Novità fiscali del 2 aprile 2012: oggi scade la possibilità di definire le liti pendenti

Pubblicato il 2 aprile 2012



entro oggi si può fruire della chiusura delle liti fiscali pendenti; in scadenza anche la comunicazione “black list”; il reddito da diritto di superficie equivale a plusvalenza; cartelle di pagamento e avvisi di addebito: telematizzate le domande di dilazione e riduzione delle sanzioni; INPS: obbligo contributivo per il socio di Srl; UnicoPF2011: pubblicate le statistiche per l’anno 2010; dall'1 aprile vige la mediazione tributaria obbligatoria; nuovo regime impositivo dei redditi di natura finanziaria; finanziamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato; elenco dei Revisori dei conti degli enti locali: nota del CNDCEC

 

Indice:

1) Entro oggi si può fruire della chiusura delle liti fiscali pendenti

2) In scadenza anche la comunicazione “black list”

3) Il reddito da diritto di superficie equivale a plusvalenza

4) Cartelle di pagamento e avvisi di addebito: telematizzate le domande di dilazione e riduzione delle sanzioni

5) Inps: obbligo contributivo per il socio di Srl, vicenda chiusa ?

6) Modello Unico PF 2011: pubblicate le statistiche per l’anno 2010

7) Dal 1 aprile vige la mediazione tributaria obbligatoria

8) Nuovo regime impositivo dei redditi di natura finanziaria

9) Finanziamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato

10) Elenco dei Revisori dei conti degli enti locali: nota del CNDCEC

 

 

1) Entro oggi si può fruire della chiusura delle liti fiscali pendenti

Scade oggi il termine per provvedere al versamento degli importi dovuti e per presentare la domanda di definizione delle controversie pendenti al 31.12.2011 di valore non superiore ai 20mila euro.

Entro il 02.04.2012, gli interessati alla chiusura agevolata devono versare la somma dovuta e presentare la relativa domanda.

Questa può essere trasmessa in via telematica o presentata presso qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate, che procederà all’invio.

Le somme vanno versate con il Modello F24, senza possibilità di avvalersi della compensazione, utilizzando il codice tributo “8082”.

Questi gli importi dovuti per la definizione:

- 150 euro, se la lite è inferiore a 2mila euro;

- 10% del valore della lite, se l’ultima sentenza è stata favorevole al contribuente;

- 50% del valore della lite, se l’ultima sentenza è stata favorevole all’Agenzia;

- 30% del valore della lite, se non vi sia stata ancora alcuna sentenza.

Le novità del “milleproroghe”

A seguito dell’art. 29, comma 16-bis, del D.L. n. 216/2011 (cd. Decreto “milleproroghe”), sono definibili anche le liti instaurate, mediante ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, tra il 02.05.2011 ed il 31.12.2011.

Le controversie devono risultare pendenti, al 31.12.2011, dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio.

 

2) In scadenza anche la comunicazione “black list”

Scade anche il 02.04.2012 il termine per l’invio della comunicazione mensile dei dati relativi alle transazioni con operatori economici residenti in Paesi “black list”.

I soggetti passivi Iva devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni (a decorrere da quelle effettuate dal 01.07.2010) con operatori economici con sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a fiscalità privilegiata (cosiddetti “Paesi black list”) individuati dal Decreto 04.05.1999 del Ministro delle Finanze (per le persone fisiche) e dal Decreto 21.11.2001 del Ministro dell’Economia e delle Finanze (per le società).

Il modello di comunicazione va presentato all’Agenzia delle Entrate in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

Contenuto della comunicazione

Devono essere comunicati i dati relativi a:

- Cessioni di beni e prestazioni di servizi rese;

- acquisti di beni e prestazioni di servizi ricevute.

I dati vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate con periodicità:

- Trimestrale dai soggetti che hanno realizzato, nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50mila euro;

- mensile dagli restanti soggetti.

Chi è tenuto alla presentazione trimestrale può scegliere di adottare la periodicità mensile per l’intero anno solare.

