La compilazione del quadro RG

di Massimo Pipino

Pubblicato il 25 giugno 2012



nel presente articolo si vuole procedere alla descrizione di quelle che sono le modalità di compilazione del quadro RG del modello UNICO 2012 riservato alle imprese in contabilità semplificata, con particolare riguardo ai componenti negativi del reddito di impresa

I componenti negativi del reddito di impresa: dal rigo RG11 al rigo RG13

I righi interessati per l’inserimento dei componenti negativi del reddito di impresa sono i righi che vanno dal numero RG11 al numero RG21. Così come era previsto per il precedente modello di dichiarazione UNICO 2011, anche per quest’anno sarà necessario inserire nei primi righi dei componenti negativi di reddito le esistenze iniziali presenti alla data del 1° del mese di gennaio 2011 e i costi relativi all’acquisto di merci, materie prime, sussidiarie e semilavorati. In particolare, al rigo RG11 dovranno essere indicate le esistenze iniziali riferibili a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, oltre che ai prodotti in corso di lavorazione e prestazioni di servizi di durata annuale. Al rigo RG 12 dovranno invece essere indicate le esistenze iniziali riferibili alle opere, forniture e servizi aventi una durata ultrannuale. Per quanto riguarda, invece, i costi sostenuti per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, dovranno essere collocati al successivo rigo RG13. La compilazione del rigo in oggetto dovrà essere effettuata seguendo il criterio di competenza, perciò dovranno essere inclusi i costi per acquisti inseriti in fatture registrate nel corso del 2011 anche se relativi a beni consegnati nel 2012.

 

Le spese per lavoro dipendente e assimilato e per lavoro autonomo

Anche il successivo rigo RG14 del modello UNICO 2012 non presenta sostanziali novità rispetto al medesimo rigo di Unico 2011. In tale sezione dovranno essere indicate le spese sostenute per il personale dipendente e assimilato, oltre che alle spese per il lavoro autonomo, imputate secondo il principio di competenza.

Deve essere ricordato, comunque, che è stata prevista la piena indeducibilità dei compensi erogati nei confronti del coniuge, dei figli minori o permanentemente inabili al lavoro e nei confronti degli ascendenti e dei familiari che partecipano all’impresa familiare.

 

Tra le spese che trovano indicazione al rigo RG14 sono comprese quelle relative a:

  • salari e stipendi al lordo dei contributi assistenziali e previdenziali a carico sia del datore di lavoro che del dipendente e al lordo delle ritenute fiscali;

  • i compensi che sono stati erogati in denaro e in natura;

  • le quote di TFR versate al dipendente a titolo di acconto o anticipazione, oltre che alle quote pagate in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro;

  • le quote di indennità di quiescenza e previdenza che risultano essere di competenza del periodo oltre che ai premi assicurativi pagati nell’anno in sostituzione di tali quote;

  • le quote pagate agli istituti di previdenza del personale dipendente per la percentuale risultante dal rapporto tra il valore del fondo pensione interno sottoposto a tassazione e il valore del medesimo fondo alla fine dell’esercizio precedente all’erogazione delle prestazioni;

  • le quote TFR accantonate a forme pensionistiche complementari, nella misura del 4% per le imprese che hanno 50 addetti o più, e nella misura del 6% per le imprese fino a 49 addetti.

 

Oltre alle spese indicate sopra, sarà possibile portare in deduzione dal reddito imponibile anche le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte eseguite dai dipendenti e dai collaboratori. Tuttavia, in questo caso sarà necessario effettuare una distinzione a seconda che la trasferta sia stata effettuata all’interno del Comune o al di fuori dello stesso, in quanto i regimi di deducibilità sono differenti, come illustrato nella seguente tabella.

 

Trasferte fuori dal Comune

Trasferte

all’interno del

Comune

In Italia

all’estero

Integrale deducibilità fino ad un massimo di euro 180,76

giornaliero

Integrale deducibilità fino ad un massimo di euro 258,23

giornaliero

Parziale

deducibilità:

75% della spesa

Deduzione aggiuntivaforfettaria giornaliera massimadi euro 59,65 per le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci

Deduzione aggiuntivaforfettaria giornaliera massimadi euro 95,80 per le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci

 

Nel caso in cui per le trasferte venga messo a disposizione del personale dipendente un automezzo di proprietà dell'azienda o eventualmente venga noleggiato un autoveicolo, sarà possibile dedurre la relativa spesa in misura pari al:

  • costo di percorrenza determinato in base alle tariffe ACI per gli autoveicoli con potenza inferiore a 17 CV fiscali o pari a 20 CV fiscali nel caso di autoveicolo diesel;

  • tariffa di noleggio relativa alle vetture con le medesime caratteristiche del punto precedente.

