrimonio abitativo e per la riqualificazione energetica degli edifici, le detrazioni per spese sanitarie e per carichi di famiglia, le agevolazioni per i disabili, nonché altre questioni in tema di deduzioni e detrazioni.

Detrazione del 36% per interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo

E’ possibile fruire della detrazione per i lavori iniziati nel 2011, anche nell’ipotesi di mancato invio della comunicazione preventiva, a condizione che siano indicati nella dichiarazione dei redditi (730/2012, Unico 2012) i dati richiesti e che sia conservata la relativa documentazione.

L’Agenzia ha poi ricordato che i contribuenti che hanno spedito la raccomandata con la comunicazione al Centro Operativo di Pescara entro il 13 maggio 2011, dovranno barrare la colonna 2 “C.O. Pescara/Condominio” dei righi da E51 a E53 del modello 730/2012 o dei righi da RP51 a RP54 del modello Unico Persone fisiche 2012, senza compilare le successive colonne relative ai dati catastali dell’immobile.

I contribuenti che hanno spedito la raccomandata con la comunicazione al Centro Operativo di Pescara entro il 13 maggio, ma dopo l’inizio dei lavori, ovvero a partire dal 14 maggio 2011 (data di entrata in vigore del decreto), dovranno, invece, compilare le colonne relative ai dati catastali dell’immobile dei righi da E51 a E53 del modello 730/2012 o dei righi da RP51 a RP54 del modello UNICO Persone fisiche 2012, senza barrare la colonna 2 “C.O. Pescara/Condominio” degli stessi righi.

Poiché a partire dal 14 maggio 2011 l’obbligo di comunicazione all’Agenzia è stato sostituito dall’indicazione di taluni dati nella dichiarazione dei redditi, in caso di acquisto di box il contribuente che non avesse già inviato prima di detta data la comunicazione relativa all’acquisto di box effettuati nel 2010, potrà fruire della detrazione a condizione che compili le colonne relative ai dati catastali dell’immobile dei righi da E51 a E53 del modello 730/2012 o dei righi da RP51 a RP54 del modello UNICO Persone fisiche 2012.

I dati catastali dell’immobile (box pertinenziale) acquistato nel 2010 saranno associati alle spese sostenute, indicate nelle sezioni III-A del quadro E modello 730/2012 o del quadro RP dal modello UNICO PF 2012, mediante l’apposito numero d’ordine presente nell’ultima colonna della sezione III-A e nella prima colonna della sezione III-B.

L’Agenzia ha ricordato che, al di fuori di tale specifica ipotesi, la sezione III-B deve essere compilata solo con riferimento ai lavori iniziati nell’anno 2011.

Il D.L. n. 70 del 2011 ha soppresso l’obbligo di indicare nella fattura in maniera distinta il costo della manodopera utilizzata per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, prima posto come condizione per la fruizione delle relative detrazioni.

Detta soppressione ha effetto anche per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la soppressione della condizione della separata indicazione della manodopera nella fattura ha effetto sia per le spese sostenute nel 2011, ma in data antecedente al 14 maggio 2011, data di entrata in vigore del D.L. n. 70 del 2011, sia per quelle sostenute negli anni precedenti (in base al c.d. principio del favor rei).

Peraltro, la separata indicazione del costo della manodopera in fattura non è richiesta neanche per gli interventi agevolabili in base al nuovo art. 16-bis del TUIR introdotto dall’art. 4 del D.L. 201 del 2011.

Riguardo l’esibizione della documentazione per lavori su parti comuni, il condomino potrà fruire della detrazione in esame, se in possesso della certificazione dell’amministratore del condominio che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti ai fini della detrazione, di essere in possesso della documentazione originale e la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione. È necessario, inoltre, che l’amministratore conservi tutta la documentazione originale, così come individuata dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 2 novembre 2011 al fine di esibirla a richiesta degli uffici.

In tali ipotesi, nella dichiarazione dei redditi (mod. 730/2012 – Unico/2012) i singoli condomini devono limitarsi ad indicare il codice fiscale del condominio, senza riportare i dati catastali identificativi dell’immobile.

Tali dati saranno indicati dall’amministratore di condominio nel quadro AC concernente le comunicazioni dell’amministratore del condominio, da allegare alla propria dichiarazione dei redditi ovvero, in caso di esenzione da tale obbligo o di utilizzo del modello 730, da presentare unitamente al frontespizio del modello Unico PF della propria dichiarazione dei redditi.

