Novità fiscali del 3 aprile 2012, modificati i fogli avvertenze della cartella di pagamento a seguito dell’introduzione degli strumenti del reclamo e mediazione tributaria

Pubblicato il 3 aprile 2012

ACE spiegata dall’IRDCEC: tra gli argomenti trattati i chiarimenti per i soggetti IRPEF; è on line il “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”; diritto alla detrazione IVA non legato al versamento; risarcimento danni per il dipendente: tutti i chiarimenti fiscali; tutela amministrativa in materia di clausole vessatorie nei contratti tra imprese e consumatori; reclamo e mediazione tributaria: modificati i fogli avvertenze della cartella di pagamento

 

Indice:

1) ACE spiegata dall’IRDCEC: tra gli argomenti trattati i chiarimenti per i soggetti IRPEF

2) E’ on line il “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”

3) Diritto alla detrazione Iva non legato al versamento

4) Risarcimento danni per il dipendente: tutti i chiarimenti fiscali

5) Tutela amministrativa in materia di clausole vessatorie nei contratti tra imprese e consumatori

6) Reclamo e mediazione tributaria: modificati i fogli avvertenze della cartella di pagamento

 

 

1) ACE spiegata dall’IRDCEC: Tra gli argomenti trattati i chiarimenti per i soggetti IRPEF

L’IRDCEC, con un proprio documento di prassi spiega l’ACE (l’aiuto alla crescita economica).

Questi gli argomenti trattati dall’Istituto di Ricerca dei Commercialisti nella circolare n. 28/IR del 29.03.2012:

Ambito soggettivo; soggetti IRES; meccanismo di applicazione; presupposti dell’agevolazione; determinazione del nuovo capitale proprio; variazioni positive del patrimonio; conferimenti in denaro; accantonamenti a riserva di utili; variazione negative del patrimonio; momento di rilevanza delle variazioni; tassazione consolidata e regime di trasparenza; tassazione consolidata; regime di trasparenza fiscale; disposizioni antielusive; acquisto di aziende; acquisto di partecipazioni; conferimenti in denaro; conferimenti in denaro provenienti dall’estero; crediti da finanziamento; operazioni straordinarie e ACE; limite del patrimonio netto; soggetti IRPEF.

Vediamone di seguito alcuni di tali argomenti sopra elencati.

La Legge n. 214 del 22.12.2011 introduce un beneficio che si sostanzia in una deduzione dal reddito imponibile del rendimento figurativo degli apporti di capitale. E’ poi seguito il Decreto attuativo del 14.03.2012.

La misura, denominata ACE (aiuto alla crescita economica) costituisce, quindi, un incentivo alla capitalizzazione, sotto forma di conferimenti in denaro e di utili reinvestiti nell’impresa.

La misura, per quanto attiene alle finalità, ricorda la dual income tax (DIT) introdotta con il D.Lgs. n. 466/1997.

In considerazione delle analogie che caratterizzano alcuni aspetti della norma sull’ACE con le disposizioni già previste per la DIT, l’IRDEC, nel redigere i propri chiarimenti, si è avvalsa dei documenti di prassi amministrativa dell’epoca (come la circolare dell’allora Ministero delle finanze n. 76/E del 1998).

Il beneficio si applica già dal periodo di imposta in corso al 31.12.2011. La concreta determinazione della eventuale quota di reddito agevolabile avverrà, pertanto, già in sede di presentazione del Modello Unico 2012, per gli incrementi di capitale proprio formati nel corso del medesimo periodo.

Ambito soggettivo

Possono fruire dell’agevolazione:

- Le società e gli enti indicati nell’art. 73, comma 1, lett. a) e b), del Tuir;

- le società e gli enti commerciali (non residenti) di cui all’art. 73, comma 1, lettera d), del Tuir con riguardo alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato;

- le imprese individuali, le società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria.