 

Ulteriore spesa da inserire nel rigo RG14 è quella relativa al canone di locazione dei fabbricati concessi in uso ai dipendenti che hanno provveduto a trasferire la propria residenza anagrafica per esigenze lavorative nel Comune in cui prestano la propria attività. In questo caso l’impresa potrà dedurre il canone di locazione e le spese inerenti il fabbricato a partire dall’anno in cui si verifica il trasferimento della residenza del lavoratore dipendente e per i due periodi d’imposta successivi.

Affinché tale disciplina trovi applicazione è necessaria la coincidenza tra il Comune di nuova residenza del lavoratore dipendente e il luogo in cui viene prestata l’attività lavorativa.

 

Gli utili spettanti agli i associati in partecipazione

Al rigo RG15 dovranno essere indicati i compensi erogati agli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro, secondo quello che è il principio di competenza. La deducibilità di tali compensi è tuttavia sottoposta al rispetto di alcune condizioni riguardanti il contratto di associazione in partecipazione, il quale deve:

  • risultare da atto pubblico o da scrittura privata autenticata;

  • contenere la specificazione dell’apporto.

 

Ulteriore condizione necessaria affinché si possa usufruire della deduzione di tali compensi dal reddito imponibile è, nel caso di apporto costituito dalla prestazione di lavoro, la non familiarità con l’associante degli associanti. Infine, è necessario sottolineare che nel caso in cui l’associazione in partecipazione si basi sull’apporto dell’associante rappresentato dall’emissione di titoli o certificati in serie o di massa e i cui proventi sono sottoposti ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, i compensi

spettanti non potranno essere posti in deduzione del reddito imponibile.

 

Le quote di ammortamento

Al successivo rigo RG16 dovranno essere indicate le quote di ammortamento ordinarie determinate ai sensi de gli articoli 102 e 103 del TUIR relative alle immobilizzazioni materiali ed immateriali del contribuente. Si ritiene opportuno ricorda che dal 2008 non è più permesso effettuare gli ammortamenti anticipati ed accelerati, neppure per i beni acquistanti antecedentemente tale data.

Per quanto riguarda le quote di ammortamento dei beni materiali, queste potranno essere portate in deduzione dal reddito imponibile solamente dal momento in cui il bene entra in funzione: tale momento può anche non coincidere con il momento dal quale l’impresa ne ottiene la disponibilità.

Con riferimento all’avviamento, si ritiene opoortuno ricordare che l’articolo 103 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi stabilisce che le relative quote di ammortamento sono deducibili solamente nella misura di un ottavo del costo complessivo, mentre la quota di ammortamento dei marchi è deducibile nel limite di un 1/18.

Per quanto riguarda, infine, il costo dei diritti di utilizzazione delle opere di ingegno, dei brevetti industriali, dei processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale scientifico l’importo deducibile è pari alla metà della quota di ammortamento.

Va ricordato infine, che per i beni di valore inferiore ad euro 516,46 è possibile optare per la deduzione integrale del costo nell’esercizio in cui il bene entra in funzione; in questo caso l’importo relativo dovrà essere imputato al successivo rigo RG17 anziché al rigo RG16.

 

Casistica

Regole fiscali

Inizio ammortamento

Dall’entrata in funzione del bene

Ammontare

Al massimo coefficienti di cui al D.M. 31.12.1988

Ammortamenti ridotti

Possibili se utilizzo minore (es.: calo delfatturato)

Beni di valore non superiore ad euro 516,46

Interamente deducibile

Autoveicoli, telefoni, ecc.

Deducibilità limitata secondo le regole delTUIR

 

I canoni di locazione finanziaria di beni mobili strumentali

Al rigo RG18 dovranno essere imputati i canoni di leasing che si riferiscono a beni mobili strumentali. In conseguenza di quanto stabilito dalla Finanziaria 2008 le nome relative alla possibilità di procedere alla deducibilità dei canoni leasing hanno subito alcune modifiche e in particolare risultano essere deducibili i canoni relativi ai beni mobili strumentali e ai mezzi di trasporto considerati strumentali per natura (vedi l’articolo 164, comma 1, lettera a) del TUIR) solamente nel caso in cui il contratto di locazione finanziaria risulti avere una durata che non sia inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento che risulta dall’applicazione dei coefficienti ministeriali (per i contratti stipulati in un momento precedente tale data vige ancora il limite di durata pari alla metà del periodo di ammortamento).

