Novità fiscali del 30 aprile 2012: la Corte Costituzionale ammette la possibilità di sospendere le sentenze tributarie

Pubblicato il 30 aprile 2012



Consulta: sentenze tributarie della C.T.P. e della C.T.R. sospendibili; modello 730 e denuncia dell’imposta sulle assicurazioni: prorogati i termini di presentazione; entro il 30.04.2012 le strutture private devono inviare al Fisco la comunicazione delle somme riscosse per i medici; apprendistato a regime dal 26 aprile: perplessità dai Consulenti del lavoro; F24: anticipazione oneri indennità di mobilità; premi Inail: riduzione per le imprese di autotrasporto; aggiornato il Modello Unico PF 2012 - Fascicolo 3 e gli studi di settore (bozze non definitive); Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012; transazione intracomunitaria: le conseguenze per la mancata iscrizione al VIES

 

 

Indice:

 

1) Consulta: sentenze tributarie della C.T.P. e della C.T.R. sospendibili

 

2) Modello 730 e denuncia dell’imposta sulle assicurazioni: prorogati i termini di presentazione

 

3) Entro il 30.04.2012 le strutture private devono inviare al fisco la comunicazione delle somme riscosse per i medici

 

4) Apprendistato a regime dal 26 aprile: perplessità dai Consulenti del lavoro

 

5) Modello F24: anticipazione oneri indennità di mobilità

 

6) Premi Inail: riduzione per le imprese di autotrasporto

 

7) Aggiornato il Modello Unico PF 2012 - Fascicolo 3 e gli studi di settore (bozze non definitive)

 

8) Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012

 

9) Transazione intracomunitaria: le conseguenze per la mancata iscrizione al VIES

 

 

1) Consulta: sentenze tributarie della C.T.P. e della C.T.R. sospendibili

Anche nell’ambito del contenzioso fiscale possono essere sospese le sentenze delle Commissioni tributarie (Provinciale e Regionale).

Lo ha confermato la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 109 del 2012.

La Consulta ha, quindi, confermato l’applicabilità, nel processo tributario:

- dell’art. 373 c.p.c., relativo alla possibilità, per il giudice di appello, di sospendere la sentenza dallo stesso emessa e impugnata mediante ricorso per Cassazione;

- dell’art. 283 c.p.c., relativo alla possibilità, per il giudice di appello, di sospendere la sentenza di primo grado.

 

 

2) Modello 730 e denuncia dell’imposta sulle assicurazioni: prorogati i termini di presentazione

Chi presenta il modello 730 per dichiarare i redditi 2011, ha tempo fino al prossimo 16 maggio, se lo consegna al sostituto d’imposta, oppure fino al 20 giugno, se lo presenta a un Caf o a un professionista abilitato.

Lo stabilisce un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato il 26.04.2012, che ha, inoltre, previsto la proroga dei termini per inviare la denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi e sugli accessori incassati nel periodo d’imposta precedente, che slitta dal 31 maggio al 2 luglio.

Lo scadenzario per i Caf e i sostituti d’imposta

Entro il 15 giugno i sostituti d’imposta devono consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione, mentre i Caf o i professionisti abilitati hanno tempo fino al 2 luglio.

Per comunicare, invece, il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate, i Caf e i professionisti abilitati hanno tempo fino al 12 luglio.

Nuovo calendario fiscale

Scadrà il 16.05.2012 (dal 30 aprile) la presentazione del modello 730/2012 (redditi 2011) e del 730-1 (5 e 8 per mille) per chi consegna al sostituto d’imposta;

- è adesso fissato al 20.06.2012 (anziché al 31 maggio) il termine per consegnare il 730/2012 al Caf o a un professionista abilitato;

- sono passati al 02.07.2012 (anziché al 31 maggio) i termini per inviare la denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi e sugli accessori incassati nel periodo d’imposta precedente;

- la consegna al contribuente della copia della dichiarazione elaborata e del relativo prospetto di liquidazione (730-3), adesso dovrà avvenire entro il 15.06.2012 (anziché il 31 maggio) da parte dei sostituti d’imposta ed entro il 02.07.2012 (anziché il 15 giugno) da parte dei Caf o i professionisti abilitati;

- la comunicazione del risultato finale delle dichiarazioni e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate, potranno essere effettuate dai Caf e dai professionisti abilitati fino al 12.07.2012 (anziché al 30 giugno).

