Novità fiscali dell’8 maggio 2012: gli incentivi per il rientro dei cervelli in Italia

Pubblicato il 8 maggio 2012

incentivi per il rientro dei lavoratori nel nostro paese: circolare dalle Entrate; come regolarizzare comunicazioni preventive e opzioni fiscali tardive; concessioni demaniali marittime in Anagrafe tributaria: semplificato l’invio dei dati; entrate erariali gennaio-marzo 2012 in aumento; Durc: il Welfare ribadisce i requisiti per il rilascio; trattamento IVA dei servizi di formazione e di aggiornamento professionale: criterio di individuazione del presupposto territoriale; agevolazioni tributarie: condizioni di applicabilità alle banche di credito cooperativo; sgravi contributivi per la contrattazione di II livello (2010): aperti i termini per l’invio delle domande; gestione separata e rivalsa del 4%: precisazioni dall’INPS per i professionisti associati; imprese assicuratrici: circolare INPS sul Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito

 

Indice:

1) Incentivi per il rientro dei lavoratori nel nostro paese: circolare dalle Entrate

2) Come regolarizzare comunicazioni preventive e opzioni fiscali tardive

3) Concessioni demaniali marittime in Anagrafe tributaria: semplificato l’invio dei dati

4) Entrate erariali gennaio-marzo 2012 in aumento

5) Durc: il Welfare ribadisce i requisiti per il rilascio

6) Trattamento Iva dei servizi di formazione e di aggiornamento professionale: criterio di individuazione del presupposto territoriale

7) Agevolazioni tributarie: condizioni di applicabilità alle banche di credito cooperativo

8) Sgravi contributivi per la contrattazione di II livello (2010): sono aperti i termini per l’invio delle domande

9) Gestione separata e rivalsa del 4%: precisazioni dall’INPS per i professionisti associati

10) Imprese assicuratrici: circolare INPS sul Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito

 

1) Incentivi per il rientro dei lavoratori nel nostro paese: circolare dalle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 14/E del 04.05.2012, ha illustrato le linee guida sugli incentivi riservati ai cittadini dell’Unione europea che hanno maturato esperienze culturali e professionali all’estero e che scelgono di tornare nel nostro paese.

In linea con quanto disposto della Legge n. 238/2010, peraltro modificata dall’ultimo decreto Milleproroghe (D.L. n. 216/2011), tale circolare si focalizza sui beneficiari dell’agevolazione, sul contenuto degli incentivi e sulla procedura da seguire per richiederli al proprio datore di lavoro.

Non solo dipendenti, anche co.co.co e borsisti per il Fisco sono assunti La norma – spiega l’Agenzia delle Entrate - prevede che hanno diritto agli incentivi i cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1° gennaio 1969, che sono assunti o avviano un’attività d’impresa o di lavoro autonomo in Italia trasferendovi il proprio domicilio, nonché la propria residenza entro 3 mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività.

A tal fine, il termine assunzione “assorbe” non solo le attività di lavoro dipendente, ma anche quelle che producono redditi assimilati agli occhi del Fisco.

Ciò significa, ad es., che l’agevolazione ricade anche sui redditi di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, così come sulle somme ricevute a titolo di borse di studio.

Non solo. L’attività in Italia è agevolata anche se “slegata” da quella estera. La

circolare, infatti, spiega che la mansione svolta nel nostro Paese trova l’agevolazione anche se non è attinente all’attività di studio o lavoro svolta all’estero.

Identikit degli “agevolati” a maglie larghe

Possono beneficiare degli incentivi anche i cittadini dell’Ue, nati dopo il 1° gennaio 1969, che hanno maturato i requisiti a partire dal 20 gennaio 2009 e che, poi, sono stati assunti o hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o d’impresa in Italia, fermo restando che le agevolazioni decorrono dal 28 gennaio 2011, ossia dalla data da cui è in vigore la relativa norma.

La circolare, infatti, precisa che il 20 gennaio 2009, ossia il giorno in cui è stato presentato il disegno di legge relativo agli incentivi, è la data a partire dalla quale conta l’assunzione o l’avvio dell’attività in Italia.

In altre parole, accede al beneficio non solo chi possiede i requisiti a questa data, ma anche chi li matura successivamente, e comunque prima di essere assunto.

Residenza e domicilio

Possono accedere al beneficio i lavoratori che hanno trasferito residenza e domicilio in Italia anche prima dell’assunzione o dell’avvio dell’attività, purché il trasferimento sia funzionale ad essa, ossia, come spiega la circolare, avvenga nei tre mesi che ne precedono l’inizio.

Inoltre, ciò che pesa per accedere all’agevolazione è che il cittadino abbia effettivamente svolto attività di lavoro o studio all’estero e che possa dimostrarlo, anche se non si è iscritto all’AIRE.

Cosa deve fare il datore di lavoro per riconoscere gli incentivi

In considerazione delle modifiche normative intervenute nel 2012, entro il 31 maggio prossimo i sostituti d’imposta dovranno rilasciare un nuovo Cud per l’anno 2011 ai lavoratori interessati che, in possesso dei requisiti, richiedono l’applicazione del beneficio per lo stesso anno.

In via residuale è possibile richiedere il rimborso a un Ufficio territoriale dell’Agenzia, allegando la documentazione che prova la sussistenza dei presupposti per ottenere l’agevolazione.

La circolare, infine, spiega che, a partire dall’anno d’imposta 2012, è comunque consentito al lavoratore di presentare la richiesta al datore di lavoro anche oltre il termine di tre mesi dall’assunzione.

In questo caso, è facoltà del datore di lavoro riconoscere l’applicazione del beneficio a partire dal periodo di paga successivo alla richiesta.

 

2) Come regolarizzare comunicazioni preventive e opzioni fiscali tardive

L’art. 2, del D.L. n. 16/2012, convertito in Legge n. 44/2012, prevede che tanto le agevolazioni fiscali, per le quali la normativa richiede una comunicazione preventiva, quanto la possibilità di accedere a regimi tributari diversi da quello naturale, tramite apposita opzione, non devono considerarsi irrimediabilmente preclusi al contribuente, laddove questi non abbia provveduto tempestivamente all’adempimento prescritto dalla legge fiscale.

Adesso il contribuente potrà regolarizzare l’errore entro la scadenza di presentazione della prima dichiarazione utile (la prima su cui si ripercuote la scelta non formalmente espressa in maniera adeguata).

Occorre che la violazione non sia stata rilevata dall’Amministrazione finanziaria e, quindi, portata a conoscenza dell’inter