Una ulteriore precisazione riguarda i canoni leasing per i beni mobili di cui alla lettera b), comma 1 dell’articolo 164 del TUIR, i quali saranno deducibili solamente nel caso in cui la

durata del contratto sia almeno pari alla durata dell’ammortamento con applicazione dei

coefficienti ministeriali.Inoltre sono stati previsti dei limiti di deducibilità pari a:

  • 80% per agenti e rappresentanti con un limite massimo di euro 25.822,84;

  • 40% per la generalità delle imprese con limiti massimi di spesa pari ad euro 18.075,99 per le autovetture, euro 4.131,66 per i motocicli ed euro 2.065,83 per i ciclomotori.

 

Spese e altri componenti negativi per operazioni con soggetti residenti in paradisi fiscali

Al rigo denominato RG19 si ha l'obblgo di indicare quelli che sono i componenti negativi di reddito, sorti in seguito ad operazioni che sono state eseguite tra soggetti che sono contribuenti italiani e soggetti che invece sono domiciliati in territori a fiscalità privilegiata.Per questi componenti la possibilità di portare in deduzione si realizza solo nel caso in cui si sia nella possibiliktà di fornire la prova concreta, da parte del soggetto contribuente italiano:

  • che l’impresa di origine estera svolga in modo prevalente un’attività commerciale effettiva; ovvero che le operazioni che sono state poste in essere corrispondono a un effettivo interesse economico;

  • che le stesse hanno avuto una loro concreta esecuzione.

 

È a questi interrogativi che il contribuente italiano deve rispondere in senso positivo affinché i costi sostenuti nei paesi black list possano essere ritenuti deducibili. In ogni caso tali componenti negativi dovranno essere indicati separatamente. Nel caso in cui non vengano fornite le prove di cui sopra, il componente negativo risulterà integralmente indeducibile così come previsto dalla regola generale al comma 10 dell’articolo 167 del TUIR.

Tenendo prente il fatto che, a tuttoggi, non è ancora stato emanato un apposito Decreto ministeriale, al fine di individuare un preciso elenco dei paesi black list si dovrà necessariamente far riferimento ai Paesi inclusi nei seguenti Decreti:

  • D.M. 4 maggio 1999 n. 107 rubricato “Individuazione di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato”;

  • D.M. 21 novembre 2001 n. 273 rubricato “Individuazione degli Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui all’articolo 127-bis, comma 4, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi”.

 

Altri componenti negativi di reddito

Al rigo RG20 troviamo tre distinte colonne, nelle quali dovranno essere indicate le spese di rappresentanza (colonna 1 e 3), il 10% di IRAP deducibile (colonna 2 e 3) e gli altri componenti negativi (colonna 3).

Per quanto attiene alle spese di rappresentanza, queste consistono in tutte quelle spese che sono state sostenute dal contribuente nel corso del 2011, purché siano rispondenti a precisi requisiti di inerenza e congruità con l'attività svolta. Se le prestazioni alberghiere e di somministrazione di bevande ed alimenti, sono qualificabili come spese di rappresentanza, queste concorreranno fra i costi di rappresentanza nel limite del 75% del loro ammontare.

Per i soggetti che sono di di nuova costituzione e che nel corso del primo esercizio di attività si siano trovati a sostenere spese di rappresentanza, ma non abbiano parallelamente conseguito dei ricavi, tali spese potranno essere rinviate al primo esercizio successivo nel quale si conseguono i primi ricavi. Le spese di rappresentanza sostenute nel 2011 per essere totalmente deducibili devono rispondere a requisiti di inerenza e congruità, ma soprattutto rientrare nel limite che è stato stabilito dal D.M. 19 novembre 2008 così come esposto nella tabella successiva. Si ricorda inoltre che in beni omaggio di valore unitario inferiore ad euro 50,00 sono integralmente deducibili e non soggiacciono alle limitazioni esposte nella tabella.