I contribuenti che presentano una comunicazione trimestralmente e che nel corso di un trimestre superano la soglia dei 50mila euro, devono passare alla periodicità mensile a partire dal mese successivo a quello in cui il limite viene superato.

 

3) Il reddito da diritto di superficie equivale a plusvalenza

Costituzione del diritto di superficie a favore di terzi con tassazione equiparata a quella di una cessione di un immobile, ancorché differenziata in base al soggetto cedente (privato o impresa).

Il reddito derivante dalla costituzione del diritto di superficie a favore di terzi è da qualificare come plusvalenza (differenza tra corrispettivo e costo fiscalmente riconosciuto).

Solo se l’immobile è un “bene merce” il concedente consegue un ricavo.

Ai fini Iva l’operazione è assimilata ad una cessione di beni, cui si applica l’alternatività con l’imposta di registro.

E’ stata, infatti, pubblicata la norma di comportamento n. 183/2012 dell’AIDC.

 

4) Cartelle di Pagamento e Avvisi di Addebito: Telematizzate le domande di Dilazione e Riduzione delle Sanzioni

A decorrere dal 21.03.2012 sono state telematizzate le domande di dilazione e di riduzione delle sanzioni per le aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens e le richieste di provvedimenti su Avviso di Addebito e Cartella di Pagamento per la generalità dei contribuenti tenuti all’assolvimento degli obblighi contributivi nelle gestioni previdenziali dell’Istituto.

E’ stato predisposto, inoltre, il servizio di trasmissione telematica delle comunicazioni delle Cessioni dei Crediti degli Enti morali.

Dal 21.03.2012 le domande di dilazione e riduzione delle sanzioni civili delle aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens devono essere trasmesse con modalità telematica.

La domanda di dilazione potrà essere trasmessa dalle aziende, dai consulenti e dai professionisti che accedono mediante PIN al sito Internet dell’Istituto attraverso la sezione “Servizi on-line”.

Provvedimenti su Avviso di Addebito e Cartella di Pagamento

Dal 21.03.2012, le aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens, gli iscritti alla gestione degli artigiani e commercianti, le aziende assuntrici di manodopera e i lavoratori autonomi agricoli, committenti e liberi professionisti dovranno trasmettere in via telematica le seguenti istanze:

- Domanda di sospensione cartella di pagamento;

- domanda di sgravio cartella di pagamento;

- domanda di sospensione avviso di addebito;

- domanda di annullamento avviso di addebito;

- comunicazione di avvenuto pagamento su avviso di addebito.

(Inps, circolare n. 48 del 27.03.2012)

 

5) Inps: Obbligo contributivo per il socio di Srl, vicenda chiusa ?

La lunga e tormentata vicenda dell’obbligo di contribuzione Inps commercianti dei soci di Srl pare che abbia trovato fine con il D.L. n. 78 del 2010, convertito in Legge n. 122 del 2010, posto che è stato stabilito con norma di interpretazione autentica l’obbligo di doppia contribuzione.

La norma si è resa necessaria dopo la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 3240 del 2010) la quale aveva affermato che non può essere pretesa da parte dell’Inps la doppia iscrizione (IVS Commercianti e Gestione Separata) per soci di Srl commerciale che oltre a svolgere personalmente la propria attività in azienda con carattere di abitualità come soci lavoratori, fossero anche amministratori della medesima società percependo apposito compenso assoggettato ad Inps gestione separata di cui alla Legge n. 335/95.

Di recente, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 15 del 2012 ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 12, comma 11, del predetto D.L. n. 78/2010 sollevata, con l’ordinanza dalla Corte d’appello di Genova, in funzione di giudice del lavoro, laddove era stato eccepita, tra l’altro, l’illegittimità dell’effetto retroattivo della novella.

Se questa la conclusione giuridica della vicenda, dal punto di vista operativo si registra un notevole contenzioso tra l’Inps ed i soci delle srl circa le concrete modalità attuative della norma di legge che non cesserà certamente nonostante l’aspetto giuridico della vicenda si sia oramai del tutto delineato. Restano, infatti, gli aspetti operativi della problematica che continuano a vedere in taluni casi contrapposti Inps e socio della Srl.

