Novità fiscali del 24 maggio 2012: l’assunzione di lavoratori extracomunitari stagionali

Pubblicato il 24 maggio 2012



avvisi bonari: chiarimenti dalle Entrate; regolamenti UE in materia di congedo di maternità e congedo parentale; applicazione nuovi regolamenti comunitari; affitto azienda: il concedente non è responsabile per infortuni aziendali; regolamento sugli aiuti de minimis ai servizi di interesse economico generale; consulente del lavoro quale componente di collegio sindacale; nuove modalità di presentazione della domanda di trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia: utilizzo del canale telematico; ingresso lavoratori extracomunitari per lavoro stagionale

 

 

Indice:

 

1) Avvisi bonari: chiarimenti dalle Entrate

2) Regolamenti UE in materia di congedo di maternità e congedo parentale

3) Applicazione nuovi regolamenti comunitari

4) Affitto azienda: il concedente non è responsabile per infortuni aziendali

5) Regolamento sugli aiuti de minimis ai servizi di interesse economico generale

6) Consulente del lavoro quale componente di collegio sindacale

7) Nuove modalità di presentazione della domanda di trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia: utilizzo del canale telematico

8) Ingresso lavoratori extracomunitari per lavoro stagionale

 

 

1) Avvisi bonari: chiarimenti dalle Entrate

Il fisco non chiederà l’inammissibilità del ricorso contro il ruolo per mancata impugnazione dell’avviso bonario.

La precisazione è contenuta nel comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 23.05.2012, diramato a seguito di alcuni recenti articoli di stampa che hanno riproposto il tema della impugnabilità delle comunicazioni di irregolarità (cd. avvisi bonari).

In tale contesto l’Agenzia delle Entrate ha confermato la propria adesione all’orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità, ribadito dalle sentenze a Sezioni Unite della Cassazione (SS.UU.) n. 16293/2007 e n. 16428/2007, secondo cui è esclusa l’impugnabilità degli avvisi bonari, con i quali si invitano i contribuenti a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di liquidazione delle dichiarazioni.

L’emanazione della sentenza della Corte di Cassazione n. 7344 del 2012, peraltro emessa in relazione a controversia riguardante anche il ruolo che solo incidentalmente si è occupata dell’impugnabilità degli avvisi bonari, di per sé non giustificherebbe, infatti, un’eventuale modifica dell’orientamento fin qui costantemente tenuto dall’Agenzia delle Entrate.

Gli Uffici delle Entrate, pertanto, continueranno a sostenere l’inammissibilità dei ricorsi eventualmente proposti contro gli avvisi bonari.

La tutela giudiziale delle ragioni del contribuente potrà comunque essere esercitata in sede di impugnazione del ruolo: Solo con la notifica della cartella di pagamento, infatti, l’effettiva pretesa tributaria viene portata a conoscenza del contribuente.

Coerentemente con questo orientamento, gli Uffici dell’Agenzia si asterranno dal chiedere l’inammissibilità del ricorso contro il ruolo per mancata impugnazione dell’avviso bonario.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 23.05.2012)

 

2) Regolamenti UE in materia di congedo di maternità e congedo parentale

Nell’ambito dei Paesi UE, in seguito all’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari, l’accredito figurativo e il riscatto dei periodi di congedo di maternità e di congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro sono preclusi quando gli stessi periodi risultino già coperti negli ordinamenti pensionistici di tali Paesi.

Per quanto riguarda, invece, l’accredito dei citati periodi coperti da contribuzione in Paesi extracomunitari convenzionati, occorre valutare ciascuna fattispecie in conformità a quanto previsto dalla convenzione di sicurezza

sociale stipulata con ogni singolo Stato.

(Inps, circolare n. 71 del 22.05.2012)

 

3) Applicazione nuovi regolamenti comunitari

Dal 01.04.2012, i nuovi regolamenti comunitari relativi al coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, si applicano anche alla Confederazione Svizzera.

Nella circolare n. 70 del 22.05.2012 sono descritti in dettaglio i regolamenti in esame e il loro ambito di applicazione e, inoltre, vengono fornite precisazioni sull’applicazione delle disposizioni comunitarie in materia di prestazioni orfanili e tassi di cambio ai Paesi membri dell’Unione Europea, ai Paesi SEE e alla Svizzera.

(Inps, circolare n. 70 del 22.05.2012)

 

4) Affitto azienda: il concedente non è responsabile per infortuni aziendali

L’imprenditore che affitta l’azienda, con macchinari obsoleti e non allineati agli standard di sicurezza, non è responsabile degli infortuni occorsi ai lavoratori ed, in genere, ai terzi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19416 del 22.05.2012.

Insomma, i responsabili della sicurezza elencati dalle norme vigenti sono gli imprenditori sui loro dipendenti, i fabbricanti, i noleggiatori ma non certo chi affitta tutta l’azienda.

