Novità fiscali dell’8 maggio 2012: gli incentivi per il rientro dei cervelli in Italia

Pubblicato il 8 maggio 2012



incentivi per il rientro dei lavoratori nel nostro paese: circolare dalle Entrate; come regolarizzare comunicazioni preventive e opzioni fiscali tardive; concessioni demaniali marittime in Anagrafe tributaria: semplificato l’invio dei dati; entrate erariali gennaio-marzo 2012 in aumento; Durc: il Welfare ribadisce i requisiti per il rilascio; trattamento IVA dei servizi di formazione e di aggiornamento professionale: criterio di individuazione del presupposto territoriale; agevolazioni tributarie: condizioni di applicabilità alle banche di credito cooperativo; sgravi contributivi per la contrattazione di II livello (2010): aperti i termini per l’invio delle domande; gestione separata e rivalsa del 4%: precisazioni dall’INPS per i professionisti associati; imprese assicuratrici: circolare INPS sul Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito

 

Indice:

1) Incentivi per il rientro dei lavoratori nel nostro paese: circolare dalle Entrate

2) Come regolarizzare comunicazioni preventive e opzioni fiscali tardive

3) Concessioni demaniali marittime in Anagrafe tributaria: semplificato l’invio dei dati

4) Entrate erariali gennaio-marzo 2012 in aumento

5) Durc: il Welfare ribadisce i requisiti per il rilascio

6) Trattamento Iva dei servizi di formazione e di aggiornamento professionale: criterio di individuazione del presupposto territoriale

7) Agevolazioni tributarie: condizioni di applicabilità alle banche di credito cooperativo

8) Sgravi contributivi per la contrattazione di II livello (2010): sono aperti i termini per l’invio delle domande

9) Gestione separata e rivalsa del 4%: precisazioni dall’INPS per i professionisti associati

10) Imprese assicuratrici: circolare INPS sul Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito

 

1) Incentivi per il rientro dei lavoratori nel nostro paese: circolare dalle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 14/E del 04.05.2012, ha illustrato le linee guida sugli incentivi riservati ai cittadini dell’Unione europea che hanno maturato esperienze culturali e professionali all’estero e che scelgono di tornare nel nostro paese.

In linea con quanto disposto della Legge n. 238/2010, peraltro modificata dall’ultimo decreto Milleproroghe (D.L. n. 216/2011), tale circolare si focalizza sui beneficiari dell’agevolazione, sul contenuto degli incentivi e sulla procedura da seguire per richiederli al proprio datore di lavoro.

Non solo dipendenti, anche co.co.co e borsisti per il Fisco sono assunti La norma – spiega l’Agenzia delle Entrate - prevede che hanno diritto agli incentivi i cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1° gennaio 1969, che sono assunti o avviano un’attività d’impresa o di lavoro autonomo in Italia trasferendovi il proprio domicilio, nonché la propria residenza entro 3 mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività.

A tal fine, il termine assunzione “assorbe” non solo le attività di lavoro dipendente, ma anche quelle che producono redditi assimilati agli occhi del Fisco.

Ciò significa, ad es., che l’agevolazione ricade anche sui redditi di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, così come sulle somme ricevute a titolo di borse di studio.

Non solo. L’attività in Italia è agevolata anche se “slegata” da quella estera. La

circolare, infatti, spiega che la mansione svolta nel nostro Paese trova l’agevolazione anche se non è attinente all’attività di studio o lavoro svolta all’estero.

Identikit degli “agevolati” a maglie larghe

Possono beneficiare degli incentivi anche i cittadini dell’Ue, nati dopo il 1° gennaio 1969, che hanno maturato i requisiti a partire dal 20 gennaio 2009 e che, poi, sono stati assunti o hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o d’impresa in Italia, fermo restando che le agevolazioni decorrono dal 28 gennaio 2011, ossia dalla data da cui è in vigore la relativa norma.

