Novità fiscali del 15 maggio 2012: tanti nuovi codici tributo per il modello F24

 

 
Indice:
 
1) Secondo la Cassazione per le opzioni nel Modello Unico, la scelta non è emendabile
 
2) Aiuti a chi assume al Sud: approvato il Decreto attuativo
 
3) Modello F24: istituiti tre codici tributo per le nuove regolarizzazioni fiscali
 
4) Domande disoccupazione lavoratori sospesi
 
5) Cartella di pagamento: ritoccate le avvertenze per i ruoli delle Dogane
 
6) Cinque per mille 2012: online gli elenchi degli iscritti in lizza
 
7) Codici tributo per il versamento con modello “F24” ed “F24EP” del contributo di solidarietà
 
8) Codici tributo per il versamento, con modello F24, della maggiorazione dell’aliquota IRES per le società di comodo
 
9) Assistenza fiscali: istituiti i codici tributo per F24
 
10) Dogane: status Europeo di Operatore Economico Autorizzato “AEO”
 

 
1) Secondo la Cassazione per le opzioni nel Modello Unico, la scelta non è emendabile
Non tutti gli errori commessi nella dichiarazione dei redditi possono essere corretti.
Ciò almeno secondo quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7294 del 11.05.2012.
A parere della Suprema Corte non è possibile sanare l’errore quando si tratta di interpretare la volontà negoziale del contribuente che sbaglia nell’esprimerla. E’ quanto successo ad una società immobiliare che, pur volendo indicare un solo anno utile agli effetti della detrazione, aveva inserito male i dati relativi alle altre annualità, generando così una confusione sui tempi e l’ammontare delle compensazioni che chiedeva al fisco.
Se possono, dunque, essere corretti gli errori, non è possibile, invece, cambiare la manifestazione della volontà già espressa in precedenza (come nel caso dell’eventuale esercizio dell’opzione per la compensazione delle perdite pregresse).
In particolare, la ritrattabilità della dichiarazione non si può estendere ai casi in cui con la compilazione di un dato dichiarativo il contribuente manifesti la propria volontà negoziale, come nel caso di esercizio di una facoltà di opzione riconosciutagli dalle norme tributarie.
Tempi da verificare nell’accertamento
Sempre la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7318 del 11.05.2012, ha ritenuto che spetti alle Sezioni Unite decidere sulla questione relativa alla nullità o meno dell’accertamento emesso prima dei 60 giorni dal termine del controllo e privo dei motivi di urgenza come invece prevede lo Statuto del contribuente. La richiesta viene motivata dal difforme orientamento assunto nonostante le motivazioni a suo tempo fornite dalla Consulta che, al contrario, lasciavano dedurre la nullità dell’atto impositivo privo delle ragioni di urgenza emesso prima dei 60 giorni dal termine del controllo.
Abuso del diritto contestato dal giudice
Infine, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7393 del 11.05.2012, ha stabilito che l’abuso del diritto può essere contestato direttamente dal giudice anche se l’ufficio non ha formulato una specifica contestazione in tal senso.
Le Entrate avevano accertato una maggiore Imposta diretta a carico di una società per aver dedotto dal reddito d’impresa una svalutazione di una partecipazione in una società portoghese.
Tale indeducibilità era motivata dal fatto che la società controllata aveva svalutato la partecipazione in un’impresa con sede nelle Bahamas.
Per gli accertatori si era violato l’art. 61 del Tuir. I giudici di legittimità hanno precisato che in materia tributaria l’abuso del diritto si traduce in un principio generale che preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto della norma …

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