Novità fiscali del 14 maggio 2012: tutte le novità telematiche dell’Agenzia delle Entrate

Pubblicato il 14 maggio 2012



modificata quietanza dei versamenti telematici effettuati con modello F24; provvedimento delle Entrate adegua i compensi per ricezione e trasmissione delle dichiarazioni; pronto il software di compilazione ed invio dei Modelli 770/2012 semplificato e ordinario; editoria/farmacie/sicurezza lavoratori/recupero crediti: le misure del governo del 11.05.2012; co.co.co nel DDL Fornero;S shema di decreto in consultazione di modifica del Tuf, del Codice Civile e del D.Lgs. n. 231/2001; Consob: nuova comunicazione per invio dati finanziari; èrime applicazioni del nuovo regime dei controlli nella Srl

 

 

Indice:

 

1) Modificata quietanza dei versamenti telematici effettuati con modello F24

 

2) Provvedimento delle Entrate adegua i compensi per ricezione e trasmissione delle dichiarazioni

 

3) Pronto il software di compilazione ed invio dei Modelli 770/2012 semplificato e ordinario

 

4) Editoria/Farmacie/Sicurezza lavoratori/Recupero crediti: le misure del governo del 11.05.2012

 

5) Le co.co.co nel DDL Fornero

 

6) Schema di decreto in consultazione di modifica del Tuf, del Codice Civile e del D.Lgs. n. 231/2001

 

7) Consob: nuova comunicazione per invio dati finanziari

 

8) Prime applicazioni del nuovo regime dei controlli nella Srl

 

 

1) Modificata quietanza dei versamenti telematici effettuati con modello F24

E’ stata modificata la quietanza dei versamenti telematici effettuati con modello F24.

A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 11.05.2012 il relativo provvedimento e modello.

 

2) Provvedimento delle Entrate adegua i compensi per ricezione e trasmissione delle dichiarazioni

L’Agenzia delle Entrate il giorno 11.05.2012 ha pubblicato sul proprio sito il provvedimento di adeguamento del compenso per la ricezione e la trasmissione delle dichiarazioni e per lo svolgimento del servizio di pagamento con modalità telematiche.

 

3) Pronto il software di compilazione ed invio dei Modelli 770/2012 semplificato e ordinario

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile dal 11.05.2012, sia il software gratuito necessario per compilare ed inviare al fisco il Modello 770/2012 semplificato, sua il software per il Modello 770/2012 ordinario.

Il modello 770 Semplificato, nonché il modello 770 Ordinario deve essere presentato telematicamente entro il 31 luglio, direttamente o tramite un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).

Software di compilazione modello 770 Semplificato 2012

E’ stata, quindi, “pubblicata” la versione software: 1.0.0 del 10.05.2012 del software 770 Semplificato 2012 che consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta Modello 770 semplificato 2012 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

L’applicazione è ottimizzata per la gestione di fino a 5000 certificazione di lavoro dipendente e di lavoro autonomo.

Devono presentare il 770 semplificato i sostituti d’imposta che nel corso 2011 hanno corrisposto somme e valori per i quali hanno trattenuto la ritenuta alla fonte, i contributi previdenziali e assistenziali, i premi assicurativi dovuti all’Inail.

Software di compilazione modello 770 Ordinario 2012

Resa disponibile anche la versione software: 1.0.0 del 10.05.2012 del software 770 Ordinario 2012 che consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770 ordinario 2012 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Il prodotto 770 Ordinario 2012 è utilizzabile dai sostituti d’imposta che predispongono la propria dichiarazione, dagli intermediari e dalle Amministrazioni dello stato che predispongono la propria dichiarazione o che predispongono la dichiarazione per conto di altre Amministrazioni.