Quando ricorre l’obbligo dell’iscrizione Inps commercianti per il socio di srl

E’, dunque, adesso pacifico che l’amministratore il quale percepisce un compenso, debba sempre versare i contributi INPS gestione separata. Si tratta allora di comprendere se e quando il socio di srl debba anche versare i contributi Inps commercianti.

L’obbligo dell’iscrizione commercianti Inps del socio di Srl passa attraverso una analisi concreta dell’attività lavorativa svolta dal socio a favore della società, tenendo presente che in sede di verifica l’Inps, nell’ipotesi di assenza di altra attività rilevante ai fini contributivi esercitata dalla persona, tende sistematicamente ad attrarre a contribuzione Inps gestione commercianti l’attività che il medesimo svolge in società.

Dunque, la linea di difesa del socio deve essere improntata alla dimostrazione che la sua attività nella società è del tutto marginale e saltuaria. Ciò è possibile solo se la società si avvale di dipendenti.

Di per se questo non è però sufficiente, poiché potrebbe essere eccepito che il socio, comunque, svolge una attività di direzione e coordinamento dell’attività.

Ebbene, tale presunzione può tuttavia essere superata se la società di avvale di lavoratori dipendenti che si occupano dell’intero ciclo produttivo della medesima e che all’interno vi è una figura (o più figure), in qualità di lavoratore dipendente, ovvero in qualità di lavoratore autonomo che svolge le predette funzioni di direzione e coordinamento.

In alternativa il socio della Srl dovrà dimostrare che la società svolge, avvalendosi di dipendenti o collaboratori, una attività che per le sue caratteristiche non richiede alcuna direzione ed alcun coordinamento (cosa non frequente ma neanche impossibile) e che l’attività da questi svolta come amministratore resta interamente confinata in quella tipica amministrativa propria della funzione e non vi è alcuna attività attribuibile alla qualifica di socio.

(Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro, parere n. 13 del 29.03.2012)

 

6) Modello Unico PF 2011: Pubblicate le statistiche per l’anno 2010

Il Dipartimento delle Finanze, il 30.03.2012, ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni delle persone fisiche (IRPEF) relative all’anno d’imposta 2010, a sei mesi dal termine di presentazione (settembre 2011).

L’accelerazione impressa negli ultimi anni dal Dipartimento delle Finanze alle procedure di validazione statistica ed il continuo miglioramento delle attività di ricezione e trattamento delle dichiarazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate consentono di rendere tempestivamente disponibili i dati fiscali.

Quadro generale

Dopo la profonda crisi economica che ha segnato il 2009, il 2010 è stato caratterizzato da una lieve ripresa, con un recupero del PIL reale (+1,8%) e nominale (+2,2%).

Numero di contribuenti

Circa 41,5 milioni di contribuenti hanno assolto direttamente l’obbligo dichiarativo attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione Unico e 730, ovvero indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Modello 770).

Nel 2010 il numero dei contribuenti torna a crescere, seppur in maniera molto lieve (+24 mila), recuperando in minima parte il calo registrato nell’anno precedente (-280 mila), soprattutto grazie all’aumento dei contribuenti che dichiarano un reddito da lavoro dipendente (+56 mila).

Si assiste anche ad una contrazione dei soggetti che dichiarano reddito d’impresa e di lavoro autonomo, influenzata dalla fuoriuscita dalla tassazione ordinaria IRPEF di coloro che hanno optato per il regime dei minimi (+90 mila adesioni nel 2010).

Reddito complessivo dichiarato

A livello nazionale il reddito complessivo totale dichiarato è pari 792 miliardi di euro mentre il reddito medio è pari a 19.250 euro. Entrambi i valori sono in aumento rispetto all’anno precedente (+1,2%).

L'analisi territoriale mostra che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (22.710 euro), seguita dal Lazio (21.720 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 13.970 euro.

Nel 2010 si evidenzia, in controtendenza rispetto al 2009, una crescita superiore del reddito complessivo medio nelle regioni settentrionali rispetto al resto del Paese: Gli incrementi variano da un massimo dell’1,3% al nord-ovest ad un minimo dello 0,6% nelle isole.