La circolare, infatti, precisa che il 20 gennaio 2009, ossia il giorno in cui è stato presentato il disegno di legge relativo agli incentivi, è la data a partire dalla quale conta l’assunzione o l’avvio dell’attività in Italia.

In altre parole, accede al beneficio non solo chi possiede i requisiti a questa data, ma anche chi li matura successivamente, e comunque prima di essere assunto.

Residenza e domicilio

Possono accedere al beneficio i lavoratori che hanno trasferito residenza e domicilio in Italia anche prima dell’assunzione o dell’avvio dell’attività, purché il trasferimento sia funzionale ad essa, ossia, come spiega la circolare, avvenga nei tre mesi che ne precedono l’inizio.

Inoltre, ciò che pesa per accedere all’agevolazione è che il cittadino abbia effettivamente svolto attività di lavoro o studio all’estero e che possa dimostrarlo, anche se non si è iscritto all’AIRE.

Cosa deve fare il datore di lavoro per riconoscere gli incentivi

In considerazione delle modifiche normative intervenute nel 2012, entro il 31 maggio prossimo i sostituti d’imposta dovranno rilasciare un nuovo Cud per l’anno 2011 ai lavoratori interessati che, in possesso dei requisiti, richiedono l’applicazione del beneficio per lo stesso anno.

In via residuale è possibile richiedere il rimborso a un Ufficio territoriale dell’Agenzia, allegando la documentazione che prova la sussistenza dei presupposti per ottenere l’agevolazione.

La circolare, infine, spiega che, a partire dall’anno d’imposta 2012, è comunque consentito al lavoratore di presentare la richiesta al datore di lavoro anche oltre il termine di tre mesi dall’assunzione.

In questo caso, è facoltà del datore di lavoro riconoscere l’applicazione del beneficio a partire dal periodo di paga successivo alla richiesta.

 

2) Come regolarizzare comunicazioni preventive e opzioni fiscali tardive

L’art. 2, del D.L. n. 16/2012, convertito in Legge n. 44/2012, prevede che tanto le agevolazioni fiscali, per le quali la normativa richiede una comunicazione preventiva, quanto la possibilità di accedere a regimi tributari diversi da quello naturale, tramite apposita opzione, non devono considerarsi irrimediabilmente preclusi al contribuente, laddove questi non abbia provveduto tempestivamente all’adempimento prescritto dalla legge fiscale.

Adesso il contribuente potrà regolarizzare l’errore entro la scadenza di presentazione della prima dichiarazione utile (la prima su cui si ripercuote la scelta non formalmente espressa in maniera adeguata).

Occorre che la violazione non sia stata rilevata dall’Amministrazione finanziaria e, quindi, portata a conoscenza dell’interessato.

In contribuente potrà, quindi, porre rimedio anche a posteriori a tali inadempienze e, in particolare, laddove abbia i requisiti sostanziali richiesti per accedere ai benefici tributari, occorrerà:

- mettere in regola la propria posizione, espletando l’onere posto a suo carico, mediante effettuazione della comunicazione o dell'adempimento richiesti;

- versando una sanzione di euro 258,00, mediante Modello F24, senza però possibilità di eseguire compensazioni con eventuali crediti tributari vantati.

Tale neo disposizione si applica, in tutti quei casi di accesso a regimi fiscali opzionali, quali quelli della tassazione di gruppo o del regime fiscale di trasparenza. Si dovrebbe applicare anche in caso di tardiva opzione per il regime di cui alla Legge n. 398/91 per le associazioni senza fini di lucro.

Si attende, comunque, la circolare esplicativa da parte dell’Agenzia delle Entrate, nel frattempo la circolare della Lega Italiana Calcio professionistico, nella circolare n. 41 del 04.05.2012, ritiene che ciò sia ora possibile.

