Novità fiscali del 24 aprile 2012: l’autotutela dell’Agenzia delle Entrate è obbligatoria

Pubblicato il 24 aprile 2012



atti doganali esecutivi in 10 giorni; Cassazione: anche l’autotutela dell’Agenzia delle Entrate è obbligatoria; richiesta di rimborso fiscale sempre possibile anche se termini dichiarazione scaduti; ravvedimento operoso: mantiene la sua validità se il contribuente ha commesso errori, quello che conta è la volontà del contribuente di ravvedersi con il fisco; dirigenti medici e veterinari dipendenti presso strutture sanitarie iscritte alla ex gestione INPDAP: compensi percepiti per particolari tipologie di attività e relativi obblighi contributivi; documento congiunto delle autorità di vigilanza sul divieto di interlocking; D.L. semplificazioni fiscali al Senato; l’imposta di scopo é già vigente dal 2007: dal D.L. fiscale solo modifiche di coordinamento con la disciplina dell’IMU; spesometro: comunicazioni entro fine aprile; Corte Ue: il diritto camerale grava anche sulle società inattive; sSottofatturazione vendita a rate: è legittimo l’accertamento fiscale

 

Indice:

1) Atti doganali esecutivi in 10 giorni

2) Cassazione: Anche l’autotutela dell’Agenzia delle Entrate è obbligatoria

3) Richiesta di rimborso fiscale sempre possibile anche se termini dichiarazione scaduti

4) Ravvedimento operoso: Mantiene la sua validità se il contribuente ha commesso errori, quello che conta è la volontà del contribuente di ravvedersi con il fisco

5) Dirigenti medici e veterinari dipendenti presso strutture sanitarie iscritte alla ex Gestione INPDAP: Compensi percepiti per particolari tipologie di attività e relativi obblighi contributivi

6) Documento congiunto delle autorità di vigilanza sul divieto di interlocking

7) D.L. semplificazioni fiscali al Senato

8) L’imposta di scopo é già vigente dal 2007: Dal D.L. fiscale solo modifiche di coordinamento con la disciplina dell’IMU

9) Spesometro: Comunicazioni entro fine aprile

10) Corte Ue: Il diritto camerale grava anche sulle società inattive

11) Sottofatturazione vendita a rate: E’ legittimo l’accertamento fiscale

 

1) Atti doganali esecutivi in 10 giorni

Con il Disegno Di Legge di conversione del decreto sulle semplificazioni fiscali (D.L. n. 16 del 2012) giungono novità anche sui termini di pagamento per le Dogane.

Diventano, infatti, immediatamente esecutivi gli accertamenti in dogana con la possibilità di procedere alla riscossione in soli 10 giorni.

Il provvedimento preoccupa gli operatori con l’estero. Sulla base della nuova normativa gli atti di accertamento emessi dalle Dogane diventano esecutivi dopo 10 giorni dalla notifica e oltre a contenere l’intimazione ad adempiere entro il termine di dieci giorni dalla ricezione dell’atto, devono recare l’avvertimento che, passato il termine per il pagamento, la riscossione delle somme viene affidata agli agenti della riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata.

L’agente della riscossione comunicherà al contribuente-debitore di aver preso in carico le somme per la riscossione.

Ai fini del potenziamento dell’accertamento in materia doganale (art. 9), gli Uffici doganali possono chiedere agli intermediari finanziari e creditizi dati ed informazioni utili in relazione ai controlli, effettuati a posteriori, sulle dichiarazioni il cui accertamento è divenuto definitivo.

Si attribuisce anzitutto valore di titolo esecutivo agli atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle Dogane, immediatamente applicabili ai sensi dell’art. 16 del nuovo Codice Doganale Comunitario, e finalizzati alla riscossione delle risorse proprie tradizionali UE e della relativa IVA all’importazione, decorsi dieci giorni dalla notifica.

L’atto di accertamento deve contenere:

- L’intimazione ad adempiere entro il termine di dieci giorni dalla ricezione dell’atto;

l’avvertimento che, decorso il termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata, con le modalità determinate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane, di concerto con il Ragioniere Generale dello Stato.