La distribuzione per classi di reddito mostra che un terzo dei contribuenti (circa 14 milioni) non supera un reddito complessivo lordo di 10.000 euro e circa la metà (49%, pari a 20,2 milioni) non supera i 15.000 euro.

Il 30% dei contribuenti dichiara redditi compresi tra i 15.000 ed i 26.000 euro, il 20% dichiara redditi compresi tra i 26.000 ed i 100.000 euro.

Solo l’1% dei contribuenti dichiara redditi superiori ai 100.000 euro.

Da quest’anno viene pubblicata anche l’informazione relativa ai soggetti con redditi dichiarati superiori ai 300.000 euro: Si tratta di 30.590 soggetti, pari allo 0,07% del totale dei contribuenti, che rappresentano la platea potenziale del contributo di solidarietà del 3% che verrà applicato negli anni d’imposta 2011-2013.

La distribuzione per classi di reddito è in linea con l’anno precedente.

Tipologie di redditi dichiarate

Dall’analisi per tipologia di reddito, emerge che i lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 41.320 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 18.170 euro.

Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 19.810, quello dei pensionati pari a 14.980 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione è stato pari a 16.500 euro.

Il reddito medio d’impresa, ricalcolato tenendo conto delle sole imprese che operano per tutti i 365 giorni dell’anno ed al lordo delle quote attribuite ai familiari collaboratori, sale a 22.080 euro.

Il confronto con l’anno d’imposta 2009 mostra una crescita dei redditi medi d’impresa (+3,8%) da lavoro autonomo (+3,6%) da partecipazione (+2,1%) da pensione (+2,6%) in misura maggiore del reddito medio complessivo (+1,2%), mentre il reddito medio da lavoro dipendente cresce solo dello 0,1%.

Rispetto al reddito da lavoro dipendente si segnala il notevole incremento delle somme erogate per incrementi di produttività, soggette a tassazione sostitutiva dell’Irpef con aliquota agevolata pari al 10%, che raggiungono nel 2010 il valore di circa 10 miliardi di euro. Hanno usufruito di tale agevolazione circa 6 milioni di dipendenti, con un importo imponibile medio di 1.700 euro.

Oneri deducibili, detrazioni ed oneri detraibili

Ai fini della determinazione della base imponibile il reddito complessivo viene ridotto degli oneri deducibili e, una volta ottenuta l’imposta, essa viene ridotta dalle detrazioni.

I dati 2010 relativi agli oneri deducibili (circa 22 miliardi di euro) evidenziano un complessivo incremento (+0,9%) rispetto al 2009, gli incrementi percentuali maggiori riguardano i contributi per servizi domestici e familiari (+31,5%) ed i versamenti per la previdenza complementare (+16,7%).

Le detrazioni per lavoro dipendente e pensioni ammontano nel 2010 a 41,9 miliardi di euro, mentre quelle per carichi di famiglia ammontano a 11,4 miliardi.

Circa 15 milioni di contribuenti dichiarano oneri detraibili per spese sanitarie, per un totale di 13,6 miliardi di euro; i due terzi dell’ammontare di tale agevolazione sono concentrati nei contribuenti con un reddito complessivo superiore a 20.000 euro. E’ interessante anche notare l’aumento del numero dei contribuenti (+18 mila circa) che ha sostenuto spese per addetti all’assistenza personale (badanti), con un incremento del 21,8% dell’ammontare totale di tali spese e la circostanza che quasi un milione di contribuenti (915 mila) ha effettuato nel 2010 erogazioni liberali a favore delle ONLUS.

Si segnala, infine, il forte aumento delle spese per la riqualificazione energetica detraibili al 55% (+23%) e delle spese per il recupero edilizio detraibili al 36 per cento (+12%).

Imposta netta

In linea con l’anno d’imposta 2009, circa 10,7 milioni di soggetti hanno imposta netta IRPEF pari a zero, si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di contribuenti la cui imposta lorda si azzera con le numerose detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento.