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 26.04.2012)

 

 

3) Entro il 30.04.2012 le strutture private devono inviare al fisco la comunicazione delle somme riscosse per i medici

La comunicazione telematica riguarda le somme incassate, nel corso del 2011, in nome e per conto dei professionisti sanitari che hanno effettuato prestazioni in loco.

In particolare, le strutture sanitarie private, organizzate in qualsiasi forma, sono tenute a:

- riscuotere, in nome e per conto dei professionisti, i compensi corrisposti dai pazienti per le prestazioni mediche e paramediche di lavoro autonomo ricevute nei locali della struttura;

- registrare i compensi riscossi. Quindi annotare, distintamente per ciascuna operazione di riscossione, la data di pagamento e gli estremi della fattura emessa dal professionista, le generalità e il codice fiscale del destinatario del compenso, l’ammontare del corrispettivo riscosso e la modalità di pagamento;

- riversare a ciascun medico o paramedico gli importi riscossi, in caso di pagamento in contanti; oppure consegnare i documenti ritirati o emessi, in caso di pagamenti alternativi al contante (per es., assegni, carte di credito);

- comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’ammontare dei compensi complessivamente riscossi per ogni medico e paramedico in ciascun anno solare.

Questa comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile di ciascun anno relativamente ai compensi complessivamente riscossi in nome e per conto di ciascun medico e paramedico dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente.

Le strutture sanitarie private devono utilizzare il servizio Entratel e verificare la coerenza dei dati comunicati con le istruzioni dell’Agenzia (specifiche tecniche allegate al provvedimento del 13.12.2007).

 

 

4) Apprendistato a regime dal 26 aprile: perplessità dai Consulenti del lavoro

Apprendistato a regime dal 26 aprile, ma la riforma bloccherà le assunzioni. Le misure contenute nella riforma del mercato del lavoro sono insufficienti per lo sviluppo dell’apprendistato, anzi pongono dei vincoli per i datori di lavoro tali da scoraggiare l’avvio del rapporto con questo contratto individuato, invece, da tutti come la principale modalità d’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Lo affermano i Consulenti del lavoro (nota del 27.04.2012), i quali ricordano che in materia di apprendistato l’intera riforma è già raccolta nel recentissimo Testo Unico (D.Lgs. n. 167/2011 in vigore dal 25.10.2011) entrato a regime il 26 aprile, al termine del periodo transitorio che consentiva di avviare al lavoro con la precedente normativa.

A parere dei Consulenti del lavoro, la nuova norma avrebbe dovuto far ripartire i contratti ridisegnando i contenuti e la formazione, la riforma del lavoro, invece, intervenendo sull’apprendistato, farà diminuire le assunzioni.

Vengono, quindi, espressi dubbi sulle nuove regole dell’art. 5 del DDL che ha iniziato l’iter parlamentare in questi giorni.

Le novità introducono un limite di accesso al contratto di apprendistato. Questo blocco avviene sia con la previsione di stringenti limiti numerici all’assunzione di apprendisti, sia con quella della durata minima del contratto stabilita in non meno di 6 mesi. Inoltre, l’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti, escludendo solo i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti saranno considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

 

 

5) Modello F24: anticipazione oneri indennità di mobilità

La somma dovuta a titolo di anticipazione sugli oneri per l’indennità di mobilità dai datori di lavoro che attivino la procedura di mobilità - pari al trattamento massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei lavoratori ritenuti eccedenti - deve essere versata tramite il Modello F24, utilizzando la causale ACIM (Datori di lavoro – anticipazione contributo di ingresso mobilità) nel campo contributo della sezione Inps.

