Novità fiscali del 15 maggio 2012: tanti nuovi codici tributo per il modello F24

Pubblicato il 15 maggio 2012



secondo la Cassazione per le opzioni nel Modello Unico, la scelta non è emendabile; aiuti a chi assume al Sud: approvato il Decreto attuativo; F24: istituiti tre codici tributo per le nuove regolarizzazioni fiscali; domande disoccupazione lavoratori sospesi; cartella di pagamento: ritoccate le avvertenze per i ruoli delle Dogane; cinque per mille 2012: online gli elenchi degli iscritti in lizza; codici tributo per il versamento con modello “F24” ed “F24EP” del contributo di solidarietà; codici tributo per il versamento, con modello F24, della maggiorazione dell’aliquota IRES per le società di comodo; assistenza fiscale: istituiti i codici tributo per F24; dogane: status Europeo di Operatore Economico Autorizzato “AEO”

 

 

Indice:

 

1) Secondo la Cassazione per le opzioni nel Modello Unico, la scelta non è emendabile

 

2) Aiuti a chi assume al Sud: approvato il Decreto attuativo

 

3) Modello F24: istituiti tre codici tributo per le nuove regolarizzazioni fiscali

 

4) Domande disoccupazione lavoratori sospesi

 

5) Cartella di pagamento: ritoccate le avvertenze per i ruoli delle Dogane

 

6) Cinque per mille 2012: online gli elenchi degli iscritti in lizza

 

7) Codici tributo per il versamento con modello “F24” ed “F24EP” del contributo di solidarietà

 

8) Codici tributo per il versamento, con modello F24, della maggiorazione dell’aliquota IRES per le società di comodo

 

9) Assistenza fiscali: istituiti i codici tributo per F24

 

10) Dogane: status Europeo di Operatore Economico Autorizzato “AEO”

 

 

1) Secondo la Cassazione per le opzioni nel Modello Unico, la scelta non è emendabile

Non tutti gli errori commessi nella dichiarazione dei redditi possono essere corretti.

Ciò almeno secondo quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7294 del 11.05.2012.

A parere della Suprema Corte non è possibile sanare l’errore quando si tratta di interpretare la volontà negoziale del contribuente che sbaglia nell’esprimerla. E’ quanto successo ad una società immobiliare che, pur volendo indicare un solo anno utile agli effetti della detrazione, aveva inserito male i dati relativi alle altre annualità, generando così una confusione sui tempi e l’ammontare delle compensazioni che chiedeva al fisco.

Se possono, dunque, essere corretti gli errori, non è possibile, invece, cambiare la manifestazione della volontà già espressa in precedenza (come nel caso dell’eventuale esercizio dell’opzione per la compensazione delle perdite pregresse).

In particolare, la ritrattabilità della dichiarazione non si può estendere ai casi in cui con la compilazione di un dato dichiarativo il contribuente manifesti la propria volontà negoziale, come nel caso di esercizio di una facoltà di opzione riconosciutagli dalle norme tributarie.

Tempi da verificare nell’accertamento

Sempre la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7318 del 11.05.2012, ha ritenuto che spetti alle Sezioni Unite decidere sulla questione relativa alla nullità o meno dell’accertamento emesso prima dei 60 giorni dal termine del controllo e privo dei motivi di urgenza come invece prevede lo Statuto del contribuente. La richiesta viene motivata dal difforme orientamento assunto nonostante le motivazioni a suo tempo fornite dalla Consulta che, al contrario, lasciavano dedurre la nullità dell’atto impositivo privo delle ragioni di urgenza emesso prima dei 60 giorni dal termine del controllo.

Abuso del diritto contestato dal giudice

Infine, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7393 del 11.05.2012, ha stabilito che l’abuso del diritto può essere contestato direttamente dal giudice anche se l’ufficio non ha formulato una specifica contestazione in tal senso.

Le Entrate avevano accertato una maggiore Imposta diretta a carico di una società per aver dedotto dal reddito d’impresa una svalutazione di una partecipazione in una società portoghese.

Tale indeducibilità era motivata dal fatto che la società controllata aveva svalutato la partecipazione in un’impresa con sede nelle Bahamas.