Il medesimo provvedimento stabilisce anche le modalità di trasmissione dell’atto di accertamento all’agente della riscossione.

L’agente della riscossione, con raccomandata semplice spedita all’indirizzo presso il quale è stato notificato l'atto di accertamento, informa il debitore di aver preso in carico le somme per la riscossione.

Poi si prevede che l’agente della riscossione, sulla base del summenzionato titolo esecutivo, e senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procede all’espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo.

Viene poi disposto che, a partire dal primo giorno successivo al termine ultimo per il pagamento, le somme richieste con gli atti di accertamento siano maggiorate degli interessi di mora.

Segue la precisazione che, ai fini della procedura di riscossione accelerata appena introdotta, i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo ed alla cartella di pagamento si intendono effettuati agli atti di accertamento doganale ed i riferimenti alle somme iscritte a ruolo si intendono effettuati alle somme affidate agli agenti della riscossione.

 

2) Cassazione: Anche l’autotutela dell’Agenzia delle Entrate è obbligatoria

La pubblica amministrazione deve provvedere alla correzione dell’errore commesso senza discrezionalità ed in tempi stretti, ciò anche se poi il risarcimento del danno non sia dovuto in conseguenza di un atto in seguito dichiarato illegittimo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6283 del 20.04.2012, ha affrontato il caso di un contribuente che chiedeva il risarcimento dei danni subiti per effetto del ritardo con cui il fisco aveva annullato un atto di accertamento illegittimo.

I giudici di legittimità hanno chiarito che se l’ufficio sbaglia deve agire obbligatoriamente in via di autotutela ed in tale ipotesi il comportamento da tenere non è discrezionale.

Per la correzione dell’errore commesso è, quindi, doveroso agire in tempi stretti, peraltro, mancando previsione di un termine entro il quale l’azione deve essere esercitata.

Anche l’Agenzia delle Entrate, al pari di tutta la pubblica amministrazione, ha il dovere di uniformarsi alle regole, altrimenti si rischia l’arbitrio.

 

3) Richiesta di rimborso fiscale sempre possibile anche se termini dichiarazione scaduti

Il contribuente che commette errori nella compilazione della dichiarazione può correggere tali errori o le omissioni commesse mediante una integrazione da presentare entro il termine per la presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta successivo.

Se la dichiarazione integrativa non viene presentata, l’istanza di rimborso dell’imposta può essere inoltrata anche successivamente.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6253 del 20.04.2012.

La vicenda esaminata dalla Suprema Corte ha riguardato il caso di un rimborso delle imposte sui redditi negato ad una società nei cui confronti era stata eccepita la decadenza per non aver indicato in dichiarazione il credito in detrazione e per non aver rettificato nei termini la dichiarazione.

 

4) Ravvedimento operoso: Mantiene la sua validità se il contribuente ha commesso errori, quello che conta è la volontà del contribuente di ravvedersi con il fisco

Anche se l’Agenzia delle Entrate continua a sostenere la tesi che la procedura del ravvedimento operoso  è molto rigida (non sono ammessi errori da parte del contribuente), non può essere annullato l’utilizzo di tale istituto nell’ipotesi in cui il contribuente abbia versato meno del dovuto (come nel caso degli interessi pagati in misura inferiore) poiché è sempre possibile rimediare a tali incombenze dopo che l’Agenzia si sia accorta dello sbaglio.

Così la pensa la giurisprudenza, tra cui, la sentenza n. 8/01/12 del 2012 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, la quale ha respinto l’appello presentata dalla stessa Agenzia delle Entrate avverso la decisione con cui i giudici di primo grado avevano confermato l’operatività di un ravvedimento operoso a cui un contribuente era ricorso per regolarizzare la propria posizione debitoria con il Fisco in relazione ad acconti Ires e Irap.

Difatti, il pensiero dell’Amministrazione finanziaria è quello che l’istituto del ravvedimento operoso non può essere perfezionato nel momento in cui il contribuente sia incorso in un errore nel calcolo degli interessi, portandolo così a pagare meno del dovuto.