Anche tenuto conto delle disposizioni del D.Lgs. n. 626/1994, attuate con il D.Lgs n. 81/2008, che vietano la fabbricazione, la vendita, il noleggio di attrezzature e impianti non allineati con la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Corte Suprema ha assolto il legale rappresentante di una Srl che aveva affittato l’azienda con dei macchinari obsoleti, non potendo essere ricompreso tra i soggetti indicati dalle norme citate poiché aveva concesso in affitto tutta l’azienda e non solo i singoli macchinari.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 19416 del 22.05.2012)

 

5) Regolamento sugli aiuti de minimis ai servizi di interesse economico generale

Pubblicata da Assonime la circolare n. 13 del 23.05.2012 sul regolamento sugli aiuti de minimis ai servizi di interesse economico generale.

La suddetta circolare ha illustrato il regolamento (UE) n. 360/2012 della Commissione europea sugli aiuti di importanza minore (“de minimis”) concessi a imprese che forniscono servizi di interesse economico generale (SIEG).

Si tratta di aiuti esentati dall’obbligo di notifica in quanto non rientranti nel divieto di cui all’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE

 

6) Consulente del lavoro quale componente di collegio sindacale

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha risposto al quesito del 10.05.2012, posto da un Consulente del Lavoro, regolarmente iscritto, teso a conoscere se possa svolgere l’attività di componente un collegio sindacale di una SPA e se, a tal uopo, deve iscriversi all’Albo dei Revisori Contabili, ovvero se occorrano altri adempimenti.

Secondo il parere di tale Fondazione, i membri del Collegio sindacale, che non sono iscritti nel registro dei revisori contabili e che non sono professori universitari di ruolo in materie economiche e giuridiche, possono essere scelti tra gli iscritti nei seguenti albi professionali:

- Avvocati;

- Dottori commercialisti;

- Ragionieri e periti commerciali;

- Consulenti del lavoro.

Viene, infine, ricordato che ai sensi dell’art. 2409 – bis comma 3 lo statuto può prevedere espressamente, ma questa determinazione è possibile solo nel caso di società che non facciano ricorso al mercato del capitale di rischio e che non siano tenute al bilancio consolidato, che il controllo contabile sia svolto dal collegio sindacale.

In questo caso tutti i suoi componenti devono essere iscritti al Registro dei Revisori presso il Ministero della giustizia.

Pertanto qualora al Collegio sindacale sia attribuito anche il controllo contabile il Consulente del lavoro che assuma l’incarico di sindaco deve essere iscritto anche nell’albo dei Revisori contabili.

Infine, viene precisato che l’art. 2397, ult. co., c.c., dispone che, se lo statuto lo prevede, quando i ricavi oppure il patrimonio netto sono inferiori ad un milione di euro, l’organo di controllo interno possa essere composto da un (unico) sindaco, che dovrà essere scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.

 

7) Nuove modalità di presentazione della domanda di trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia: utilizzo del canale telematico

Liquidazione provvisoria del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia: L’Inps ha pubblicato la circolare n. 73 del 23.05.2012.

A partire dal 01.04.2012 la presentazione delle domande di trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia, avviene attraverso uno dei seguenti canali:

- WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

- Contact center multicanale – numero verde 803.164;

- Patronati/Intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Al fine di informare i potenziali beneficiari é previsto un periodo transitorio, fino al 30.06.2012, durante il quale saranno comunque garantite le consuete modalità di presentazione delle domande.

Al termine del periodo transitorio, a decorrere dal 01.07.2012, i tre canali sopraccitati diventeranno esclusivi ai fini della presentazione delle istanze di prestazione/servizio.

L’Inps fornisce, quindi, le istruzioni per l’accesso sui ai servizi telematizzati in materia di trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia.

Peraltro, solo per il trattamento di cui all’ art. 3 comma 3, D.L. n. 299/1994 è possibile una liquidazione provvisoria, dal momento che la liquidazione di tale prestazione è conseguente alla delibera dell’iscrizione dei lavoratori nelle liste di mobilità da parte della competente commissione.

Analogamente, infatti, a quanto avviene per l’indennità di mobilità ordinaria in funzione di sostegno al reddito immediato che l’Istituto intende garantire, è prevista la possibilità per gli assicurati che siano comunque in possesso dei requisiti per il diritto alla disoccupazione ordinaria, di richiedere la liquidazione provvisoria del trattamento speciale in questione per la durata di 120 giorni.

(Inps, circolare n. 73 del 23.05.2012)

 

8) Ingresso lavoratori extracomunitari per lavoro stagionale

L’Inps, con il messaggio n. 8854 del 23.05.2012, ha reso noto che é stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19 aprile 2012 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13.03.2012, concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2012.