Devono presentare il modello 770 ordinario i sostituti d’imposta che hanno corrisposto:

- somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte su redditi di capitale;

- compensi per avviamento commerciale;

- contributi a enti pubblici e privati;

- riscatti da contratti di assicurazione sulla vita;

- premi, vincite e altri proventi finanziari, compresi quelli derivanti da partecipazioni a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero;

- utili derivanti da partecipazioni in società di capitali, titoli atipici, indennità di esproprio e redditi diversi.

 

4) Editoria/Farmacie/sicurezza Lavoratori/recupero Crediti: Le misure del governo del 11.05.2012

Tante nuove misure approvate dal governo, riguardano svariati settori, tra cui il ramo dell’editoria, le aziende, in particolare, i farmacisti (liberalizzazioni), nonché il delicato settore della sicurezza dei lavoratori.

Attuata la direttiva 2010/24/Ue relativa all’assistenza reciproca in materia di recupero crediti risultanti da dazi, imposte e altre misure.

Arriva il titolo esecutivo uniforme per tutti i Paesi membri della Ue (notifica unica per il recupero di tutte le imposte).

Il Consiglio dei Ministri, presieduto da  Mario Monti, si è riunito il 11.05.2012 a Palazzo Chigi (si è, infatti, trattato del Consiglio dei Ministri n. 28 del 11.05.2012).

Razionalizzare, semplificare, rendere trasparenti e migliorare la qualità dei contributi pubblici destinati all’Editoria, tenendo conto di tre esigenze:

- Contribuire al conseguimento del pareggio di bilancio pubblico;

- Indirizzare le imprese verso l’innovazione e verso comportamenti aziendali coerenti con la trasformazione del mercato;

- Realizzare in pieno l’obiettivo di tutela del pluralismo e sostegno alla effettiva fruizione di prodotti editoriali reali.

Sono queste le linee guida del Decreto Legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, che ridisegna l’accesso per le imprese editrici di quotidiani e periodici ai finanziamenti pubblici.

Il provvedimento di urgenza si è reso necessario in ragione del periodo transitorio - previsto dal decreto “Salva Italia” - degli ultimi 2 anni di contributo diretto a quotidiani e periodici ed è quindi connesso alla maturazione di legittime aspettative da parte delle imprese.

Questi gli aspetti salienti del Decreto Legge:

I requisiti di accesso al contributo, che verrà erogato nel 2014, vengono rimodulati aumentando il rapporto tra distribuzione e vendita.

Per le testate nazionali (quelle cioè distribuite in almeno 5 regioni, con una percentuale di distribuzione in ciascuna non inferiore al 5% della distribuzione complessiva) il rapporto è aumentato dal 15% al 30%. Per quelle locali dal 25% al 35%.

Questo meccanismo è mirato a far diminuire i costi di distribuzione e stampa, spingendo le imprese a rendere più efficiente la propria rete distributiva.

In ogni caso, il contributo per ciascuna azienda non può superare quello calcolato in misura piena per l’anno 2010.

Si pongono fin da subito (contributi erogati nel 2013) alcuni limiti ai costi ammissibili per calcolare l’importo del contributo statale.

I costi ammessi sono solo quelli fondamentali di produzione e quelli relativi ai livelli effettivi di vendita.

Il contributo “variabile” viene calcolato esclusivamente sulle copie vendute. Si escludono dal computo le copie diffuse in blocco e tramite “strillonaggio”.

Inoltre, non sono più ammessi al calcolo del contributo le spese per materiali di consumo e promozionali e, in particolare, consulenze e “service”.

Saranno rimborsati nella misura del 50% i costi relativi a giornalisti, personale, stampa, distribuzione.

Per accedere al contributo l’impresa deve risultare in regola con gli adempimenti tributari verso lo Stato.

I criteri per il calcolo dei contributi sono applicati anche ai giornali organi di partito e assimilati.

Per garantire l’adeguamento alle nuove esigenze del mercato dell’editoria, il decreto prevede inoltre che le imprese che hanno già ricevuto i contributi possano passare alla pubblicazione digitale, anche in via non esclusiva.