Tesi questa, dunque, rigettata dalla C.T.R., secondo cui, invece, il perfezionamento del ravvedimento operoso può essere desunto in considerazione della verifica dell’inequivocabile volontà del contribuente di avvalersi dell’istituto premiale, e ciò, a prescindere dal puntuale versamento di tutti gli importi dovuti.

 

5) Dirigenti medici e veterinari dipendenti presso strutture sanitarie iscritte alla ex Gestione INPDAP: Compensi percepiti per particolari tipologie di attività e relativi obblighi contributivi

Il personale medico con rapporto di lavoro subordinato esclusivo presso le aziende sanitarie può svolgere attività libero professionale all’interno della stessa azienda, nell’ambito delle strutture appositamente individuate.

Con la circolare dell’Inps n. 57 del 2012, viene richiamata l’attenzione sul regime contributivo e sui corretti adempimenti contributivi da parte delle strutture sanitarie iscritte alla ex Gestione Inpdap – destinatarie della circolare -, in relazione agli emolumenti corrisposti al personale dirigenziale medico e veterinario con iscrizione alla ex Cassa Pensioni Sanitari, nonché al Fondo di previdenza generale, gestito dall’ENPAM.

In ossequio delle vigenti disposizioni e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’area della dirigenza medica e veterinaria del Servizio Sanitario Nazionale, tutto il personale medico con rapporto di lavoro subordinato esclusivo presso le aziende sanitarie può svolgere attività libero professionale all’interno dell’azienda medesima, nell’ambito delle strutture all’uopo individuate.

Alla luce di ciò, l’Inps ha pubblicato la suddetta circolare n. 57 del 20.04.2012 congiunta è finalizzata a richiamare l’attenzione sul regime contributivo e sui corretti adempimenti contributivi da parte delle strutture sanitarie riferiti ai proventi corrisposti per le suddette prestazioni al personale di cui trattasi.

Sono, pertanto, destinatari della presente circolare le strutture sanitarie iscritte alla ex Gestione INPDAP per gli adempimenti contributivi riferiti agli emolumenti corrisposti al personale dirigenziale medico e veterinario con iscrizione alla ex Cassa Pensioni Sanitari nonché al Fondo di previdenza generale, gestito dall’ EN PAM.

 

6) Documento congiunto delle autorità di vigilanza sul divieto di interlocking

Assonime con la nota del 20.04.2012 rende noto che é stato pubblicato sui siti internet di Banca d’Italia, Consob e Isvap un documento congiunto con cui le tre autorità di vigilanza forniscono alcuni criteri per l’applicazione dell’art. 36 del D.L. n. 201/2011 (c.d. “Salva Italia”) che vieta le cariche incrociate tra imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativo e finanziario.

Il documento si sofferma sull’ambito soggettivo di applicazione del divieto, in particolare indicando una soglia di rilevanza dimensionale delle imprese o gruppi di imprese in cui il soggetto detiene cariche (fatturato totale a livello nazionale di almeno 47 milioni di euro), sulla nozione di impresa o gruppo concorrente e sul sistema di enforcement.

Proprio Assonime aveva auspicato l’emanazione da parte delle autorità settoriali competenti di linee guida congiunte volte a individuare le ipotesi de minimis in cui il divieto di interlocking directorates non si applica perché è possibile escludere a priori il rischio di un pregiudizio per la concorrenza.

 

7) D.L. semplificazioni fiscali al Senato

In Aula, il Senato è tornato a riunirsi il 23.04.2012 per la discussione (terza lettura) del DDL 3184-B di conversione del Decreto Legge n. 16/2012, recante “disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento” (scade il 1° maggio).

Nel frattempo, il 19.04.2012, l’Assemblea della Camera ha approvato il provvedimento.

Nel corso dell’esame è stato altresì approvato l’emendamento del governo volto ad assegnare i diritti di uso per frequenze in banda televisiva mediante gara pubblica.

