Novità fiscali del 23 maggio 2012: variazioni al modello Unico 2012

Pubblicato il 23 maggio 2012



nuove modifiche ai modelli dichiarativi del 2012; aggiornato il software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2012; disposizioni riguardanti gli oneri e le spese relative al rilascio di duplicati e certificati di documenti doganali; IMU: sanzioni fino al 200%; basta con gli adempimenti antiriciclaggio dei Commercialisti: sono troppo onerosi in tutti i sensi; lavoro: la comunicazione dei giorni di ferie via mail è legittima se questa è la prassi; apprendistato: il parere di conformità non è obbligatorio; Unilav: rettifiche anche oltre i 5 giorni; coesistenza di più rapporti di lavoro; a fine mese scade il termine per il differimento delle scadenze per ferie collettive; riduzione debiti delle imprese; sisma in Emilia: stop pagamenti fiscali

 

 

Indice:

 

1) Nuovamente modificati i modelli dichiarativi del 2012

 

2) Aggiornato il software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2012

 

3) Disposizioni riguardanti gli oneri e le spese relative al rilascio di duplicati e certificati di documenti doganali

 

4) IMU: sanzioni fino al 200%

 

5) Basta con gli adempimenti antiriciclaggio dei Commercialisti: sono troppo onerosi in tutti i sensi

 

6) Lavoro: la comunicazione dei giorni di ferie via mail è legittima se questa è la prassi

 

7) Apprendistato: il parere di conformità non è obbligatorio

 

8) Unilav: rettifiche anche oltre i 5 giorni

 

9) Coesistenza di più rapporti di lavoro

 

10) A fine mese scade il termine per il differimento delle scadenze per ferie collettive

 

11) Riduzione debiti delle imprese

 

12) Sisma in Emilia: stop pagamenti fiscali

 

 

1) Nuovamente modificati i modelli dichiarativi del 2012

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 18.05.2012 (pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 21.05.2012), ha approvato le modifiche ai modelli dichiarativi 2012 ed alle relative istruzioni.

Le integrazioni si sono rese necessarie per correggere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia ed in conseguenza di alcune disposizioni normative introdotte con D.L. n. 201/2011.

In particolare, le variazioni hanno riguardato i seguenti modelli:

- CUD 2012;

- 770/2012 Semplificato ed Ordinario;

- 730/2012;

- Unico PF 2012;

- Unico ENC 2012;

- Unico SC 2012;

- Unico SP 2012;

- IRAP 2012.

 

2) Aggiornato il software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2012

Il software UnicOnLine Pf 2012, nella sua versione aggiornata 1.0.1 del 21.05.2012, consente la compilazione del modello Unico Persone fisiche e permette la generazione del modello di versamento F24 (plug-in F24 da Unico Pf 2012).

Il prodotto consente, inoltre, di precompilare il modello Unico Persone fisiche 2012 con alcune informazioni della dichiarazione presentata per il precedente periodo d’imposta (Unico/2011 o 730/2011).

Aggiornamento del 21.05.2012

E’stata modificata al 1,23% l’aliquota relativa all’addizionale regionale della provincia di Bolzano. Inoltre, sono state risolte alcune anomalie relative alla stampa.

(Agenzia delle Entrate, nota del 22.05.2012)

 

3) Disposizioni riguardanti gli oneri e le spese relative al rilascio di duplicati e certificati di documenti doganali

Sulla ripartizione degli oneri e delle spese connesse all’espletamento degli adempimenti doganali, il Reg. CE n 450/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce il codice doganale aggiornato, in vigore dal 24.06.2008, contempla una specifica norma (l’art. 30 par.1) in vigore dal 1° gennaio 2011, secondo quanto disposto dall’art. 188 par.3) del citato regolamento, che dispone testualmente nella prima parte quanto segue:

Le autorità doganali non impongono alcun onere per l’espletamento dei controlli doganali o di qualsiasi altro atto richiesto dall’applicazione della normativa doganale durante gli orari ufficiali di apertura degli uffici doganali competenti.