I contribuenti con redditi fino a 35.000 euro dichiarano il 47% dell’imposta netta totale, mentre il restante 53% dell’imposta netta totale è dichiarata dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro.

I soggetti con un reddito complessivo maggiore di 300.000 euro dichiarano il 4,7% dell’imposta totale. Tale andamento è in linea con quello del 2009.

L’addizionale regionale all’Irpef ammonta complessivamente a 8,6 miliardi di euro (+3,7% rispetto al 2009) con un importo medio per contribuente pari a 280 euro, mentre quella comunale ammonta a circa 3 miliardi di euro (+0,4%) con un importo medio pari a 120 euro. L’addizionale regionale media più alta si registra nel Lazio (440 euro), seguito dalla Campania (360 euro), in relazione agli automatismi fiscali previsti in caso di deficit sanitario, mentre l’addizionale regionale più bassa si registra in Puglia e Basilicata (180 euro).

Tutte le statistiche e le analisi dei dati sono disponibili, anche in serie storica, attraverso un sistema di navigazione dinamica dei dati, sul sito internet del Dipartimento delle Finanze (www.finanze.gov.it) sotto la voce “dati e statistiche fiscali”.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa del 30.03.2012)

 

7) Dal 1 aprile vige la mediazione tributaria obbligatoria (per un'analisi più approfondita si veda: L'accordo di mediazione - CLICCA QUI )


Dal 1 aprile, vige il nuovo istituto deflattivo per le liti fiscali non superiori a € 20.000,00. Previste sanzioni ridotte al 40%.

L’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso d’accertamento, o altro atto, e può contenere oltre all’eventuale proposta di mediazione anche una richiesta di sospensione dell’atto impugnato.

Si ricorda che l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9 del 2012, ha indicato quali siano le istruzioni e le modalità operative della mediazione tributaria, istituto deflattivo previsto a partire dal 01.04.2012 per le liti fiscali per un valore non superiore a € 20.000,00.

In particolare, per inoltrare la pratica di ricorso innanzi alla Commissione tributaria provinciale, occorre presentare un’istanza preventiva di annullamento, totale o parziale, dell’atto stesso all’Agenzia delle Entrate quale struttura competente in materia.

E’ prevista l’obbligatorietà della presentazione dell’istanza preventiva di annullamento, pena l’inammissibilità del ricorso stesso, rilevabile in ogni stato e grado del giudizio.

L’istanza di mediazione può essere presentata, dal contribuente o dal suo procuratore, innanzi alle commissioni tributarie.

L’istanza dovrà contenere dati ben precisi quali:

- La Direzione provinciale o regionale nei confronti della quale si intende proporre ricorso;

- il contribuente e il suo legale rappresentante;

- la relativa residenza o sede legale o il domicilio eletto;

- il codice fiscale;

- l’indirizzo di posta elettronica certificata;

- l’atto impugnato e l’oggetto dell’istanza, nonché i motivi.

Non rientrano nella mediazione gli atti di recupero degli aiuti di Stato contrastanti con il diritto comunitario, gli atti che non sono riconducibili all’Agenzia delle Entrate, quali la cartella di pagamento, l’iscrizione di ipoteca, il fermo di beni mobili registrati e gli atti relativi alle operazioni catastali.

La mediazione si conclude tramite la sottoscrizione di un accordo, per effetto del quale le sanzioni eventualmente dovute sono ridotte al 40%.

Tale accordo viene perfezionato pagando l’intero importo dovuto che si riferisce alla prima rata in caso di rateizzazione, effettuato entro 20 giorni dalla momento della sottoscrizione, attraverso versamento diretto, anche tramite compensazione, utilizzando il modello F24.

 

8) Nuovo regime impositivo dei redditi di natura finanziaria

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 28.03.2012, ha fornito chiarimenti in merito al nuovo regime impositivo dei redditi di natura finanziaria introdotto dall’art. 2, commi da 6 a 34, del D.L. n. 138 del 2011.

Detto Decreto Legge n. 138 del 2011 ha introdotto un’aliquota unica, pari al 20%, in relazione alle diverse tipologie di strumenti finanziari, in luogo delle diverse aliquote precedentemente stabilite.

