Novità fiscali del 30 maggio 2012: controlli sui 730, nuove tempistiche

Pubblicato il 30 maggio 2012

Modello 730/2010: più tempo per il riscontro della documentazione; le recenti novità spiegate da Assonime; pertinenze ai fini IMU: bonus fino a tre unità; omissione dichiarazione dei redditi: conseguenze; possessori di barche sopra 10 metri: in scadenza la tassa; prodotti finanziari: pubblicato il Decreto del MEF; schema di decreto correttivo su direttiva azionisti: parere favorevole delle Commissioni competenti del Senato e della Camera; dal 01.06.2012 sarà possibile utilizzare il Modello F24 semplificato; attività di Protezione Civile: rimborso per il mancato guadagno giornaliero; impresa familiare e regime dei superminimi

 

 

Indice:

1) Modello 730/2010: più tempo per il riscontro della documentazione

2) Le recenti novità spiegate da Assonime

3) Pertinenze ai fini IMU: bonus fino a tre unità

4) Omissione dichiarazione dei redditi: conseguenze

5) Possessori di barche sopra 10 metri: in scadenza la tassa

6) Prodotti finanziari: pubblicato il Decreto del MEF

7) Schema di decreto correttivo su direttiva azionisti: parere favorevole delle Commissioni competenti del Senato e della Camera

8) Dal 01.06.2012 sarà possibile utilizzare il Modello F24 semplificato

9) Attività di Protezione Civile: rimborso per il mancato guadagno giornaliero

10) Impresa familiare e regime dei superminimi

 

 

1) Modello 730/2010: più tempo per il riscontro della documentazione

A causa delle difficoltà emerse per le richieste di documentazione relative al controllo del modello 730/2010 (anno d’imposta 2009), datate 19.04.2012, i contribuenti hanno la possibilità di esibire quanto richiesto fino al 30.06.2012.

In tal senso, l’Agenzia delle Entrate ha impartito disposizioni a tutti i propri uffici territoriali.

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 74 del 28.05.2012)

 

2) Le recenti novità spiegate da Assonime

Da Assonime la circolare n. 14/2012: Le principali novità del c.d. decreto “semplificazioni fiscali” in materia di imposte dirette

Come è noto, il 02.03.2012 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 il D.L. n. 16 del 2012 (convertito, con modificazioni dalla Legge n. 44 del 26.04.2012) che ha introdotto “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento”.

Alla luce della pubblicazione di questo provvedimento, Assonime ha ritenuto opportuno fornire una sommaria ricognizione delle principali disposizioni di carattere fiscale che sono state introdotte in materia di imposte dirette.

Secondo Assonime, la deduzione forfettaria (10%) dell’Irap, riferibile agli interessi passivi, parametrata all’ammontare complessivo di periodo, spetta anche se il contribuente applica contestualmente la nuova deduzione analitica (100%) calcolata sul costo del lavoro.

Reati ambientali e responsabilità amministrativa degli enti

Altresì, Assonime con la circolare n. 15/2012 ha esaminato il provvedimento legislativo che ha dato luogo ad una ulteriore modifica al D.Lgs. n. 231/01, estendendo la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ai principali reati ambientali (art. 25 undecies).

(Assonime, note del 28.05.2012)

 

3) Pertinenze ai fini IMU: bonus fino a tre unità

A differenza dell’Ici, per l’Imu si è stabilito che le pertinenze (così come definite dal Codice civile), dell’abitazione principale del soggetto passivo ammesse al trattamento agevolato sono solamente quelle immobiliari classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini, ecc.), C/6 (autorimesse, ecc.) e C/7 (tettoie), nella misura massima di un’unità per ciascuna categoria.

La circolare sull’Imu ha chiarito che per l’abitazione principale sono al massimo tre le pertinenze (con relativa applicazione dell’aliquota agevolata dello 0,40% ed eventuali detrazioni).

Il contribuente potrà, quindi, considerare come pertinenza della prima casa una unità immobiliare per ciascuna categoria catastale fino a un massimo di tre (in pratica una per categoria catastale).

 

4) Omissione dichiarazione dei redditi: conseguenze

Secondo quanto stabilito dalla Cassazione (sentenza n. 20286 del 28.05.202), sezione penale, il calcolo dell’imposta evasa ai fini della sussistenza del reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi può essere effettuato sui soli ricavi se non vi sono elementi certi sull’esistenza dei costi.

Nel caso di specie, il rappresentante legale di una società era stato condannato per la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Iva.

I difensori, nel ricorso presso la giustizia di legittimità, avevano sostenuto che nella quantificazione dell’imposta evasa non si erano tenute in considerazione le spese; i giudici avevano semplicemente sommato gli importi delle fatture emesse. Ma la Suprema corte ha ribadito che, se non ci sono elementi di prova che facciano ritenere esistenti i costi, l’imposta può essere determinata soltanto sui ricavi.

 

5) Possessori di barche sopra 10 metri: in scadenza la tassa

Entro il 31.05.2012 i possessori di barche di lunghezza superiore a 10 metri devono provvedere a versare la tassa annuale.

Il pagamento va da un minimo di 800 a un massimo di 25mila euro, a seconda delle dimensioni dello scafo.

Con la risoluzione n. 39/E del 2012 l’Agenzia delle Entrate ha approvato i codici tributo da utilizzare per il pagamento da corrispondere con il modello F24.

La tassa sulle imbarcazioni si paga con il modello F24, utilizzando i codici tributo “3370”, “8936” e “1931” per pagare rispettivamente tassa, sanzione e interessi.

Tuttavia, per chi fosse impossibilitato ad utilizzare la delega di pagamento, è data facoltà di effettuare il pagamento mediante bonifico a favore dello stato: Le coordinate bancarie sono indicate nel provvedimento direttoriale del 24.04.2012.

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