Novità fiscali del 31 maggio 2012: i chiarimenti per la “tassa di lusso” sulle imbarcazioni

Pubblicato il 31 maggio 2012



tassa unità da diporto: circolare delle Entrate; statistiche delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2011; istituita la funzione antiriciclaggio per le imprese di assicurazione; Dogane: prorogato il termine di invio dei dati contabili per i piccoli depositi commerciali; statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore; nuovi studi del Notariato: recesso del socio; terremoto in Emilia: i provvedimenti del CdM; modalità tecniche di accesso alle banche dati e di partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni

 

 

Indice:

1) Tassa unità da diporto: circolare delle Entrate

2) Statistiche delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2011

3) Istituita la funzione antiriciclaggio per le imprese di assicurazione

4) Dogane: prorogato il termine di invio dei dati contabili per i piccoli depositi commerciali

5) Statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore

6) Nuovi studi del Notariato: recesso del socio

7) Terremoto in Emilia: i provvedimenti del CdM

8) Modalità tecniche di accesso alle banche dati e di partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni

 

 

1) Tassa unità da diporto: circolare delle Entrate

Nel giorno della prima scadenza è arrivata la circolare delle Entrate. Sono tenuti al pagamento della tassa sulle imbarcazioni anche i noleggiatori.

E’ questo uno dei chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 16/E del 30.05.2012.

Tassa sulle unità da diporto

La tassa si applica su tutte le unità da diporto (imbarcazioni e navi) di lunghezza superiore ai 10 metri, possedute o detenute da soggetti residenti nel territorio dello Stato, oltre che da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Il suo ammontare va calcolato sulla base degli importi fissi annuali determinati in funzione della lunghezza dell’imbarcazione.

Ambito soggettivo ed esclusioni

Sono tenuti a pagare l’imposta i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori dell’imbarcazione a titolo di locazione anche finanziaria, per tutta la sua durata (anche se si tratta di un breve periodo), residenti nel territorio dello Stato.

Se l’unità da diporto è di proprietà o è detenuta da più soggetti, questi sono tutti tenuti in solido al versamento della tassa. Secondo il neo parere dell’Agenzia delle Entrate, anche i noleggiatori, al pari dei locatari, sono tenuti al pagamento.

Sono escluse dal campo di applicazione della tassa le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato e le persone giuridiche che non hanno la propria sede legale in Italia, anche se l’imbarcazione risulta immatricolata nei registri nazionali.

L’imposta, inoltre, non si applica alle unità di proprietà o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di servizio, compresi i tender (a patto che questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti), nonché alle unità utilizzate da soggetti affetti da patologie che richiedono il loro utilizzo permanente.

Queste le principali categorie escluse dal pagamento della tassa, che non trova comunque applicazione per il primo anno di immatricolazione delle imbarcazioni.

Scadenze del versamento

Chi, alla data del 1° maggio, possiede o detiene l’imbarcazione, è tenuto a versare la tassa entro il 31 maggio.

Se il presupposto per la sua applicazione si verifica dopo il 1° maggio, il pagamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo a quello in cui il presupposto stesso si è verificato. In questo caso, va rapportato l’importo annuo al periodo che intercorre tra il momento in cui si verifica il presupposto fino al 30 aprile dell’anno successivo.

Chi utilizza l’imbarcazione sulla base di un contratto di locazione o di noleggio di durata inferiore all’anno, è tenuto al pagamento entro il giorno antecedente la data di inizio del periodo di durata del contratto.

La tassa deve essere calcolata sulla base dei seguenti importi fissi annuali, determinati in funzione della lunghezza dell’imbarcazione:

a) Euro 800 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 10,01 e i 12 metri;

b) Euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 12,01 e i 14 metri;

c) Euro 1.740 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 14,01 metri e i 17 metri;

d) Euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 17,01 e i 20 metri;

e) Euro 4.400 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 20,01 e i 24 metri;

f) Euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 24,01 e i 34 metri;

g) Euro 12.500 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 34,01 e i 44 metri;

h) Euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 44,01 e i 54 metri;

i) Euro 21.500 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 54,01 e i 64 metri;

j) Euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore ai 64 metri.

In base a quanto previsto dal comma 3 dell’art. 16 del D.L. n. 201 del 2011, la tassa è ridotta della metà per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella laguna di Venezia, nonché per le unità individuate dal comma 2 a vela con motore ausiliario il cui rapporto tra superficie velica e potenza del motore espresso in KW non sia inferiore a 0,5.