La disposizione in parola stabilisce un principio di carattere generale che fa salve, tuttavia, determinate situazioni nelle quali, in relazione ai servizi resi, l’autorità doganale può richiedere il pagamento di oneri per il ristoro delle spese sostenute e che sono esplicitate nella seconda parte del medesimo paragrafo e che si riportano di seguito:

a) la presenza, ove richiesta, del personale doganale fuori degli orari d’ufficio ufficiali o in locali diversi da quelli delle dogane;

b) analisi o perizie sulle merci e spese postali per la restituzione di merci a un richiedente, in particolare in relazione alle decisioni prese a norma dell’art. 20 o alla fornitura di informazioni a norma dell’art. 8, paragrafo 1;

c) la visita delle merci o il prelevamento di campioni a scopi di verifica, o la distruzione delle merci, in caso di costi diversi da quelli relativi all’impiego del personale doganale;

d) misure di controllo eccezionali, quando sono necessarie a causa della natura delle merci o di un rischio potenziale.

Al fine di assicurare una puntuale applicazione della citata disposizione, raccomandata dalla Commissione europea, non si farà luogo a richiesta di pagamento a carico degli operatori per il rilascio di duplicati o certificati richiesti dall’applicazione della normativa doganale (a titolo esemplificativo rilascio a posteriori o del duplicato del certificato di origine EUR 1 disciplinato dagli artt. 113 e 114 del Reg. CEE n. 2454/93) durante gli orari ufficiali di apertura degli uffici doganali.

Sono, pertanto, da considerare superate e, quindi, non più applicabili le disposizioni contenute nelle circolari 75/D dell’11.12.2002 e nella circolare 37/D del 07.07.2004 ove incompatibili con il precetto comunitario.

Restano, tuttavia, valide le direttive impartite con circolari o note disciplinanti il rimborso delle spese sostenute per la prestazione dei servizi che rientrano nel campo di applicazione dei servizi a pagamento, come disciplinati dalle lettere a), b), c), d). del paragrafo 1 dell’art. 30 del Reg. CE n. 450 del 23.04.2008 (circolare n. 34/D del 18.11.2011) ovvero le disposizioni concernenti il ristoro degli oneri per il rilascio di duplicati o certificati non richiesti dall’applicazione della normativa doganale.

(Agenzia delle Dogane, circolare n. 27434 R.U. del 17.05.2012)

 

4) IMU: sanzioni fino al 200%

In caso di acquisto dell’immobile il contribuente avrà 90 giorni di tempo per presentare la dichiarazione.

A tal fine, viene, infatti, prevista una sanzione amministrativa tra il 100% e il 200% (con un minimo pari a 51 euro) per chi non presenta la dichiarazione IMU.

(Altalex, nota del 21.05.2012)

 

5) Basta con gli adempimenti antiriciclaggio dei Commercialisti: sono troppo onerosi in tutti i sensi

E’ ora di finirla con gli adempimenti antiriciclaggio dei Commercialisti: Sono troppo onerosi in tutti i sensi.

Lo ha scritto Siciliotti, Presidente del CNDCEC.

Report: lettera di Siciliotti agli Ordini locali del CNDCEC

Il presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti replica alla trasmissione di Raitre e difende le professioni messe in cattiva luce nel corso della puntata della scorsa settimana

Ecco di seguito la lettera del Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, inviata ai presidenti dei 143 ordini territoriali, nella quale replica alla trasmissione di Raitre, Report, del 13 maggio scorso:

La trasmissione televisiva Report ha recentemente mandato in onda il montaggio di tre minuti di una intervista al sottoscritto, la cui durata complessiva, in sede di registrazione, é stata di oltre quaranta.

Le conclusioni della conduttrice della trasmissione, cui il montaggio era evidentemente funzionale, sono state incentrate sulla evidenziazione della presunta incongruenza tra quanto da me sempre affermato in ogni occasione (e pure in quella), circa l'opportunità di contrastare il ricorso a società ubicate in paradisi fiscali, e la mia partecipazione ad una società maltese.

Premesso che tale società maltese é stata costituita da un gruppo di professionisti al solo scopo di svolgere il ruolo di trustee per conto dei clienti dei rispettivi studi, so di non dirti nulla che già non sai nel ricordare che Malta, già dal 2004, é un Paese membro dell'Unione europea e, per le società ivi residenti, non trova applicazione alcuna delle disposizioni “black list”, proprio in virtù del fatto che vige un pieno rapporto di collaborazione tra le Autorità maltesi e le Autorità italiane sullo scambio di informazioni.