Principali casi di sanatoria (beneficio fiscale o regime fiscale opzionale):

 

Ipotesi di beneficio fiscale o regime fiscale opzionale

Sanatoria possibile entro il:

Trasparenza fiscale (raccomandata soci e comunicazione alle entrate)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo al primo periodo d’imposta del triennio di efficacia

Consolidato fiscale (comunicazione alle entrate e attribuzione perdite)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo al primo periodo d’imposta del triennio di efficacia

Liquidazione Iva di gruppo (Modello Iva 26 alle entrate)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di efficacia

Regime delle nuove iniziative (opzione alle entrate)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di efficacia

Scelta Irap per le ditte individuali, Snc e Sas come quella per le società di capitali

Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di efficacia

Tonnage tax per le imprese marittime (comunicazione alle entrate)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di efficacia

Associazioni (invio Modello EAS alle entrate)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di efficacia

Opzione da parte degli enti non commerciali per il regime speciale di cui alla Legge n. 398/1991 (comunicazione alla Siae)

Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di efficacia (1)

Nota (1): Si attende conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

3) Concessioni demaniali marittime in Anagrafe tributaria: semplificato l’invio dei dati

Le Amministrazioni Pubbliche, per comunicare all’Anagrafe tributaria i dati riguardanti le concessioni di aree demaniali marittime, devono utilizzare il Sistema Informativo Demanio Marittimo (S.I.D.).

La prima scadenza per l’invio dei dati è prevista per fine anno per le concessioni attive al 31.12.2011.

Poi le comunicazioni andranno sempre inviate entro il 31 gennaio dell’anno successivo al rinnovo o rilascio dell’atto di concessione.

Il Provvedimento del direttore dell’Agenzia, pubblicato il 07.05.2012 (disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate), ha definito modalità e termini per l’invio dei dati e completa il percorso di semplificazione della normativa vigente.

Semplificazione degli adempimenti

La procedura di utilizzo del Sistema Informativo Demanio Marittimo, che, a partire dal 01.01.2013, sarà il canale esclusivo di invio delle informazioni relative alle concessioni di aree demaniali marittime, costituisce un passo in avanti per la semplificazione degli adempimenti relativi al rilascio e al rinnovo delle concessioni del demanio marittimo.

In precedenza, infatti, le amministrazioni coinvolte erano tenute ad effettuare due diversi passaggi procedurali, ovvero, l’inserimento dei dati tecnici e amministrativi nel S.I.D. (gestito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e di seguito la comunicazione all’Anagrafe tributaria dei soggetti beneficiari degli atti di concessione, di autorizzazione e di licenza.

Modalità e tempistica di invio dei dati

Le Regioni, i Comuni e le Capitanerie di porto che gestiscono il rilascio o il rinnovo di concessioni di aree demaniali marittime, devono comunicare al S.I.D. le informazioni relative a queste ultime entro il 31 gennaio dell’anno successivo al rilascio o rinnovo della concessione.

Le Pubbliche Amministrazioni dovranno comunicare i dati relativi alle concessioni di aree demaniali marittime attive al 31.12.2011 al S.I.D. entro la fine del 2012.

 

4) Entrate erariali gennaio-marzo 2012 in aumento

Nel periodo gennaio-marzo 2012 le entrate tributarie erariali accertate hanno segnato una variazione positiva dello 0,7%. Nel primo trimestre del 2012 le imposte dirette sono incrementate dello 0,1%, e le imposte indirette del 1,4%. Nonostante la debolezza dell’attuale quadro congiunturale, le entrate tributarie del primo trimestre 2012 continuano ad essere sostenute dalle misure correttive varate a partire dalla seconda metà del 2011.

Lo rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la nota tecnica, al bollettino tributario di gennaio-marzo 2012, pubblicata il 07.05.2012.

Il contributo di solidarietà, introdotto dall’art. 2 comma 2 del D.L. n. 138/2011, pari al 3% del reddito complessivo eccedente i 300 mila euro, ha generato un gettito di 82 milioni di euro.

