La riforma del mercato del lavoro

Il Contratto a termine

Esclusa la necessità della clausola prevista per la legittimità del rapporto a termine di durata per i contratti aventi una durata non superiore a 12 mesi conclusi fra un datore di lavoro e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione. I contratti collettivi potranno prevedere che la motivazione giustificativa alla stipula non venga richiesta nei casi in cui l’assunzione a tempo determinato (o la missione nell’ambito del contratto di somministrazione a tempo determinato) avvenga nell’ambito di un processo organizzativo determinato dalle ragioni di cui all’articolo 5, comma 3 del d.lgs. n. 368/01 nel limite complessivo del 6% del totale dei lavoratori occupati nell’ambito dell’unità produttiva. La riduzione dei periodi di intervallo necessari nel caso di riassunzione con contratto a termine sono stabiliti in un periodo pari a 60 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi ovvero di 90 giorni dalla data di scadenza per un contratto avente durata superiore ai sei mesi.

Quindi i contratti di lavoro a termine riferiti alla normale attività lavorativa non necessitano del requisito della sussistenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo e organizzative se di durata non superiore a un anno e, nei casi di specie, il contratto non può essere oggetto di proroga; è prevista, inoltre, una nuova ipotesi di esclusione del requisito della sussistenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzative o sostitutive, per particolari situazioni, stabilite dalla contrattazione collettiva, se l’assunzione riguarda, ad esempio, l’avvio di una nuova attività, il lancio di un nuovo prodotto… Vengono, infine, prolungati i termini i di prosecuzione del rapporto oltre i quali il contratto a termine si considera a tempo indeterminato (dai 20 giorni attualmente previsti si passa a 30 giorni in caso di contratti di durata inferiore a 6 mesi e dagli attuali 30 giorni ai 50 giorni in caso di contratti di durata superiore).

 

Il Contratto di Apprendistato

Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere non deve superare il rapporto di 3 a 2 rispetto ai soggetti qualificati in servizio; tale rapporto non può superare il 100% per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unità ed è esclusa la possibilità di assumere con contratto di somministrazione apprendisti a tempo determinato. Inoltre viene previsto un vincolo di nuove assunzioni con contratto di apprendistato legato alla percentuale di conferma dei pregressi rapporti nella misura del 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. In caso di mancato rispetto del vincolo è possibile comunque assumere un ulteriore apprendista rispetto a quelli già confermati e un apprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendisti pregressi. Tale regola non si applica ai datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci.

 

Contratto di Lavoro intermittente

Il contratto di lavoro intermittente può essere concluso con soggetti aventi più di 55 anni di età e con soggetti aventi meno di 24 anni di età (in questo caso il contratto dura fino al compimento del 25 anno).

Viene abrogato quanto disposto dall’articolo n. 37 che prevedeva la possibilità di ricorrere al lavoro intermittente per periodi predeterminati e viene stabilito che la comunicazione obbligatoria di lavoro deve essere invita prima dell’inizio della prestazione lavorativa anche tramite mail non certificata. L’inosservanza del predetto obbligo sarà soggetto a sanzioni per ogni lavoratore interessato che vanno da euro 400 ad euro 2.400.

 

Contratto di Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

Restano in vigore fino a scadenza i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della riforma e viene inserita una possibile causa di non applicazione della presunzione di subordinazione quando il rapporto abbia come controparte un soggetto con competenze…

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