In altre parole, come ben sappiamo, la schermatura giuridica che queste società offrono é quella della riservatezza rispetto a ricerche nominative che possono essere lanciate sulle banche dati da privati cittadini; non segretezza rispetto a indagini delle Autorità fiscali o giudiziarie che, nel caso di Malta, vedono celermente soddisfatte le richieste informative.

Da cittadino, prima ancora che da professionista, ho sempre ritenuto deprecabile il ricorso a strutture ubicate in paradisi fiscali, al fine di perpetrare evasioni o altri illeciti che proprio l’opacità amministrativa di quei Paesi rende più difficile o addirittura impossibile snidare.

Da professionista, prima ancora che da cittadino, ho sempre saputo che, se qualcuno é intenzionato a porre in essere quei deprecabili comportamenti, sceglierà ben altre isole che non una divenuta da tempo perfettamente trasparente nello scambio di informazioni con le Autorità italiane.

Con riferimento a quella puntata di Report, ben più inaccettabile è stato il tentativo di mettere in cattiva luce l’intero mondo delle professioni sulla astratta base di una normativa controversa, complessa ed estremamente onerosa in termini di adempimenti, quale è attualmente quella anti riciclaggio.

Per quanto riguarda la nostra Professione, il basso numero di segnalazioni inviate, a fronte degli oltre 113mila iscritti (numero assai elevato ed in costante crescita che però, quando fa comodo, viene oscurato a favore della presentazione della Categoria come una ristretta casta chiusa), é l’altra naturale faccia della medaglia del basso numero, sempre rapportato al predetto dato di iscritti all'Albo, di dottori commercialisti ed esperti contabili condannati per il reato di riciclaggio o di concorso in riciclaggio.

La verità è che l’intero impianto normativo dell’antiriciclaggio va rivisto, lasciando sicuramente in piedi gli obblighi di segnalazione nel ristretto numero di casi in cui ciò si rende necessario, ma liberando al contempo dagli obblighi formali di registrazione “a prescindere” di tutte le operazioni le decine e decine di migliaia di professionisti per i quali questa disciplina si traduce solo nel rischio di incorrere in sanzioni patrimoniali onerosissime a fronte di meri inadempimenti formali.

Su questa linea, da sempre condivisa all’interno della nostra Professione, cercheremo di aggregare e sensibilizzare anche tutte le altre categorie professionali (Claudio Siciliotti)”.

 

6) Lavoro: la comunicazione dei giorni di ferie via mail è legittima se questa è la prassi

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 7863 del 18.05.2012 ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento del lavoratore, assente ingiustificato, secondo l’azienda, dal posto di lavoro.

Il dipendente in realtà aveva comunicato via mail che in quei giorni si sarebbe avvalso delle ferie maturate, ma il datore non ha gradito questa modalità di avviso: eppure, secondo quanto è emerso dalla testimonianze, questa era più o meno la prassi in azienda.

Ovvero il lavoratore che intendeva andare in ferie si limitava semplicemente a comunicare il periodo di fruizione delle stesse con un messaggio di posta elettronica.

In assenza di qualsivoglia risposta negativa da parte dell’ufficio del personale i giorni di ferie si intendevano concessi.

Pertanto il provvedimento sanzionatorio attuato ex post nei confronti del dipendente è apparso, ad avviso dei giudici di legittimità, eccessivo, né si è dato valore al documento, peraltro prodotto fuori tempo, da parte del datore di lavoro secondo cui risulterebbe necessaria l’autorizzazione scritta ad andare in ferie.
L’iter seguito dai dipendenti in circostanze precedenti analoghe, in cui le ferie risultano concesse sulla base delle richieste inoltrate per posta elettronica su di un modulo predisposto dal capo del personale, senza l’autorizzazione scritta del datore, è stato valutato come prova decisiva a favore del dipendente licenziato.
(Diritto.it, nota del 22.05.2012)

 

7) Apprendistato: il parere di conformità non è obbligatorio

Il contratto di apprendistato è di fatto ormai l’unico veicolo utilizzabile dai giovani per entrare nel mondo del lavoro.

Per questo motivo si dovrebbe poter attivare con la massima semplicità pur nel rispetto delle regole generali.

Vengono invece da più parti segnalati modus operandi erronei che minano la diffusione dell’istituto; uno di questi è il rilascio del parere di conformità da parte degli Enti bilaterali che giammai potrà essere considerato obbligatorio.