Nell’ambito delle principali novità introdotte dal D.L. n. 16 del 2012 (A.C. 5109), con riferimento alla riscossione, viene innanzitutto modificato (articolo 1), il sistema di rateazione, prevedendosi la possibilità di ottenere un piano di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione: inoltre, ai contribuenti ammessi alla rateizzazione viene estesa la possibilità di partecipare alle gare per l’affidamento di appalti e concessioni di lavori, forniture e servizi. Nel corso dell’esame alla Camera, è stato precisato che la possibilità di rateizzare i debiti si applica anche nei confronti degli enti previdenziali, salvo che nei casi di ottemperanza ad obblighi derivanti da sanzioni comunitarie.

Rimane, dunque, possibile rateizzare gli altri crediti derivanti da sanzioni comunitarie.

In tema di comunicazioni e adempimenti formali vengono introdotte norme di salvaguardia per i contribuenti che abbiano tardivamente effettuato gli adempimenti e le comunicazioni richiesti dalla legge per accedere ad agevolazioni o a regimi fiscali speciali.

L’articolo 2 del provvedimento, al fine di superare le difficoltà operative segnalate dagli operatori economici, semplifica gli adempimenti previsti a carico dei soggetti passivi IVA in relazione alla comunicazione delle operazioni rilevanti, soggette all’obbligo di fatturazione, di importo superiore ai 3.000 euro (cd. “spesometro”).

Per ridurre gli adempimenti delle imprese, l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate le operazioni effettuate nei confronti di operatori economici siti in Paesi cd. black list viene limitato ai soli casi in cui esse siano di importo superiore a 500 euro.

Nel corso dell'esame alla Camera, è stata estesa la responsabilità solidale al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva al committente imprenditore o datore di lavoro e a ciascuno degli eventuali subappaltatori. E' stata quindi esonerata dall’obbligo di emissione della fattura l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici, gite ed eventi similari, effettuate dalle agenzie di viaggi e turismo.

Riguardo alle facilitazioni per imprese e contribuenti (articolo 3), alla Camera è stato fissato in 15.000 euro l’importo massimo dei pagamenti in contanti effettuabili, per l’acquisto di beni al dettaglio e di prestazioni di servizi legate al turismo, da parte di cittadini extra europei non residenti in Italia.

E’ inoltre differito al 1° luglio 2012 l’obbligo di pagamento di stipendi e pensioni di importo superiore a 1.000 euro tramite strumenti di pagamento elettronico bancari o postali. Sono quindi modificati i limiti di pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego e si interviene specificamente in materia di espropriazione immobiliare, fissando la soglia di ventimila euro quale unico limite al di sotto del quale non è possibile avviare tale procedura.

Per ragioni di economicità dell’azione amministrativa, è aumentato a 30 euro il limite minimo al di sotto del quale non si effettua riscossione dei crediti tributari.

Viene quindi elimina la previsione dell’imposta di bollo dovuta sui trasferimenti di denaro all’estero (money transfer).

L’articolo 3-ter, introdotto al Senato, stabilisce che gli adempimenti fiscali e i versamenti delle imposte che hanno la scadenza calendarizzata in uno dei primi 20 giorni del mese di agosto possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione.

Nel corso dell’esame alla Camera, sono state inoltre elevate le soglie per essere considerati contribuenti minori ai fini delle semplificazioni degli obblighi di fatturazione e registrazione, allineandole a quelle previste per accedere alla contabilità semplificata; è stata eliminata l’esenzione d’accisa sull’energia elettrica utilizzata in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh; è stato modificato il regime di tassazione degli aeromobili privati; è esteso alle società concessionarie il finanziamento delle infrastrutture mediante defiscalizzazione.

Il nuovo articolo 3-quater stabilisce che i diritti d’uso delle frequenze in banda televisiva, di cui al bando pubblicato sulla G.U. serie speciale n. 80/2011 (che viene annullato), sono assegnati mediante pubblica gara, che verrà indetta dal Ministero dello sviluppo economico, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Sono dettati i principi e criteri direttivi sulla base dei quali l’AGCOM definisce le procedure di gara.

Si dispone, quindi, che i proventi derivanti dall’assegnazione delle suddette frequenze affluiscono al Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica, al netto delle somme destinate agli indennizzi.