Lo ha reso noto l’Inps, con il messaggio n. 7215 del 27.04.2012.

Tale modalità di pagamento sostituisce, quindi, quella tramite bollettino di conto corrente postale precompilato dalla sede Inps competente.

Restano, invece, invariate le modalità di versamento delle rate del contributo a carico delle aziende per il finanziamento dell’indennità di mobilità, secondo quanto previsto dal documento tecnico per la compilazione dei flussi delle denunce retributive e contributive individuali mensili.

Presentazione domande di CIG in deroga

Inoltre, l’Inps, con la circolare n. 58 del 27.04.2012 ha fornito le istruzioni per la compilazione delle domande di CIG in deroga, che dal 1° aprile devono essere presentate unicamente mediante il canale telematico dedicato, disponibile sul portale dell’Istituto ed accessibile mediante PIN.

Per la compilazione delle domande, infatti, deve essere utilizzata l’applicazione DIGIWEB, in modalità non in linea.

Il programma può essere scaricato dal sito www.inps.it, accedendo ai servizi online con la tipologia “Aziende, consulenti e professionisti” seguendo le indicazioni descritte in dettaglio nella circolare.

Domanda semplificata CIGO industria

Infine, l’Inps, con il messaggio n. 7216 del 27.04.2012 ha comunicato che é stata predisposta, per le aziende che utilizzano il flusso Uniemens per la comunicazione dei dati relativi alle sospensioni e/o riduzioni di attività, una domanda semplificata di autorizzazione alle integrazioni salariali ordinarie.

La domanda è reperibile nel portale “Servizi per le aziende, consulenti e professionisti”, modulo CIG, link “Acquisizione online domande Cigo”.

Nella stessa sezione sono inoltre disponibili i manuali e le specifiche tecniche per la predisposizione delle domande CIGO su flusso telematico.

 

 

6) Premi Inail: riduzione per le imprese di autotrasporto

L’Inail, con la nota n.  2737 del 26.04.2012, ha illustrato la procedura per fruire degli sconti sui premi Inail, previsti dalla legge di stabilità 2012, la quale ha disposto la riduzione dei tassi medi di tariffa delle imprese del settore autotrasporto e la riduzione del premio speciale unitario per le imprese artigiane del settore.

Il Commissario straordinario Inail (deliberazione n. 123 del 30.03.2012) ha approvato per l’anno 2012:

- i tassi di tariffa per le voci 9121 e 9123 delle Gestioni Industria, Artigianato e Terziario;

- la riduzione del 11,90% dei premi speciali unitari dovuti dalle imprese artigiane per le voci 9123 (classe di rischio 5°) e 9121 (classe di rischio 8°).

E’ stato, quindi, necessario rielaborare i tassi 2012 e provvedere a rispedire alle imprese beneficiarie il modello 20 SM, contenente il tasso da applicare per l'anno in corso.

Le imprese classificate alle voci 9121 e 9123, che entro il 16.02.2012 hanno pagato l’intero premio di autoliquidazione ovvero la prima rata, in caso di scelta per le 4 rate, sono tenute a ricalcolare i premi ordinari dovuti per i dipendenti, in base ai nuovi modelli 20 SM nonché a ricalcolare i premi speciali unitari dei componenti del nucleo artigiano, con la suddetta riduzione del 11,90%.

In caso di pagamento dell’autoliquidazione 2012 in unica soluzione, l'impresa può utilizzare il credito in compensazione a mezzo del modello F24, con le ordinarie modalità.

Se l’impresa ha optato per il pagamento rateale, l'importo già versato in misura superiore al dovuto deve essere utilizzato in compensazione sulla rata in scadenza al 16.05.2012.

