Novità fiscali del 4 aprile 2012: le nuove regole per il deposito telematico dei bilanci

Pubblicato il 4 aprile 2012



sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello; nuove regole per i derivati; deposito digitale dei bilanci: poche novità; IMU: la prima rata si paga con le aliquote base; dal mese di aprile pagamenti telematici dal portale dell’Agenzia del Territorio; finanziamenti bancari: cessione crediti senza imposte di registro e bollo; servizi ai consorziati senza IVA: l’agevolazione scatta anche sulle prestazioni delle società cooperative; saltano black-list commercianti evasori

 

 

Indice:

 

1) Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello

 

2) Nuove regole per i derivati

 

3) Deposito digitale dei Bilanci: poche novità

 

4) IMU: la prima rata si paga con le aliquote base

 

5) Dal mese di aprile pagamenti telematici dal portale dell’Agenzia del Territorio

 

6) Finanziamenti bancari: cessione crediti senza imposte di registro e bollo

 

7) Servizi ai consorziati senza Iva: l’agevolazione scatta anche sulle prestazioni delle società cooperative

 

8) Saltano black list commercianti evasori

 

 

1) Sgravio contributivo per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello

Chiarimenti e precisazioni in materia di sgravio contributivo, sulle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello, introdotto dalla Legge n. 247/2007.

L’Inps, prima con la circolare n. 51 del 30.03.2012, e poi con il messaggio n. 5880 del 03.04.2012, ha fornito chiarimenti sulle modalità che i datori di lavoro dovranno seguire per richiedere lo sgravio riferito agli importi corrisposti nell’anno 2010.

Si tratta di modalità da seguire per richiedere, esclusivamente in via telematica, l’incentivo in questione, nonché dei criteri di ammissione al beneficio.

L’apertura della procedura per l’invio delle domande sarà portata a conoscenza solo successivamente.

La legge n. 247 del 2007 ha, infatti, introdotto (in via sperimentale per il triennio dal 2008 al 2010 e a domanda delle aziende) uno sgravio contributivo sulle erogazioni previste dai contratti di secondo livello, fruibile entro i limiti delle risorse predeterminate.

Per l’attuazione pratica dell’incentivo, la legge rimanda all'emanazione di un apposito Decreto interministeriale Lavoro - Economia. Per l’anno 2010 il beneficio ha trovato la sua regolamentazione con il Decreto 03.08.2011 pubblicato nella G.U. n. 301 del 28.12.2011.

Contenuto del provvedimento.

L'art. 1 del decreto ripartisce la dotazione finanziaria a disposizione dell’apposito Fondo (650 milioni di euro) previsto dalla legge n. 247/2007, per il finanziamento di sgravi contributivi concessi per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello.

Dette risorse sono assegnante nella misura del 62,5% alla contrattazione aziendale e del 37,5% a quella territoriale.

In caso di mancato utilizzo dell’intera percentuale attribuita a ciascuna delle predette tipologie contrattuali, il decreto stabilisce che la quota residua sia attribuita all’altra tipologia.

Oggetto del beneficio.

Per l’anno 2010, il DM prevede che lo sgravio contributivo sugli importi previsti dalla contrattazione collettiva aziendale e territoriale, ovvero di secondo livello, possa essere concesso entro il limite del 2,25% della retribuzione contrattuale annua di ciascun lavoratore.

Il provvedimento ministeriale prevede che detto tetto del 2,25% possa essere rideterminato, in sede di conferenza dei servizi tra le Amministrazioni interessate, fermo restando il tetto massimo della retribuzione contrattuale, stabilito nella misura del 5%.

Retribuzione contrattuale.

Per la determinazione del limite entro il quale è possibile fruire dello sgravio contributivo, assume rilevanza la retribuzione “contrattuale”.

Misura dello sgravio.

Entro il tetto della retribuzione del lavoratore, la norma prevede la concessione di uno sgravio contributivo così articolato:

- Entro il limite massimo di 25 punti dell’aliquota a carico del datore di lavoro, al netto delle riduzioni contributive per assunzioni agevolate, delle eventuali misure compensative spettanti e - in agricoltura - al netto delle agevolazioni per territori montani e svantaggiati;

- totale sulla quota del lavoratore.

Esempio

In un’impresa commerciale con oltre 50 dipendenti, ad un impiegato con una retribuzione per l’anno 2010 pari a € 34.000,00, é stato corrisposto - nel corso dell’anno 2010 - un premio di risultato di € 1.000,00.