In tema di fiscalità locale (articolo 4), si prevede l’applicazione delle variazioni delle aliquote d’imposta RCA anche alle province appartenenti alle autonomie speciali; l’abrogazione della sospensione del potere di aumentare le aliquote e le tariffe dei tributi locali e regionali; l’erogazione per l’anno 2012 agli enti locali dei trasferimenti erariali ancora dovuti; la modifica alla disciplina sull’acconto sulle risorse dovute ai Comuni; la soppressione nei territori degli enti a statuto speciale dell’addizionale all’accisa sull’energia elettrica.

Nel corso dell’esame alla Camera, è stato innanzitutto chiarito che i comuni, per i nuovi tributi istituiti dal D. Lgs. n. 23 in materia di federalismo municipale (IMU, imposta di soggiorno, imposta di scopo etc.), esercitano la propria potestà regolamentare secondo le regole generali di cui all’articolo 52 del D.Lgs. n. 446 del 1997.

Si consente ai comuni di disciplinare con regolamento l’imposta di scopo, nel quadro della disciplina recata dalla legge finanziaria 2007.

I comuni delle isole minori, ovvero quelli nel cui territorio insistono isole minori, possono inoltre istituire un’imposta di sbarco, alternativa all’imposta di soggiorno, per finanziare interventi in materia di turismo, beni culturali e ambientali e servizi pubblici locali.

Nel corso dell’esame alla Camera, si è nuovamente intervenuti sulla disciplina dell’imposta municipale propria (IMU), già modificata dal Senato. In particolare, vengono introdotti requisiti più stringenti per la qualifica di “abitazione principale”, disponendo che le agevolazioni si applicano per un solo immobile, dove il possessore ed il suo nucleo familiare abbiano stabilito dimora e residenza anagrafica; si consente ai comuni di considerare, a fini IMU, come abitazione principale l’immobile posseduto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in strutture di ricovero o sanitarie a seguito di ricovero permanente, purché il cespite non sia locato, nonché l’immobile posseduto nel territorio dello Stato da cittadini italiani non residenti in Italia, purché non locato; si precisa che le agevolazioni per i terreni non coltivati ed i terreni agricoli si applicano solo se posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; si consente, per l’anno 2012, il pagamento dell’IMU sull’abitazione principale in due o tre rate; si posticipa al 30 settembre 2012 il termine per la presentazione delle dichiarazioni IMU; si dispone una riduzione del 35% del canone atto a determinare il reddito da locazione imponibile solo a fini IRPEF e IRES degli immobili aventi interesse storico o artistico.

Si stabilisce che nelle more dell’attuazione del federalismo demaniale, la gestione del patrimonio immobiliare statale sia proseguita dalle Amministrazioni competenti, ivi comprese le attività di valorizzazione e dismissione.

Si introducono norme volte a consentire una redistribuzione degli obiettivi del patto di stabilità interno tra i comuni dell’intero territorio nazionale attraverso la cessione di spazi finanziari da parte dei comuni che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto all'obiettivo a vantaggio di quelli che prevedono di conseguire un differenziale negativo, al fine di consentire a tali enti un aumento dei pagamenti in conto capitale relativi a residui passivi, nell’importo massimo complessivo pari a 500 milioni di euro (cd. patto di stabilità orizzontale nazionale).

Si modifica inoltre la disciplina per la riduzione delle spese per il personale negli enti locali.

L’articolo 4, al comma 5-quinquies, esclude le banche di credito cooperativo dalla tassazione (intesa come esclusione dalla esenzione) del 10% dell’utile netto annuale destinato a riserva minima obbligatoria per il 2012 introdotta dai commi 36-bis e 36-ter dell’articolo 2 del D.L. n. 138 del 2011.

Ulteriori modifiche riguardano gli studi di settore, il sistema informativo della fiscalità, nonché le modalità di incasso dell’aggio spettante a Equitalia Giustizia (articoli 5 e 8).

In tema di attività e certificazioni in materia catastale (articolo 6), sono chiariti i compiti istituzionali dell’Agenzia del territorio.

Si stabilisce che ai fini del nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares), in mancanza degli elementi necessari per determinare la superficie catastale, l’Agenzia del Territorio definisca una superficie convenzionale. L’articolo 7 prevede, a migliore garanzia della legittimità dell’azione amministrativa, l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato sugli schemi di atti di gara per il rilascio di concessioni in materia di giochi pubblici, nonché sugli schemi di provvedimento di definizione dei criteri per la valutazione dei requisiti di solidità patrimoniale dei concessionari.

