IRAP: plusvalenze immobiliari esenti?


La sentenza che presentiamo oggi (C.T.P. Di Benevento n. 121/01/2012 del 29/02/2012 dep. 10/05/2012, segnalataci dal dott. Francesco Stefanini) è molto interessante in quanto tratta di un campo dell’applicabilità o meno dell’IRAP ancora inesplorato.

 

Il contenzioso verte sull’imponibilità o meno ai fini IRAP delle plusvalenze da dismissioni di fabbricati maturate durante una procedura di liquidazione coatta amministrativa, procedura assimilabile alle procedure concorsuali.

La procedura di liquidazione, nella persona del commissario liquidatore, ritiene che tali plusalenze, in quanto realizzate nell’ambito di dismissione dei beni sociali a vantaggio dei creditori non siano da considerare attività d’impresa soggetta ad IRAP.

Il Fisco è, ovviamente, di parere opposto.

 

Secondo il contribuente, il proprio comportamento è corretto correttamente, in quanto le plusvalenze da cessioni sarebbero assoggettabili ad IRAP solo se derivanti da esercizio provvisorio della attività d’impresa; le plusvalenze oggetto di causa, al contrario, sono figlie di un piano di liquidazione svolto nell’interesse dei creditori del Consorzio, senza nessuna connessione con un eventuale gestione provvisoria dell’impresa. Il contribuente ricorrente ricorda che tale interpretazione era sta fatta propria dall’agenzia delle Entrate con la circolare 141/E del giugno 1998.

 

I giudici beneventani accolgono in toto la posizione del contribuente. “La Commissione ritiene che, allorquando la plusvalenza deriva dalla vendita di beni immobili e non, quindi, dall’attività di esercizio provvisorio, la stessa non si assoggettabile ad IRAP”, in quanto “l‘attuale Commissario liquidatore deve procedere, come sta avvenendo, alla cessione dei beni per poter soddisfare i creditori” del consorzio in liquidazione. I giudici proseguono, inoltre, illustrando la diversa imponibilità delle plusvalenze eventualmente realizzate: “Cosa diversa è, invece la plusvalenza derivante dall’esercizio provvisorio, la quale deve essere assoggettata anche ai fini IRAP perchè, in quel momento, [si] esercita una vera e propria attività d’impresa”.

 

8 giugno 2012

Commercialista Telematico


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