Per gli accertatori si era violato l’art. 61 del Tuir. I giudici di legittimità hanno precisato che in materia tributaria l’abuso del diritto si traduce in un principio generale che preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto della norma in presenza di ragioni economicamente apprezzabili idonee a giustificare l’operazione.

 

 

2) Aiuti a chi assume al Sud: approvato il Decreto attuativo

Un bonus fiscale del 50% dei costi salariali, in compensazione. L’agevolazione è per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato personale “svantaggiato” o “molto svantaggiato” in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le regole sono state fissate dal Mineconomia con un decreto attuativo delle norme introdotte in materia dal D.L. 70/2011 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 106/2011), approvato nei giorni scorsi dalla Conferenza Stato-Regioni.

La misura ha l’obiettivo di promuovere le opportunità di impiego per queste particolari categorie di lavoratori, incrementando la base occupazionale delle imprese che li assumono, secondo un indirizzo condiviso dall’Unione europea in quanto non lesivo dei principi di libera concorrenza disposti dai Trattati. Vengono mobilitati, a questo scopo, 142 milioni di euro del Fondo sociale europeo, attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali comunitari.

Lavoratori “svantaggiati” al Sud: via alle assunzioni con sconti fiscali

Il bonus, consistente in un credito d’imposta da utilizzare in compensazione, spetta nella misura del 50% dei costi salariali di lavoratori impiegati a tempo indeterminato.

Bonus Sud in arrivo per chi crea occupazione stabile in otto regioni del Mezzogiorno: Si tratta un beneficio fiscale spettante nella misura del 50% dei costi salariali da utilizzare in compensazione da parte dei datori di lavoro che hanno assunto o assumono a tempo indeterminato tra il 14.05.2011 ed il 13.05.2013, personale “svantaggiato” o “molto svantaggiato” in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Con l’obiettivo di promuovere opportunità di impiego per queste particolari Lavoratori “svantaggiati” e lavoratori “molto svantaggiati”

Vediamo di seguito chi sono i lavoratori svantaggiati. Secondo la definizione della Commissione europea si tratta di chi:

- non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

- non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale;

- ha superato i 50 anni di età;

- vive solo con una o più persone a carico;

- è occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna (che risultano da apposite rilevazioni Istat);

- è membro di una minoranza nazionale.

I lavoratori “molto svantaggiati” sono, invece, coloro che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

Bonus Sud: come si utilizza

Il datore di lavoro che ha assunto alle proprie dipendenze un lavoratore “svantaggiato” potrà utilizzare il credito d’imposta pari al 50% del costo salariale sostenuto nei dodici mesi successivi all’impiego; nel caso di assunzione di un lavoratore “molto svantaggiato” la somma verrà utilizzato per ventiquattro mesi.

Per calcolare quante sono le unità lavorative per le quali spetta il bonus occorre determinare la differenza tra il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, rilevato mese per mese, e quello dei lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data dell’assunzione.

Nel caso di assunzione a tempo parziale il credito spetta in misura proporzionale alle ore di lavoro effettuate rispetto a quelle previste dal contratto nazionale.

Per accedere al beneficio, dopo che ciascuna regione avrà stabilito le modalità e le procedure per la concessione, gli interessati dovranno inviare una richiesta alla regione che, a sua volta, comunicherà l’ammissione al credito nei limiti delle risorse stanziate.

Una volta ricevuta la comunicazione di accoglimento della domanda i datori di lavoro potranno utilizzare il la somma esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24, entro due anni dalla data di assunzione del lavoratore.
L’agevolazione fiscale non è cumulabile con altri aiuti di Stato né con altre misure di sostegno comunitario.

