Novità fiscali del 27 aprile 2012: il calcolo del primo acconto IMU

Pubblicato il 27 aprile 2012



tassa annuale sulle unità da diporto: come e quando pagare; IMU: primo acconto pesante; INPS: divieto di pagamenti all’istituto in contanti o con assegni; registro dei revisori passa alla Consip; TFM amministratore: è deducibile senza limiti (e tante altre novità in giurisprudenza); potrebbe slittare lo spesometro e gli studi di settore; in scadenza la richiesta di rimborso del credito Iva del 1° trimestre 2012; agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioni; termini di scadenza per la presentazione della dichiarazione integrativa di una società in liquidazione

 

 

Indice:

 

1) Tassa annuale sulle unità da diporto: come e quando pagare

 

2) IMU: primo acconto pesante

 

3) Inps: divieto di pagamenti all’Istituto in contanti o con assegni

 

4) Il Registro dei revisori passa alla Consip

 

5) TFM amministratore: è deducibile senza limiti (e tante altre novità in giurisprudenza)

 

6) Potrebbe slittare lo spesometro e gli studi di settore

 

7) In scadenza la richiesta di rimborso del credito Iva del 1° trimestre 2012

 

8) Agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioni

 

9) Termini di scadenza per la presentazione della dichiarazione integrativa di una società in liquidazione

 

 

1) Tassa annuale sulle unità da diporto: come e quando pagare

La tassa sulle imbarcazioni si paga con il Modello F24. A tal fine, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento (Prot. 2012/50304 del 24.04.2012) ha fornito precisazioni su come e quando versare la tassa sulle unità da diporto, specificando anche come comunicare i dati.

Inoltre, con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 39/E del 24.04.2012, sono stati istituiti i codici tributo per pagare in tempo utile la tassa.

Nel Modello F24 confluisce la nuova tassa

I contribuenti dovranno pagare la tassa utilizzando il modello “F24 versamenti con elementi identificativi”.

In particolare, il l’Agenzia delle Entrate ha istituito tre codici per consentire il pagamento della tassa con il Modello F24 dedicato. All’interno del modello, nella sezione “Contribuente” occorre indicare i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il versamento. In quella nominata “Erario e altro”, invece, in corrispondenza degli “importi a debito versati”, il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “R”, mentre quello “elementi identificativi” riporta la sigla d’iscrizione dell’unità da diporto.

Sempre al momento del pagamento della tassa, il contribuente fornisce i dati identificativi della barca, indicando nel modello i dati relativi all’imbarcazione, così come tutte le informazioni necessarie all’attività di controllo dell’Agenzia.

In alternativa è possibile il bonifico

Chi non può eseguire il versamento con il Modello F24, può effettuare un bonifico in euro a favore del bilancio dello Stato italiano, precisamente al Capo 8 - Capitolo 1222.

A tal fine, il percorso del bonifico segue delle coordinate ben precise:

- il codice BIC è BITAITRRENT;

- la causale del bonifico deve indicare le generalità del contribuente tenuto a pagare la tassa, l’identificativo dell’unità da diporto, cioè la sigla d’iscrizione;

- il codice tributo e il periodo cui si riferisce il versamento;

- il codice Iban, pubblicato sul sito Internet della Ragioneria Generale dello Stato - Ministero dell’Economia e delle Finanze www.rgs.mef.gov.it, è il seguente: IT15Y0100003245348008122200.

Scadenze per pagare

La tassa sulle imbarcazioni si riferisce al periodo 1° maggio-30 aprile dell’anno dopo e deve essere versata entro il 31 maggio di ciascun anno. Nel caso in cui la tassa è dovuta per una durata del contratto - ad esempio di locazione – inferiore al periodo che va dal 1° maggio al 30 aprile dell’anno dopo, occorre determinarla rapportandola a giorni ed è necessario effettuare il pagamento entro il giorno prima della data d’inizio del periodo di durata del contratto.