Le imprese editrici che diffondono esclusivamente on line possono usufruire di un sostegno di durata biennale, a condizione che rispettino effettivamente la propria periodicità e siano accessibili (in digitale) anche a titolo oneroso.

Il contributo consiste nella copertura del 70% dei costi e nella corresponsione di 0.10 euro per ciascuna copia venduta in abbonamento.

È inoltre previsto un credito d’imposta di cui beneficeranno i punti di vendita che aderiranno ad una rete informatica che consentirà, tra l’altro, una maggiore efficienza delle imprese editoriali, attraverso la tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali.

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri assicurerà il coordinamento degli spazi dedicati alla pubblicità istituzionale, anche per una maggiore razionalizzazione della spesa complessiva.

Contestualmente all’approvazione del Decreto Legge il Consiglio dei Ministri ha approvato un Disegno di Legge delega che prefigura un nuovo sistema di sostegno all’editoria, a partire dal 2014, che tenga conto della strutturale trasformazione che tale ambito dell’economia sta attraversando con il diffondersi dell’editoria digitale.

I criteri direttivi del disegno di legge sono i seguenti:

Configurare una gamma di possibili incentivi coerenti con l’attuale situazione del mercato editoriale.

Sostenere l’innovazione, e in particolare le start up e le iniziative editoriali che puntano alla multimedialità, al fine di modernizzare e sviluppare il settore.

Viene istituita una Commissione per ridefinire i soggetti editoriali meritevoli di sostegno pubblico, in particolare alto valore culturale, politico-sociale, e tradizione a livello locale.

Viene istituito un Registro delle riviste di alta cultura.

Si favorisce, con attività di comunicazione e promozione, la diffusione della lettura, in particolare tra i giovani.

Il Consiglio dei Ministri è poi intervenuto sui seguenti temi:

- Liberalizzazione delle farmacie;

- partecipazione italiana alla missione ONU in Siria;

- Convenzione tra Italia e Libia;

- Tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nel settore portuale, marittimo e ferroviario;

- Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nel settore portuale, marittimo, delle navi da pesca e ferroviario;

- Recepimento di norme comunitarie;

- Leggi regionali;

- Protezione civile;

- Nomine.

Liberalizzazione delle farmacie

Lo schema di Disegno di Legge approvato dal Consiglio su proposta del Ministro della Salute intende superare alcuni dubbi interpretativi e di applicazione emersi in seguito all’approvazione in Senato del decreto “Cresci Italia”.

In particolare le modifiche introdotte durante la conversione in legge del decreto hanno sollevato i seguenti problemi:

La partecipazione dei titolari di “farmacia soprannumeraria” al concorso straordinario per l’assegnazione delle nuove farmacie. In molti capoluoghi di provincia o regione (tra cui Milano) la diminuzione della popolazione residente ha fatto sì che oggi il numero di farmacie sia superiore a quello individuabile applicando il criterio demografico. Alcuni hanno ritenuto che l’espressione “farmacie soprannumerarie” si riferisca, indiscriminatamente, a tutti i casi in cui il numero delle farmacie aperte risulti superiore a quello spettante al Comune, con la conseguenza che tutti i titolari di farmacia di questi comuni potrebbero ritenersi legittimati a partecipare alle prove concorsuali, contraddicendo una delle principali finalità del concorso straordinario, che è quella di escludere, in linea di principio, i titolari di farmacia urbana. Per evitare questa contraddizione, il disegno di legge chiarisce che per farmacie soprannumerarie si intendono solo quelle aperte in base al criterio “topografico” o “della distanza”, come espressamente previsto dalla più recente disposizione legislativa intervenuta in materia (legge 362 del 1991).

Il limite dei 40 anni d’età per la partecipazione al concorso in forma associata. Il limite appare criticabile poiché, di fatto, rende molto difficoltoso per i farmacisti di età superiore a 40 anni ottenere l’assegnazione di una farmacia, non potendo essi né documentare 20 anni di attività, né ottenere la titolarità associata. La nuova norma consente la partecipazione al concorso senza limiti d’età.