Si tratta di forzature normative che di certo non hanno per fine ultimo quello della diffusione del contratto di apprendistato.

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 10 del 22.05.2012, si é soffermata su questo aspetto e altri aspetti inerenti l’avvio del contratto medesimo.

Il contratto di apprendistato – Rilascio del parere di conformità previsto dai CCNL di settore.

Il Testo Unico ha profondamente riformato la disciplina del contratto di apprendistato, demandando alla contrattazione collettiva la regolamentazione della formazione on the job del lavoratore.

Ma questo non significa che sia stata delegata dalla legge anche la modalità di controllo della congruità del percorso formativo, che rimane di competenza degli organi ispettivi e del giudice.

La suddetta circolare n. 10/2012 della Fondazione Studi analizza nel dettaglio il rilascio del parere di conformità previsto da alcuni contratti collettivi, che non può ritenersi vincolante per le aziende ai fini della legittima costituzione del rapporto di lavoro.

 

8) Unilav: rettifiche anche oltre i 5 giorni

La rettifica dei dati essenziali può essere effettuata esclusivamente entro 5 giorni dalla comunicazione.

Dopo tale periodo potranno essere rettificati solo i dati non essenziali.

Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 7191 del 21.05.2012, ha specificato quali sono i dati essenziali che potranno essere modificati solo entro i 5 giorni.

Nel caso in cui la rettifica successiva ai 5 giorni riguardi la sede legale del datore di lavoro, il domicilio del lavoratore o la sede di lavoro, il nodo di coordinamento nazionale provvedere a smistare la nuova comunicazione rettificata anche ai servizi informatici destinatari della comunicazione originaria.

Ciò al fine di garantire la piena tracciabilità delle comunicazioni rettificate.

I dati essenziali, che, per non incorrere in sanzioni, possono essere modificati solo ed esclusivamente entro 5 giorni dalla comunicazione, sono quelli indicati dal Ministero (codici fiscali, soggiorno per stranieri, date assunzione, trasformazione, cessazione…).

La funzione di rettifica può essere attivata dal soggetto abilitato, che ha effettuato la comunicazione, nei modi seguenti:

- mediante il sistema informatico on line, utilizzando il codice di comunicazione al fine di ricercare la comunicazione da rettificare e provvedere ad effettuare le necessarie correzioni;

- mediante l’invio di un file XML, reinviando la comunicazione rettificata ed indicando il codice di comunicazione attribuito a quella da rettificare.

La rettifica di una comunicazione può avvenire sia per iniziativa di chi l’ha effettuata sia su richiesta dei soggetti istituzionali che la ricevono.

PDS umanitari rilasciati nel 2011 prorogati di 6 mesi

Per cittadini nordafricani sbarcati in Italia durante “primavera araba” più tempo per ricercare un lavoro.

I permessi di soggiorno umanitari rilasciati ai cittadini nordafricani sbarcati lo scorso anno in Italia durante la primavera araba dureranno altri sei mesi.

Il decreto firmato dal presidente del consiglio Mario Monti, toglierà dall’irregolarità coloro che ancora non hanno trovato un lavoro e quindi non sono riusciti a convertire il loro permesso.

La precisazione è giunta dal Ministero è con la circolare n. 4098 del 18.05.2012.


9) Coesistenza di più rapporti di lavoro

Sulla possibilità di potere cumulare, o meno, un rapporto di lavoro subordinato da 40 ore settimanali (dal lunedì al venerdì) con un contratto a chiamata (solo il sabato e per non più di 6 ore), la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, con la nota pubblicata il 22.05.2012, ha risposto che non esiste nel nostro ordinamento alcun divieto di superare le 40 ore settimanali con più contratti. Lo ha affermato anche il Ministero del lavoro nella circolare 8 del 2005. L'importante è che vengano rispettati i vincoli dei riposi giornalieri di 11 ore consecutive.


10) A fine mese scade il termine per il differimento delle scadenze per ferie collettive

Il 31 maggio scade il termine per il differimento delle scadenze per ferie collettive

Le aziende che sospendono l’attività per ferie collettive possono presentare all’INPS la richiesta di differimento del termine di pagamento dei contributi dovuti.

La domanda va inoltrata entro il 31 maggio di ogni anno, termine confermato dall’INPS con messaggio n. 8609 del 18.05.2012.