Decadenza dall’agevolazione

Si decade dall’agevolazione se:

- il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato è inferiore o pari a quello nei 12 mesi precedenti all’assunzione;

- i nuovi posti di lavoro non sono conservati per almeno due anni dalle piccole e medie imprese o tre anni dalle imprese;

- viene accertata definitivamente la violazione non formale di normativa fiscale, contributiva o sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

 

 

3) Modello F24: istituiti tre codici tributo per le nuove regolarizzazioni fiscali

Regolarizzazione delle comunicazioni al fisco tardive: Istituiti tre codici tributo per il versamento con Modello F24 delle sanzioni dovute.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 46/E del 11.05.2012, ha istituito i codici tributo per pagare, con Modello F24, le sanzioni dovute da chi intende regolarizzare le comunicazioni fiscali presentate in ritardo.

Rimessione in bonis, regola “generale”

Come è noto, l’art. 2, comma 1, del D.L. n. 16 del 2012, convertito in Legge n. 44 del 26.04.2012, ha previsto che la fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non é preclusa, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell'inadempimento abbia avuto formale conoscenza, laddove il contribuente:

- abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;

- effettui la comunicazione ovvero esegua l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;

- versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita, esclusa la compensazione ivi prevista.

Per consentire il versamento, mediante il modello F24, della sanzione in parola l’Agenzia ha, quindi, istituito il seguente codice tributo:

- “8114” denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, dlgs n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del dl n. 16/2012 - RIMESSIONE IN BONIS”.

In sede di compilazione del modello F24 il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati” con indicazione nel campo “Anno di riferimento” dell’anno per cui si effettua il versamento nel formato “AAAA”.

In conclusione, occorre pagare entro i termini di presentazione della prima dichiarazione utile la sanzione di € 258,23 senza possibilità di compensazione.

Codice tributo per accedere in ritardo al 5 per mille

La suddetta risoluzione ha anche istituito un codice tributo per pagare la sanzione che consente di accedere in ritardo al riparto del 5 per mille.

In particolare, l’art. 2, comma 2, del D.L. n. 16 del 2012 ha previsto per gli enti di poter accedere al riparto del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche pur non avendo assolto tempestivamente agli adempimenti richiesti, stabilendo che “A decorrere dall'esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l'ammissione al contributo:

a) abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;

b) presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre;

c) versino contestualmente l'importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalità stabilite dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista”.

Per consentire il versamento, mediante il modello F24, della suddetta sanzione l’Agenzia ha ora istituito il seguente codice tributo:

- “8115” denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, dlgs n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’art. 2, comma 2, del dl n.16/2012 – RIMESSIONE IN BONIS 5 per mille”.

In sede di compilazione del modello F24 il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati” con indicazione, nel campo “Anno di riferimento” dell’anno per cui si effettua il versamento nel formato “AAAA”.

In conclusione, in presenza delle previste condizioni e dei requisiti sostanziali indicati dalle norme di riferimento, occorre presentare le domande di iscrizione e provvedere alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre, versando contestualmente la sanzione di € 258,23 (senza possibilità di compensazione).

“Consolidato”: codice tributo per pagare la sanzione

La mancata indicazione in dichiarazione del destinatario e dell’ammontare delle eccedenze d’imposta, cedute nel “consolidato”, non determina più l’inefficacia del passaggio (articolo 2, comma 3, Dl 16/2012).

Parimenti, vale anche quello di eccedenze utilizzabili in compensazione tra società partecipanti alla tassazione di gruppo, pur in mancanza di indicazione degli estremi del cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo trasferito.

In tali casi deve essere versata la sanzione di 2.065,83 con il modello F24 e il codice tributo è l’8116.

In particolare, l’art. 2, comma 3, del D.L. n. 16/2012 convertito in Legge n. 44/2012, prevede che “All’articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il secondo comma è inserito il seguente:

In caso di cessione dell’eccedenza dell’imposta sul reddito delle società risultante dalla dichiarazione dei redditi del consolidato di cui all'articolo 122 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell'importo ceduto non determina l'inefficacia ai sensi del secondo comma. In tale caso si applica la sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, nella misura massima stabilita”.

Il successivo comma 3-bis del citato articolo 2, dispone che “In caso di cessione di eccedenze utilizzabili in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, tra soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo, la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario, dell'importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione non determina l'inefficacia della cessione. In tal caso, si applica la sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni, nella misura massima stabilita”.