Il limite dell’età pensionabile per la direzione di farmacie private. L’immediata applicazione del vincolo rischia di porre in difficoltà le farmacie rurali sussidiate - il cui reddito non sempre consente di retribuire un direttore di farmacia - e tutti gli altri direttori di farmacia over 65 che, esercitando direttamente la funzione di direttore, sarebbero costretti ad attribuirla a un altro professionista. Le nuove norme escludono dall’applicazione della norma le farmacie rurali e, per tutte le altre, ne differiscono nel tempo l’entrata in vigore.

Il trasferimento dei locali di una farmacia. L’eliminazione, in sede di conversione in legge del decreto Cresci Italia, dell’istituto della pianta organica non è stata accompagnata da un chiarimento sulle procedure amministrative per lo spostamento delle farmacie, nel nuovo quadro normativo. Il disegno di legge fa chiarezza sulla procedure da seguire per il farmacista che intenda trasferire una farmacia in un altro locale e, al tempo stesso, abroga la disposizione sul “decentramento” delle farmacie che, quando era in vigore l’istituto della pianta organica, consentiva al farmacista di spostare il proprio esercizio in un nuovo insediamento abitativo, in attesa della revisione del Comune.

Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti

Il Consiglio dei Ministri ha poi approvato, su proposta del Ministro delle infrastrutture, lo schema di Decreto Legge in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti, nonché delle piccole e medie imprese.

L’obiettivo perseguito dal decreto legge è, sostanzialmente, quello di far salva la normativa speciale in materia di sicurezza del lavoro nei settori marittimo, portuale e ferroviario, nelle more dell’approvazione e dell’attuazione dell’apposita delega, contestualmente esaminata, necessaria ai fini del coordinamento tra la normativa speciale (attualmente vigente) e quella generale. Ciò, al fine di scongiurare il rischio di un blocco delle attività operative nei suddetti settori, anche a causa del vuoto normativo scaturente dal fatto, ad es., che, per espressa previsione del Decreto Legislativo n. 81 del 2008 (che si applicherebbe in assenza del decreto legge) si esclude in modo esplicito l’applicabilità del titolo inerente ai “luoghi di lavoro”, contenuto nel citato decreto legislativo, ai mezzi di trasporto.

Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nel settore portuale, marittimo, delle navi da pesca e ferroviario

Contestualmente al suddetto Decreto Legge, è stato sottoposto all’approvazione del Consiglio dei Ministri un disegno di legge in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nel settore portuale, marittimo, delle navi da pesca e ferroviario, con lo scopo di prevedere una delega, necessaria al fine di armonizzare la disciplina contenuta nelle differenti normative dei suddetti settori, adeguandola ai principi e criteri del Decreto Legislativo 81 del 2008.

La delega consentirà di colmare l’assenza di un’adeguata disciplina sanzionatoria, anche di carattere penale.

Recepimento norme comunitarie

Il consiglio dei Ministri ha poi approvato quattro schemi di Decreto Legislativo che danno attuazione alla normativa comunitaria.

- Il primo schema di Decreto Legislativo, proposto del Ministro dell’economia in concerto con il Ministro per gli affari europei, attua la direttiva comunitaria in tema di assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi, imposte e altre misure. Le norme disciplinano le varie forme di assistenza previste ai fini del recupero crediti e che riguardano lo scambio di informazioni, la notificazione, la riscossione e l’adozione di misure cautelari.