Ai fini della quantificazione dello sgravio, dovrà operarsi come segue:

- retribuzione annua del lavoratore € 35.000 (comprensivi del premio);

- sgravio contributivo, sulle erogazioni previste dalla contrattazione di 2° livello, nei limiti del 2,25% della retribuzione imponibile annua del lavoratore - pari a 25 punti percentuali della quota di contribuzione datoriale dovuta sull’erogazione per la quale si chiede il beneficio e totale per quanto attiene la quota del lavoratore;

- tetto dell’erogazione per la quale è possibile richiedere lo sgravio = € 35.000,00 x 2,25% = € 787,00;

- sgravio a favore dell’azienda = 25 punti della percentuale a proprio carico (€ 787,00 x 25% = € 197,00. Tale importo dovrà essere determinato al netto delle eventuali misure compensative previste dall’attuale legislazione);

- sgravio a favore del lavoratore = 9,49%, pari all’intera quota a suo carico (€ 787,00 x 9,49% = € 75,00);

- sgravio complessivo richiesto = € 272,00 (€ 197,00 azienda e € 75,00 lavoratore).

Condizioni di accesso

Per accedere allo sgravio contributivo, i contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello devono presentare le seguenti caratteristiche:

- Essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (ove già non lo fossero stati), a cura dei medesimi o delle associazioni a cui aderiscono, presso le Direzioni provinciali del Lavoro, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del D.M.;

- prevedere erogazioni incerte nella corresponsione o nel loro ammontare e correlate a parametri atti a misurare gli aumenti di produttività, qualità ed altri elementi di competitività assunti come indicatori dell’andamento economico dell’impresa e dei suoi risultati.

Ai fini dell’accesso al beneficio, il decreto precisa che è sufficiente la sussistenza anche di uno solo dei predetti parametri (aumenti di produttività, qualità ed altri elementi).

Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, i criteri di erogazione da assumere saranno legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.

Per l’accesso al beneficio continua a essere vincolante il deposito - presso la Direzione provinciale del lavoro competente - degli accordi sottoscritti dai datori di lavoro.

Ne consegue che, in assenza, non sarà possibile l’ammissione allo sgravio contributivo.

Esclusioni

Sono escluse dal beneficio le pubbliche amministrazioni per i dipendenti pubblici per i quali la contrattazione collettiva nazionale è demandata all’ARAN.

Lo sgravio, inoltre, non compete per le aziende che hanno corrisposto ai dipendenti - nell’anno solare di riferimento - trattamenti economici e normativi non conformi a quanto previsto dall’art. 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989.

Modalità di richiesta dello sgravio

Le aziende - anche per il tramite degli intermediari autorizzati - dovranno inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS, anche per i lavoratori iscritti ad altri Enti previdenziali.

La domanda deve contenere i seguenti dati; per le aziende agricole la matricola è rappresentata dal codice azienda:

a) i dati identificativi dell’azienda;

b) la tipologia di contratto (aziendale o territoriale) e data di sottoscrizione dello stesso;

c) la data di avvenuto deposito del contratto di cui alla lett. b) presso la Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente;

d) l’importo annuo complessivo delle erogazioni - corrisposte nel corso dell’anno 2010 - per le quali si chiede l’ammissione allo sgravio, entro il limite massimo individuale del 2,25% della retribuzione imponibile, dei lavoratori beneficiari e il numero degli stessi;

e) l’ammontare dello sgravio sui contributi previdenziali e assistenziali, dovuti dal datore di lavoro, entro il limite massimo di 25 punti percentuali dell’aliquota a suo carico;

f) l’ammontare dello sgravio in misura pari ai contributi previdenziali e assistenziali dovuti dal lavoratore;

g) l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici.

La procedura provvederà ad assegnare a tutte le istanze inviate un numero di protocollo informatico.

In previsione del rilascio sul sito internet dell’Istituto www.inps.it della procedura per l’invio delle domande di sgravio sia singolarmente, tramite acquisizione on-line delle singole domande, che tramite flussi contenenti molteplici domande, con separato messaggio, verrà portata a conoscenza la documentazione a supporto della composizione dei flussi XML.

Con successivo ulteriore messaggio saranno rese note giorno e ora a partire da cui sarà possibile la trasmissione telematica delle istanze.

Ammissione allo sgravio.