La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è richiesta solo nel caso in cui la normativa edilizia applicabile non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia agevolati.

Dunque in tale ipotesi nell’atto notorio deve essere indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente. 

In caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi agevolabili, le detrazioni possono essere utilizzate dal venditore oppure possono essere trasferite per i rimanenti periodi di imposta all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare.

A parere dell’Agenzia, se mancano le indicazioni nell’atto di trasferimento, le detrazioni residue competono all’acquirente.

Vengono poi confermati i chiarimenti già forniti con la circolare del 24 febbraio 1998, n. 57 del Ministero delle Finanze con la quale è stato precisato che benché il legislatore abbia utilizzato il termine “vendita” la detrazione si applica in tutte le ipotesi in cui si ha una cessione dell’immobile, anche nelle cessioni a titolo gratuito.

Nell’ipotesi, invece, di trasferimento mortis causa dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, resta invariato per gli eredi il diritto a godere delle quote residue della detrazione, purché conservino la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

In merito alla fruizione della detrazione del 55% sulla vendita dell’immobile, è stato precisato che le disposizioni riguardanti il trasferimento della detrazione del 36% per interventi di recupero del patrimonio edilizio in caso vendita dell’immobile si applicano anche alla detrazione del 55% per interventi di riqualificazione energetica.

E’ stata mantenuta la simmetria tra le modalità applicative delle due agevolazioni fiscali.

In caso di vendita dell’unità immobiliare in cui sono avvenuti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, le parti possono stabilire a chi di esse competa la fruizione della detrazione residua; in assenza di indicazioni nell’atto di vendita, la detrazione residua non utilizzata si trasferisce per intero al soggetto acquirente.

Per le cessioni di immobili intervenute a decorrere dal 17 settembre 2011 occorre verificare se nel relativo atto è presente un accordo volto a mantenere la fruizione delle quote residue di detrazione non utilizzate in capo al cedente.

Viene precisato che la quota detraibile nell’anno di trasferimento dell’immobile spetta per intero al contribuente titolare del diritto a fruire della detrazione residua in base alle indicazioni in precedenza date.

Ad es., se in un contratto di compravendita di un immobile del 5 dicembre 2011 è prevista una clausola diretta a mantenere la detrazione residua in capo al cedente, quest’ultimo fruirà dell’intera quota della detrazione riferita al 2011.

Le spese sostenute per i lavori di bonifica del terreno possono essere riconosciute solo se indispensabili per la realizzazione dell'intervento di “ristrutturazione delle fognature” oggetto dell’agevolazione e nei limiti della parte della spesa strettamente necessaria per la realizzazione dell'intervento agevolato.

Fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia ambientale, la sussistenza del carattere di indispensabilità dei lavori di bonifica e l'individuazione della parte di spesa da considerare strettamente necessaria dovranno risultare da rigorose valutazioni tecniche fondate su elementi oggettivi.

Detrazioni per spese sanitarie

Le spese sostenute per i dispositivi medici possono essere portate in detrazione, quali spese sanitarie, anche se l’acquisto è stato effettuato in erboristeria.

Sulla base delle precisazioni fornite dal Ministero della salute, l’Agenzia delle Entrate ritiene che sono detraibili le spese sostenute per le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali elencate nel D.M. 29 marzo 2001, anche senza una specifica prescrizione medica.

Ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal professionista sanitario dovranno risultare la relativa figura professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa.

L’evoluzione delle professioni sanitarie ha portato ad una progressiva autonomia ed assunzione di responsabilità dirette dei professionisti e che la natura sanitaria di una prestazione non può essere definita sulla base del fatto che la stessa sia erogata a seguito di una prescrizione medica.

Per questo motivo il decreto del Ministro della salute di concerto con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 17 maggio 2002 non prevede più l’obbligo della prescrizione medica ai fini dell’esenzione dall’Iva.

La spesa per l’iscrizione ad una palestra non può essere qualificata come spesa sanitaria, anche se accompagnata da un certificato medico che prescriva una specifica attività motoria; detta attività, secondo l’Agenzia, non può essere riconducibile a un trattamento sanitario qualificato.