Le novità riguardano:

- l’estensione dell’assistenza tra Stati membri alla totalità delle imposte e dei dazi, di qualsiasi tipo, riscossi da uno Stato membro o dalle sue ripartizioni territoriali o amministrative;

- La definizione dell’organizzazione dell’Amministrazione finanziaria italiana. La norma designa gli uffici di collegamento nazionali, che costituiscono punti di contatto con gli altri Stati membri, abilitati a formulare e ricevere le domande di mutua assistenza. Essi sono: l’ufficio di collegamento dell’Agenzia delle entrate, l’ufficio di collegamento dell’Agenzia delle dogane e l’ufficio di collegamento dell’Agenzia del territorio. È inoltre individuato un Ufficio di collegamento nel Dipartimento delle Finanze.

La creazione di una base giuridica per lo scambio di informazioni sui rimborsi fiscali tra funzionari degli Stati membri.

La predisposizione di un modulo standard di notifica (UNF). Il nuovo modulo accompagna la richiesta di notifica formulata da uno Stato membro a un altro e contiene tutte le informazioni sui documenti da notificare al destinatario, al fine di facilitare la riscossione dei crediti di altro Stato membro.

- Il secondo schema di decreto legislativo, proposto dai Ministri degli affari europei, delle politiche agricole e dell’ambiente recepisce le norme europee in tema di utilizzo sostenibile dei pesticidi a tutela della salute umana e dell’ambiente. Il decreto ha il fine di recepire nell’ordinamento interno la normativa comunitaria che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi.

L’obiettivo è quello di promuovere un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, incentivando l’utilizzo di coltivazioni con un impiego ridotto o nullo di queste sostanze, e di ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull’ambiente derivanti dall’utilizzo di prodotti impiegati per combattere i parassiti delle piante coltivate sia in ambito agricolo che extragricolo.

Viene quindi introdotta una specifica disciplina sull’uso di tali prodotti, che va ad integrare una serie di misure già attuate nel nostro Paese.

- Il terzo schema di Decreto Legislativo, proposto dai Ministri degli affari europei e delle infrastrutture e trasporti, dà attuazione alla normativa comunitaria contenente varianti di ordine tecnico riguardanti la navigazione marittima.

Con il provvedimento vengono introdotte varianti d’ordine tecnico riguardanti la navigazione marittima, che non ampliano la portata della normativa comunitaria originaria ma si limitano ad aggiornarla all’evolversi degli strumenti internazionali. Il Decreto contiene disposizioni e norme di sicurezza per le navi passeggeri, consistenti, essenzialmente, nell’individuazione delle certificazioni necessarie per la navigazione, nella specificazione dei requisiti tecnici delle navi, nonché nell’indicazione delle modalità con le quali devono essere effettuate le visite ispettive.

- Il Consiglio dei Ministri ha, altresì, approvato lo schema di Decreto Legislativo di recepimento della normativa comunitaria sull’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi, con la finalità di meglio garantire i soggetti interessati dal trasporto marittimo mercantile, responsabilizzando maggiormente gli operatori economici del settore, sia che operino sotto bandiera di uno Stato membro, sia che operino sotto bandiera estera.

Con il recepimento della normativa europea, si vuole realizzare una migliore tutela degli utenti del trasporto marittimo, in particolare introducendo l’assicurazione obbligatoria a carico degli armatori di navi di stazza lorda pari o superiore alle 300 tonnellate, per la copertura della responsabilità derivante da particolari eventi incidentali.

 

5) Le co.co.co nel DDL Fornero

La riforma del mercato del lavoro, il cui disegno di legge é in fase di discussione parlamentare, modifica tanti capitoli della legislazione vigente.

Per questo motivo, i datori di lavoro dovranno trovarsi pronti alle modifiche che interverranno, soprattutto sulle forme contrattuali esistenti. Lo ha ribadito la nota dei Consulenti del lavoro del 11.05.2012, che riepiloga la seguente situazione:

I maggiori interventi disposti dalla riforma nell’ambito dei contratti, si rivolgono soprattutto alla disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative.

Sul punto, una prima valutazione del disposto normativo é stata operata dalla circolare n. 6/2012, emanata lo scorso mese dalla Fondazione studi del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro.