Il Decreto interministeriale, nello stabilire che l’ammissione al beneficio riguarderà tutte le domande trasmesse entro il periodo indicato dall’Istituto, affida allo stesso la definizione delle relative modalità.

A tal fine viene precisato che, entro i 60 giorni successivi alla data fissata quale termine unico per l’invio delle istanze, l’Inps provvederà all’ammissione delle aziende allo sgravio contributivo, dandone tempestiva comunicazione alle stesse e agli intermediari autorizzati.

Nell’ipotesi in cui le risorse disponibili non consentissero la concessione dello sgravio nei misure indicate nelle richieste aziende, l’Istituto provvederà alla riduzione degli importi in percentuale pari al rapporto tra la quota globalmente eccedente e il tetto di spesa annualmente stabilito.

Tale eventuale ridefinizione delle somme sarà comunicata ai richiedenti in sede di ammissione all’incentivo.

Documentazione tecnica

Infine, l’Inps, con il messaggio n. 5880 del 03.04.2012, ha fornito chiarimenti sulla documentazione tecnica.

A seguito di quanto precisato nella suddetta circolare n. 51 del 30.03.2012 e in previsione del rilascio sul sito internet dell’Istituto www.inps.it della procedura per l’invio delle domande di sgravio sia singolarmente, tramite acquisizione on-line delle singole domande, sia tramite flussi contenenti molteplici domande, l’Inps fornisce la documentazione tecnica a supporto della composizione dei flussi XML.

La documentazione allegata contiene:

Dettaglio dei controlli e dei Formati previsti per l’invio di domande tramite file xml (versione 1.1);

Specifiche tecniche per la creazione del flusso dati per la compilazione delle domande di sgravi contributivi per la contrattazione di secondo livello (versione 1.0);

Schema XSD (versione 1.0);

Esempio di file xml strutturalmente corretto contenente solo domande valide (n° 1);

Esempi di file xml strutturalmente corretti contenenti sia domande valide che domande non valide (n° 2);

Esempi di file xml non strutturalmente corretti (n° 2).

Eventuali richieste di chiarimento potranno essere inoltrate all’indirizzo di posta elettronica SgraviContrattazione.IILivello@inps.it

Con successivo messaggio l’Inps procederà a comunicare giorno e ora a partire da cui sarà possibile la trasmissione telematica delle istanze.

 

2) Nuove regole per i derivati

Il Parlamento Europeo approva le nuove regole per i derivati. Lo rende noto Assonime con un documento del 30.03.2012.

Il Parlamento Europeo ha approvato il 29.03.2012 il Regolamento EMIR (European Market Infrastructure Regulation), che introduce nuove regole su derivati over-the-counter (OTC), controparti centrali (CCP) e “repertori di dati sulle negoziazioni”. La nuova legislazione ha l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e ridurre i rischi relativi ai derivati OTC.

Il Regolamento introduce per i derivati OTC l’obbligo di compensazione (clearing) presso una controparte centrale, che si interpone tra le controparti evitando che la crisi di una di esse possa produrre rischi di instabilità per il sistema finanziario.

La European Securities and Markets Authority (ESMA) dovrà elaborare standard tecnici per individuare le classi di derivati OTC soggette all’obbligo di clearing, sulla base di alcuni parametri tra cui il grado di standardizzazione, il volume e la liquidità.

L’obbligo di clearing si applica sempre alle controparti di natura finanziaria.
Con riferimento alle controparti non finanziarie (quali ad esempio le imprese industriali), l’obbligo di clearing non si applica ai derivati OTC legati alla riduzione di rischi relativi ad attività commerciali e a esigenze di tesoreria; l’obbligo si applica invece alle altre posizioni in derivati OTC al superamento di soglie determinate.

All’ESMA è attribuito il compito di elaborare standard tecnici per la valutazione della natura delle posizioni in derivati OTC delle imprese non finanziarie e per l’individuazione delle soglie.

Le CCP sono autorizzate e vigilate dalle autorità nazionali competenti, che presiederanno un collegio di cui faranno parte anche l’ESMA, le banche centrali e altre autorità nazionali rilevanti. Il collegio esprime un’opinione sulle CCP che presentano domanda di autorizzazione e ha la facoltà di bloccarla; l’ESMA ha la funzione di risolvere eventuali dispute tra autorità nazionali.

Le CCP sono soggette a regole organizzative, di gestione dei rischi e di conduct of business, nonché a requisiti prudenziali (incluse regole su margini, collaterale e politiche di investimento).