 

 

2) IMU: primo acconto pesante

Anche nei comuni con aliquota inferiore sulla prima casa i contribuenti dovranno versare il primo acconto dell’IMU utilizzando gli elementi resi noti dal Decreto fiscale, ora convertito in Legge.

Dunque, pure nei Comuni più generosi, che hanno già deliberato per la prima casa un’aliquota più favorevole rispetto al 4 per mille, o addirittura l’esenzione, si dovrà pagare l’acconto a giugno con quest’aliquota, salvo il conguaglio con eventuale rimborso di fine anno. Nessuno sconto dunque neanche in quei Comuni che hanno deciso di venire incontro ai cittadini scontando la tassa sulla casa di abitazione.

“E’ un pasticcio, per come è scritta la norma sull’IMU si può arrivare a questa conclusione assurda”, spiega Maurizio Leo (Pdl), presidente della Commissione parlamentare per l’Anagrafe tributaria, e cioé che anche dove l’IMU è più bassa o addirittura nulla bisognerà pagare il 4 per mille.

La questione riguarda i Comuni che hanno già deciso di agevolare i cittadini con un’aliquota sulla prima casa al 2 per mille.

Pare che il Tesoro intenda risolvere la questione in via interpretativa, e quindi con un atto amministrativo.

Ma secondo Leo, ciò non basta serve una norma di legge.

“Il criterio fissato nel decreto fiscale porterebbe contribuenti che diventano esenti ad essere obbligati a versare per poi avere la restituzione, con modalità per altro non previste”.

Per es. in alcuni comuni sono previste aliquote più generose per la prima casa, basti pensare a Trieste (3,9 per mille), al 2 per mille a Polistena (Reggio Calabria) e Acquaformosa (Cosenza).

Mentre a Pontivrea (Savona) e a Peschiera del Garda (Verona) è stata addirittura decisa l’esenzione per la casa di abitazione.

 

 

3) Inps: divieto di pagamenti all’Istituto in contanti o con assegni

Dal 01.05.2012 i pagamenti all’Inps potranno essere effettuati solo tramite bonifico bancario o postale o utilizzando il bollettino postale relativo al conto riscossioni varie.

Lo ha ribadito l’Inps, con il messaggio n. 7073 del 24.04.2012. In particolare, tale Istituto ha spiegato:

L’art. 16, comma 7, del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge n. 35 del 4 aprile 2012, ha stabilito che, “...a decorrere dal 1° maggio 2012 per i pagamenti effettuati presso le sedi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale si utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate e le carte di cui all'articolo 4 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.

Questa disposizione ha la finalità di “favorire la modernizzazione e l'efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e degli assegni” e si pone in linea con le altre emanate dal Governo in quest'ultimo periodo per il contrasto all'uso del contante e degli assegni circolari dal lato dei pagamenti dalle pubbliche amministrazioni.

Come é noto, le riscossioni dell’Istituto sono effettuate, in virtù di leggi, regolamenti, deliberazioni consiliari o determinazioni presidenziali, su specifici canali di incasso (F24, MAV, RID, POS virtuale, Reti amiche).

Vi sono, tuttavia, fattispecie (a titolo esemplificativo: le somme dovute dalla controparte soccombente in sede giudiziale ovvero le somme versate dalle curatele fallimentari) in cui i pagamenti all’Istituto sono effettuati dagli interessati anche mediante assegni.

In base alla disposizione predetta, a decorrere dal 1° maggio 2012, i pagamenti all’INPS, non canalizzati su specifici canali di riscossione, potranno essere effettuati esclusivamente o tramite bonifico su c/c bancario o postale della sede ovvero utilizzando il bollettino postale relativo al conto riscossioni varie.

E’ ovviamente del tutto esclusa la possibilità di ricevere somme in contanti per qualsiasi importo e a qualsiasi titolo dovute.

In tutte queste ipotesi, pertanto, si chiede alle Sedi regionali di segnalare alla Direzione centrale bilanci e servizi fiscali qualsiasi difformità di comportamento o anomalie nell'applicazione della norma in questione.

