Novità fiscali del 19 aprile 2012: tutti gli emendamenti al DL sulle semplificazioni fiscali

Pubblicato il 19 aprile 2012



novità dagli emendamenti al D.L. fiscale; contributo unificato: cartelle da impugnare davanti al giudice tributario; ok al bollino per i professionisti senza Albo; licenziamenti individuali: circolare della Fondazione CDL; in scadenza la dichiarazione SISTRI/MUD del 2011; linee guida per il sindaco unico di Srl; nuove modalità di presentazione della domanda di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti: utilizzo del canale telematico; CNDCEC: principi contabili e sistemi di controllo e revisione; Governo: approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012; F24 e F24 accise: dal 18.04.2012 in uso i nuovi modelli per i versamenti unitari; CNDCEC: le osservazioni sulla nuova nomina dei revisori degli Enti locali

 

 

Indice:

 

1) Novità dagli emendamenti al D.L. fiscale

 

2) Contributo unificato: cartelle da impugnare davanti al giudice tributario

 

3) Bollino per i professionisti senza Albo

 

4) Licenziamenti individuali: circolare della Fondazione CDL

 

5) In scadenza la dichiarazione SISTRI/MUD del 2011

 

6) Linee guida per il sindaco unico di Srl

 

7) Nuove modalità di presentazione della domanda di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti: utilizzo del canale telematico

 

8) CNDCEC: principi contabili e sistemi di controllo e revisione

 

9) Governo: approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012

 

10) F24 e F24 accise: dal 18.4.2012 in uso i nuovi modelli per i versamenti unitari

 

11) CNDCEC: le osservazioni sulla nuova nomina dei revisori degli Enti locali

 

 

1) Novità dagli emendamenti al D.L. fiscale

Ecco di seguito le modifiche approvate il 17.04.2012, dalla Commissione Finanze, al D.L. n. 16 del 2012 (decreto sulle semplificazioni fiscali):

- L’IMU per la prima casa potrà essere pagata, a scelta del contribuente, in due rate (16.06.2012; 16.12.2012) oppure in tre rate (16.06.2012; 16.09.2012; 16.12.2012);

- per anziani o disabili residenti in case di cura od ospizi, il proprio immobile vale sempre come prima casa (stessa cosa per gli italiani all’estero che hanno una casa di proprietà non affittata in Italia);

- Dal 01.12.2012, l’IMU si pagherà sia con Modello F24, sia con bollettino postale, in atto, quindi, si potrà pagare solo Modello F24;

- eliminata l’imposta di bollo per le ricevute relative al pagamento del canone d’affitto in caso di opzione per la cedolare secca;

- slitta al 01.07.2012, l’entrata in vigore delle norme che vietano in pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro per l’erogazione di stipendi e pensioni corrisposti da enti e amministrazioni pubbliche;

- reintrodotta l’esenzione per le borse di studio;

- proroga, dal 16.05.2012 al 16.07.2012, del termine per versare l’imposta di bollo speciale sui capitali scudati;

- stretta sull’esenzione IVA per i collegi universitari: Non pagano l’imposta solo quelli gestiti da enti che operano esclusivamente con la finalità di ospitare gli studenti universitari;

- deroga, per i turisti europei che verranno in Italia, alla norma del limite all’utilizzo dei contanti, pari a 1.000 euro, ma fino a un tetto di 15.000 euro;

- per i pagamenti di importi superiori ai 10 mila euro le pubbliche amministrazioni non attiveranno più il blocco di tutti gli importi nel caso in cui l’impresa creditrice abbia pendenze di tasse non pagate;

- previsione della cancellazione automatica delle ipoteche alla estinzione del mutuo;

- niente tassa “sul macinato” per i concessionari di scommesse;

- riduzione del 10% dei tributi catastali speciali per la consultazione on line della banca dati ipotecaria e catastale gestita dal Territorio.

 

 

2) Contributo unificato: Cartelle da impugnare davanti al giudice tributario

La cartella di pagamento emessa da Equitalia per riscuotere il contributo unificato va contestata davanti al giudice tributario.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 5994 del 17.04.2012, che ha accolto il ricorso dell’esattore che lamentava il difetto di giurisdizione.

Infatti, il contribuente aveva chiesto al Tribunale l’annullamento della cartella di pagamento con la quale Equitalia gli aveva intimato di pagare importi a titolo di contributi unificati ed oneri accessori relativi all’instaurazione di un giudizio davanti al Giudice di Pace.