Il termine di presentazione è ordinatorio, l’INPS, infatti, ha facoltà di esaminare anche le domande pervenute in ritardo in presenza di situazioni particolari.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 22.05.2012)

 

 11) Riduzione debiti delle imprese

Abbiamo adottato quattro decreti che mirano a ridurre lo stock dei debiti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione. Lo ha affermato il premier Mario Monti a Palazzo Chigi, che ha evidenziato l’importanza di “dare carburante” alle nostre imprese che “affrontano con determinazione la crisi”.

Il governo dovrebbe smaltire una quota di 20/30 miliardi già nel corso di quest’anno, ha detto il presidente del consiglio illustrando i 4 decreti sui ritardati pagamenti della Pa alle imprese.

Il governo intende recepire la direttiva europea sui ritardati pagamenti entro fine anno, in anticipo quindi rispetto ai tempi previsti per marzo 2013.

Nella consapevolezza del ruolo centrale delle imprese nel rilancio della nostra economia è giunto il momento di sistemare, anche se parzialmente, il problema di liquidità della imprese.

Il creditore invia istanza alla amministrazione debitrice che ha 60 giorni di tempo per rispondere.

Se questo processo di certificazione non arriva entro 60 giorni il creditore ha un appello immediato.

Si rivolge alla ragioneria provinciale che verifica e, in caso di mancata certificazione per non giustificabile rallentamento, certifica in prima persona. Finiti i 60 giorni o nei successivi 60, nel caso le amministrazioni non siano veloci, il creditore può rivolgersi al sistema bancario e con questa garanzia aggiuntiva può ricevere una anticipazione bancaria.

 

 12) Sisma in Emilia: stop pagamenti fiscali

Sisma in Emilia, Monti: Stop ai pagamenti fiscali, “troveremo coperture” per la proclamazione dello stato emergenza.

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha visitato ieri mattina le zone terremotate dell’Emilia Romagna, annunciando la possibilità di sospendere i pagamenti fiscali per i cittadini colpiti dal sisma.

Troveremo coperture adeguate per interventi immediati, ha promesso Monti, confermando la proclamazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri.

Deliberato lo stato di emergenza

Il Consiglio dei ministri, il 22.05.2012, ha deliberato lo stato di emergenza per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova colpiti dal sisma del 20 maggio 2012, fissandone la durata a 60 giorni e attribuendo la competenza a coordinare gli interventi al Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

Nella fase successiva allo stato di emergenza il coordinamento spetterà alle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, ciascuna per i territori di propria competenza. Il fabbisogno finanziario per far fronte allo stato di emergenza verrà coperto utilizzando le risorse del Fondo Nazionale per la Protezione Civile. Il Fondo è stato all’uopo rifinanziato con 50 milioni di euro, prima della dichiarazione dello stato emergenziale. Le risorse stanziate serviranno a coprire tutte le spese per i soccorsi, l’assistenza e la messa in sicurezza provvisoria dei siti pericolanti. In caso di necessità, sarà possibile integrare le risorse attingendo al Fondo di riserva per le spese impreviste (a sua volta reintegrabile con risorse ordinarie derivanti da riduzioni di voci di spese rimodulabili e, ove necessario, con le maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’accisa nazionale sui carburanti, stabilita dal Consiglio dei Ministri in misura non superiore a cinque centesimi per litro). Pertanto, non è stato necessario procedere ad alcun aumento delle accise.

Il Governo ha iniziato l’esame di un intervento che consenta ai Comuni colpiti un allentamento del patto di stabilità interno.

Il Presidente del Consiglio, nella sua qualità di Ministro dell’economia e finanze, ha annunciato il suo proposito di rinviare il pagamento dell’IMU per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili.

Entrambe le misure saranno operative nel momento in cui le Regioni, con l’ausilio delle autorità locali, avranno terminato il censimento delle effettive necessità, e ciò al fine di stabilire la necessaria copertura finanziaria.

Come previsto dalla recente riforma della Protezione civile, le ordinanze emanate nei prossimi 20 giorni saranno immediatamente efficaci. In questa fase il Capo della Protezione Civile agirà con massima flessibilità e libertà, senza bisogno di acquisire concerti o visti preventivi. Successivamente le ordinanze dovranno ricevere il concerto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, limitatamente ai profili finanziari.

 

Vincenzo D’Andò