Il decreto all’art. 1 prevede una quota massima di ingressi per 35.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La quota riguarda:

a) lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri-Lanka, Ucraina, Tunisia;

b) lavoratori stranieri non comunitari dei Paesi indicati alla lett. a), che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

Il decreto all’art. 2 prevede come anticipazione della quota massima di ingresso di lavoratori non comunitari per motivi di lavoro non stagionale, l’ammissione in Italia di 4.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi di origine ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs n. n. 286/1998.

Modalità di presentazione delle istanze e modulistica

Con la circolare congiunta n. 1960 del 2012 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’Interno sono state emanate le disposizioni relative alla modalità di inoltro delle istanze.

Le domande possono essere presentate, esclusivamente per via telematica (tramite il sito internet www.interno.it) dalle h. 8.00 del 20.04.2012 (giorno successivo alla pubblicazione del decreto) e sino alle h. 24.00 del 31 dicembre 2012.

Il sistema di gestione dei procedimenti, - rispettando l’ordine cronologico di presentazione - consente di ordinare le domande in base alla data di inizio dell’attività lavorativa, per rendere ancora più razionale la trattazione delle domande stesse e per evitare che la trattazione tardiva possa determinare la cessazione dell’interesse da parte del richiedente.

Istruttoria domande

Per l’istruttoria relativa alle domande di lavoro stagionale nonché alle richieste di lavoro stagionale pluriennale, si applicano le disposizioni già diramate con circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali prot. n. 1602 del 2011 - concernenti i seguenti adempimenti:

- le competenti Direzioni Provinciali del Lavoro, dovranno valutare gli esiti di specifici accertamenti da svolgere in merito alla sussistenza di pregressi episodi in cui i datori di lavoro, dopo aver ottenuto il rilascio di nulla osta a favore di lavoratori stagionali, non abbiano proceduto all’assunzione, richiedendo la revoca dei nulla osta già rilasciati;

- il datore di lavoro dovrà accompagnare il lavoratore extracomunitario allo Sportello Unico per sottoscrivere il contratto di soggiorno per lavoro ed effettuare, entro 48 ore dalla data risultante dal timbro presente sul medesimo contratto, la prescritta comunicazione obbligatoria ai fini dell’assunzione;

- al momento della presentazione presso lo Sportello Unico, qualora il datore di lavoro non intenda più procedere all’assunzione del lavoratore stagionale, purché con motivate giustificazioni, potrà essere consentito il contestuale subentro di un nuovo datore di lavoro per la stessa tipologia e durata del rapporto di lavoro cessato;

- la richiesta di revoca dei nulla osta già concessi potrà essere accolta solo nei casi in cui non sia già stato rilasciato il visto di ingresso e soltanto in presenza di cause di forza maggiore adeguatamente dimostrate.

Novità di cui alla Legge n. 35 del 04.04.2012

La Legge  n. 35 del 04.04.2012 di conversione del D.L. n. 5/2012 recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” ( art. 17, comma 2) ha introdotto importanti novità in merito alle procedure di assunzione di lavoratori stagionali extracomunitari, disponendo una procedura agevolata di silenzio – assenso. Qualora lo Sportello Unico per l’immigrazione (SUI), trascorsi venti giorni, non comunichi al datore di lavoro il proprio diniego alla richiesta, questa si ritiene accolta alle seguenti condizioni:

- nel caso in cui la richiesta riguardi uno straniero già autorizzato l’anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente;

- nel caso in cui il lavoratore stagionale nell’anno precedente sia stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno.

Le domande che avranno soddisfatto i requisiti necessari, decorsi i venti giorni dalla data indicata sulla ricevuta di presentazione della domanda, si intendono accolte anche se non saranno pervenuti i prescritti pareri delle Questure e delle Direzioni Territoriali del lavoro.

In questa fattispecie non è prevista l’emissione del nulla osta e il contratto di soggiorno dovrà essere sottoscritto contestualmente dal datore di lavoro e dal lavoratore al momento della presentazione presso lo Sportello Unico per la richiesta del permesso di soggiorno.

Inoltre, l’art. 17, comma 3-bis, prevede che, fermo restando il limite di nove mesi di validità massima, in caso di nuova opportunità di lavoro stagionale offerta dallo stesso o altro datore di lavoro l’autorizzazione al lavoro stagionale s’intende prorogata e il permesso di soggiorno può essere rinnovato.

Il comma 4, infine, stabilisce che la richiesta di assunzione in caso di permesso stagionale pluriennale, per le annualità successive alla prima, possa essere effettuata da un datore di lavoro anche diverso dal datore di lavoro che ha ottenuto il nullaosta triennale al lavoro stagionale.

Ripartizione quote lavoratori extracomunitari stagionali

Con la lettera circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2848 del 05.04.2012, si è proceduto all’attribuzione territoriale delle quote previste all’art. 1 del DPCM citato.

(Inps, messaggio n. 8854 del 23.05.2012)

 

Vincenzo D’Andò