Le CCP di paesi non membri dell’Unione Europea possono offrire servizi di clearing a soggetti con sede nell’Unione Europea solo previo riconoscimento dell’ESMA.

Tutte le posizioni in derivati, incluse quelle relative ai derivati non OTC scambiati su mercati regolamentati, dovranno essere registrate presso “repertori di dati sulle negoziazioni” (trade repositories), autorizzati e vigilati dall’ESMA.

Le trade repositories dovranno pubblicare regolarmente i dati sulle posizioni aggregate per tipologia di derivati; rispettare requisiti organizzativi, procedurali e di trasparenza (inclusa la trasmissione di dati all’ESMA, all’European Systemic Risk Board e alle autorità di vigilanza nazionali); adottare misure volte a garantire l’ordinato svolgimento e la continuità delle proprie funzioni. Trade repositories di paesi extra-UE possono offrire i propri servizi ad entità con sede nell’Unione Europea solo previo riconoscimento da parte dell’ESMA.

 

3) Deposito digitale dei Bilanci: Poche novità

L’Osservatorio Unioncamere/Cndcec ha elaborato un documento sul deposito digitale dei bilanci del 2011. Non vengono segnalate novità di rilievo rispetto allo scorso anno.

La nuova circolare dovrebbe dissipare i dubbi sull’uso contemporaneo di Xbrl e Pdf/A per i prospetti contabili.

Le finalità sono quelle di azzerare i doppi depositi e di indicare la corretta procedura, alla luce del nuovo Cad (Codice dell’amministrazione digitale), per sottoscrivere e dichiarare la conformità dei bilanci in Xbrl.

 

4) IMU: La prima rata si paga con le aliquote base

Un emendamento al D.L. sulle semplificazioni fiscali (D.L. n. 16 del 2012) che è stato depositato il 02.04.2012 ha disposto che per l’IMU la rata di giugno andrà calcolata sulle aliquote base fissate dal governo e che le eventuali modifiche peseranno sul saldo a dicembre quando Governo e Comuni avranno definito la percentuale definitiva del prelievo. Si pagherà solo con il Modello F24.

L’acconto IMU per il 2012 (prima rata) verrà pagato (alla scadenza del 18.06.2012) in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e le detrazioni previste. Poi si deve decurtare l’importo delle detrazioni forfettarie della prima casa (200 euro più 50 euro per ogni figlio di età fino a 26 anni che abiti nella stessa casa).

Poi al 30 luglio verrebbe fissata la presentazione della dichiarazione degli immobili posseduti, con un Dpcm che dovrebbe modificare i calcoli ed introdurre una revisione delle aliquote e detrazioni.

Infine, il 30 settembre si dovrebbe chiudere la questione, con la misura definitiva stabilita dai comuni delle aliquote IMU 2012, al fine del pagamento a saldo entro 16.12.2012 (con relativo conguaglio finale in base alle aliquote deliberate dai vari comuni).

 

5) Dal mese di aprile pagamenti telematici dal portale dell’Agenzia del Territorio

Accordo con Abi e Consorzio Cbi per utilizzo bonifici on line da parte dei clienti interessati al servizio.

E’, infatti, partito dal 02.04.2012 il servizio pagamenti telematici dal portale dell’Agenzia del Territorio, a disposizione degli utenti di SISTER.

Professionisti, imprese e privati che utilizzano i servizi di SISTER per le visure catastali, le ispezioni ipotecarie e la presentazione di documenti di aggiornamento (ad oggi sono attive circa 100.000 utenze convenzionate) potranno effettuare bonifici on line per i propri pagamenti direttamente sul portale SISTER (sister2.agenziaterritorio.it)

Nell’ambito del più ampio accordo tra ABI e Agenzia del Territorio, tale progetto è stato sviluppato con il supporto del Consorzio CBI, al fine di offrire agli utenti telematici dell’Agenzia la possibilità di pagare anche tramite bonifico bancario on line.

Al servizio “Pagamenti telematici da portale Agenzia del Territorio” hanno già aderito alcune grandi banche nazionali (Banca ITB, Banca Popolare di Sondrio, Banca Sella, Cariparma, Credito Emiliano, Gruppo Banca Etruria e Lazio, Gruppo Intesa Sanpaolo, Unicredit) e sarà gradualmente esteso a tutti gli Istituti Finanziari, aderenti al circuito CBI, che ne faranno richiesta.