L’andamento dell’autoliquidazione IRES, in aumento di 34 milioni di euro, riflette essenzialmente le entrate affluite nei primi tre mesi del 2012 a seguito delle scadenze dei termini di versamento dei contribuenti con esercizio non coincidente con l’anno solare.

Tra le altre imposte dirette, presenta una crescita tendenziale di 240 milioni di euro (+22,5%) l’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale.

Contribuiscono alla dinamica positiva principalmente le ritenute di cui al capitolo 1026 articolo 5 (+303 milioni di euro) che risentono del meccanismo di calcolo delle ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito.

La determinazione delle basi imponibili risulta infatti influenzata dalle diverse modalità di calcolo dei due acconti di giugno e novembre dell’anno di riferimento, e del saldo, che si versa a febbraio dell’anno successivo.

In particolare, le due rate di acconto versate nel 2011, calcolate sulla base imponibile 2010, sono risultate più basse rispetto a quanto dovuto, con un effetto positivo sul saldo del mese di febbraio 2012 rispetto a quanto versato a febbraio 2011.

Presenta un calo di 153 milioni di euro (–20,1%), l’imposta sostitutiva su interessi e premi di obbligazioni e titoli similari (art. 23 del capitolo 1026), che si versa mensilmente entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di riferimento e con un saldo annuale da versare entro il termine del saldo annuale delle imposte sui redditi (art. 4 del D.Lgs. n. 239/1996).

Le ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche, pari a 242 milioni di euro, mostrano un incremento di 164 milioni di euro (+210,3%).

Tra le imposte indirette risulta sostanzialmente stabile l’andamento dell’IVA (-0,1%) che continua ad essere sostenuto dal gettito delle importazioni da Paesi extra-UE (+7,7%) prevalentemente per effetto dei dell’incremento dei flussi in valore delle importazioni extra-UE dovuto ai rialzi del prezzo del petrolio.

La componente relativa agli scambi interni mostra nel primo trimestre 2012 una flessione pari a –1,9% che riflette il ciclo economico negativo e l’indebolimento della domanda interna (i cui effetti sono solo parzialmente compensati dall’aumento dell’aliquota ordinaria deliberato dall’art. 2, comma 2-bis, del D.L. n. 138/2011).

Nel periodo gennaio-marzo la riduzione più marcata del gettito si registra in particolare nei settori del commercio (–7,7%) e dell’industria (–7%), solo in parte compensata dalla variazione positiva del settore dei servizi privati (+7,5%).

 

5) Durc: il Welfare ribadisce i requisiti per il rilascio

Dal Welfare ribaditi i requisiti per il rilascio del Durc.

Il Ministero del lavoro, con la nota n. 8367 del 02.05.2012, ha riepilogato i criteri di individuazione delle Casse edili ai fini della verifica della legittimazione, da parte di tali Enti bilaterali, al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).

Gli organismi operanti al solo livello territoriale, non costituiti da contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e non in possesso del requisito della reciprocità assicurato attraverso il collegamento con la CNCE non possono definirsi “Casse edili” ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003 e, conseguentemente, non possono rilasciare il Documento Unico di Regolarità Contributiva.

Casse edili abilitate al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC)

Riguardo i criteri di individuazione delle Casse edili ai fini della verifica della legittimazione, da parte di tali Enti bilaterali, al rilascio del Documento Unico di

Regolarità Contributiva (DURC), il Ministero del Lavoro ha ribadito i requisiti, già più volte evidenziati in passato, individuati dal Legislatore ai fini della costituzione di un Ente bilaterale (quale la Cassa edile) legittimato allo svolgimento della attività certificativa.

In proposito la fonte normativa che introduce la definizione di Ente bilaterale è da rinvenirsi nell'art. 2. lett. h). del D.Lgs. n. 276/2003 che fa riferimento agli “organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, quali sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro attraverso: (...) la certificazione dei contralti di lavoro e di regolarità o congruità contributiva (...)”.