 

 

Spese sostenute nel corso del 2011

Spese sostenute in periodi di imposta precedenti

Spese di vitto e alloggio

Omaggi di valore unitario < ad euro 50

Limiti

Inerenza e

congruità

1,3% per ricavi fino ad euro

10.000.000;

0,5% per ricavi da

euro 10.000.000 ad euro 50.000.000;

0,1% per ricavi oltre euro

50.000.000

Limite di

deducibilità del

75%

 

Interamente

deducibili

1,3% per ricavi fino ad euro

10.000.000;

0,5% per ricavi da

euro 10.000.000 ad euro 50.000.000;

0,1% per ricavi

oltre euro

50.000.000

 

1,3% per ricavi fino

ad euro

10.000.000;

0,5% per ricavi da

euro 10.000.000 ad

euro 50.000.000;

0,1% per ricavi

oltre euro

50.000.000

 

La colonna 2 del rigo RG20 è riservata all’importo deducibile dell’IRAP pari al 10% dell’imposta versata nel corso dell'anno 2011:

  • saldo di quanto dovuto per l'anno precedente effettuato il 16.06.2011 (o 16.07 o con modalità rateali);

  • 1° e 2° acconto versato il 16.06.2011 e 30.11.2011 : rileva limitatamente al minor importo fra l’acconto versato e il debito di imposta;

  • ravvedimenti operosi relativi ad annualità precedenti;

  • accertamenti e/o liquidazione di dichiarazioni IRAP;

  • preavvisi di irregolarità e/o cartelle di pagamento.

 

La deduzione dell’IRAP è prevista dall’articolo 6, comma 1 del D.L. n. 185/2008 e consiste in una deduzione pari al 10% dell’imposta pagata e forfettariamente riferita all’IRAP dovuta su:

  • interessi passivi al netto degli interessi attivi;

  • spese per il personale al netto delle deduzioni previste all’articolo 11 del D.lgs. n. 446/1997.

 

Ciò significa che l’IRAP che è stata pagata nel corso dell'anno 2011 potra concorre alla deducibilità, nel limite del 10% della stessa, se nel periodo cui si riferisce dovessero essere presenti interessi passivi (al netto degli attivi) e/o spese per personale dipendente (al netto delle relative deduzioni). L’importo deducibile dovrà essere indicato nell’apposita colonna 2, oltre che in colonna 3 sommato agli altri componenti negativi.

Gli altri componenti negativi, per quanto riguarda il reddito di impresa, che avranno da esse esposti in colonna 3, riguardano una molteplicità di voci che riassumiamo qui di seguito:

  • le spese sostenute per la fruizione di prestazioni alberghiere e di ristorazione nel limite del 75% e nel rispetto del requisito di inerenza rispetto all'attività svolta; è tuttavia prevista la totale deducibilità delle spese relative al vitto ed all'alloggio che sono state sostenute dall’imprenditore individuale per la partecipazione a mostre e fiere che sono da considerarsi relative all’esposizione di beni o servizi prodotti dall’imprenditore stesso o comunque attinenti l’attività caratteristica;

  • le spese classificabili come di rappresentanza deducibili ex articolo 108, comma 2 del TUIR che sono state contabilizzate in esercizi precedenti e comunque fino all'esercizio 2007;

  • l’eventuale quota eccedente euro 5.000 che deriva dalla somma algebrica dei componenti positivi e negativi di reddito dei cosiddetti contribuenti minimi, nel caso in cui tale somma algebrica risulti negativa;

  • la perdita netta che può derivare dalla negoziazione di strumenti finanziari, quali azioni e quote di partecipazione in società o soggetti IRES, calcolata come la differenza che intercorre tra le rimanenze iniziali sommate al costo d’acquisto ed i corrispettivi derivanti dalla cessione sommati alle rimanenze finali;

  • la quota di interessi passivi che risulta essere equivalente al rapporto tra i ricavi e i proventi che concorrono e non alla formazione del reddito d’impresa e il totale dei ricavi e proventi;

  • le minusvalenze patrimoniali derivanti dalle operazioni di cessione effettuate a titolo oneroso di un bene di natura strumentale o dalla percezione di un risarcimento, anche assicurativo, di ammontare inferiore al costo non ammortizzato oppure da una perdita di beni strumentali;

  • le sopravvenienze passive nel caso in cui siano state conseguite nell’arco dell'anno di esercizio;

  • le perdite su crediti qualora nell’arco dell'esercizio si verifichi la certezza dell’insolvenza;

  • i canoni di locazione, finanziaria e non, e di noleggio differenti da quelli che devono essere imputati al rigo RG18;

  • l'ammontare delle imposte e delle tasse ad esclusione di quelle indeducibili tra le quali le imposte sul reddito, l’ICI, le imposte per le quali si prevede la rivalsa, l’imposta sostitutiva del 19% o del 27%, l’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni e l’IRAP;

  • i contributi sindacali nel caso essi siano dovuti in base ad una formale deliberazione dell’associazione sindacale;

  • le spese sostenute dal congribuente per studi e ricerche che possono essere dedotte per intero nell’arco dell'esercizio in cui sono sostenute o per quote costanti fino ad una massimo di cinque anni in base alla scelta operata dal contribuente;