Alla luce dell’introduzione del nuovo regime fiscale applicabile ai redditi di capitale e ai redditi diversi di natura finanziaria, a partire dal 01.01.2012, le ritenute, le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui agli artt. 44 T.U.I.R. (redditi di capitale) e 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies T.U.I.R. (redditi diversi) sono stabilite nella misura del 20%.

La nuova aliquota, tuttavia, non si applica sugli interessi, premi e ogni altro provento, di cui all’art. 44, e sui capital gain derivanti da:

a) obbligazioni e altri titoli Stato;

b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nell’elenco dei Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni attualmente contenuto nel D.M. 04.09.1996 (c.d. ‘‘white list’’);

c) titoli di risparmio per l’economia meridionale;

d) piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti.

A partire dal 01.01.2012, inoltre, sono state riviste le disposizioni tributarie riguardanti i proventi delle quote degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero.

In particolare, la nuova disciplina introdotta dal D.L. n. 138 del 2011, pur confermando l’esenzione dall’IRES per gli organismi di investimento collettivo del risparmio con sede in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e quelli con sede in Lussemburgo, già autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, prevede che:

a) le ritenute operate sui redditi di capitale sono a titolo di imposta;

b) non si applicano la ritenuta sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti e depositi bancari e le ritenute sui proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute e sui proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito, sugli altri redditi di capitale, sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani e lussemburghesi storici nonché sui proventi delle quote di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero.

(Assonime, nota del 29.03.2012)

 

9) Finanziamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato

L’art. 5 bis del Decreto Legge n. 1/2012, introdotto in sede di conversione, opera una complessiva revisione del sistema di finanziamento dell’AGCM, ponendolo interamente a carico delle imprese.

Tale sistema diventerà operativo a partire dal 2013.

In particolare, l’art. 10 della Legge n. 287/1990 viene integrato con due nuovi commi, il 7 ter e il 7 quater.

All’onere derivante dal funzionamento dell’Autorità si provvede mediante contributi da parte delle società di capitale che hanno ricavi totali superiori a 50 milioni di euro.

L’importo del contributo è pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato.

La soglia massima di contribuzione a carico di ciascuna impresa non può essere superiore a cento volte la misura minima, ossia a 400.000 euro.

In sede di prima applicazione, per l’anno 2013, il contributo a carico delle società è versato entro il 30.10.2012 direttamente all’Autorità, secondo le modalità che saranno determinate da quest’ultima con propria deliberazione.

In conseguenza del passaggio a questo sistema di contribuzione a carico delle imprese vengono abrogate o modificate, a decorrere dal 01.01.2013, le disposizioni normative che prevedono filing fees per le concentrazioni e la destinazione al finanziamento dell’Autorità delle sanzioni per pratiche commerciali scorrette.

Finanziamento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas

Con il D.L. n. 201/2011 (cd. decreto Salva-Italia), convertito con modificazioni dalla legge n. 214/2011, sono state attribuite all’AEEG le competenze in materia di regolazione e controllo dei servizi idrici.

Per il finanziamento degli oneri relativi a tali nuove competenze, l’art. 24 bis del D.L. n. 1/2012 prevede un contributo a carico degli operatori del settore, di importo non superiore all’uno per mille dei ricavi dell’ultimo esercizio.

Le modalità di versamento, la misura e le eventuali successive variazioni del contributo sono determinate dall’Autorità, nel rispetto della soglia massima dell’uno per mille, con propria deliberazione soggetta ad approvazione con decreto del Presidente del Consiglio.

Autorità di regolazione dei trasporti

Il D.L. n. 1/2012 apporta modifiche alle previsioni del D.L. n. 201/2011 sull’esercizio delle funzioni di regolazione nel settore dei trasporti.

Il D.L. n. 201/2011 prevedeva che tali funzioni fossero attribuite a una delle autorità amministrative indipendenti già esistenti.

Il D.L. n. 1/2012, come modificato in sede di conversione, le affida invece a una nuova Autorità di regolazione, con competenze nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture e ai servizi accessori.