(Inps, messaggio n. 7073 del 24.04.2012)

 

 

4) Il Registro dei revisori passa alla Consip

La Corte dei conti ha registrato il decreto che affida alla Consip la gestione del Registro dei revisori.

Si tratta del decreto che consegna la gestione del Registro dei revisori dei conti e il registro del tirocinio, istituiti presso il ministero della Giustizia, alla Consip (società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze, ministero che provvede a tenuta e vigilanza dei Registri).

Dunque, non se ne occuperà più il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.



5) TFM amministratore: è deducibile senza limiti

La Commissione tributaria regionale del Lazio, con la sentenza n. 25/1/2012 ha stabilito che il trattamento di fine mandato che le società possono accantonare in favore degli amministratori è un costo inerente, deducibile e la sua quantificazione è vincolata solo alla discrezionalità dell’imprenditore.

Deducibili i compensi degli amministratori non deliberati

Anche i compensi erogati agli amministratori di società, senza essere stati deliberati dall’assemblea dei soci, sono deducibili.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, con la sentenza n. 48/21/2012.

Ciò vale anche quando la specifica delibera dei soci li abbia previsti in misura inferiore

È, dunque, nullo l’avviso di accertamento con cui l’Ufficio ha recuperato a tassazione la differenza tra l’importo totale dei compensi amministrativi erogati e quello inferiore risultante dalla delibera dei soci con cui è stata determinata l’entità di tali compensi.

Contribuente e fisco: Non paga per i ritardi della banca

Eventuali disservizi bancari non possono ridurre il tempo a disposizione del contribuente per adempire correttamente al pagamento delle imposte.

Il contribuente che ha trasmesso in via telematica il modello F24 e ha messo a disposizione la somma per il pagamento non può farsi carico dei disguidi o dei ritardi bancari che non possono ridurre in alcun modo il tempo per pagare le imposte.

Lo ha precisato la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia con la sentenza n. 7/2/2012.

L’Agenzia delle Entrate aveva inviato una comunicazione di irregolarità ad un contribuente per non aver versato alcune somme a titolo di Iva e Irap.

Mutuo estero salvo

E’ lecito il contratto di mutuo stipulato all’estero da parte di due contribuenti italiani. Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Brescia con la sentenza n. 27/10/2012. Secondo i giudici tributari il risparmio conseguito per non aver versato l’imposta di registro non costituisce abuso del diritto. La stipula effettuata a Lugano non è avvenuta attraverso plurimi negozi aventi causa tipica nel conseguire quale unico risultato quello di non corrispondere l’imposta sostitutiva. Per l’Agenzia delle Entrate, invece, la scelta della città svizzera rivelava l’intento elusivo delle parti entrambe italiane

Lo sgravio del ruolo non preclude l’impugnazione della sentenza

Se effettuato in seguito alla pronuncia di annullamento degli atti riscossivi, non pregiudica la proposizione del successivo gravame da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Il provvedimento di “sgravio” delle somme iscritte a ruolo effettuato dall’Agenzia delle Entrate in conseguenza della sentenza che annulla gli atti di riscossione, non equivale ad acquiescenza alla pronuncia e quindi non preclude la proposizione di un’eventuale impugnazione.

E’ quanto desumibile dall’ordinanza della Corte di Cassazione n. 5729 del 11.04.2012.

 

 

6) Potrebbe slittare lo spesometro e gli studi di settore

Come già avvenuto nel 2011 anche quest’anno i versamenti legati agli studi di settore potrebbero subire uno slittamento.

La data ordinaria del 16 giugno 2012 è in bilico perché mancano ancora i correttivi anti-crisi di Gerico.

Questi sono stati approvati dalla Commissione degli esperti e saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 aprile.

Le linee guida dei correttivi dovranno essere inserite nel software di Gerico, ma per le specifiche tecniche potrebbero volerci alcune settimane.

I tempi scarseggiano anche perché agli operatori deve essere concesso il giusto tempo per adempiere.

Viene data come quasi certa una proroga di 20 giorni più 30 che arriverà con un Dpcm.

Potrebbe arrivare anche la proroga dello spesometro, prevista entro il prossimo 30 aprile.