Con successivo DM. 24.10.2007, attuativo della disposizione di cui all'art. 1, comma 1176, L. n. 296/2006, è stato inoltre specificato che il requisito della maggiore rappresentatività comparata deve essere posseduto da ciascuna organizzazione, sia per la parte datoriale che per la parte sindacale, che concorre alla costituzione della Cassa edile (art. 2, comma 2).

Viene poi evidenziato che le Casse abilitate sono tenute ad osservare il cd. principio di reciprocità in base al quale, al fine di armonizzare le dichiarazioni di regolarità contributiva rilasciate dalle diverse Casse edili operanti sul territorio nazionale, si ha un reciproco riconoscimento dei versamenti operati presso ciascuna di esse.

Lo stesso Legislatore considera tale requisito imprescindibile atteso che, secondo l’art. 252, comma 5, del D.Lgs. n. 163/2006. “le casse edili che non applicano la reciprocità con altre casse edili regolarmente costituite non possano rilasciare dichiarazioni liberatorie di regolarità contributiva” (disposizione già contenuta nell'art. 9, comma 77, della L.n. 415/1998).

Oggi tale principio è peraltro assicurato attraverso la cooperazione telematica con la Commissione Nazionale Paritetica per le Casse edili (CNCE).

Il possesso dei requisiti indicati e in particolare l’emanazione dalle sole organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative nonché il reciproco riconoscimento degli accantonamenti effettuati indispensabili ai fin delle relative prestazioni è elemento di carattere costitutivo ai fini della possibilità per le Casse di svolgere gli adempimenti certificativi in questione.

Ne deriva che gli organismi non in possesso di tali requisiti perché operanti al solo livello territoriale, non costituiti da contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e non in possesso del requisito della reciprocità assicurato attraverso il collegamento con la CNCE non possono definirsi “Casse edili” ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003 e, conseguentemente, non possono rilasciare il Documento Unico di Regolarità Contributiva.

Eventuali attestazioni di regolarità rilasciate da tali Casse sono pertanto ritenute giuridicamente inefficaci a tutti gli effetti di legge.

 

6) Trattamento Iva dei servizi di formazione e di aggiornamento professionale: criterio di individuazione del presupposto territoriale

Per individuare il luogo di tassazione dei servizi di formazione e aggiornamento professionale, si deve distinguere tra i servizi resi nei confronti di committenti non soggetti passivi IVA (definiti anche come servizi “business to consumer” ovvero “B2C”) e quelli resi nei confronti di committenti soggetti passivi IVA (definiti anche come servizi “business to business” ovvero “B2B”), così come individuati dall’art. 7-ter, secondo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972.

In particolare, mentre i servizi di formazione e aggiornamento professionali resi nei rapporti B2C - in applicazione dell’art. 7-quinquies, comma 1, lett. a), del D.P.R. n. 633 del 1972 - si considerano effettuati nel territorio dello Stato se ivi materialmente eseguiti, i medesimi servizi, se resi nei rapporti B2B, sono territorialmente rilevanti in Italia in applicazione del criterio di carattere generale previsto dall’art. 7-ter, comma 1, lett. a), del D.P.R. n. 633 del 1972.

L’individuazione del presupposto territoriale dei servizi in questione è, quindi, strettamente connessa alla verifica circa lo status di soggetto passivo del committente.

In merito alla prova di detto status nonché alla qualità di soggetto passivo del committente, si vedano i chiarimenti contenuti nella circolare n. 37/E del 2011.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 44/E del 07.05.2012)

 

7) Agevolazioni tributarie: condizioni di applicabilità alle banche di credito cooperativo

In relazione alle agevolazioni tributarie, l’Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti riguardo le condizioni di applicabilità alle banche di credito cooperativo.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 45/E del 07.05.2012, ha precisato che nel settore del credito cooperativo il regime fiscale di favore non può prescindere da un’operatività prevalente che conceda tassi di interesse e servizi più vantaggiosi ai soci rispetto ai valori di mercato.