L’Autorità dovrà in particolare: Garantire condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali; definire i criteri per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi da parte dei soggetti competenti; stabilire i livelli di qualità dei servizi di trasporto connotati da oneri di servizio pubblico; definire il contenuto minimo degli specifici diritti, anche di natura risarcitoria, che spettano agli utenti.

Il collegio dell’Autorità è composto da un Presidente e due componenti; la designazione, effettuata dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, è sottoposta a parere vincolante delle commissioni parlamentari competenti. Il mandato dura sette anni e non è rinnovabile. In sede di prima attuazione, il collegio dell’Autorità dovrà essere costituito entro il prossimo 31 maggio.

(Assonime, nota del 29.03.2012)

 

10) Elenco dei Revisori dei conti degli enti locali: Nota del CNDCEC

Secondo la nota informativa del CNDCEC del 30.03.2012, si presenta entro il prossimo 4 aprile la domanda presso un ente locale per potere aspirare a divenire Revisore dei conti, a seguito di sorteggio. Tale scadenza, invece, non interessa coloro che hanno già provveduto a ciò.

Con la pubblicazione, nella G.U. del 20.03.2012, del DM n. 23 del 2012 del Ministero dell’interno è stato istituito l’elenco dei Revisori dei conti degli enti locali tenuto dal Dipartimento per gli affari interni dello stesso Ministero.

Già da una prima lettura del testo contiene diverse disposizioni criticabili.

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti si adopererà per richiedere le necessarie modifiche con le modalità e nelle sedi opportune.

A parte ciò, è comunque necessario esaminare il contenuto del decreto nell’attuale formulazione,

La richiesta d’inserimento nell’elenco dei Revisori dei conti degli enti locali deve essere presentata a mezzo di trasmissione telematica al Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno entro il termine che verrà fissato con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

In sede di prima applicazione, soltanto coloro che non abbiano prima avanzato una richiesta a svolgere la funzione quale organo di revisione, sono tenuti, se interessati a far parte dell’elenco, anche a presentare entro il 04.04.2012, presso un qualsiasi ente locale, la propria candidatura quale componente dell’organo di revisione per il prossimo rinnovo in quanto requisito essenziale richiesto.

Con riferimento ai crediti formativi, mentre per la fase a regime sono richiesti almeno 10 CFP annui conseguiti attraverso la partecipazione ad eventi accreditati dal Consiglio Nazionale e condivisi con il Ministero dell’Interno, in fase di prima applicazione è richiesto il conseguimento di almeno 15 CFC nel triennio 2009/2011.

Le materie idonee al conseguimento dei 15 CFP in contabilità pubblica e gestione finanziaria degli enti territoriali sono incluse nelle voci dell’elenco materie allegato al regolamento per la formazione professionale continua del Consiglio nazionale, e precisamente nelle macro aree:

C2 “Revisione aziendale e controllo legale dei conti”,

C7 “Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche”,

D1 “Diritto amministrativo”;

D7 “Diritto tributario”,

Inoltre, possono essere inclusi i CFP maturati a seguito della partecipazione al e assemblee di approvazione del bilancio dell’Ordine ed i CFP riconosciuti dall’Ordine di appartenenza per lo svolgimento delle attività particolari in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali previste nel regolamento per la FPC dell’Ordine.

L’attestazione dei CFP avverrà tramite autocertificazione in sede di presentazione della domanda telematica

Poiché il triennio 2009/2011 previsto dal Ministero dell’Interno non coincide con i trienni di cui al Regolamento per la formazione professionale continua del Consiglio Nazionale (2008/2010 e 2011/2013), é opportuno che l’Ordine disponga in tempi brevi dei dati relativi ai CFP conseguiti dai propri iscritti nei singoli anni 2009, 2010 e 2011 da utilizzare in caso di eventuale verifica della documentazione da parte del Ministero per l’accertamento dei requisiti.

Sono ormai superate tutte le precedenti note informative del CNDCEC in materia.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota informativa n. 28 del 30.03.2012).

 

Vincenzo D’Andò