Per consentire il versamento, mediante il modello F24, della suddetta sanzione l’Agenzia ha istituito il seguente codice tributo:

- “8116” denominato “Sanzione di cui all’art. 8, comma 1, dlgs n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’art. 2, commi 3 e 3-bis, del dl n.16/2012 – RIMESSIONE IN BONIS”.

In sede di compilazione del modello F24 il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati” con indicazione, nel campo “Anno di riferimento” dell’anno per cui si effettua il versamento nel formato “AAAA”.

 

 

4) Domande disoccupazione lavoratori sospesi

Dal 01.04.2012, la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti normali e ridotti per i lavoratori sospesi e di disoccupazione ordinaria con requisiti normali per gli apprendisti sospesi deve avvenire esclusivamente in via telematica.

L’Inps, con la circolare n. 68 del 14.05.2012, ha fornito le istruzioni per la presentazione delle domande da parte degli utenti abilitati all’accesso alla procedura, quali aziende, consulenti ed enti bilaterali.

 

 

5) Cartella di pagamento: ritoccate le avvertenze per i ruoli delle Dogane

Sono stati modificati i fogli avvertenze della cartella di pagamento, in relazione ai ruoli formati dagli uffici dell’Agenzia delle Dogane.

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10.05.2012, pubblicato il 14.05.2012 ha, infatti, modificato le avvertenze di cui agli allegati 1-2 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 20.09.2010, relative ai ruoli formati dagli uffici dell’Agenzia delle Dogane.

A seguito delle recenti novità per i ricorsi tributari notificati dopo il 06.07.2011 si applica il contributo unificato in sostituzione dell’imposta di bollo.

Il Legislatore ha previsto, per tutti gli atti introduttivi di un giudizio, l’indicazione obbligatoria del codice fiscale, oltre che della parte, anche dei rappresentanti in giudizio nonché, nel ricorso innanzi agli organi della giustizia tributaria, l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti.

E’ stata data, inoltre, evidenza alla circostanza che la mancata indicazione del codice fiscale della parte ricorrente o dell’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore determina l’aumento del contributo unificato nella misura della metà.

 

 

6) Cinque per mille 2012: online gli elenchi degli iscritti in lizza

In rete le liste dei “candidati” al 5 per mille per l’anno 2012. Dal 14.05.2012 gli elenchi degli iscritti sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it, e comprendono gli enti del volontariato, della ricerca scientifica e dell’università, di quella sanitaria e le associazioni sportive dilettantistiche.

Il primo giorno da ricordare per gli iscritti è il 21 maggio prossimo, termine entro il quale i legali rappresentanti degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche in lista potranno chiedere alla Direzione regionale delle Entrate territorialmente competente di correggere eventuali errori anagrafici, riscontrati in questa prima versione degli elenchi. Il secondo giorno da segnare sul calendario è il 25 maggio, data entro cui l’Agenzia pubblicherà gli elenchi aggiornati, alla luce degli eventuali errori segnalati e corretti.

I legali rappresentanti degli enti del volontariato presenti in lista devono ricordarsi di presentare alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, entro il prossimo 2 luglio, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione all’elenco. Il modello da utilizzare deve essere conforme a quello pubblicato sul sito, con allegata copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive. Stesso discorso e stessi tempi per i rappresentanti legali delle associazioni sportive in lista, tenute a presentare il tutto alla struttura del Coni territorialmente competente, e per gli enti della ricerca scientifica e dell’università tenuti alla presentazione della documentazione al MIUR.

Dall’anno finanziario 2012 possono partecipare al riparto delle quote del 5 per mille anche gli enti che presentano domande d’iscrizione e documentazione integrativa entro l’1 ottobre prossimo, versando una sanzione di 258 euro utilizzando il modello F24 con il codice tributo dedicato “8115”, istituito con la risoluzione 46/E dell’11 maggio scorso. Ciò a patto che gli iscritti in ritardo possiedano comunque i requisiti sostanziali per l’accesso al beneficio già alla data di scadenza della domanda di iscrizione: 7 maggio per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche e 30 aprile per gli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria.