Per il mantenimento degli sconti fiscali previsti per gli istituti di credito cooperativo, l’Agenzia delle Entrate afferma che l’attività della banca, come previsto dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (art. 28, comma 2-bis, D.Lgs. n. 385/1993) deve rispettare i “requisiti di mutualità previsti dall’articolo 2514 del codice civile ed i requisiti di operatività prevalente con soci previsti ai sensi dell’articolo 35 del presente decreto”.

Le attività svolte non possono generare confusione e nascondere manovre di tipo speculativo.

Le condizioni da rispettare sono fissate chiaramente nell’art. 2514 c.c..

Il fine prevalente, come per tutte le cooperative, è assicurare vantaggi economici a favore dei propri componenti attraverso, ad esempio, tassi di interesse, beni e servizi offerti a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato.

La Bcc, per non perdere le agevolazioni deve garantire benefici agli associati ma la regola prevede un’altra eccezione: Gli sconti ai soci, infatti, non devono compromettere la sicurezza economica della banca, quindi, se ce ne sono i motivi, gli sconti d’imposta rimangono anche se i soci non ricevono un trattamento di favore.

Infine, la risoluzione chiarisce che neanche lo sconfinamento della competenza territoriale - che di norma non deve superare il 5% del totale delle attività di rischio - determina da sola la revoca dell'agevolazione fiscale.

Chiariti anche i tempi entro i quali le Bcc devono esercitare il credito prevalentemente a favore dei soci per non perdere l'agevolazione.

La condizione di “prevalenza” va verificata al termine del periodo d'imposta come dato medio ritraibile dall’indice di operatività prevalente rilevato al 31 marzo, al 30 giugno, al 30 settembre e al 31 dicembre del periodo d’imposta, coincidenti con le segnalazioni di Vigilanza relative a ciascun trimestre solare. Se però manca il riscontro, la banca può verificare il requisito in base alla media dei dati giornalieri del periodo d'imposta.

 

8) Sgravi contributivi per la contrattazione di II livello (2010): sono aperti i termini per l’invio delle domande

Anche quest’anno, la richiesta di sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello riferita al 2010, potrà essere inoltrata all’Inps direttamente dalle aziende – o per il tramite degli intermediari autorizzati – esclusivamente per via telematica, anche per i lavoratori iscritti ad altri Enti previdenziali.

L’ammissione al beneficio riguarderà tutte le domande trasmesse entro il periodo indicato dall’Istituto con messaggio n. 7597 del 4 maggio scorso, in cui sono stati indicati giorno e ora a partire dai quali sarà possibile effettuare la trasmissione telematica delle istanze. Entro i 60 giorni successivi al termine fissato per l’invio delle richieste, l’Istituto provvederà all’ammissione delle aziende allo sgravio contributivo, dandone immediata comunicazione alle stesse e agli intermediari autorizzati.

La misura dello sgravio, le condizioni di accesso e le modalità di richiesta del beneficio sono descritti in dettaglio nella circolare n. 51 del 30 marzo 2012.

Nel frattempo, con messaggio n. 5880 del 3/4/2012, l’Istituto ha fornito la documentazione tecnica a supporto della composizione dei flussi XML, in previsione del rilascio sul sito internet dell’Istituto www.inps.it della procedura per l’invio delle domande di sgravio sia singolarmente, tramite acquisizione on-line delle singole domande, che tramite flussi contenenti molteplici domande.

Tutta la documentazione relativa al beneficio, che riguarda le somme comunque corrisposte nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2010, è disponibile nell’apposita sezione del sito, nel menù Informazioni>Aziende, consulenti e professionisti>Sgravi contrattazione II livello 2010.