Avrebbe dovuto, invece, presentare ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale.

La Suprema Corte ha, infatti, osservato che “l’opposizione ex art. 617 c.p.c., con la quale si fanno valere asseriti vizi della cartella di pagamento emessa in esito ad iscrizione a ruolo del contributo unificato previsto dall'art. 9 d.p.r. 115/2002, rientra nella competenza giurisdizionale del giudice tributario, atteso che il contributo unificato in oggetto ha natura di entrata tributaria (cfr. Corte Cost. 73/2005 e Cass. SS.UU., 3007/08 e 3008/08) e che il controllo della legittimità delle cartelle esattoriali, configurando queste atti di riscossione e non di esecuzione forzata, spetta, quando le cartelle riguardino tributi, al giudice tributario in base alla previsione degli art. 2, comma 1, e 19 d.lgs. 546 del 1992 (cfr. Cass. SS.UU. 9840/11)

False comunicazioni sociali se il danno è a soci e impresa

L’amministratore delegato risponde di false comunicazioni sociali qualora la finta rappresentazione della situazione finanziaria abbia danneggiato sia i soci sia l’impresa.

L’amministratore delegato è stato, quindi, condannato, sia in primo grado che in appello, per false comunicazioni sociali in danno dei soci ex art. 2622 c.c..

Peraltro, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14759 del 17.04.2012, ha ricordato che la fattispecie di cui all’art. 2622 c.c. è “reato proprio” costituito, sul versante oggettivo, da una condotta di falsa esposizione di fatti materiali - ancorché oggetto di valutazioni - nelle comunicazioni sociali ovvero dall’omissione di informazioni la cui comunicazione sia dovuta per legge; si richiede, altresì, che tale condotta sia idonea ad indurre in errore i destinatari sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene e che ne derivi un danno patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori sociali.

Società e amministratori: Appalti in massima trasparenza

La società che ha dichiarato falsamente di essere in regola con i contributi e il versamento delle imposte per partecipare a un appalto pubblico rischia una condanna per responsabilità amministrativa dell’ente. Peraltro, il proprio amministratore può essere condannato personalmente per falsità ideologica.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14359 del 17.04.2012.

 

 

3) Ok al bollino per i professionisti senza Albo

Il Parlamento (Camera) ha dato il primo sì all’A.C. 1934 che contiene la disciplina delle professioni non organizzate in ordini e collegi.

Sarà possibile costituire associazioni, privatistiche e su base volontaria, per valorizzare le competenze di chi ne farà parte e diffondere il rispetto di regole deontologiche, favorendo la tutela degli utenti.

Il provvedimento (recante la disciplina delle professioni non regolamentate) è adesso passato all’esame del Senato.

 

 

4) Licenziamenti individuali: Circolare della Fondazione CDL

Licenziamenti individuali (art. 13 e 14): Pubblicata la circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro n. 9 del 2012.

Come cambiano forme e procedure del licenziamento individuale alla luce della riforma del Lavoro?

La circolare n. 9 della Fondazione Studi analizza le modifiche apportate dal DDL alla Legge n. 904 del 1966, e alla tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo.

Attualmente il datore di lavoro non è obbligato ad indicare nella comunicazione di licenziamento individuale i motivi del recesso.

E’ il lavoratore che ha facoltà di chiedere tali motivi entro 15 giorni dalla ricezione del licenziamento, ed in tal caso il datore deve comunicarli per iscritto entro sette giorni dalla richiesta (art. 2, comma 2, Legge n. 604/1966).

Con la riforma, invece, si stabilisce che “la comunicazione del licenziamento deve contenere la specificazione dei motivi che lo hanno determinato” (art. 13, c. 1).

Ciò comporta che anche il licenziamento per motivo oggettivo (o “economico”) deve essere immediatamente motivato nella comunicazione del recesso.

Tale motivazione, inoltre, deve essere “specifica”, cioè completa e dettagliata, non essendo sufficiente una mera ripetizione della formula legislativa (cioè le “ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”: art. 3, legge n. 604/1966).

La seconda novità comporta un ritocco del termine di decadenza previsto dal c.d. Collegato lavoro (legge n. 183/2010) per depositare il ricorso presso la cancelleria del Tribunale competente.