Tutte le informazioni utili per i clienti sono disponibili sul portale SISTER (sister2.agenziaterritorio.it) e su quello del Consorzio CBI (www.cbi-org.eu).

Il Consorzio CBI gestisce il Servizio di Corporate Banking Interbancario, che consente ad un’azienda di qualsiasi dimensione di lavorare direttamente, tramite il proprio computer, con tutte le banche con le quali intrattiene rapporti. Di qui la possibilità per oltre 850.000 imprese di ottimizzare la propria tesoreria - incassi, pagamenti, gestione documentale-Fattura Elettronica, etc. - attraverso circa 650 istituti finanziari consorziati, tra cui il 95% del sistema bancario, Poste Italiane e CartaLis. Il servizio viene offerto in modalità competitiva.

 

6) Finanziamenti bancari: Cessione crediti senza imposte di registro e bollo

I contratti di cessione di crediti vantati nei confronti del Gse (Gestore dei servizi energetici), stipulati a garanzia del rimborso di finanziamenti bancari, a medio e lungo termine, poiché rientrano nell’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti (artt. 15 e seguenti del D.P.R. n. 601/1973) ed essendo inerenti all’estinzione delle operazioni di finanziamento, sono esenti dalle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastale, e dalle tasse sulle concessioni governative.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 29/E del 03.04.2012, a seguito di apposita istanza di interpello.

Il quesito posta dall’interpellante

La società ALFA s.r.l. ha realizzato un impianto per la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica da fonte solare ed ha stipulato con il Gestore dei Servizi Energetici - GSE s.p.a. – una convenzione per il riconoscimento delle tariffe incentivanti della produzione di energia elettrica.

Per effetto della convenzione, la società ALFA acquisisce il diritto a percepire le tariffe incentivanti fino al 06.05.2030.

Detta società intende effettuare una cessione pro solvendo dei crediti presenti e futuri vantati nei confronti di GSE (costituiti dalle tariffe incentivanti), allo scopo di garantire il rimborso di un finanziamento erogato dalla Banca BETA a seguito della conclusione di un contratto di mutuo, stipulato il 03.07.2009.

Le osservazioni delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha osservato che nell’ambito di applicazione della disposizione recata dal citato art. 15 rientrano, oltre alle operazioni di finanziamento intese in senso stretto anche gli altri atti comunque inerenti al contratto di finanziamento, compresi quelli volti alla esecuzione, modificazione ed estinzione del prestito.

Rientrano, inoltre, nell’ambito di applicazione della norma in commento anche le prestazioni di garanzia di qualunque tipo, da chiunque e in qualsiasi momento prestate.

Per stabilire la riconducibilità nell’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva dell’atto concluso occorre valutare l’inerenza dello stesso all’operazione di finanziamento.

Nel caso di specie, la cessione pro solvendo di tutti i diritti di credito, presenti e futuri, di cui ALFA è titolare nei confronti del GSE, a garanzia del rimborso delle somme ricevute a titolo di mutuo dalla banca, rappresenta un atto giuridico volto a garantire l’estinzione del debito assunto da ALFA nei confronti della Banca.

Nella bozza di contratto di cessione del credito, allegata all’istanza di interpello, viene, infatti, ribadito che “Il cedente cede pro solvendo e allo scopo di garantire il rimborso del finanziamento di cui in premessa, al cessionario, che accetta, tutti i crediti presenti e futuri vantati verso il GSE …”.

La cessione del credito, ancorché configuri un contratto autonomo rispetto al finanziamento, dotato di una propria causa giuridica, assume quindi la funzione di garantire l’adempimento del contratto di mutuo concluso e deve essere, quindi, ricondotto nell’ambito di applicazione dell’art. 15 del DPR n. 601 del 1973.

 

7) Servizi ai consorziati senza Iva: L’agevolazione scatta anche sulle prestazioni delle società cooperative

L’esenzione da Iva, prevista per i servizi resi dai consorzi ai consorziati che svolgono attività esenti, si applica anche alle prestazioni che le società cooperative, costituite tra esercenti l’attività sanitaria, rendono ai propri soci.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 30/E del 03.04.2012, con la quale ha esteso l’applicabilità del particolare regime agevolativo (previsto dall’art 10, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972) a prescindere dalla forma giuridica assunta dalla struttura associativa, nel caso specifico della società cooperativa.

