Novità fiscali del 27 aprile 2012: il calcolo del primo acconto IMU

Pubblicato il 27 aprile 2012

tassa annuale sulle unità da diporto: come e quando pagare; IMU: primo acconto pesante; INPS: divieto di pagamenti all’istituto in contanti o con assegni; registro dei revisori passa alla Consip; TFM amministratore: è deducibile senza limiti (e tante altre novità in giurisprudenza); potrebbe slittare lo spesometro e gli studi di settore; in scadenza la richiesta di rimborso del credito Iva del 1° trimestre 2012; agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioni; termini di scadenza per la presentazione della dichiarazione integrativa di una società in liquidazione

 

 

Indice:

 

1) Tassa annuale sulle unità da diporto: come e quando pagare

 

2) IMU: primo acconto pesante

 

3) Inps: divieto di pagamenti all’Istituto in contanti o con assegni

 

4) Il Registro dei revisori passa alla Consip

 

5) TFM amministratore: è deducibile senza limiti (e tante altre novità in giurisprudenza)

 

6) Potrebbe slittare lo spesometro e gli studi di settore

 

7) In scadenza la richiesta di rimborso del credito Iva del 1° trimestre 2012

 

8) Agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioni

 

9) Termini di scadenza per la presentazione della dichiarazione integrativa di una società in liquidazione

 

 

1) Tassa annuale sulle unità da diporto: come e quando pagare

La tassa sulle imbarcazioni si paga con il Modello F24. A tal fine, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento (Prot. 2012/50304 del 24.04.2012) ha fornito precisazioni su come e quando versare la tassa sulle unità da diporto, specificando anche come comunicare i dati.

Inoltre, con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 39/E del 24.04.2012, sono stati istituiti i codici tributo per pagare in tempo utile la tassa.

Nel Modello F24 confluisce la nuova tassa

I contribuenti dovranno pagare la tassa utilizzando il modello “F24 versamenti con elementi identificativi”.

In particolare, il l’Agenzia delle Entrate ha istituito tre codici per consentire il pagamento della tassa con il Modello F24 dedicato. All’interno del modello, nella sezione “Contribuente” occorre indicare i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il versamento. In quella nominata “Erario e altro”, invece, in corrispondenza degli “importi a debito versati”, il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “R”, mentre quello “elementi identificativi” riporta la sigla d’iscrizione dell’unità da diporto.

Sempre al momento del pagamento della tassa, il contribuente fornisce i dati identificativi della barca, indicando nel modello i dati relativi all’imbarcazione, così come tutte le informazioni necessarie all’attività di controllo dell’Agenzia.

In alternativa è possibile il bonifico

Chi non può eseguire il versamento con il Modello F24, può effettuare un bonifico in euro a favore del bilancio dello Stato italiano, precisamente al Capo 8 - Capitolo 1222.

A tal fine, il percorso del bonifico segue delle coordinate ben precise:

- il codice BIC è BITAITRRENT;

- la causale del bonifico deve indicare le generalità del contribuente tenuto a pagare la tassa, l’identificativo dell’unità da diporto, cioè la sigla d’iscrizione;

- il codice tributo e il periodo cui si riferisce il versamento;

- il codice Iban, pubblicato sul sito Internet della Ragioneria Generale dello Stato - Ministero dell’Economia e delle Finanze www.rgs.mef.gov.it, è il seguente: IT15Y0100003245348008122200.

Scadenze per pagare

La tassa sulle imbarcazioni si riferisce al periodo 1° maggio-30 aprile dell’anno dopo e deve essere versata entro il 31 maggio di ciascun anno. Nel caso in cui la tassa è dovuta per una durata del contratto - ad esempio di locazione – inferiore al periodo che va dal 1° maggio al 30 aprile dell’anno dopo, occorre determinarla rapportandola a giorni ed è necessario effettuare il pagamento entro il giorno prima della data d’inizio del periodo di durata del contratto.

 

 

2) IMU: primo acconto pesante

Anche nei comuni con aliquota inferiore sulla prima casa i contribuenti dovranno versare il primo acconto dell’IMU utilizzando gli elementi resi noti dal Decreto fiscale, ora convertito in Legge.

Dunque, pure nei Comuni più generosi, che hanno già deliberato per la prima casa un’aliquota più favorevole rispetto al 4 per mille, o addirittura l’esenzione, si dovrà pagare l’acconto a giugno con quest’aliquota, salvo il conguaglio con eventuale rimborso di fine anno. Nessuno sconto dunque neanche in quei Comuni che hanno deciso di venire incontro ai cittadini scontando la tassa sulla casa di abitazione.

“E’ un pasticcio, per come è scritta la norma sull’IMU si può arrivare a questa conclusione assurda”, spiega Maurizio Leo (Pdl), presidente della Commissione parlamentare per l’Anagrafe tributaria, e cioé che anche dove l’IMU è più bassa o addirittura nulla bisognerà pagare il 4 per mille.

La questione riguarda i Comuni che hanno già deciso di agevolare i cittadini con un’aliquota sulla prima casa al 2 per mille.

Pare che il Tesoro intenda risolvere la questione in via interpretativa, e quindi con un atto amministrativo.

Ma secondo Leo, ciò non basta serve una norma di legge.

“Il criterio fissato nel decreto fiscale porterebbe contribuenti che diventano esenti ad essere obbligati a versare per poi avere la restituzione, con modalità per altro non previste”.

Per es. in alcuni comuni sono previste aliquote più generose per la prima casa, basti pensare a Trieste (3,9 per mille), al 2 per mille a Polistena (Reggio Calabria) e Acquaformosa (Cosenza).

Mentre a Pontivrea (Savona) e a Peschiera del Garda (Verona) è stata addirittura decisa l’esenzione per la casa di abitazione.

 

 

3) Inps: divieto di pagamenti all’Istituto in contanti o con assegni

Dal 01.05.2012 i pagamenti all’Inps potranno essere effettuati solo tramite bonifico bancario o postale o utilizzando il bollettino postale relativo al conto riscossioni varie.

Lo ha ribadito l’Inps, con il messaggio n. 7073 del 24.04.2012. In particolare, tale Istituto ha spiegato:

L’art. 16, comma 7, del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge n. 35 del 4 aprile 2012, ha stabilito che, “...a decorrere dal 1° maggio 2012 per i pagamenti effettuati presso le sedi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale si utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate e le carte di cui all'articolo 4 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.

Questa disposizione ha la finalità di “favorire la modernizzazione e l'efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e degli assegni” e si pone in linea con le altre emanate dal Governo in quest'ultimo periodo per il contrasto all'uso del contante e degli assegni circolari dal lato dei pagamenti dalle pubbliche amministrazioni.

Come é noto, le riscossioni dell’Istituto sono effettuate, in virtù di leggi, regolamenti, deliberazioni consiliari o determinazioni presidenziali, su specifici canali di incasso (F24, MAV, RID, POS virtuale, Reti amiche).

Vi sono, tuttavia, fattispecie (a titolo esemplificativo: le somme dovute dalla controparte soccombente in sede giudiziale ovvero le somme versate dalle curatele fallimentari) in cui i pagamenti all’Istituto sono effettuati dagli interessati anche mediante assegni.

In base alla disposizione predetta, a decorrere dal 1° maggio 2012, i pagamenti all’INPS, non canalizzati su specifici canali di riscossione, potranno essere effettuati esclusivamente o tramite bonifico su c/c bancario o postale della sede ovvero utilizzando il bollettino postale relativo al conto