La circolare n. 20/E del 13 maggio 2011, al par. 5.16, ha individuato i dispositivi medici che consentono la detrazione e le relative condizioni. Non rientrando la macchina a ultrasuoni nell’elenco dei dispositivi medici di uso più comune allegato alla circolare citata, il contribuente ha diritto alla detrazione qualora:

- dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico;

- sia in grado di comprovare che il dispositivo medico sia contrassegnato dalla marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE.

Il soggetto che vende il dispositivo medico può assumere su di sé l’onere di individuare i prodotti che danno diritto alla detrazione integrando le indicazioni da riportare sullo scontrino fiscale/fattura con la dicitura “prodotto con marcatura CE”, con l'indicazione del numero della direttiva comunitaria di riferimento per i dispositivi medici diversi da quelli di uso comune elencati in allegato alla citata circolare n. 20/E del 2011.

Il contribuente, in possesso del documento di spesa con le suddette indicazioni, non deve conservare anche la documentazione comprovante la conformità alle direttive europee del dispositivo medico acquistato.

Il TUIR prevede la possibilità per i portatori di handicap di detrarre la spesa relativa all’acquisto di veicoli. In particolare, la detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi in cui dal Pubblico registro automobilistico risulti che il suddetto veicolo sia stato cancellato da detto registro, e con riferimento a un solo veicolo, nei limiti della spesa di 18.075,99 euro.

La stessa disposizione prevede, in alternativa, la possibilità, di ripartire la predetta detrazione in quattro quote annuali costanti e di pari importo.

La scelta di ripartire la detrazione in quattro rate di pari importo risulta dalla dichiarazione dei redditi, nella quale devono essere indicati:

- Il numero della rata che si utilizza per l’anno d’imposta e l’intero importo della spesa se si presenta il mod. 730 (l’importo della spesa deve essere indicato in modo identico nei modelli di dichiarazione 730 relativi ai quattro anni di imposta interessati);

- il numero della rata che si utilizza per l’anno d’imposta e l’importo della rata spettante se si presenta il mod. Unico/persone fisiche.

Finalità della ripartizione della detrazione è, ovviamente, quella di consentire al contribuente, con problemi di capienza di imposta, di poter beneficiare interamente dell’agevolazione fiscale riconosciuta a fronte di un onere già sostenuto ed effettivamente rimasto a carico.

In tale contesto, l’erede, tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi del deceduto, nel compilare il relativo modello Unico, può portare in detrazione in un’unica soluzione la terza e la quarta rata, indicando la somma delle due rate residue, senza compilare la casella relativa al numero della rata.

Le agevolazioni fiscali previste, ai fini dell’IRPEF e dell’IVA, in favore dei disabili per l’acquisto di veicoli, si possono applicare anche per acquisti successivi, a condizione che siano trascorsi almeno quattro anni dalla data del precedente acquisto effettuato con le agevolazioni.

Detta condizione non opera nel caso in cui il veicolo acquistato con le agevolazioni è stato cancellato dal PRA.

La cancellazione dal PRA è disposta a seguito della cessazione della circolazione dei veicoli in una serie di casi tra cui la demolizione e la definitiva esportazione all’estero del veicolo, ad es. per la vendita dello stesso.

Il legislatore tratta in modo uniforme le ipotesi di trasferimento a titolo oneroso o gratuito del veicolo indipendentemente dalla circostanza che detto trasferimento avvenga all’estero, e quindi comporti anche la cancellazione dal PRA, o nello Stato, con il permanere dell’iscrizione del veicolo nel PRA.

Parimenti, a parere dell’Agenzia, vanno trattate allo stesso modo le cessioni di veicoli avvenute nello Stato o all’estero, nel senso che per entrambe deve operare la limitazione prevista dall’art. 1, comma 2, della legge n. 97 del 1986.

L’esportazione all’estero del veicolo, che comporta la cancellazione del veicolo dal PRA, non integra, pertanto, la condizione richiesta per accedere nuovamente alle agevolazioni fiscali entro il quadriennio.

La circostanza della demolizione per l’inutilizzabilità del veicolo non ricorre nel caso di esportazione del veicolo all’estero.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17 del 2006 ha chiarito che per spese di assistenza specifica si intendono i compensi erogati a personale paramedico abilitato (infermieri professionali), ovvero a personale autorizzato ad effettuare prestazioni sanitarie specialistiche (ad esempio: prelievi ai fini di analisi, applicazioni con apparecchiature elettromedicali, esercizio di attività riabilitativa).