Quanto alle misure di contrasto all’evasione (articolo 8), viene innovata la deducibilità fiscale dei cd. “costi da reato”, circoscrivendo le ipotesi di indeducibilità a costi e spese direttamente utilizzati per il compimento di fatti, atti o attività qualificabili come delitto non colposo.

Viene ottimizzato il procedimento relativo alla chiusura delle partire IVA inattive mentre, in tema di accertamenti esecutivi, si introducono specifici obblighi informativi a carico dell’agente della riscossione nei confronti dei contribuenti.

Sono poi previste disposizioni in materia di bollo (cui vengono assoggettati anche i cd. “conto deposito”, bancari e postali), di valori scudati (con la proroga al 16 luglio del termine di versamento, a carico degli intermediari finanziari, riferito alle attività finanziarie oggetto di emersione e ancora segretate al 31 dicembre 2011) e attività finanziarie e immobiliari detenute all’estero.

Al fine di contrastare gli abusi nell’utilizzo dei crediti IVA in compensazione, l’obbligo di presentare preventivamente la dichiarazione/istanza da cui emerga il credito IVA da compensare viene esteso ai crediti di importo compreso tra 5.000,01 e 10.000 euro annui.

Per contrastare le forme di evasione che coinvolgono gli enti non commerciali, si consente di effettuare accessi, ispezioni e verifiche fiscali anche presso le sedi di questi ultimi. Viene soppressa l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).

Per quanto riguarda i poteri di accertamento dell'Agenzia dell’Entrate si dispone che la stessa debba tenere conto, tra l'altro, di segnalazioni non anonime di violazioni tributarie in sede di pianificazione degli accertamenti fiscali.

Ai fini del potenziamento dell’accertamento in materia doganale (articolo 9), gli Uffici doganali possono chiedere agli intermediari finanziari e creditizi dati ed informazioni utili in relazione ai controlli, effettuati a posteriori, sulle dichiarazioni il cui accertamento è divenuto definitivo.

In materia di giochi (articolo 10) si autorizza l’Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) a costituire un fondo di 100 mila euro per le operazioni di gioco a fini di controllo. Le norme estendono il controllo della documentazione antimafia anche ai familiari dei rappresentanti legali delle società concessionarie in materia di giochi; si preclude la partecipazione alle gare nel settore dei giochi anche nel caso in cui i reati che vengono contestati siano stati commessi o contestati ai familiari dei rappresentanti legali delle società partecipanti.

Sotto altro profilo, si prevedono interventi volti a razionalizzare e rilanciare il settore dell’ippica.

Per quanto attiene alle sanzioni amministrative (articolo 11), è rafforzata la deterrenza delle norme poste a presidio della correttezza e della completezza delle dichiarazioni in materia di accise e sono inasprite le sanzioni catastali e quelle relative al trasferimento di denaro all’estero.

In relazione al contenzioso in materia tributaria e riscossione (articolo 12), viene modificata la disciplina della controversia doganale; si prevede inoltre l’aggiornamento degli atti catastali al passaggio in giudicato della sentenza.

Si autorizza quindi l’acquisto, da parte della Regione Campania, dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra.

Il comma 4-bis dell’articolo 12 (introdotto al Senato) istituisce il ruolo unico nazionale dei componenti delle Commissioni tributarie presso il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, nel quale sono inseriti i componenti delle commissioni tributarie provinciali e regionali, nonché i componenti della commissione tributaria centrale.

Durante l’esame del provvedimento al Senato, sono state inserite ulteriori disposizioni in materia di crediti vantati nei confronti degli enti territoriali e della PA, stabilendo che la certificazione possa essere finalizzata a consentire al creditore, oltre che la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari - che esonera il cedente dal rispondere dell'eventuale solvibilità del debitore - anche la cessione pro solvendo, che implica invece per il cedente l’obbligo di rispondere dell'eventuale inadempienza del debitore. Infine si destina una quota dei residui passivi del bilancio dello Stato, pari a 1.000 milioni di euro, agli enti locali per il pagamento dei crediti commerciali. Nel corso dell’esame alla Camera, è stato specificato che tali somme sono destinate prioritariamente ai comuni.