 

 

7) In scadenza la richiesta di rimborso del credito Iva del 1° trimestre 2012

Tra pochi giorni (30.04.2012) scade il termine per l’invio del modello IVA TR.

Tale modello, da presentare esclusivamente in via telematica, è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Ancora pochi giorni per richiedere a rimborso o in compensazione il credito Iva del 1° trimestre 2012.

Entro il 30.04.2012 i contribuenti che hanno realizzato l’eccedenza di imposta detraibile di importo superiore a 2.582,28 euro e che sono in possesso di determinati requisiti, possono presentare il modello IVA TR.

Ai sensi dell’art. 38-bis del Dpr n. 633/1972, la richiesta va effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, esclusivamente in via telematica direttamente o tramite intermediari abilitati.

Il termine è perentorio per cui non viene tenuto conto delle istanze presentate oltre tale termine.

Tuttavia, al fine di rimediare a errori o omissioni commessi in una richiesta già inoltrata vi è la possibilità, sempre entro la scadenza del termine di presentazione, di inviare una nuova istanza completa in tutte le sue parti.

Il modello si compone del frontespizio, di un modulo comprendente i quadri TA - TB - TC - TD e di un prospetto riepilogativo, il quadro TE, riservato all’ente o società controllante per la richiesta di rimborso o per l'utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale del gruppo.

Frontespizio

Nel frontespizio vanno indicati i dati anagrafici del richiedente il rimborso e/o compensazione infrannuale, l’ufficio competente alla lavorazione dell’istanza ed

eventuali situazioni particolari, di seguito sinteticamente analizzate.

Regimi particolari

La casella deve essere barrata dai contribuenti che, per opzione o per obbligo di legge, hanno adottato criteri particolari per la determinazione dell’imposta dovuta o detraibile. In quest’ultimo caso, l’imposta ammessa in detrazione (esposta nel rigo TB17) va determinata secondo i criteri specifici previsti dal regime di appartenenza.

Contabilità separate

La casella va barrata dai contribuenti che, per opzione o per obbligo di legge, esercitano più attività gestite con contabilità separata ai sensi dell’art. 36 del Dpr n. 633/1972.

Richiesta presentata da ente o società controllante per il gruppo

Gli enti e le società controllanti che si avvalgono dell’istituto dell’Iva di gruppo per il corrente anno e che intendono chiedere a rimborso ovvero adoperare in compensazione il credito Iva del gruppo sorto in capo a società in possesso dei requisiti previsti, oltre a barrare l’apposita casella del frontespizio, devono compilare il prospetto riepilogativo TE ad esse riservato.

Correttiva nei termini

La casella va barrata nell’ipotesi in cui, prima della scadenza del termine di presentazione, si intenda rettificare o integrare, una istanza già presentata.

In tal caso occorre compilare un nuovo modello, completo in tutte le sue parti.

Contribuenti ammessi all’erogazione prioritaria del rimborso

Campo riservato a contribuenti che rientrano in determinate categorie, sulla base di apposita individuazione effettuata con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, per i quali il rimborso può essere erogato in via prioritaria, entro tre mesi dalla richiesta (art. 38-bis, comma 9, del Dpr 633/1972).

Si tratta delle seguenti categorie di contribuenti:

- Soggetti che hanno effettuato nel trimestre prevalentemente prestazioni di subappalto in edilizia (codice 1 nel frontespizio della richiesta) e hanno emesso fatture senza addebito di imposta - art. 17, comma 6, lettera a), Dpr 633/1972;

- soggetti che svolgono le attività individuate dal codice ATECOFIN 2004 37.10.1 e cioè i soggetti che svolgono attività di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici (codice 2 nel frontespizio della richiesta);

- soggetti che svolgono le attività individuate dal codice ATECOFIN 2004 27.43.0 e cioè producono piombo, zinco, stagno e semilavorati (codice 3 nel frontespizio della richiesta);

- soggetti che svolgono le attività individuate dal codice ATECOFIN 2004 27.42.0 e cioè producono alluminio e semilavorati (codice 4 nel frontespizio della richiesta).