Tale documento ha precisato, altresì, che, in via generale, le spese sostenute per prestazioni sanitarie rese da soggetti diversi dai medici possono essere ammesse in deduzione/detrazione a condizione che le prestazioni stesse, oltre ad essere collegate alla cura di una patologia, siano rese da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria.

Per quanto concerne la possibilità di ricondurre nell’ambito della norma agevolativa sopra citata le spese sostenute in favore di portatori di handicap per le attività c.d. di ippoterapia e musicoterapia finalizzate alla riabilitazione, il Ministero della Salute, interpellato sul punto, ha precisato che tali prestazioni non sono strettamente riconducibili ad attività sanitarie riabilitative, anche se consigliate da un medico, e che le stesse possono contribuire a migliorare il benessere psico-fisico del soggetto beneficiario, ma la loro utilità ed efficacia può essere valutata soltanto soggettivamente.

In assenza di una specifica disciplina sanitaria che qualifichi tali attività e i soggetti competenti ad esercitarle, l’Agenzia ritiene che le prestazioni di ippoterapia e musicoterapia, possano essere ammesse alla deduzione in esame qualora:

- Un medico ne attesti la necessità per la cura della patologia di cui è affetto il portatore di handicap;

- siano eseguite in centri specializzati direttamente da personale medico o sanitario specializzato (psicoterapeuta, fisioterapista, psicologo, terapista della riabilitazione, ecc…), ovvero sotto la loro direzione e responsabilità tecnica.

Per poter fruire della deduzione sarà quindi necessario presentare la prescrizione del medico e la fattura del centro specializzato presso cui è eseguita l’ippoterapia o la musicoterapia dalla quale risulti che le prestazioni sono direttamente effettuate da personale medico o sanitario specializzato ovvero sotto la loro direzione e responsabilità tecnica. Tale ultima condizione, per le fatture eventualmente già emesse nell'anno 2011, potrà essere certificata anche mediante una specifica attestazione del centro specializzato apposta su dette fatture.

Detrazioni per carichi di famiglia

Nel caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, riguardo la figlia maggiorenne, non sussistendo ipotesi di deroga è applicabile il principio generale in base al quale la detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i due genitori, salvo diverso accordo diretto ad attribuire la detrazione al genitore che ha il reddito complessivo più elevato.

In merito alla detrazione famiglie numerose, nel caso in cui il quarto figlio di un genitore non sia tale anche per l’altro genitore, l’ulteriore detrazione per famiglie numerose (1.200 euro) spetta esclusivamente, per l’intero ammontare, al primo genitore.

Le somme pagate al notaio, comprensive dell’onorario per la stipula di un contratto di mutuo e delle spese che egli sosterrà in nome del cliente (ad es., l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca), sono detraibili secondo il principio di cassa, cioè nell’anno di costituzione del deposito presso il notaio. E’ irrilevante che l’emissione della fattura (per la quale il notaio ha sessanta giorni di tempo) possa avvenire nell’anno successivo.

Ai fini della detrazione degli oneri di intermediazione per l’acquisto dell’abitazione principale la circostanza che la dimora abituale non coincide con la residenza anagrafica può essere oggetto di apposita dichiarazione resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000; in caso di dichiarazione mendace si applicano le sanzioni penali di cui all’art. 76 del medesimo D.P.R..

Deducibilità contributi versati con “buoni lavoro”

I contributi previdenziali versati attraverso i “buoni lavoro” (acquistabili in via telematica o presso le rivendite autorizzate) per prestazioni di servizi domestici, possono essere dedotti dal reddito complessivo per la quota rimasta a carico e comunque non oltre 1.549,37 euro.

Tuttavia, riguardo la ripartizione dell’importo, detti contributi sono a totale carico del committente, in considerazione del carattere speciale della disciplina del lavoro occasionale di tipo accessorio.

Immobili di interesse storico o artistico concessi in locazione

I contribuenti che per calcolare gli acconti 2012 dell’Irpef e dell’addizionale comunale, in applicazione delle disposizioni contenute nel Dl n. 16/2012 (“semplificazioni tributarie”) modificative del trattamento fiscale degli immobili di interesse storico o artistico concessi in locazione, dovranno assumere, quale imposta del periodo precedente, quella che sarebbe risultata applicando le regole introdotte dal D.L. n. 16/2012, potranno versare la differenza tra gli acconti calcolati senza tenere conto delle nuove disposizioni e quelli determinati in base all’attuale disciplina entro il 30 novembre 2012, senza applicazione di sanzioni.

