L’anagrafe tributaria: funzioni, innovazioni e sviluppo

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 5 maggio 2012



la raccolta di dati per contrastare l'evasione fiscale si sta facendo sempre più imponente e penetrante, generando contrasti con la normativa relativa alla privacy per le modalità di accesso da parte del Fisco ai dati sensibili dei contribuenti

Aspetti generali

L'anagrafe tributaria, secondo le regole contenute nel D.P.R. 29.9.1973, n. 605:

  • raccoglie e ordina su scala nazionale i dati e le notizie risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate agli uffici finanziari e dai relativi accertamenti, oltre ai dati e alle notizie che possono comunque assumere rilevanza ai fini tributari;

  • «comunica» i dati e le notizie agli organi preposti agli accertamenti e ai controlli relativi all'applicazione dei tributi (evidentemente, nel contesto dell'informatizzazione avanzata dell'attuale organizzazione amministrativa che presiede alla gestione della fiscalità, la «comunicazione» è immediata, e consiste nella semplice «messa a disposizione» delle informazioni in forma di banca-dati on line);

  • sulla base dei dati in suo possesso, provvede alle elaborazioni utili per lo studio dei fenomeni fiscali.

Sono iscritte all'anagrafe tributaria le persone fisiche, oltre alle società, associazioni ed organizzazioni con o senza personalità giuridica, alle quali si riferiscono i dati e le notizie raccolti, o che abbiano richiesto l'attribuzione del numero di codice fiscale.

Nel presente articolo, dopo una breve sintesi riassuntiva quanto alle prerogative del sistema informativo dell’anagrafe tributaria (SIAT), che attualmente include anche la c.d. anagrafe dei rapporti finalizzata ai controlli bancari / finanziari, verrà esaminato il contenuto dell’audizione resa dal direttore dell’Agenzia delle Entrate il 23.2.2012 alla Commissione Parlamentare di Sorveglianza sull’Anagrafe Tributaria, con riguardo agli aspetti di maggiore novità e rilevanza.

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