L’oggetto prevale sulla forma, il consorzio non esclude la cooperativa

Ai fini dell’esenzione non è rilevante la forma giuridica della struttura associativa prescelta, piuttosto l’oggetto sociale della stessa, ovvero, la cooperazione all’attività esente o esclusa da Iva svolta dagli associati.

Conseguentemente, lo schema tipico del consorzio, indicato dalla norma come parametro di riferimento, a titolo esemplificativo, non costituisce un limite tecnico assoluto, quindi imprescindibile.

La medesima funzione, infatti, può essere assolta anche attraverso strutture associative differenti da quella consortile, per es., le società cooperative, alle quali gli associati affidano lo svolgimento di alcuni segmenti della propria attività economica.

La ratio del regime di esenzione, in particolare, è ravvisabile nell’esigenza di evitare che soggetti che svolgono attività esenti o non soggette ad IVA (a prescindere dal settore di attività in cui operano), qualora decidano di esternalizzare i servizi necessari e funzionali a tali attività (ad es., servizi amministrativi, gestione della contabilità, gestione dei beni strumentali e degli immobili), vengano penalizzati dall’indetraibilità dell’IVA assolta sugli acquisti.

In linea con la ratio ispiratrice di detto regime, il legislatore nazionale ha individuato, quali soggetti destinatari dell’esenzione, i consorzi (costituiti anche in forma societaria) e le cooperative con funzioni consortili in quanto - tenuto conto dei principi dell’ordinamento giuridico interno e, in particolare, degli schemi associativi tipici previsti dalla normativa nazionale - costituiscono strutture associative coerenti con le finalità dell’esenzione e assimilabili, sotto il profilo organizzativo, alle generiche “associazioni autonome di persone” individuate dalla norma esentativa comunitaria.

In base all’art. 2602 c.c., infatti, i consorzi assolvono ad una funzione strumentale poiché sono strutture giuridicamente autonome, costituite tra imprenditori, al fine di coordinare le iniziative comuni per lo svolgimento delle rispettive attività economiche.

La medesima struttura associativa può essere, altresì, utilizzata da enti (ad es., enti locali) per lo svolgimento comune di attività istituzionali ovvero per l’acquisizione di servizi necessari a tal fine.

Il riferimento dell’art. 10, secondo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, alle sole strutture associative di tipo consortile, per esigenze di conformità alla normativa comunitaria, non può, tuttavia, essere interpretato come discriminatorio rispetto ad altri schemi associativi autonomi costituiti al fine di rendere, al mero costo, servizi comuni agli associati, che svolgono attività esente o non soggetta ad IVA, funzionali all’esercizio dell’attività di ciascuno di essi.

Diversamente, infatti, si realizzerebbe l’effetto di gravare tale attività dell’onere dell’IVA, in funzione di scelte di tipo meramente organizzativo, in contrasto con la finalità perseguita dalla norma di esenzione comunitaria e verrebbe meno l’applicazione uniforme del regime di esenzione.

Pertanto, sono comprese nell’ambito applicativo dell’art. 10, comma 2, del D.P.R. n. 633 del 1972, le società cooperative costituite tra soggetti esercenti l’attività sanitaria, al fine di fornire al socio professionista i servizi che consentono o facilitano l’attività sanitaria prestata dal professionista.

 

8) Saltano black list commercianti evasori

Saltano le “liste selettive” di contribuenti, in particolare commercianti, colti a non emettere scontrini o ricevute e sui quali l’Agenzia delle Entrate poteva pianificare accertamenti.

La norma che prevede ciò è stata modificata da un emendamento approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

L’emendamento è stato riformulato dal governo. Via dunque le “liste selettive”.

Ora la norma prevede che “Le Agenzie fiscali e la guardia di Finanza, nell’ambito dell’attività di pianificazione degli accertamenti, tengono conto anche delle segnalazioni non anonime di violazioni tributarie, incluse quelle relative dell'obbligo di emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale ovvero del documento certificativo dei corrispettivi”.

Slitta giugno stop cash pensioni-stipendi pa

Slitta dal 1 maggio al 01.06.2012 la norma che obbliga ai pagamenti non in contanti per gli stipendi e le pensioni corrisposti da enti e amministrazioni pubbliche oltre i 1.000 euro.

Lo prevede un emendamento approvato dalla Commissioni Bilancio e Finanze del Senato.

 

Vincenzo D’Andò