Il nuovo regime di riporto delle perdite

Tra le principali novità normative ed interpretative in materia di reddito d’impresa e dell’imposta regionale sulle attività produttive merita essere rivisitata quella riferita al riporto delle perdite pregresse di cui all’articolo 84 del D.P.R. 22.12.1986, n. 917. Le modifiche alla disciplina potranno avere ricadute sia sulla compilazione dei relativi modelli di dichiarazione UNICO 2012, sia sul calcolo delle somme dovute a titolo di saldo e acconto per i periodi d’imposta, per il periodo d’imposta 2012. L’argomento è stato trattato da uno specifico paragrafo della circolare ASSONIME numero 18 diramata in data 11 giugno scorso che integra le istruzioni ufficiali diramata dall’Agenzia delle entrate con circolare n. 53 del 6 dicembre 2011.
 
Il nuovo regime di riporto delle perdite
Aspetti generali
Come noto, ai fini della corretta determinazione della base imponibile del 2011 assumono anzitutto rilevanza le nuove regole di riporto a nuovo delle perdite pregresse introdotte, previa modifica dell’art. 84 del TUIR, dall’art. 23, c. 9, del d.l. n. 98/2011.
L’articolo 23, comma 9, del decreto legge n. 98 del 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” (c.d. Manovra correttiva 2011), convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha introdotto alcune modifiche al regime fiscale delle perdite d’impresa in ambito IRES. Le novità riguardano, in particolare, i commi 1 e 2 dell’articolo 84 del TUIR, che disciplinano rispettivamente le modalità di riporto a nuovo delle perdite:
– di periodo;
– dei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione.
 
In particolare, il comma 1 dell’articolo 84 introduce “a sistema” un nuovo regime di riporto delle perdite fiscali, prevedendo in ciascun periodo un limite al relativo impiego in misura non superiore all’ottanta per cento del reddito imponibile. Tale previsione risponde alla duplice esigenza di escludere, da un lato, un limite temporale alla possibilità di riportare le perdite, e di introdurre, dall’altro, un limite quantitativo “di periodo” all’utilizzo delle stesse. Pertanto,
Con decorrenza dal periodo d’ imposta annualità 2011, è stato quindi eliminato il limite temporale del quinquennio entro il quale le perdite pregresse potevano essere utilizzate in compensazione dei redditi dei successivi periodi d’imposta.
A questa misura di favore, con la quale si e inteso dare un sostegno alle imprese in una congiuntura economica particolarmente avversa, si accompagna anche una misura di stabilizzazione del gettito.
La norma, infatti, esclude dalla compensazione il 20 per cento del reddito di periodo, senza, tuttavia, compromettere l’integrale utilizzabilità delle perdite, posto che la parte di esse non utilizzata in compensazione nel rispetto del predetto limite, potrà comunque, trovare compensazione con i redditi dei successivi periodi d’imposta. Sono comunque integralmente compensabili, senza il limite del 20 per cento del reddito, le perdite realizzate dalle imprese nei primi tre periodi d’imposta dalla loro costituzione.
Il nuovo regime di deducibilità delle perdite si applica, come chiarito dall’Agenzia delle entrate nella circolare n. 53/E del 6 dicembre 2011, anche alle perdite maturate nei periodi d’imposta anteriori a quello in corso alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, fermo restando che non sono più suscettibili di compensazione le perdite per le quali alla predetta data era già decorso il termine (quinquennale) di utilizzazione previsto dalla previgente disciplina.
 
Ambito soggettivo
L’articolo 84, comma 1, del TUIR, come emendato dal decreto legge n. 98 del 2011, statuisce che: “La perdita di un periodo d’imposta, determinata con le stesse norme valevoli per la determinazione del reddito, pu&…

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