Novità fiscali del 31 maggio 2012: i chiarimenti per la “tassa di lusso” sulle imbarcazioni

Pubblicato il 31 maggio 2012

tassa unità da diporto: circolare delle Entrate; statistiche delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2011; istituita la funzione antiriciclaggio per le imprese di assicurazione; Dogane: prorogato il termine di invio dei dati contabili per i piccoli depositi commerciali; statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore; nuovi studi del Notariato: recesso del socio; terremoto in Emilia: i provvedimenti del CdM; modalità tecniche di accesso alle banche dati e di partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni

 

 

Indice:

1) Tassa unità da diporto: circolare delle Entrate

2) Statistiche delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2011

3) Istituita la funzione antiriciclaggio per le imprese di assicurazione

4) Dogane: prorogato il termine di invio dei dati contabili per i piccoli depositi commerciali

5) Statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore

6) Nuovi studi del Notariato: recesso del socio

7) Terremoto in Emilia: i provvedimenti del CdM

8) Modalità tecniche di accesso alle banche dati e di partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni

 

 

1) Tassa unità da diporto: circolare delle Entrate

Nel giorno della prima scadenza è arrivata la circolare delle Entrate. Sono tenuti al pagamento della tassa sulle imbarcazioni anche i noleggiatori.

E’ questo uno dei chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 16/E del 30.05.2012.

Tassa sulle unità da diporto

La tassa si applica su tutte le unità da diporto (imbarcazioni e navi) di lunghezza superiore ai 10 metri, possedute o detenute da soggetti residenti nel territorio dello Stato, oltre che da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Il suo ammontare va calcolato sulla base degli importi fissi annuali determinati in funzione della lunghezza dell’imbarcazione.

Ambito soggettivo ed esclusioni

Sono tenuti a pagare l’imposta i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori dell’imbarcazione a titolo di locazione anche finanziaria, per tutta la sua durata (anche se si tratta di un breve periodo), residenti nel territorio dello Stato.

Se l’unità da diporto è di proprietà o è detenuta da più soggetti, questi sono tutti tenuti in solido al versamento della tassa. Secondo il neo parere dell’Agenzia delle Entrate, anche i noleggiatori, al pari dei locatari, sono tenuti al pagamento.

Sono escluse dal campo di applicazione della tassa le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato e le persone giuridiche che non hanno la propria sede legale in Italia, anche se l’imbarcazione risulta immatricolata nei registri nazionali.

L’imposta, inoltre, non si applica alle unità di proprietà o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di servizio, compresi i tender (a patto che questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti), nonché alle unità utilizzate da soggetti affetti da patologie che richiedono il loro utilizzo permanente.

Queste le principali categorie escluse dal pagamento della tassa, che non trova comunque applicazione per il primo anno di immatricolazione delle imbarcazioni.

Scadenze del versamento

Chi, alla data del 1° maggio, possiede o detiene l’imbarcazione, è tenuto a versare la tassa entro il 31 maggio.

Se il presupposto per la sua applicazione si verifica dopo il 1° maggio, il pagamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo a quello in cui il presupposto stesso si è verificato. In questo caso, va rapportato l’importo annuo al periodo che intercorre tra il momento in cui si verifica il presupposto fino al 30 aprile dell’anno successivo.

Chi utilizza l’imbarcazione sulla base di un contratto di locazione o di noleggio di durata inferiore all’anno, è tenuto al pagamento entro il giorno antecedente la data di inizio del periodo di durata del contratto.

La tassa deve essere calcolata sulla base dei seguenti importi fissi annuali, determinati in funzione della lunghezza dell’imbarcazione:

a) Euro 800 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 10,01 e i 12 metri;

b) Euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 12,01 e i 14 metri;

c) Euro 1.740 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 14,01 metri e i 17 metri;

d) Euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 17,01 e i 20 metri;

e) Euro 4.400 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 20,01 e i 24 metri;

f) Euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 24,01 e i 34 metri;

g) Euro 12.500 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 34,01 e i 44 metri;

h) Euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 44,01 e i 54 metri;

i) Euro 21.500 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 54,01 e i 64 metri;

j) Euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore ai 64 metri.

In base a quanto previsto dal comma 3 dell’art. 16 del D.L. n. 201 del 2011, la tassa è ridotta della metà per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella laguna di Venezia, nonché per le unità individuate dal comma 2 a vela con motore ausiliario il cui rapporto tra superficie velica e potenza del motore espresso in KW non sia inferiore a 0,5.

Ravvedimento operoso per i ritardatari

Per omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta è prevista una sanzione amministrativa tributaria che va dal 200% al 300% dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa non dovuta.

In caso di versamento tardivo della tassa, il contribuente può, comunque, beneficiare  dell’istituto del ravvedimento operoso, purché sussistano le previste condizioni di tale disciplina (la violazione non sia stata constatata e cosi via).

 

2) Statistiche delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2011

Il Dipartimento delle Finanze, il 30.05.2012, ha pubblicato le statistiche relative alle dichiarazioni IVA, alle dichiarazioni dei redditi delle Società di Persone, degli Enti Non Commerciali, delle Persone fisiche titolari di partita Iva, agli atti di registro e delle successioni e, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la So.Se. Spa, le statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore.

Si tratta di dichiarazioni e dati trasmessi dai contribuenti nel 2011 e relativi al periodo d’imposta 2010.

Studi di settore

L’applicazione degli Studi di settore ha riguardato 3,482 milioni di soggett