Per accedere alla procedura di rimborso prioritaria i soggetti devono:

- Indicare il presupposto “aliquota media”;

- esercitare l’attività da almeno tre anni

- avere un’eccedenza detraibile chiesta a rimborso di importo pari o superiore a 3mila euro;

- possedere un'eccedenza detraibile chiesta a rimborso di importo pari o superiore al 10% dell'importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti nel trimestre cui si riferisce il rimborso.

Quadro TA

In tale quadro vanno riepilogate le operazioni attive per le quali si è verificata l’esigibilità dell'imposta nel trimestre, operando la distinzione tra operazioni imponibili, cessioni e prestazioni di servizi per le quali è prevista l’applicazione del meccanismo del reverse charge, operazioni non imponibili (vedi istruzioni al rigo TA16) e cessioni di beni ammortizzabili imponibili.

Quadro TB

Nel quadro vanno indicate le operazioni passive per le quali si è verificata l’esigibilità ed è stato esercitato il diritto alla detrazione nel trimestre cui si riferisce il modello.

Quadro TC

E’ il quadro nel quale viene determinato il credito. Oltre a confluirvi l’Iva dovuta relativa alle operazioni attive imponibili (TA15), viene indicata l’imposta relativa a particolari tipologie di operazioni per le quali l’imposta è dovuta dal cessionario o committente, oltre che da soggetti operanti in particolari settori di attività (TC2).

Tra le altre operazioni, nel rigo TC2 va indicata l’imposta relativa alle estrazioni di beni dai depositi Iva ai fini della loro utilizzazione o commercializzazione nel territorio dello Stato, nonché quella relativa agli acquisti di beni e servizi da soggetti residenti all'estero per i quali, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del Dpr 633/1972, il cessionario o committente nazionale ha emesso autofattura, gli acquisti intracomunitari di beni, gli acquisti (nazionali e intracomunitari) e le importazioni di oro diverso dall'oro da investimento, gli acquisti di telefonini e personal computer.

Una volta determinata l’Iva a debito (TC3) e l'Iva a credito (TC6) del periodo si perviene per differenza alla individuazione dell’imposta a credito (TC7), la quale, per poter essere chiesta a rimborso od utilizzata in compensazione, deve risultare superiore a 2.582,28 euro.

Quadro TD

Nel quadro TD va indicato il presupposto per accedere alla richiesta di rimborso e/o compensazione, l’importo dell’eccedenza a credito chiesta a rimborso e/o in compensazione, la eventuale sussistenza dei requisiti previsti dall’art. 38-bis, comma 7, lett. c) (contribuenti virtuosi) per essere esonerati dalla presentazione della garanzia, la partita Iva del soggetto in capo al quale, in presenza di liquidazione dell’Iva di gruppo, è sorto il diritto per la richiesta di rimborso e/o compensazione.

Per legittimare la richiesta di rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale deve sussistere almeno uno dei seguenti presupposti:

- Aliquota media: Coloro che effettuano esclusivamente o prevalentemente operazioni attive soggette ad aliquote più basse rispetto a quelle gravanti sugli acquisti e sulle importazioni. Il diritto al rimborso o all’utilizzo in compensazione spetta se l’aliquota mediamente applicata su acquisti e importazioni supera quella mediamente applicata sulle operazioni attive maggiorata del 10%;

- operazioni non imponibili: Contribuenti che nel trimestre hanno effettuato operazioni non imponibili di cui agli artt. 8, 8bis e 9, nonché le altre operazioni indicate nelle istruzioni del rigo TA16, per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo delle operazioni effettuate nello stesso periodo; - acquisto di beni ammortizzabili: Soggetti che nel trimestre hanno effettuato acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale acquisti e importazioni imponibili;

- soggetti non residenti: Operatori non residenti che si sono identificati direttamente in Italia ovvero che vi hanno nominato un rappresentante fiscale;

- operazioni non soggette: Tale ipotesi trova applicazione esclusivamente per determinate operazioni effettuate a partire dal 17.03.2012, in base a quanto stabilito dall’art. 8, comma 5, della Legge 217/2011, Legge comunitaria 2010. In particolare, tale presupposto è riservato agli operatori che hanno effettuato nei confronti di soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello stato, per un importo superiore al 50% dell'ammontare di tutte le operazioni effettuate, prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali, prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione, prestazioni di servizi accessorie ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione ovvero prestazioni di servizi.