Nel dettaglio, sono tre le principali modifiche sulla materia:

In primo luogo, la definizione più stringente del progetto, che deve essere funzionalmente collegato al risultato finale da raggiungere e non può essere identificato con l’obiettivo aziendale nel suo complesso; poi viene eliminata la possibilità di stipulare il contratto con riferimento al “programma di lavoro o fasi di esso”; infine è limitata la facoltà del datore del lavoro di recedere dal contratto prima della realizzazione del progetto.

Le previsioni che consentono il recesso da parte di quest’ultimo vengono sostanzialmente equiparate ai criteri di recesso dal lavoro a termine di natura subordinata e, in particolare, il recesso è consentito prima della scadenza del termine solo in presenza di giusta causa o di inidoneità professionale del collaboratore.

Inoltre, il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti “meramente esecutivi o ripetitivi”. Tali attività potranno essere individuate dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Le modifiche illustrate dovranno essere osservate con riferimento ai contratti stipulati dopo l'entrata in vigore della norma.

Se il testo sella riforma verrà confermato, i datori di lavoro dovranno perciò prestare attenzione alla possibile conversione in contratti di lavoro subordinato a tempo di indeterminato di rapporti di collaborazione non genuini, con il rischio di aumenti di costi e di possibile contenzioso con i lavoratori coinvolti o di applicazioni di sanzioni in caso di controlli ispettivi.

Per le vere partite Iva conta il reddito

Infine, con una delle modifiche apportate al DDL di riforma del mercato del lavoro viene previsto che è falsa la partita Iva con un reddito sotto i 18.663 euro annui (per il 2012).

Se ha una durata oltre gli otto mesi e/o un fatturato verso un unico committente oltre l’80% del volume d’affari in un anno solare o ancora una postazione fissa presso una sede del committente (bastano due dei tre presupposti), è considerata co.co.co. per legge e, come tale, soggetta ai presupposti tipici del lavoro a progetto, compresa l’eventuale sanzione della conversione in rapporto di lavoro dipendente dall’origine.


6) Schema di decreto in consultazione di modifica del Tuf, del Codice Civile e del D.Lgs. n. 231/2001

Il 10.05.2012 il Ministero dell’Economie e delle finanze ha pubblicato in consultazione uno schema di decreto accompagnato dalla relazione illustrativa.

Lo schema di decreto, in consultazione fino al 20.05.2012, apporta alcune modifiche sia al Tuf, sia al Codice Civile, sia infine al d.lgs. n. 231/2001.

Quanto al Tuf, lo schema di decreto apporta alcune modifiche per recepire le novità sul prospetto contenute nella direttiva 2010/73/UE, in attuazione della delega contenuta nella legge comunitaria 2010 (art. 7 della legge 15 dicembre 2011, n. 217).

A tal proposito, Assonime (nota del 10.05.2012) rammenta che parte delle novità sul prospetto erano già state recepite dalla Consob con normativa secondaria mediante la delibera n. 18079 del 2012.

Lo schema di decreto completa quindi il quadro normativo sulla disciplina sul prospetto.

Tra le novità vengono ricordate le seguenti:

- le modifiche apportate all’art. 94-bis in tema di approvazione del prospetto ove è stato previsto che la Consob disciplini, con regolamento, le procedure organizzative e decisionali per l’adozione dell’atto finale di approvazione del prospetto, anche mediante attribuzione della competenza a personale dirigenziale;
- le modifiche apportate all’art. 100-bis in tema di rivendita successiva di prodotti finanziari da parte degli intermediari ove è stato previsto che l’intermediario, nelle rivendite successive, possa avvalersi di un prospetto già disponibile e ancora valido, purché l’emittente o la persona responsabile della redazione del prospetto abbiano dato il proprio consenso.