Attualmente, è previsto un termine di 270 giorni che decorre dalla impugnativa del recesso da parte del lavoratore (art. 6 c. 2 della legge n. 604/1966, come modificato dall’art. 32 del Collegato lavoro); tale termine viene ridotto a 180 giorni che decorrono sempre dallo stesso momento, cioè da quando il lavoratore consegna a mano o spedisce l’impugnativa extragiudiziale.



5) In scadenza la dichiarazione SISTRI/MUD del 2011

La dichiarazione SISTRI/MUD relativa all’anno 2011 andrà presentata entro il 30.04.2012.

Il modello dichiarazione da utilizzare per le dichiarazioni é stato approvato con il D.P.C.M. 23.12.2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30.12.2011 (sostituisce quello approvato con il D.P.C.M. del 27.04.2010).

I soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione SISTRI - MUD riferita all’anno 2011 sono:

- I produttori iniziali di rifiuti e le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti;

- i Comuni o loro Unioni e/o Consorzi e Comunità Montane;
soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali;

- i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro RAEE e Sistemi Collettivi di Finanziamento; CONAI o altri soggetti di cui all’art. 221, comma 3, lettere a) e c) del D.Lgs. n. 152/2006.

I produttori iniziali di rifiuti e le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti che erano tenuti alla presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale dovranno presentare la dichiarazione SISTRI, ai sensi del D.M. n. 52/2011.

 

 

6) Linee guida per il sindaco unico di Srl

Ecco, in sintesi, le linee guida del Notariato di Milano in materia di sindaco unico nelle Srl:

Le funzioni di revisione o controllo sono svolte anche in via facoltativa, eccetto i casi in cui risultino obbligatorie per legge;

- tali funzioni sono affidate ad un organo collegiale anziché monocratico;

- le funzioni di controllo sono affidate all’organo sindacale, e quelle di revisione ad un revisore;

- la scelta sul numero dei sindaci e sul riparto delle funzioni (i due punti precedenti) é effettuata con decisione dei soci, senza modifica dello statuto.

Dal 01.01.2012 è in vigore il nuovo testo dell’art. 2477 c.c., come modificato dall’art. 14, comma 13, della Legge 183 del 2011, che non rende illegittime le clausole statutarie (sia quelle preesistenti sia quelle di nuova introduzione) che prevedono la natura collegiale e non unipersonale dell’organo di controllo di S.r.l..

I collegi sindacali in carica nel momento di entrata in vigore della suddetta norma, pertanto, non cessano dalla propria carica per effetto della modifica legislativa.

Il Consiglio Notarile di Milano, con la massima n. 124 del 03.04.2012, ma resa nota il 18.04.2012, ha delineato le prime linee guida sulla materia.

Come è noto, l’art. 14, comma 13, Legge n. 183/2011, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012), ha introdotto alcune significative novità in tema di collegio sindacale delle S.r.l. e delle S.p.a.

In relazione alle prime, il nuovo art. 2477 c.c., ora rubricato Sindaco e revisione legale dei conti, così dispone: “L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore.

La nomina del sindaco è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.

La nomina del sindaco è altresì obbligatoria se la società:

a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.

L’obbligo di nomina del sindaco di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.

Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le disposizioni in tema di società per azioni; se l’atto costitutivo non dispone diversamente, la revisione legale dei conti è esercitata dal sindaco. L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del sindaco. Se l'assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato”.

Riguardo le seconde, invece, è stato introdotto un nuovo comma in calce all'art. 2397 c.c., del seguente tenore letterale: “Per le società aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a 1 milione di euro lo statuto può prevedere che l'organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro”.

La prima questione concerne la natura delle nuove disposizioni contenute nell’art. 2477 c.c., nella parte in cui prevedono esclusivamente il sindaco unico in luogo del collegio sindacale.

Si è, infatti, posto l’interrogativo se, una volta entrata in vigore la nuova disciplina, siano legittime le clausole statutarie, sia preesistenti che di nuova introduzione, le quali prevedano il collegio sindacale anziché il sindaco unico, ovvero sia l'una che l’altra composizione dell’organo di controllo.

A favore della tesi restrittiva, nel senso della inderogabilità della nuova disposizione, milita anzitutto il tenore letterale dell'art. 2477 c.c., che non sembra lasciare alternativa alcuna all’autonomia statutaria.

Ma la tesi non appare convincente.

La disciplina delle S.r.l. mantiene ulteriori riferimenti al collegio sindacale, i quali - pur essendo evidentemente frutto di una frettolosa modifica legislativa e di un difetto di coordinamento - dimostrano comunque lo scarso peso che può essere attribuito al mero dato letterale per risolvere la questione della natura derogabile o inderogabile della nuova norma.