Ravvedimento operoso per i ritardatari

Per omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta è prevista una sanzione amministrativa tributaria che va dal 200% al 300% dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa non dovuta.

In caso di versamento tardivo della tassa, il contribuente può, comunque, beneficiare  dell’istituto del ravvedimento operoso, purché sussistano le previste condizioni di tale disciplina (la violazione non sia stata constatata e cosi via).

 

2) Statistiche delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2011

Il Dipartimento delle Finanze, il 30.05.2012, ha pubblicato le statistiche relative alle dichiarazioni IVA, alle dichiarazioni dei redditi delle Società di Persone, degli Enti Non Commerciali, delle Persone fisiche titolari di partita Iva, agli atti di registro e delle successioni e, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la So.Se. Spa, le statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore.

Si tratta di dichiarazioni e dati trasmessi dai contribuenti nel 2011 e relativi al periodo d’imposta 2010.

Studi di settore

L’applicazione degli Studi di settore ha riguardato 3,482 milioni di soggetti (per il 63% persone fisiche), con un calo dello 0,42% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alle crescenti adesioni al regime dei contribuenti minimi che non prevede l’applicazione degli Studi di Settore.

In linea con la temporanea ripresa economica, nel 2010 si segnala un aumento dei ricavi/compensi dichiarati pari all’1% rispetto all’anno precedente (798,2 miliardi di euro il totale dichiarato) , con andamenti differenziati all’interno dei settori: il settore manifatturiero, che aveva subito il calo maggiore nel 2009 è quello che mostra un recupero maggiore (+1,9%), seguito dal settore delle attività professionali (+1,7%) e dal settore dei servizi (+1%), mentre è stabile il settore del commercio (+0,1%).

Il reddito medio dichiarato è risultato pari a 27.300 euro per le persone fisiche (+3,1% rispetto al 2009), 37.500 per le società di persone (+4.3%) e 31.600 per le società di capitali ed enti (+19,7%).

Ponendo l’attenzione sull’attività esercitata, il reddito medio dichiarato più elevato si è registrato nel settore delle attività professionali (49.500 euro) seguito dal settore dei servizi (26.900 euro), dal settore delle attività manifatturiere (29.200 euro), mentre il reddito medio dichiarato più basso si è registrato nel commercio (20.400 euro).

Analizzando le composizioni percentuali dei valori dichiarati è interessante notare che le società di capitali, pur dichiarando la metà del totale dei ricavi o compensi, dichiarano solo il 17,8% del totale dei redditi; al contrario le persone fisiche, pur dichiarando solo il 26,9% dei ricavi o compensi totali, dichiarano il 57,3% dei redditi totali.

Un confronto tra i livelli di reddito medio dei soggetti congrui e non congrui evidenzia differenze molto elevate: escludendo i soggetti di minori dimensioni, si passa complessivamente da un reddito medio di 43.200 euro per i soggetti congrui ad una perdita media di 900 per quelli non congrui.

Tutti i dati sugli Studi di Settore, compresi i redditi medi per singolo studio, sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo il percorso: dati e statistiche fiscali/studi di settore.

Dichiarazioni Iva

Sono circa 5,122 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2010, con un calo (-1%) rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti in “regime dei minimi”, la cui adesione nel 2010 è in crescita del 14,4% rispetto all’anno precedente.

Dall’analisi dimensionale si evidenzia la concentrazione del volume d’affari: i contribuenti con volume d’affari oltre 7 milioni di euro (circa lo 0,85% del totale, prevalentemente società di capitali) detengono circa il 66% del totale.

Dal confronto con l’anno precedente emerge che sia il volume d’affari complessivo dichiarato (pari a 3.105 miliardi di euro) che gli acquisti ed importazioni (pari a 2.503 miliardi di euro) hanno subito una ripresa rispettivamente del 3,80% e del 6,87%. La ripresa del volume d’affari (+114 miliardi di euro) è attribuibile principalmente a due settori: “Attività manifatturiere” e ”Commercio all'ingrosso e al dettaglio”;

L’Iva di competenza dell’anno d’imposta, intesa come saldo tra Iva a debito e Iva detraibile, mostra un incremento del 3%, fenomeno dovuto esclusivamente alle società di capitali (+4,17% rispetto al 2009).