La norma individua, quindi, tra i beneficiari della disposizione agevolativa le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, le società cooperative, di mutua assicurazione, gli enti pubblici e privati aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale (ivi compresi i trust e i consorzi. Sono esclusi dall’ambito di applicazione gli enti non commerciali, ancorché esercenti un’attività commerciale.

In riferimento alle società di persone di natura commerciale e alle imprese individuali, la norma subordina l’applicazione della disciplina agevolativa ai soli soggetti in regime di contabilità ordinaria.

L’art. 9 del decreto di attuazione ha poi previsto ulteriori ipotesi di esclusione soggettiva dalla disciplina, stabilendo che il beneficio non si applica alle società:

a) assoggettate alle procedure di fallimento, dall’inizio dell’esercizio in cui interviene la dichiarazione di fallimento;

b) assoggettate alle procedure di liquidazione coatta, dall’inizio dell’esercizio in cui interviene il provvedimento che ordina la liquidazione;

c) assoggettate alle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, dall’inizio dell’esercizio in cui interviene il decreto motivato che dichiara l’apertura della procedura di amministrazione straordinaria sulla base del programma di cessione dei complessi aziendali;

d) che svolgono come attività prevalente quelle attività per le quali hanno esercitato l’opzione di cui all’art. 155 del Tuir (cd. tonnage tax), intendendosi per attività prevalente l’attività dalla quale deriva, nel corso del periodo d’imposta, il maggiore ammontare di ricavi (così come risultanti dal conto economico).

Viceversa, la norma non esclude dall’ambito di applicazione dell’ACE le società in liquidazione e quelle che hanno avviato procedure che prevedono, invece, la contlnuazione dell’attività d’impresa allo scopo di evitare l’instaurarsi di procedure concorsuali.

Nell’ipotesi di determinazione di un reddito presunto ai sensi della normativa sulle cd. società di comodo (art. 30 della L. n. 724 del 1994), si è posto il problema se la quota ACE possa essere portata in diminuzione del reddito minimo. Nel senso di potersi avvalere delle misure agevolative a decurtazione del reddito minimo presunto, si è peraltro espressa l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 53/E del 2009 concernente il c.d. “bonus capitalizzazione”

Al riguardo, l’IRDCEC ha rilevato che nel prospetto per la determinazione del reddito minimo delle società di comodo contenuto nel Modello Unico SP 2012 è stata inserita nel rigo RS 19 una casella nella quale è richiesta l’indicazione della quota ACE determinata in capo alla società e indicata nel rigo RS 45 col. 7. Nelle istruzioni al modello viene precisato che tale importo va portato in diminuzione del reddito minimo presunto determinato in base all’applicazione dei coefficienti previsti dalla legge. E’ questa una soluzione al dilemma che viene condivisa dall’IRDCEC.

Anche se analoga esplicita indicazione della quota ACE non viene richiesta nel prospetto relativo alle società di comodo contenuto nel Modello Unico SC del 2012, l’IRDCEC ritiene che anche per le società di capitali valga la medesima conclusione.

Soggetti IRES

Il meccanismo applicativo, in linea generale, è piuttosto semplice. Sull’incremento patrimoniale viene riconosciuto un rendimento calcolato con una determinata percentuale che incorpora il rischio di impresa.

Questo rendimento, che per i primi tre periodi di applicazione della norma è fissato al 3%, genera una deduzione dall’imponibile IRES valida nell’anno in cui si verifica l’incremento e in ciascun esercizio successivo fino a quando il patrimonio non diminuisce a seguito di ridu2ioni indicate come rilevanti dalla legge.

Poiché l’aliquota IRES è fissata nella misura del 27,50%, il risparmio fiscale effettivo generato dall’ACE (con il rendimento del 3%) è, per ogni anno, pari allo 0,825% dell’incremento patrimoniale.

Ad es., un incremento del capitale investito di 100.000 euro attribuisce, dopo tre anni, un risparmio di 2.475 euro.

Dal periodo di imposta 2014, il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio verrà determinato mediante applicazio