Quadro TE

Il prospetto è dedicato alle società partecipanti alla liquidazione Iva di gruppo. Dopo aver esposto per ciascuno dei soggetti partecipanti al perimetro di consolidamento la partita Iva, il presupposto sussistente e le eccedenze trimestrali a credito e debito, viene determinata nel rigo TE42 l’eccedenza a credito del gruppo, ripartita nella sezione 3 tra importo di cui si chiede il rimborso e/o la compensazione.

L’utilizzo del credito Iva infrannuale in compensazione e le nuove disposizioni

L’utilizzo in compensazione del credito Iva infrannuale è consentito solo dopo la presentazione dell’istanza da cui lo stesso emerge. Inoltre, secondo quanto disposto dall’art. 8, comma 18, D.L. n. 16/2012, il superamento del limite di 5mila euro annui (riferito ai crediti trimestrali maturati in corso d’anno) comporta l’obbligo di utilizzare in compensazione tali crediti a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza.

 

 

8) Agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioni

Le agevolazioni prima casa per i trasferimenti di immobili non di lusso, derivanti da successioni e donazioni, possono essere richieste, per conto dell’erede deceduto prima di aver presentato la dichiarazione di successione, anche dal successivo chiamato all’eredità, a condizione che in capo a tale soggetto vi siano, alla data di apertura della successione, i requisiti previsti per fruire del regime di favore.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 40/E del 26.04.2012.

Tali agevolazioni consistono nell’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.

Secondo l’interessato è possibile chiedere, in nome e per conto della madre deceduta, le agevolazioni di cui all’art. 69, comma 3, della Legge n. 342/2000 e potere autocertificare il possesso da parte della madre deceduta dei requisiti previsti dalla Nota II-bis, posta in calce all’articolo 1 della Tariffa, Parte I, del TUR.

Pertanto, con una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ossia una dichiarazione del chiamato all’eredità, resa nell’interesse proprio, concernente stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui si ha diretta conoscenza - ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445/2000 – il diretto interessato può attestare l’esistenza delle condizioni che la legge richiede per far valere il diritto alle agevolazioni di cui all’art. 69, comma 3, della Legge n. 342/2000.

 

 

9) Termini di scadenza per la presentazione della dichiarazione integrativa di una società in liquidazione

Società in liquidazione: Termini di presentazione della dichiarazione integrativa legati a quelli ordinari.

Il termine prescritto dall’art. 2, comma 8-bis, del D.P.R. n. 322 del 1998, per la rettifica da parte del contribuente di precedenti dichiarazioni, è ancorato al termine ordinario di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo unitariamente considerato, indipendentemente dal verificarsi di un evento straordinario quale la messa in liquidazione nel corso dell’anno.

In caso di evento straordinario quale la liquidazione di una società, la circostanza che per l’anno in cui l’evento si verifica il contribuente sia tenuto a due distinti adempimenti dichiarativi, uno ante e uno post liquidazione, non rileva ai fini dei termini della dichiarazione integrativa.

Infatti, seppure si parli di “periodi di imposta” per identificare il lasso di tempo che si conclude con la messa in liquidazione, l’interpretazione letterale di tale locuzione porterebbe ad effetti non coerenti, in quanto il termine di presentazione della dichiarazione per tale periodo (sette mesi, ora nove mesi) potrebbe risultare coincidente con il termine di presentazione della dichiarazione per il periodo precedente, se non addirittura anticipato, impedendo di fatto al contribuente di poter rettificare la precedente dichiarazione.

E’ questo il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 41/E del 26.04.2012 diramato dall’Agenzia delle Entrate.

 

Vincenzo D’Andò