Nella stessa sede sono state inoltre aggiunte disposizioni in materia di risorse statali spettanti alle regioni per l’edilizia sanitaria e il trasporto pubblico locale.

 

8) L’imposta di scopo é già vigente dal 2007: Dal D.L. fiscale solo modifiche di coordinamento con la disciplina dell’IMU

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che l’imposta di scopo è stata introdotta nell’ordinamento tributario italiano dall’art. 1, commi 145 e seguenti della Legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Già dal 2007 i comuni italiani hanno avuto la facoltà di istituire questa imposta per contribuire al finanziamento di specifiche opere pubbliche.

L’imposta si applicava sulla base della disciplina dell’ICI con un’aliquota massima dello 0,5 per mille e per un periodo massimo di 5 anni.

Nel 2011, il Decreto Legislativo n. 23 sul federalismo municipale, all’articolo 6, ha confermato l’impianto normativo del tributo demandando ad un provvedimento di attuazione la definizione di regole per l’estensione a 10 anni del periodo massimo di applicazione dell’imposta e per l’individuazione di ulteriori opere da finanziare, eventualmente anche per intero, con il gettito.

Il decreto fiscale in corso di conversione ha apportato alcune modifiche alla disciplina dell’imposta di scopo vigente dirette esclusivamente a coordinarla con quella della nuova che IMU che ha sostituito l’ICI.

Per effetto di queste modifiche i comuni potranno scegliere di istituire l’imposta ovvero, nel caso in cui l’avessero già introdotta, potranno continuare ad applicarla adeguandola all’IMU.

Ad oggi risulta che solo 20 comuni hanno istituito l'imposta di scopo esercitando la facoltà concessa dalla Legge n. 296 del 2006.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 54 del 23 aprile 2012)

 

9) Spesometro: Comunicazioni entro fine aprile

La scadenza è stata solo per gli operatori finanziari che avranno tempo fino a metà ottobre per trasmettere i dati relativi ai pagamenti effettuati con carte di credito e debito

Si avvicina, per imprese, professionisti e lavoratori autonomi, l’appuntamento annuale con lo “spesometro” (art. 21, D.L. n. 78/2010). Il periodo di riferimento è il 2011.

Entro il 30 aprile 2012, infatti, dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate gli acquisti e le vendite, le prestazioni di servizi rese e ricevute, di valore pari o superiori a 3mila euro, Iva esclusa, e con fattura obbligatoria.

Stesso termine per trasmettere i dati riguardanti le operazione senza fatturazione obbligatoria, realizzate tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2011, per le quali la soglia minima è di 3.600 euro al lordo dell’imposta sul valore aggiunto.

Scadenza spostata al 15 ottobre (provvedimento del 13 aprile 2012), invece, per gli operatori finanziari ai quali, la manovra correttiva del luglio 2011 (art. 23, comma 41, D.L. n. 98/2011) ha trasferito il compito di inviare i dati relativi ai pagamenti non fatturati, effettuati da consumatori finali - persone fisiche in pratica - con carte di credito, di debito e pregate, non inferiori a 3.600 euro (Iva compresa).

In particolare, entro il 30 aprile i soggetti Iva sono tenuti a comunicare, per ciascun cliente e fornitore, tutte le operazioni 2011 intercorse, attive o passive, non inferiori ai 3mila euro al netto dell’imposta, per le quali è prevista la fattura obbligatoria.

Imprese, professionisti e lavoratori autonomi dovranno altresì trasmettere i dati relativi ad acquisti, cessioni, prestazioni di servizi rese e ricevute, effettuati dal 1° luglio al 31 dicembre 2011, dai 3.600 euro (al lordo dell’Iva) in su, realizzati con privati, per i quali non hanno dovuto emettere fattura e documentati, in genere, attraverso lo scontrino o la ricevuta fiscale (provvedimento del 22 dicembre 2010).