Relativamente alle sezioni di attività economica si rileva che il settore ”Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli'' è quello maggiormente rappresentativo della platea dei contribuenti (25%) e detiene la quota maggiore sia del volume d’affari (30%) sia dell’Iva di competenza (35%).

Dal punto di vista territoriale, per regione e per area geografica di residenza dei contribuenti, si osserva che al Nord-ovest viene dichiarato il 39,56% del volume d'affari complessivo e si produce il 44,48% dell'Iva di competenza.

Dal confronto con l’anno precedente emerge che il Nord-ovest e le Isole hanno avuto un incremento del volume d’affari, rispettivamente del 7,06% e 4,45%, maggiore rispetto al dato nazionale (+3,8%).

La Basilicata è l’unica regione con l’Iva di competenza negativa.

Interessante è il dato del “credito utilizzato in compensazione nel modello F24” nel corso del 2010 (c.d. compensazione orizzontale) relativo al credito risultante dalla dichiarazione per il 2009.

È il primo anno in cui tale variabile subisce una forte contrazione (-39,05%) passando da 16,5 a 10,1 miliardi di euro, con una riduzione di credito utilizzato in compensazione con altre imposte di oltre 6 miliardi di euro. Tale rilevante riduzione si ritiene dimostri l’efficacia dell’introduzione di nuove regole per compensare nel modello F24 i crediti Iva, che si inserisce nell’attività di contrasto al fenomeno delle indebite compensazioni.

Confrontando il “Totale Iva a credito” nel triennio 2008, 2009 e 2010 si rileva che nell’ultimo anno tale variabile rimane ai livelli del 2009, passando da 43 a 44 miliardi di euro, rimanendo distante dai circa 50 miliardi di euro del 2008.

Nelle dichiarazioni del 2010 l’importo dell’Iva a credito da Computare in compensazione e/o in detrazione nell’anno successivo ha subito un leggero incremento del 2,39% (da 38,0 a 38,9 miliardi di euro), mentre gli importi richiesti a rimborso annuale sono aumentati del 5,40% (da 4,8 a 5,1 miliardi di euro).

Società di persone

Le dichiarazioni pervenute nel 2011, relative all’anno d’imposta 2010, sono 993.284 evidenziando una diminuzione del numero di dichiaranti pari all’1,28%, in linea con l’andamento dell’anno precedente e coerente con il corrispondente incremento del numero delle società di capitali negli ultimi anni.

Il reddito medio dichiarato dalle società di persone, pari a 41.960 euro, subisce un incremento dello 0,41% rispetto all’anno precedente (in controtendenza alla contrazione di circa il 6,78% del 2009 rispetto al 2008).

Tra i settori economici l’incremento più rilevante del reddito d’impresa si è registrato nel settore “manifatturiero” (+3,12% pari al 72% dell’incremento totale), nel settore “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” (+2,91%) e nel settore “Attività immobiliari” (+2,14%), mentre il settore del ”commercio all’ingrosso e al dettaglio” è stabile (+0,20%). Di converso il settore delle ”Costruzioni” continua registrare una contrazione (-2,03%).

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 30.05.2012)

 

3) Istituita la funzione antiriciclaggio per le imprese di assicurazione

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28.05.2012, è stato pubblicato il Regolamento n. 41 del 15.05.2012, dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo (ISVAP) recante Disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Tale Regolamento é attuativo, per quanto concerne il settore assicurativo, del disposto di cui all’art. 7, comma 2, del D.Lgs. n. 231/2007, che ha riordinato l’intera normativa volta alla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, ridisegnando, tra l’altro, i rapporti di collaborazione tra le Autorità di vigilanza di settore e, di conseguenza, il ruolo dell’ISVAP.

 

 

4) Dogane: prorogato il termine di invio dei dati contabili per i piccoli depositi commerciali

Esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità organizzative: Differito il termine per la trasmissione telematica dei dati contabili relativi al 2012.

L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato il 30.05.2012 la Determinazione n. 59739 del 29.05.2012 sulla decorrenza dei termini per la presentazione dei dati delle contabilità in forma esclusivamente telematica degli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità operative ed organizzative.

Il D.L. n. 16/2012, convertito dalla Legge n. 44/2012 (meglio conosciuto come decreto di semplificazioni tributarie) ha delineato la possibilità che i registri, la cui tenuta è obbligatoria ai sensi del D.Lgs. n. 504/1995, possono essere sostituiti dalla presentazione esclusivamente in forma telematica dei dati relativi alle contabilità degli operatori, tra i quali rientrano, tra l’altro, quelli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità operative ed organizzative.