 

 

7) Aggiornato il Modello Unico PF 2012 - Fascicolo 3 e gli studi di settore (bozze non definitive)

L’Agenzia delle Entrate, il 27.04.2012, ha ripubblicato le istruzioni relative al Fascicolo 3 del modello UNICO Persone fisiche 2012, nonché le istruzioni e il modello del Fascicolo 3, per correggere alcuni errori materiali ed apportare alcune integrazioni resesi necessarie a seguito di disposizioni normative emanate successivamente alla pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle entrate del predetto modello.

Tali rettifiche saranno incluse in un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate di prossima pubblicazione.

Lo rende noto la stessa Agenzia delle Entrate, con la seguente nota del 27.04.2012.

Fascicolo 3 – Istruzioni

Alla pagina 42 delle istruzioni, in corrispondenza del rigo RS37:

- la descrizione della colonna 10 è sostituita con la seguente “in colonna 10, la somma tra l’importo relativo al rendimento nozionale di spettanza dell’imprenditore (col. 7 – col. 8) che viene utilizzato nella presente dichiarazione in diminuzione del reddito complessivo e la quota dedotta dalle società partecipate beneficiarie della deduzione”;

- la descrizione della colonna 11 è sostituita con la seguente “in colonna 11, la quota del rendimento nozionale indicato in colonna 10, relativa alle società partecipate beneficiarie della deduzione”;

- la descrizione della nuova colonna 12 è la seguente “in colonna 12, la quota del rendimento nozionale indicato in colonna 10, di spettanza dell’imprenditore (col. 7 – col. 8) che viene utilizzato nella presente dichiarazione in diminuzione del reddito complessivo da indicare nella colonna 5 del rigo RN1. Nel caso in cui il reddito complessivo è negativo la presente colonna non deve essere compilata. Nel caso in cui il reddito complessivo è positivo l’ammontare dell’agevolazione utilizzabile non può essere superiore al minore importo tra il reddito complessivo e la somma dei redditi d’impresa indicati nella colonna 9 del presente rigo;

- la descrizione della nuova colonna 13 è la seguente “in colonna 13, l’importo del rendimento nozionale che non è stato utilizzato in diminuzione del reddito d’impresa. L’importo da indicare è pari alla differenza tra l’ammontare indicato in colonna 7 e la somma degli importi indicati nella colonna 8 e 12; tale importo è computato in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi”.

Alla pagina 4 delle istruzioni, al paragrafo 2 “Istruzioni comuni ai QUADRI RE-RF-RG-RDRS”, in corrispondenza della causa di esclusione “8 - determinazione del reddito con criteri “forfetari””, è aggiunta la seguente frase “;deve, comunque, essere compilato il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore ad esclusione del quadro relativo agli elementi contabili”.

Alla pagina 6 delle istruzioni, in corrispondenza del rigo RE5, colonna 3, il riferimento normativo “(art. 3, comma 126, della legge 23 dicembre 1996, n. 662)” è sostituito dal seguente “(art. 4 del Decreto del Presidente della Repubblica del 31 maggio 1999 n. 195)”.

Alla pagina 12 delle istruzioni, in corrispondenza del rigo RF9, colonna 3, il riferimento normativo “(art. 3, comma 126, della legge 23 dicembre 1996, n. 662)” è sostituito dal seguente “(art. 4 del Decreto del Presidente della Repubblica del 31 maggio 1999 n. 195)”.

Alla pagina 18 delle istruzioni, in corrispondenza del rigo RF49, nel penultimo rigo, dopo le parole “Il 20 per cento dell’importo di rigo RF47” aggiungere le parole “meno RF48” e dopo le parole “Il 30 per cento dell’importo di rigo RF47” aggiungere le parole “meno RF48”.