Peraltro, il tracciato informatico è stato di recente modificato in modo da consentire l’invio anche delle operazioni “sotto soglia”.

Sono obbligati all’appuntamento (circolare 24/2010) anche i contribuenti in contabilità semplificata, gli enti non commerciali (per le operazioni commerciali o agricole), i non residenti con stabile organizzazione in Italia, i curatori fallimentari e i commissari liquidatori, chi si avvale della dispensa da adempimenti per operazioni esenti (art. 36-bis del Dpr 633/1972), chi applica il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (“forfettino”, art. 13 della legge 388/2000).

Sono, invece escluse le operazioni fuori campo Iva o quelle, in linea di massima, per le quali l’Amministrazione è stata già informata.

Tra quelle di più ampio interesse troviamo le importazioni, le esportazioni con bolletta doganale, le transazioni black list, gli scambi intracomunitari già monitorati attraverso i modelli Intrastat o il sistema Vies, i contratti di assicurazione, compravendita e somministrazione di energia elettrica, i passaggi interni di beni tra rami d’azienda.

Esclusi, inoltre, dallo “spesometro”, Stato, Regioni, Province, Comuni e altri organismo di diritto pubblico (provvedimento del 21 giugno).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i contribuenti minimi rientrano nello “spesometro” dal momento in cui perdono i requisiti per accedere al regime speciale se realizzano ricavi/compensi superiori a 45mila euro, altrimenti l’obbligo alla comunicazione parte dall’anno successivo; il soggetto passivo Iva che riceve da un “minimo” una fattura superiore alla soglia di esenzione dallo “spesometro”, deve in ogni caso darne comunicazione, anche se il chi l’ha rilasciata ne è dispensato; una fattura cointestata va segnalata per ciascuno dei cointestatari; è la fattura, infine, a far fede per il calcolo del raggiungimento del tetto e non la singola registrazione e la regola vale anche per il contribuente che esercita due attività in contabilità separata e acquisti beni promiscui alle due attività.

(Agenzia delle Entrate, notiziario telematico del 23.04.2012)

 

10) Corte Ue: Il diritto camerale grava anche sulle società inattive

È la posizione espressa di recente dai giudici comunitari che, in riferimento alla domanda di pronuncia pregiudiziale, lo annoverano nella tassazione indiretta.

La domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta alla Corte nell’ambito di un procedimento di accertamento del passivo fallimentare di una società italiana, verte sulla richiesta di ammissione al passivo del credito della Camera di commercio relativo al mancato versamento del diritto camerale dovuto annualmente dalle imprese iscritte nel registro delle imprese.

L’obbligo del diritto annuale, alla stregua della normativa nazionale di riferimento, esula dell'effettivo svolgimento dell'attività in quanto commisurato alla mera detenzione di impresa da parte delle società di capitali.

Il diritto camerale, di cui al procedimento principale, è comunque dovuto anche se la società non è operativa e non svolge l’attività imprenditoriale.

Nelle conclusioni, a cui sono giunti i giudici si fa rilevare che l’art. 5, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2008/7/CE non è di ostacolo all'esazione del diritto annuale camerale, quale imposta indiretta sui capitali, a carico delle società commerciali ai fini della loro iscrizione nel registro delle imprese.

Tale posizione, affermano i giudici, è valida anche in considerazione del fatto che tale iscrizione ha natura costitutiva e soprattutto nel caso in cui le società non svolgano l'attività per cui sono state costituite.

(Agenzia delle Entrate, notiziario telematico del 23.04.2012)

 

11) Sottofatturazione vendita a rate: E’ legittimo l’accertamento fiscale

Scontrini errati o mancata registrazione delle fatture, sono tutti elementi che evidenziano, tranquillamente, una dissimulazione di componenti positivi di reddito.

In tema di sottofatturazione nella vendita a rate, l’evidente differenza tra i finanziamenti dei clienti e i prezzi di vendita dichiarati in bilancio dalla società costituiscono una presunzione semplice sufficientemente grave, precisa e concordante, da far scattare l’accertamento.

Lo ha stabilito dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 5725 del 11.04.2012.

(Agenzia delle Entrate, notiziario telematico del 23.04.2012)


Vincenzo D’Andò