Considerate le richieste delle associazioni rappresentative degli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità organizzative che hanno ulteriormente manifestato la difficoltà dei loro associati ad espletare le prescrizioni in merito alla telematizzazione delle accise, lamentando, altresì, le difficoltà economiche degli operatori in esame connesse alla sfavorevole e generale congiuntura nazionale, la suddetta determinazione delle Dogane ha disposto il differimento al 01.06.2013 della decorrenza dell’obbligo per la trasmissione esclusivamente in via telematica dei dati delle contabilità, relativi all’anno 2012, degli esercenti i depositi commerciali di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 1 della Determinazione Direttoriale n. 86767 del 20.07.2009.

(Agenzia delle Dogane, Determinazione pubblicata il 30.05.2012)

 

5) Statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore

Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato il 30.05.2012 in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la So.Se. Spa, le statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore.

Si tratta dei dati relativi al periodo d’imposta 2010.

L’applicazione degli Studi di settore ha riguardato 3,482 milioni di soggetti (per il 63% persone fisiche), con un calo dello 0,42% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alle crescenti adesioni al regime dei contribuenti minimi che non prevede l’applicazione degli Studi di Settore.

In linea con la temporanea ripresa economica, nel 2010 si segnala un aumento dei ricavi/compensi dichiarati pari all’1% rispetto all’anno precedente (798,2 miliardi di euro il totale dichiarato) , con andamenti differenziati all’interno dei settori: il settore manifatturiero, che aveva subito il calo maggiore nel 2009 è quello che mostra un recupero maggiore (+1,9%), seguito dal settore delle attività professionali (+1,7%) e dal settore dei servizi (+1%), mentre è stabile il settore del commercio (+0,1%).

Il reddito medio dichiarato è risultato pari a 27.300 euro per le persone fisiche (+3,1% rispetto al 2009), 37.500 per le società di persone (+4.3%) e 31.600 per le società di capitali ed enti (+19,7%).

Ponendo l’attenzione sull’attività esercitata, il reddito medio dichiarato più elevato si è registrato nel settore delle attività professionali (49.500 euro) seguito dal settore dei servizi (26.900 euro), dal settore delle attività manifatturiere (29.200 euro), mentre il reddito medio dichiarato più basso si è registrato nel commercio (20.400 euro).

Analizzando le composizioni percentuali dei valori dichiarati è interessante notare che le società di capitali, pur dichiarando la metà del totale dei ricavi o compensi, dichiarano solo il 17,8% del totale dei redditi; al contrario le persone fisiche, pur dichiarando solo il 26,9% dei ricavi o compensi totali, dichiarano il 57,3% dei redditi totali.

Un confronto tra i livelli di reddito medio dei soggetti congrui e non congrui evidenzia differenze molto elevate: escludendo i soggetti di minori dimensioni1, si passa complessivamente da un reddito medio di 43.200 euro per i soggetti congrui ad una perdita media di 900 per quelli non congrui2.

Tutti i dati sugli Studi di Settore, compresi i redditi medi per singolo studio, sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo il percorso: dati e statistiche fiscali/studi di settore.

 

6) Nuovi studi del Notariato: recesso del socio

Sono stati pubblicati il 29.05.2012 gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato che (sono consultabili nella sezione “Studi e Materiali”) hanno approfondito tematiche relative alle esecuzioni immobiliari, al diritto societario e tributario e al trust:

- Il decreto di trasferimento come titolo di provenienza - Studio n. 18-2011/E;

- Certificazione energetica ed espropriazione forzata - Studio n. 12-2011/E;

- Il recesso del socio dai tipi societari capitalistici e applicativi notarili - Studio n. 188-2011/I (il recesso è atto unilaterale recettizio giuridicamente efficace dal momento in cui, con qualsiasi mezzo, la società prende atto della volontà dell’exit da parte del socio. Da tale momento il socio perde il suo status e la legittimazione a esercitare i diritto sociali, divenendo creditore della società per la liquidazione della quota. Il recesso risulta revocabile ma solo a condizione che la delibera di recesso non abbia avuto un principio di esecuzione);

- La registrazione d’ufficio e l’enunciazione nell’imposta di registro - Studio n. 208-2010/T;

- Note sul trust istituito da imprese in crisi (in funzione liquidatoria) - Studio n. 161-2011/I (la costituzione di trust nelle imprese in crisi è un’operazione ad alto rischio per i notai).