(INPS, nota del 07.05.2012)

 

9) Gestione separata e rivalsa del 4%: precisazioni dall’INPS per i professionisti associati

L’INPS, con il messaggio n. 7751 del 07.05.2012, ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione della maggiorazione del 4% (rivalsa), di cui all’art. 1 comma 212 della Legge 23.12.1996 n. 662.

In base a tale articolo i soggetti esercenti per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo di cui all’art. 53 del D.P.R. 917/1986, compreso l’esercizio in forma associata di arti e professioni e diversa da quella che dà origine a reddito di impresa, sono obbligati al versamento del contributo dovuto alla Gestione separata commisurato ai redditi netti risultanti dalla dichiarazione annuale resa ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dagli accertamenti definitivi.

Tali soggetti hanno titolo ad addebitare ai committenti, in via definitiva, una “rivalsa” del contributo INPS nella misura del 4% dei compensi lordi.

Come già indicato nella circolare INPS n. 112 del 1996 la norma attribuisce titolo e non obbligo di addebito; pertanto il professionista iscritto alla Gestione separata, anche se componente di uno studio associato, ha diritto ad applicare la rivalsa, ma rimane contemporaneamente unico soggetto obbligato al pagamento della propria contribuzione alla gestione a prescindere dal fatto che il cliente paghi o meno la rivalsa.

La rivalsa costituisce quindi oggetto di mero rapporto interno tra cliente e professionista, il quale è l’unico soggetto obbligato al pagamento dei contributi nei confronti dell’INPS, anche se facente parte di studio associato.

Peraltro, la rivalsa del 4% è unica e si riferisce a tutti professionisti senza distinzioni, quindi sia a soggetti iscritti solo alla Gestione Separata, sia a quelli iscritti per il contributo integrativo anche ad altra Cassa professionale autonoma, sia ai titolari di trattamento pensionistico.

Infatti in sede di fatturazione delle prestazioni non vi è alcuna differenza di aliquota contributiva, che invece assumerà rilevanza in sede di determinazione del contributo dovuto nel modello unico annuale.

La rivalsa è calcolata sui compensi lordi e per la sua applicazione non è previsto un massimale, al contrario della contribuzione che è dovuta sul reddito netto di lavoro autonomo ed entro il massimale annuo di cui all’art. 2, co. 18. legge 335/1995.

Ai fini fiscali, la maggiorazione addebitata in fattura (rivalsa) ed acquisita a titolo definitivo deve essere assoggettata al prelievo alla fonte di cui all’art. 25 del DPR 600/73 e concorre a formare la base imponibile dell’Iva ai sensi dell’art. 13 del DPR n. 633/1972 così come precisato nella Risoluzione n. 109 del 1996 dell’allora Ministero delle Finanze.

(INPS, messaggio n. 7751 del 07.05.2012)

 

10) Imprese assicuratrici: circolare INPS sul Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito

Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale delle imprese assicuratrici.

Quadro normativo e prime istruzioni relative alla liquidazione dell’assegno straordinario per il sostegno del reddito da corrispondere al personale delle imprese assicuratrici. Istruzioni operative e contabili. Variazioni al piano dei conti.

Pubblicata dall’INPS la circolare n. 64 del 07.05.2012.

Questi gli argomenti trattati:

- Finalità e interventi del Fondo in via straordinaria;

- Requisiti per l’accesso al Fondo;

- Adempimenti a carico delle Aziende;

- Adempimenti a carico delle sedi INPS;

- Presentazione della domanda;

- Salvaguardia;

- Scadenza Fondo; 

- Procedure di liquidazione;

- Modalità di calcolo;

- Contributi sindacali;

- Pagamento;

- Comunicazione di liquidazione e scadenza dell’assegno;

- Erogazione in unica soluzione;

- Regime tributario;

- Versamento anticipato della provvista mensile a copertura dell’assegno;

- Cumulabilità;

- Istruzioni contabili.

 

Vincenzo D’Andò