Lo schema di decreto apporta ulteriori modifiche al Tuf volte alla semplificazione degli obblighi degli emittenti; tra queste:

- la modifica volta ad escludere dagli obblighi di informativa continua e di tenuta dei registri insiders i soggetti controllanti gli emittenti quotati, in quanto non previsti dalla disciplina comunitaria (artt. 114, comma 1 e 115-bis Tuf);
- l’abrogazione dell’obbligo per gli emittenti azioni quotate di comunicare alla società partecipata e alla Consob l’acquisizione di una partecipazione superiore al 10% in una spa non quotata o in una srl, parimenti non previsto dalla disciplina comunitaria (art. 120, comma 3 Tuf).

Lo schema di decreto, infine, apporta alcune modifiche al Codice Civile in tema di:
- emissione di obbligazioni dove prevede che i limiti a tale emissione non si applichino, oltre che alle obbligazioni destinate ad essere quotate nei mercati regolamentati, anche a quelle destinate ai sistemi multilaterali di negoziazione (art. 2412) e;

- aumenti di capitale dove prevede, per le società quotate, che i 5 giorni di offerta sul mercato dei diritti di opzione non esercitati siano ridotti nel caso in cui l’inoptato sia integralmente venduto prima di tale scadenza (art. 2441).

Lo schema di decreto, infine, apporta alcune modifiche al D.Lgs. n. 231/2001.

 

7) Consob: Nuova comunicazione per invio dati finanziari

La Consob, con la comunicazione n. 12036415, ha invitato gli emittenti quotati che non redigono i bilanci secondo gli schemi e le regole di compilazione previste dai regolamenti emanati dalla Banca d’Italia e Isvap, a inviare, entro le date del 20 maggio e del 30 settembre di ciascun anno, rispettivamente, i dati informativi finanziari annuali (DIF Annuali) semestrali (DIF semestrali).

La richiesta si inserisce nel progetto, avviato dalla Consob nel 2010 (Comunicazione n. DEM/10036807), finalizzato all’allestimento di una banca dati informatica, contenente i principali dati di bilancio degli emittenti quotati, e della quale l’Autorità intende avvalersi a vari fini nello svolgimento dei propri compiti istituzionali.

Assonime nella nota del 10.05.2012 ha ricordato che i dati contenuti nei moduli annuali e semestrali devono essere riferiti al bilancio consolidato; in caso di mancata redazione del bilancio in forma consolidata, sono invece richiesti i dati riportati in quello individuale.

Gli emittenti quotati sono invitati a procedere all’invio mediante sistema di Teleraccolta.

I manuali contenenti le istruzioni operative per la compilazione e la trasmissione dei DIF Annuali e Semestrali sono reperibili sul sito della Consob, nella sezione “Soggetti vigilati/Per gli Emittenti/Comunicazione dati informativi finanziari”.

 

8) Prime applicazioni del nuovo regime dei controlli nella Srl

Con le assemblee di rinnovo degli incarichi triennali dei collegi sindacali, per le Srl, Assonime, con  il Caso n. 3/2012 del 11.05.2012, ha segnalato le prime applicazioni del nuovo regime dei controlli introdotto dalla legge di stabilità e dal successivo decreto in materia di semplificazioni.

In particolare, é stato reso noto il caso di una società a responsabilità limitata che, utilizzando gli spazi di autonomia attribuiti ai soci dalla nuova disciplina, ha già modificato lo statuto prevedendo:

- la possibilità di nominare un organo di controllo o un revisore, nei casi di legge o quando i soci lo ritengano opportuno, nonché;

- la possibilità che l’organo di controllo venga costituito in forma monocratica o collegiale.

Le disposizioni in materia di imposizione indiretta del decreto-legge sulle semplificazioni tributarie

Infine, Assonime, con la circolare n. 11 del 10.05.2012, ha fornito un primo commento alle principali disposizioni concernenti la fiscalità indiretta contenute nel Decreto Legge n. 16 del 2012, convertito dalla Legge n. 44 del 2012.

 

Vincenzo D’Andò