 

7) Terremoto in Emilia: i provvedimenti del CdM

Il Consiglio dei Ministri del 30.05.2012, dopo aver osservato un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime del terremoto del 29 maggio, ha approvato:

- l’estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo. Al Presidente della Regione sono affidati i compiti di Commissario per la ricostruzione. Ai Sindaci dei Comuni colpiti dal sisma sono affidate le funzioni di Vice Commissari;

- L’istituzione di una giornata di lutto nazionale per lunedì 4 giugno;

- Un decreto ministeriale di rinvio dei versamenti fiscali e contributi a settembre;

- L’applicazione di un decreto legge che prevede:

- la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali;

- l’individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica. In particolare sono previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale;

- la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto;

- la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti.

- la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione.

A copertura di questi interventi è stato deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review.

Il decreto legge del Governo segue ai primi interventi di soccorso predisposti ieri dal Comitato operativo della Protezione Civile, che aveva già operato per gli eventi sismici dei giorni scorsi dal 20 maggio al 23 maggio. Il Comitato ha potenziato i Centri operativi per la gestione dell’emergenza con l’attivazione di un nuovo Centro Coordinamento Soccorsi a Bologna, che si aggiunge a quelli già attivi. Il Capo del Dipartimento, accompagnato da un team di esperti, ha avviato un sopralluogo nei territori colpiti dal sisma. Contestualmente le strutture operative del servizio nazionale della protezione civile continuano ad operare nel territorio con un ulteriore potenziamento delle forze. Le strutture di accoglienza già attive sul territorio sono state potenziate ciascuna del 20% per un totale di ulteriori 1250 posti letto. L’eventuale restante fabbisogno assistenziale sarà soddisfatto con il ricorso alle strutture alberghiere presenti nel territorio regionale.

 

8) Modalità tecniche di accesso alle banche dati e di partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, n. 78785/2012 protocollo del 29.05.2012 e pubblicato il 30.05.2012, predisposto di intesa con la Guardia di Finanza, l’INPS, l’Agenzia del Territorio e la Conferenza Unificata, ha dato attuazione a quanto disposto dalla norma che disciplina il processo di partecipazione dei Comuni all’accertamento fiscale e contributivo ed il riconoscimento di una quota delle maggiori somme relative a tributi statali ovvero alle sanzioni civili, collegate al recupero dei contributi previdenziali ed assistenziali, riscossi a seguito di interventi che abbiano contribuito al buon esito dell’accertamento stesso.

Il provvedimento specifica che le modalità di accesso da parte dei Comuni alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, così come la trasmissione – da parte dei citati enti – di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti sono di tipo telematico e saranno puntualmente definite mediante apposite Convenzioni di cooperazione informatica che i Comuni stipuleranno con l’INPS e hanno già stipulato con l’Agenzia delle Entrate sulla base dello schema convenzionale verificato dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Con riguardo alla trasmissione delle informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento fiscale e contributivo, viene specificato che i Comuni possono inviare quelle rilevanti ai fini dell’accertamento dei tributi statali o all’Agenzia delle Entrate ovvero alla Guardia di Finanza ovvero all’Agenzia del Territorio, a seconda delle specifiche che sono contenute nell’allegato al presente provvedimento, mentre invieranno esclusivamente all’INPS quelle rilevanti ai

fini dell’accertamento contributivo. Viene a tal fine richiamata la previsione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 03.12.2007 in base alla quale le informazioni in argomento dovranno essere strutturate dai Comuni in forma di segnalazioni qualificate.

Il provvedimento, poi, specifica che tali segnalazioni dovranno essere inviate telematicamente dai Comuni ai quattro enti mediante applicativi informatici appositamente messi loro a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dalla Guardia di Finanza ovvero dall’Agenzia del Territorio ovvero dall’INPS.

Viene infine individuato lo specifico ambito di intervento e le tipologie di segnalazioni qualificate che i Comuni dovranno inviare all’INPS, al fine della loro partecipazione all’accertamento dei contributi previdenziali ed assistenziali

non dichiarati.

Con particolare riferimento alle modalità tecniche di accesso alle banche dati e quelle di partecipazione dei Comuni all’accertamento fiscale e contributivo di competenza, rispettivamente dell’Agenzia del territorio e dell’Inps, queste ultime istituzioni si impegnano ad ottenere preventivamente il parere del Garante della protezione dei dati personali.

 

Vincenzo D’Andò