Novità fiscali del 16 maggio 2012: accertamento anticipato, la parola alla Cassazione

Pubblicato il 16 maggio 2012

commercialisti: invii antiriciclaggio anonimi al CNDCEC; indice TFR del mese di aprile 2012; é possibile presentare ricorso anche contro l’avviso bonario del fisco; deduzione del compenso per il lavoro prestato dai familiari nell’azienda; delibera Consob di modifica del Regolamento Emittenti e del Regolamento Mercati; entro oggi si pagano le imposte sostitutive per le plusvalenze affrancate; carte telefoniche prepagate: rapporto solo tra operatore-distributore; accertamento anticipato: la parola alle SS.UU. della Cassazione

 

 

Indice:

 

1) Commercialisti: invii antiriciclaggio anonimi al CNDCEC

 

2) Indice TFR del mese di aprile 2012

 

3) E’  possibile presentare ricorso anche contro l’avviso bonario del fisco

 

4) Deduzione del compenso per il lavoro prestato dai familiari nell’azienda

 

5) Delibera Consob di modifica del Regolamento Emittenti e del Regolamento Mercati

 

6) Entro oggi si pagano le imposte sostitutive per le plusvalenze affrancate

 

7) Carte telefoniche prepagate: Rapporto solo tra operatore-distributore

 

8) Accertamento anticipato: Si/no, la parola alle SS.UU. della Cassazione

 

 

1) Commercialisti: Invii antiriciclaggio anonimi al CNDCEC

Segnalazioni antiriciclaggio anonime, per i Commercialisti, grazie allo scudo del CNDCEC.

In particolare, l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili diviene un filtro per le segnalazioni antiriciclaggio dei propri iscritti.

E’ stato, infatti, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 12.05.2012, il Decreto del 04.05.2012 del Ministero dell’Economia e delle Finanze di attuazione dell’art. 43, comma 2, del Decreto Legislativo 21.11.2007, n. 231.

Per fini di antiriciclaggio, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili potrà ricevere dai propri iscritti le segnalazioni di operazioni sospette previste dall’art. 41 del D.Lgs. n. 231/2007.

Detto Consiglio Nazionale dell’Ordine poi trasmette la segnalazione di operazione sospetta alla Unità di informazione finanziaria (Uif) con la modalità e secondo i principi previsti dall’art. 45, comma 4, del D.Lgs. n. 231/2007.

A tale scopo, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e l’Unità di informazione finanziaria dovranno stipulare, entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, un protocollo d’intesa ove sono stabilite le specifiche tecniche per la trasmissione in via telematica delle segnalazioni di operazioni sospette nonché per gli adempimenti di cui agli artt. 45, comma 3 e 48, comma 1.

 

2) Indice TFR del mese di aprile 2012

Per il mese di aprile 2012 il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 1,725962.

 

3) E’  possibile presentare ricorso anche contro l’avviso bonario del fisco

Si tratta di comunicazioni che hanno una pretesa tributaria. In particolare, gli avvisi bonari sono atti impugnabili dal contribuente perché portano a conoscenza del contribuente “una pretesa impositiva compiuta”.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7344 del 11.05.2012, ha, quindi, mutato il proprio parere sulle querelle.

Di parere opposto, invece, l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 110/E del 2010), secondo cui gli avvisi bonari non contengono una pretesa impositiva definita ma un invito a fornire elementi chiarificatori delle anomalie riscontrate rappresentando una volontà impositiva in itinere.

Tuttavia, adesso questa tesi non convince più il giudice di legittimità: Gli avvisi bonari possono essere impugnati dal contribuente.

Per i giudici supremi nella elencazione degli atti impugnabili davanti al giudice tributario non è esclusa l’impugnabilità di altri atti purché “contenenti una compiuta e definita pretesa tributaria”.

Risulta, quindi, possibile ricorrere innanzi al giudice tributario contro tutti quegli atti che portano comunque a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria senza la necessità di attendere che la stessa si vesta della forma autoritativa propria di uno degli atti dichiarati impugnabili dall’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992.

In precedenza, la stessa Corte di Cassazione (16428/2007) si era, invece, espressa diversamente per le comunicazioni inviate ai sensi degli artt. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972: “costituiscono infatti anche un invito a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dei tributi. Quindi manifestano una volontà impositiva ancora in itinere e non formalizzata in un atto cancellabile solo in via di autotutela (o attraverso l’intervento de