Nemmeno un ulteriore tesi risulta pienamente convincente. Se è vero che le funzioni di controllo delle S.r.l., al pari delle altre società di capitali, non possono certo essere affidate a organi liberamente strutturati e composti in base alla libera fantasia dei soci, è pur vero che l’alternativa che qui si considera rimane comunque nel solco della struttura corporativa delineata dal legislatore per le società di capitali.

Accertati i motivi per i quali la novella non impedisce il mantenimento, in conformità di idonea previsione statutaria, della struttura collegiale dell’organo di controllo, occorre verificare se, in presenza di tale clausola statutaria, inserita durante il regime vigente fino al 31.12.2011, sia comunque possibile nominare il sindaco unico oppure sia a tal fine necessario modificare preventivamente lo statuto, prevedendo anche (o solo) la figura del sindaco unico, in conformità al nuovo art. 2477 c.c.

La prima soluzione appare preferibile tutte le volte in cui la clausola statutaria sia atteggiata nel senso di riprodurre o recepire le norme di legge in vigore al momento della sua approvazione.

In tali circostanze, infatti, la novella integra - e non abroga - un simile regime statutario, con l’effetto di consentire ai soci di esercitare una scelta tra il collegio e il sindaco unico, senza necessariamente dover intervenire in via preventiva sullo statuto.

Una diversa conclusione ridurrebbe in modo drastico l’efficacia e la portata innovativa del nuovo art. 2477 c.c., e non appare supportata - come invece avviene espressamente nella nuova stesura dell'art. 2397 c.c., in relazione alla opzione per il sindaco unico, nella S.p.a. - dalla previsione di una necessaria indicazione statutaria.

Pertanto, per effetto del nuovo art. 2477 c.c., il nuovo regime dispositivo diviene quello del sindaco unico, per tutte le S.r.l. preesistenti i cui statuti non mostrino alcuna specifica volontà che possa ritenersi contraria al nuovo regime dispositivo.

Diverso appare, invece, il caso delle clausole statutarie che, nel prevedere la struttura collegiale dell’organo, rivelano l’esistenza di specifici interessi dei soci in relazione alla composizione pluripersonale, essenzialmente a ragione delle modalità di nomina dei membri del collegio.

Queste modalità, di norma, si atteggiano a diritti delle minoranze, e trovano attuazione nella previsione di diritti particolari, ai sensi dell’art. 2468 c.c., ovvero si realizzano nella presenza di sistemi di nomina dei sindaci medianti il voto di lista, che consentono la designazione di un sindaco anche ad una parte minoritaria della compagine sociale.

L’ultimo punto riguarda la figura del sindaco o dei sindaci supplenti.

Vengono, infine, ritenute inapplicabili all’organo di controllo monocratico le norme dettate in relazione ai sindaci supplenti in caso di organo collegiale.

 

 

7) Nuove modalità di presentazione della domanda di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti: Utilizzo del canale telematico

Sul tema della:

- Presentazione della domanda di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti direttamente dal cittadino tramite WEB;

- Presentazione della domanda di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti tramite Patronato;

- Presentazione della domanda di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti tramite Contact Center;

- Istruzioni procedurali;

- Monitoraggio delle domande,

è incentrata la circolare dell’Inps n. 56 del 18.04.2012.

A partire dal 01.04.2012, la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti, deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:

- WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

- Patronati/Intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

- Contact Center multicanale – numero verde 803.164;

Tenuto conto che il periodo obbligatorio legislativamente previsto per la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione non agricola a requisiti ridotti va dal 1° gennaio al 31 marzo dell’anno successivo a quello di competenza, conseguentemente la presentazione telematica in via esclusiva della richiesta di prestazione secondo le tre suddette modalità riguarderà in concreto le domande relative all’anno di competenza 2012 che saranno pertanto presentate nel 2013.

L’Istituto poi fornisce le istruzioni per l’accesso ai servizi telematizzati da parte del cittadino per la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti ridotti.

 

 

8) CNDCEC: Principi contabili e sistemi di controllo e revisione

L’applicazione dei principi di revisione internazionali alle imprese di dimensioni minori.

Il CNDCEC ha pubblicato, in via definitiva, l’applicazione dei principi di revisione internazionali alle imprese di dimensioni minori.

Il tutto è corredato dalle osservazioni dell’ODCEC di Milano e Verona, nonché da AIRCES e da ASSIREVI.