 

 

7) Codici tributo per il versamento con modello “F24” ed “F24EP” del contributo di solidarietà

Istituiti dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24” ed “F24EP”, del contributo di solidarietà – art. 2, comma 2, del D.L. n. 138/2011.

Per consentire il versamento, mediante il modello F24, del predetto contributo determinato in sede di dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 47/E del 14.05.2012, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “1683” denominato “Contributo di solidarietà di cui all’articolo 2, comma 2 del d.l. n. 138/2011”;

- “1619” denominato “Contributo di solidarietà di cui all’articolo 2, comma 2 del d.l. n. 138/2011, trattenuto a seguito di assistenza fiscale”.

Per consentire il versamento, mediante il modello “F24 enti pubblici”, del contributo in parola trattenuto a seguito di assistenza fiscale, è stato istituito il seguente codice tributo:

-  “146E” denominato “Contributo di solidarietà di cui all’articolo 2, comma 2 del D.L. n. 138/2011, trattenuto a seguito di assistenza fiscale”

 

 

8) Codici tributo per il versamento, con modello F24, della maggiorazione dell’aliquota IRES per le società di comodo

Istituiti dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, della maggiorazione dell’aliquota IRES per le società di comodo, introdotta dall’articolo 2, commi da 36-quinquies a 36-novies, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e successive modificazioni.

Per consentire ai soggetti interessati il versamento delle predette somme, tramite il modello F24, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 48/E del 14.05.2012, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “2018” denominato “Maggiorazione IRES – acconto prima rata – art. 2, c. da

36-quinquies a 36-novies, DL 13/08/2011, n. 138, conv., con mod., dalla L. 14/09/2011, n. 148, e succ. modif.”

- “2019” denominato “Maggiorazione IRES – acconto seconda rata o in unica

soluzione – art. 2, c. da 36-quinquies a 36-novies, DL 13/08/2011, n. 138, conv., con mod., dalla L. 14/09/2011, n. 148, e succ. modif.”

- “2020” denominato “Maggiorazione IRES – saldo - art. 2, c. da 36-quinquies a 36-novies, DL 13/08/2011, n. 138, conv., con mod., dalla L. 14/09/2011, n. 148, e succ. modif.”

 

 

9) Assistenza fiscali: istituiti i codici tributo per F24

Istituiti dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24” ed “F24EP”, dell’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione a seguito di assistenza fiscale – articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.

Per consentire il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute per la predetta imposta a seguito di assistenza fiscale, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 49/E del 14.05.2012 ha istituito i seguenti codici tributo:

- “1845” - denominato “Imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione - Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 – ASSISTENZA FISCALE - ACCONTO”

- “1846” - denominato “Imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione – Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 – ASSISTENZA FISCALE - SALDO”

Per consentire il versamento, tramite modello F24EP, delle somme dovute per l’imposta in parola a seguito di assistenza fiscale, si istituiscono i seguenti codici tributo:

- “147E” - denominato “Imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione - Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 – ASSISTENZA FISCALE - ACCONTO”;

- “148E” - denominato “Imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo, sul canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione - Art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 – ASSISTENZA FISCALE - SALDO”

 

 

10) Dogane: status Europeo di Operatore Economico Autorizzato “AEO”

E’ stata pubblicata il 14.05.2012 la circolare dell’Agenzia delle Dogane n. 10/D del 11.05.2012 recante adeguamento alle modifiche introdotte con l’art. 15, comma 1, della Legge 12.11.2011, n. 183.

In ottemperanza alle modifiche introdotte dall’art. 15, comma 1, della citata Legge n. 183/2011, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato (legge di stabilità 2012) alla disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive contenuta nel “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, il certificato camerale quale allegato all’istanza per l’ottenimento della certificazione AEO previsto al punto 2.2.1., lett. a ) della circolare 36/D del 28.12.2007, non è più richiesto.

Le Dogane hanno fornito le conseguenti istruzioni procedurali da espletare coerentemente con quanto già avveniva prima dell’emanazione del citato art. 15, c. 1 della Legge 183/2011.

 

Vincenzo D’Andò