  • le spese di pubblicità e propaganda che risultano essere deducibili a scelta del contribuente per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono state sostente oppure nei cinque anni successivi per quote costanti;

  • altre spese relative a più esercizi per la quota imputabile a ciascun esercizio;

  • le spese che non sono documentate in favore di soggetti che svolgono il ruolo di intermediari e di rappresentanti di commercio o che esercitano, attività di ristorazione e/o attività alberghiera per un totale massimo di euro 976,10 calcolato come sommatoria:

  • del 3% per ricavi fino ad euro 6.197,48;

  • dell’1% per ricavi da euro 6.197,49 ad euro 77.468,53;

  • e dello 0,5% per ricavi da euro 77.468,54 fino ad euro 92.962,24;

 

  • la deduzione forfetaria prevista all’articolo 66, comma 5 del TUIR, di costi non documentati prevista per gli autotrasportatori di cose per conto terzi, aggiornate con Comunicato stampa 26 marzo 2012;

  • euro 56 per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa ma nell’ambito della Regione o delle Regioni confinanti;

  • euro 92 per quelli effettuati oltre tale ambito;

  • alle medesime imprese compete l’ulteriore deduzione in misura forfetaria annua di euro 300 per ciascun motoveicolo e autoveicolo, utilizzato nell’attività d’impresa, avente massa complessiva a pieno carico non superiore a Kg 3.500;

  • la deduzione forfetaria prevista dall’articolo 21 della Legge n. 448/1998 a favore degli esercenti impianti di distributori di carburante per uso autotrazione applicando le

  • percentuali pari:

  • all’1% dei ricavi fino ad euro 1.032.913,80;

  • allo 0,6% dei ricavi da euro 1.032.913,81 fino ad euro 2.065.827,60;

  • e pari allo 0,4% dei ricavi oltre euro 2.065.827,60;

 

  • le erogazioni liberali e le spese di cui alle lettere e), f), i), m), n), o) dell’articolo 100,

  • comma 2 del TUIR;

  • le spese relative alla manutenzione e alla riparazioni non incrementative, nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili;

  • il 50% della rendita catastale degli immobili che sono ad uso promiscuo a meno che il contribuente non disponga di un altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio

dell’attività di impresa;

  • le spese per l’acquisto di servizi quali ad esempio le spese per la tenuta della contabilità e per i servizi telefonici ed accessori;

  • le perdite imputate per trasparenza da fondi immobiliari qualora il soggetto partecipante possieda quote di partecipazione in misura non superiore al 5% del patrimonio del fondo; tale componente rappresenta una novità del modello UNICO 2012;

  • altre spese generali per la parte corrispondente al rapporto tra i ricavi e i proventi che concorrono e non alla formazione del reddito e il totale dei ricavi e dei proventi nel caso in cui tali spese si riferiscano indistintamente ad attività o bene da cui derivano componenti positivi di reddito.

 

Il reddito detassato

L’ultimo rigo che è dedicato a quelli che sono i componenti negativi del reddito di impresa presenta alcune modifiche rispetto al medesimo rigo del modello UNICO 2011 in quanto sono state eliminate le colonne chen erano dedicate alle agevolazioni “Tremonti-ter” e “Tremonti-tessile”.

 

Il nuovo rigo RG21 del modello UNICO 2012 si compone di sole due colonne: alla colonna 1 denominata “Reti di imprese”, dovranno essere imputati gli importi esclusi dal reddito in virtù dell’agevolazione prevista dall’articolo 42, comma 2-quarter del D.L. n. 78/2009 il quale stabilisce un regime di sospensione d’imposta per la quota di utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di uno specifico programma di investimenti per le imprese che sottoscrivono un contratto di rete. Alla colonna 2 dovranno essere imputati, oltre all’importo iscritto in colonna 2, il 64% del reddito delle imprese che esercitano la pesca nelle acque interne, lagunari o la pesca costiera, il 56% del reddito delle imprese che svolgono attività di pesca mediterranea e l’80% del reddito derivante dall’utilizzazione di navi iscritte nel registro internazionale della navigazione e del reddito di imprese armatoriali che svolgono attività di pesca in stretti o attività commerciali complementari relative comunque alla prestazione principale.

Con questo intervento si è voluto riepilogare le varie componenti negative che trovano allocazione nel quadro RG del modello UNICO 2012, al fine di agevolare l'utente de “Il Commercialistatelematico” nella compilazione dello modello stesso.

 

25 giugno 2012

Massimo Pipino