Tali documenti sono disponibili sul sito www.cndcec.it .

 

 

9) Governo: Approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012

Il Consiglio dei Ministri, del 18.04.2012, ha approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2012 – il secondo presentato dall’Italia nel quadro del “Semestre Europeo” di coordinamento delle politiche macroeconomiche e di bilancio – di cui fanno parte il Programma Nazionale di Riforma 2012 (PNR), il Programma di Stabilità (PdS) e il Documento di analisi e tendenze della finanza pubblica.

 

 

10) F24 e F24 Accise: dal 18.04.2012 in uso i nuovi modelli per i versamenti unitari

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 12.04.2012 sono stati approvati i nuovi modelli “F24” e “F24 Accise”, che i contribuenti devono utilizzare per eseguire i versamenti unitari di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241 del 1997.

Le modifiche apportate dal citato provvedimento direttoriale si sono rese necessarie per adeguare i modelli di versamento alle disposizioni dell’art. 13 del D.L. n. 201 del 2011, che ha anticipato, in via sperimentale, l’istituzione dell’imposta municipale propria (IMU) a decorrere dall’anno 2012.

I nuovi modelli “F24” e “F24 Accise” trovano applicazione dal 18.04.2012.

Tuttavia, in un’ottica di economicità, per consentire lo smaltimento delle scorte dei preesistenti modelli “F24” cartacei, il provvedimento ne ammette l’utilizzo fino al 31.05.2013: In tal caso, il versamento dell’IMU è esposto nella sezione ICI e altri tributi locali del modello “F24” cartaceo preesistente.

Peraltro, le modifiche apportate al modello “F24 Accise”, reperibile esclusivamente in formato elettronico sul sito www.agenziaentrate.gov.it., fanno seguito a quelle recentemente approvate con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12.03.2012, con effetto dal 10.04.2012.

Con il provvedimento del 12.04.2012 sono state, infine, approvate le specifiche tecniche di trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai versamenti unitari effettuati in via telematica utilizzando i nuovi modelli “F24 ” e “F24 Accise”.

Anche le nuove specifiche tecniche trovano applicazione dal 18.04.2012.

(Assonime, nota del 18.04.2012)

 

 

11) CNDCEC: Le osservazioni sulla nuova nomina dei revisori degli Enti locali

Il CNDCEC, con la nota informativa n. 32 del 17.04.2012, ha ufficializzato le proprie osservazioni al D.M. n. 23 del 15.02.2012.

caro Presidente,

In relazione al citato D.M., riguardante le nuove modalità di nomina dei revisori degli Enti locali, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, pur apprezzando la procedura di estrazione a sorte, ritiene che tale procedura dovrebbe essere mantenuta solo per un periodo sperimentale e che a regime si dovrebbe individuare una modalità di nomina che faccia capo ad un’autorità o ad un organismo indipendente.

Non vengono condivisi i requisiti fissati in relazione all’anzianità di iscrizione nell’Albo dei Commercialisti e all’esperenza maturata negli incarichi di revisione negli Enti locali.

Tali requisiti, che prescindono dalla preparazione professionale risultante dall’iscrizione all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla formazione continua, appaiono penalizzanti per i giovani professionisti e sono palesemente in contrasto con le norme sulla liberalizzazione delle professioni particolarmente enfatizzate dal Governo.

Critiche vengono sollevate anche in relazione alla disciplina della formazione professionale sia con riferimento alle modalità di conseguimento dei crediti formativi a regime, sia in relazione all’eccessivo numero dei crediti formativi richiesti in fase di prima attuazione per l’iscrizione nell’elenco.

Pertanto, il CNDCEC auspica che il Ministero dell’interno riconosca automaticamente i crediti formativi attribuiti dagli Ordini professionali dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo previsto dal D.M. 23/2012.

Viene poi evidenziato che il numero dei crediti formativi pregressi richiesti dal decreto per la fase di prima attuazione é eccessivo soprattutto in considerazione dell’assenza di un obbligo di formazione specifica nelle materie di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali fino all’emanazione negli anni 2009/2011.

Per non introdurre limitazioni al libero esercizio dell’attività professionale, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ritiene, inoltre, che l’iscrizione nell’elenco regionale vada impostata tenuto conto sia della residenza anagrafica, sia del domicilio professionale eletto a tale scopo. Infine, viene richiesta la revisione dei compensi.

 

Vincenzo D’Andò