Alla pagina 22 delle istruzioni, in corrispondenza del rigo RG4, colonna 3, il riferimento normativo “(art. 3, comma 126, della legge 23 dicembre 1996, n. 662)” è sostituito dal seguente “(art. 4 del Decreto del Presidente della Repubblica del 31 maggio 1999 n. 195)”.

Alla pagina 30 delle istruzioni, in corrispondenza del rigo CM12, colonna 6 “Credito d’imposta reintegro anticipazioni fondi pensione”, nella terzultima e nella penultima riga della descrizione sostituire “colonna 5” con “colonna 6”.

Fascicolo 3 - Modello

La colonna 10 “Rendimento utilizzato” è rinominata come segue “Totale Rendimento nozionale società partecipate/imprenditore”.

La colonna 11 “Eccedenza riportabile” è rinominata come segue “Rendimento nozionale società partecipate”.

E’ inserita la colonna 12 denominata “Rendimento imprenditore utilizzato”.

E’ inserita la colonna 13 denominata “Eccedenza riportabile”.

Studi di Settore - Modello Unico 2012 (bozze non definitive)

E’ stata, infine, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet la 4° bozza non definitiva (24/04/2012) - Parte generale, unica per tutti gli studi, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore; 2° bozza non definitiva - Istruzioni quadro F e quadro G.

 

 

8) Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012

Il 26.04.2012 si è concluso, con l’approvazione di una risoluzione sia da parte della Camera sia del Senato, l’esame parlamentare Documento di Economia e finanza 2012 (DEF), che costituisce il più importante documento di programmazione della politica economica e di bilancio nazionale, adottato nel quadro del Semestre europeo per il conseguimento degli obiettivi di crescita, sostenibilità e coesione sociale definiti nella Strategia Europa 2020.

La risoluzione, nel condividere i contenuti del DEF, reca alcuni indirizzi al Governo in ordine alle future azioni da compiere ai fini del conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e dell'attuazione del programma di riforme contenuti nel DEF.

Il Documento di economia e finanza (DEF) rappresenta il più importante documento di programmazione della politica economica nazionale, che delinea, in una prospettiva di medio-lungo termine, gli impegni, sul piano del consolidamento delle finanze pubbliche, e gli indirizzi, sul versante delle diverse politiche pubbliche, adottati dall’Italia per il rispetto del Patto di Stabilità e Crescita europeo e il conseguimento degli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e solidale definiti nella Strategia Europa 2020.

Il DEF enuncia, dunque, le modalità e la tempistica attraverso le quali l’Italia intende conseguire il risanamento strutturale dei conti pubblici e centrare, entro il 2020, gli obiettivi in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e sostenibilità ambientale definiti nell’ambito dell’Unione europea.

Il documento, che s’inquadra al centro del nuovo processo di coordinamento ex ante delle politiche economiche degli Stati membri dell’UE - il cd. “Semestre europeo” - è articolato in tre sezioni.

 

 

9) Transazione intracomunitaria: Le conseguenze per la mancata iscrizione al VIES

Senza iscrizione al Vies, l’acquisto effettuato da una ditta italiana presso un’azienda con sede in un altro Stato Ue, non può essere considerato una transazione intracomunitaria esente dall’imposta sul valore aggiunto.

Per conseguenza l’operazione è rilevante, ai fini dell’Iva, nel Paese del fornitore e non risulta applicabile il regime del reverse charge.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 42/E del 27.04.2012, ha fornito chiarimenti in merito alla qualificazione giuridica delle operazioni effettuate da soggetto passivo stabilito in Italia non regolarmente iscritto all’archivio informatico VIES.

In particolare, ha esaminato il caso di una società italiana che ha acquistato pannelli fotovoltaici da un’impresa tedesca, perfezionando l’operazione nel mese di aprile 2011, senza essere iscritta al Vies.

Ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n. 633 del 1972, come modificato dall’art. 27, comma 1, del D.L. n. 78 del 2010 - il soggetto passivo d’imposta che intende effettuare operazioni intracomunitarie deve chiedere autorizzazione all’Agenzia delle entrate, manifestandone la volontà attraverso una procedura specifica finalizzata all’iscrizione nell’archivio informatico (cd. VIES) dei soggetti autorizzati a porre in essere le predette operazioni.

In particolare, nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29/12/2010 n. 188376 viene specificato che, per coloro che già possiedono un numero di partita IVA, la predetta volontà viene espressa mediante apposita istanza da presentare direttamente ad un ufficio dell’Agenzia delle entrate; viceversa, per i soggetti non titolari della predetta posizione IVA, tale volontà va manifestata in sede di dichiarazione d’inizio di attività, attraverso la compilazione del campo “Operazioni intracomunitarie” del Quadro I dei modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) e AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi).

In mancanza di un diniego espresso da parte dell’Agenzia delle entrate, decorsi trenta giorni dalla presentazione dell’istanza, la posizione del soggetto richiedente viene inserita nell’archivio VIES; tale effetto si produrrà anche in caso di silenzio da parte dell’amministrazione nel corso del termine di cui sopra.

In tale contesto, secondo l’Agenzia delle Entrate, il soggetto passivo nel periodo temporale tra la dichiarazione di volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie e l’autorizzazione o il diniego da parte dell’Agenzia, non può ritenersi legittimato a compiere le predette operazioni intracomunitarie.

Riguardo, invece, il trattamento giuridico di operazioni intracomunitarie eventualmente effettuate senza la regolare iscrizione al VIES, l’Agenzia ha osservato che le eventuali cessioni o prestazioni intracomunitarie effettuate da un soggetto passivo italiano non ancora incluso nell´Archivio VIES (o escluso a seguito di diniego o revoca) vanno assoggettate ad imposizione in Italia, con i conseguenti riflessi, anche di natura sanzionatoria (art. 6 del D.Lgs. n. 471/1997).

Per converso, l’ipotesi di un soggetto passivo italiano non regolarmente iscritto al VIES che effettua un acquisto da soggetto passivo comunitario, determina che il predetto acquisto non possa configurarsi come una operazione intracomunitaria e, pertanto, l’Iva non è dovuta in Italia ma nel paese del fornitore.

Ne consegue che, sotto il profilo procedurale, l’acquirente italiano non regolarmente iscritto al VIES, ricevuta la fattura senza IVA dal fornitore europeo, non deve procedere alla doppia annotazione della stessa nel registro delle fatture emesse e nel registro degli acquisti, non essendo applicabile il meccanismo dell’inversione contabile (art. 47 del DL n. 331 del 1993); tale comportamento, infatti, determina una illegittima detrazione dell’IVA con applicazione della sanzione di cui all’art. 6, comma 6, del Dlgs. n. 471 del 1997.

Peraltro, in sede di cooperazione amministrativa e a seguito di precisa richiesta in tal senso da parte dello Stato membro del fornitore, l’Agenzia delle Entrate provvederà a segnalare tale operazione come irregolare e l’Amministrazione dell’altro Stato membro potrà, eventualmente, decidere di recuperare l’IVA non assolta per effetto della errata qualificazione dell’operazione come intracomunitaria.

Regime sanzionatorio; profili temporali

La circolare n. 39/E del 01/08/2011 stabilisce che i riflessi di natura sanzionatoria derivanti dalla effettuazione di operazioni intracomunitarie da soggetti non regolarmente iscritti al VIES, non sono applicabili, nel rispetto dei principi di affidamento e buona fede del contribuente, per eventuali violazioni commesse prima della emanazione della circolare.

Considerato che la circolare è stata pubblicata in data 01/08/2011 e che le eventuali violazioni commesse dall’istante sono riferibili ad un periodo precedente, l’Agenzia ritiene che non vada applicata nel caso di specie alcuna sanzione.

 

 

Vincenzo D’Andò