Infine, sull’importo saranno dovuti gli interessi nella misura del 4% annuo.

A partire dal periodo d’imposta 2012, il reddito dei fabbricati di interesse storico o artistico concessi in locazione è costituito dal maggiore importo risultante a seguito del confronto tra la rendita catastale effettiva dell’immobile rivalutata del 5%, rapportata al periodo e alla percentuale di possesso, e il canone di locazione ridotto del 35%, rapportato alla percentuale di possesso.

Secondo quanto previsto dal D.L. n. 16 del 2012, per calcolare correttamente l’ammontare degli acconti dovuti per l’anno 2012 ai fini dell’IRPEF e dell’addizionale comunale, è necessario determinare l’imposta per l’anno 2011 applicando la nuova disciplina introdotta dallo stesso decreto legge.

Pertanto, il contribuente deve:

- ridurre il proprio reddito complessivo relativo all’anno 2011 - indicato nel rigo 11 del prospetto di liquidazione 730/3 del modello 730/2012 o nel rigo RN1, colonna 5, del modello Unico PF 2012 – di un importo pari al reddito del fabbricato di interesse storico o artistico locato, corrispondente alla rendita determinata in base alla minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato, rapportata al periodo e alla percentuale di possesso;

- determinare il reddito del fabbricato in base alle disposizioni introdotte dal D.L. n. 16 del 2012 (confronto tra rendita catastale effettiva dell’immobile rivalutata del 5%, rapportata al periodo e alla percentuale di possesso, e canone di locazione ridotto del 35%, rapportato alla percentuale di possesso);

- sommare il risultato di tale operazione al reddito complessivo relativo all’anno 2011 come sopra ridotto.

Viene così individuato un reddito complessivo “virtuale”, utile al solo fine di determinare correttamente l’ammontare degli acconti dovuti per l’anno 2012. Sulla base di tale reddito complessivo “virtuale”, vanno quindi riliquidate le imposte dovute per l’anno 2011 al fine di ricalcolare gli acconti per l’anno 2012 secondo le regole ordinarie.

Tenuto conto che la legge di conversione n. 44 del 2012 è entrata in vigore il 29 aprile 2012, dunque a “campagna dichiarativa” già iniziata, al fine di consentire ai contribuenti un termine congruo per determinare correttamente gli acconti relativi all’IRPEF e all’addizionale comunale all’IRPEF, la differenza tra i seguenti importi:

- acconti calcolati senza tener conto delle nuove disposizioni;

- acconti determinati in base alle nuove norme in materia di immobili di interesse storico o artistico;

potrà essere versata entro il 30 novembre 2012, termine per effettuare il pagamento della seconda rata di acconto IRPEF, senza applicazione di sanzioni.

Sulla quota della differenza come sopra calcolata che, in assenza di tale differimento, dovrebbe essere versata con la prima rata di acconto, sono dovuti gli interessi nella misura del 4 per cento annuo (D.M. 21 maggio 2009) prevista per i pagamenti rateali.

Rilevanza della cedolare secca nelle soglie di esenzione per le addizionali all’Irpef

Ai fini della verifica della soglia di esenzione, l’ammontare dell’imponibile relativo all’addizionale regionale o comunale (ovvero l’ammontare del reddito complessivo nel caso in cui la delibera colleghi a quest’ultimo l’esenzione) deve essere aumentato della base imponibile della cedolare secca.

L’esempio proposto dalle Entrate

- Imponibile addizionale comunale (rigo RV1 del modello UNICO PF 2012): 8.000 euro

- Base imponibile cedolare secca (righi RB10, col. 13 + RB10, col. 14): 3.000 euro

- Esenzione deliberata dal Comune per redditi fino a 10.000 euro

- Aliquota deliberata dal Comune: 0,6%.

L’esenzione non trova applicazione in quanto l’imponibile dell’addizionale aumentato dell’imponibile per cedolare secca (8.000 + 3.000 = 11.000) è superiore alla soglia di esenzione prevista dal Comune.

L’aliquota dello 0,6% si applica sull’imponibile pari a 8.000 euro.

 

 

 

 

4 giugno 2012

 

 

Vincenzo D’Andò