L’abuso di diritto e il contribuente – parte III

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 giugno 2012

continuiamo a proporre nuove recentissime ed interessanti massime giurisprudenziali sul tema caldo e discusso dell'abuso del diritto

Premessa

Terza puntata dedicata allo scottante tema dell’abuso del diritto, così come delineato dalla giurisprudenza di merito e di legittimità.

In questa puntata è il turno delle sentenze rese note nell’anno 2010, per arrivare, nelle prossime puntate, a quelle via via sempre più recenti.

 

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I diritti di immagine nello sport e l’interposizione fittizia

L’ordinamento tributario è informato al principio del divieto di abuso del diritto, qualificato come utilizzo di strumenti ed istituti giuridici finalizzati per l’elusione dell’adempimento  dell’obbligazione  a titolo di imposta, pur se tale contegno sia astrattamente non configgente con nessuna specifica disposizione. Coerentemente, deve ritenersi ortodossa e legittima la riconduzione della titolarità del  reddito  al  soggetto  il quale riceva sotto forma di provento per lo  sfruttamento  dei  diritti  di immagine  somme  che  dissimulano  una  vera  e  propria  integrazione  del corrispettivo  dovuto  per  le  prestazioni  rese  (nella  specie,   atleti professionisti).

(Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 4737/2010)

 

Illegittimo un accertamento con contestazioni superficiali o aposittiche

L’Amministrazione  finanziaria  non  è  vincolata  alla  mera  apparenza formale della regolarità della documentazione contabile e della  sussistenza delle operazioni  economiche  delle  quali  contesta  l’insussistenza.  Deve peraltro allegare dati, elementi, circostanze ed indizi idonei