Modifiche alla disciplina dell’IMU ed alla fiscalità locale

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 13 aprile 2012



in sede di conversione in legge del Decreto Legge n. 16/2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie e potenziamento delle procedure di accertamento, è stato approvato il maxiemendamento del Governo di inizio aprile 2012, il quale, tra le altre cose, ha modificato anche la disciplina dell’IMU: ecco tutte le correzioni all'IMU appena approvate

Durante la conversione in legge del Decreto Legge n. 16 del 02.03.2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie e potenziamento delle procedure di accertamento, è stato approvato il maxiemendamento del Governo di inizio aprile 2012, il quale, tra le altre cose, ha modificato anche la disciplina dell’IMU.

Fiscalità locale

L’art. 4 di tale D.L. ha subito diverse modifiche da parte del c.d. maxiemendamento.

Le modifiche hanno riguardato, tra l’altro, l’IMU agricola, gli immobili comunali, quelli storici, la scadenza nel tempo di taluni adempimenti fiscali di carattere locale, le banche di credito cooperativo, il patto di stabilità.

Sono i commi da 1 a 5 che contengono disposizioni sulla fiscalità locale.

Il comma 1 ha spostato dal 31 dicembre al 20 dicembre - dell’anno di riferimento - il termine entro cui le delibere di variazione dell’addizionale comunale all’IRPEF devono essere pubblicate sul sito del Ministero dell'economia per avere effetto dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione.

E’ stato introdotto il comma 1-bis che modifica l’art. 9 del D.Lgs. n. 23/2011 (sull’applicazione della c.d. IMU), prevedendo:

- l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni classificati montani o parzialmente montani (il neointrodotto comma 5-bis prevede la possibilità di individuare - sulla base della loro altitudine - i comuni nei cui terreni cui si applica la già vigente agevolazione per i terreni agricoli di aree montane o collinari).

- l’assoggettamento degli immobili esenti dall’IMU alle altre imposte sui redditi ed alle addizionali; la relazione governativa ricorda, sul tema, l’esigenza di evitare perdite di gettito per effetto della disposizione contenuta nell’art. 8, comma 1, del D.Lgs. n. 23/2011, la quale prevede che l’IMU sostituisce anche l’IRPEF e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari concernenti gli immobili non locati.

Il comma 2, che interviene per consentire anche alle province della regioni a statuto speciale la variazione delle aliquote sull’imposta sulla RCA, a seguito della modifica prevede che l’applicazione su tutto il territorio nazionale delle disposizioni sull’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile per la circolazione dei veicoli è disposta in deroga all’art. 16 del D.Lgs. n. 68/2011 che la disciplina.

Il comma 3, nel testo originario del D.L., assegna direttamente ai comuni (e non più ai concessionari) il compito di versare all’ANCI il contributo annuale dell’1 per mille del gettito IMU (e non più ICI) per migliorare l’integrazione telematica e l’informazione ai contribuenti.

Tale comma viene modificato escludendo gli immobili destinati ad abitazione principale e le relative pertinenze da quelli per cui i comuni versano il contributo dell’1 per mille dell’IMU all’ANCI per migliorare gli strumenti per l’azione accertativa dei comuni, l’integrazione telematica e l’informazione ai contribuenti. Il fine è quello di lasciare invariato il previgente importo del contributo.

Il comma 4, nel testo originario, elimina, a decorrere dal 2012, la possibilità di sospendere il potere di aumento delle aliquote e delle tariffe dei tributi locali e regionali.

La disposizione fa altresì salvi i provvedimenti regionali e locali, relativi all’anno d’imposta 2012, emanati prima dell’approvazione del decreto in esame.

A tale comma il maxiemendamento interviene sulla norma che – abrogando le previgenti sospensioni del potere di deliberare tributi substatali - fa salvi i provvedimenti delle autonomie territoriali emanati prima dell’approvazione del D.L. in conversione, sostituendo tale riferimento temporale con quello dell’entrata in vigore del Decreto Legge.

Il comma 5 viene interamente sostituito in nove punti contrassegnati dalle lettere da a) a i), ulteriormente articolati al loro interno.

Si viene così a modificare in più parti l’art. 13 del D.L. n. 201/2011 sull’anticipazione sperimentale dell’IMU.

Viene ricompreso il possesso di qualunque immobile (con inclusione dei terreni incolti, nonché degli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico ).

Per rendere meno pesante tale situazione, viene ridotta alla metà la base imponibile dei seguenti beni:

- immobili riconosciuti di interesse storico o artistico (D.Lgs. n. 42/2004).

- fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.

Viene incrementato da 130 a 135 il moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile IMU dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Si prevede, per i fabbricati rurali strumentali per i quali è prevista un’aliquota IMU del 2 per mille, il versamento dell’imposta in due rate pari al 30% in acconto, applicando l’aliquota base, e al 70% a saldo rispettivamente entro il mese di giugno e di dicembre, in luogo delle due rate di uguale importo previste dalla normativa vigente.

Inoltre, si dispone che per l’anno 2012 il versamento dell’IMU complessivamente dovuta per i fabbricati rurali di cui al comma 14-ter del D.L. n. 201/2011 è effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre.

Con D.P.C.M, da emanarsi entro il 10.12.2012, si provvede, sulla base dell’andamento della prima rata, alla modifica dell’aliquota da applicare a fabbricati e terreni in modo che il gettito complessivo non superi per il 2012 quanto previsto dal Ministero dell’Economia per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni.

Viene poi disposto che i terreni agricoli condotti direttamente siano soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni:

- del 70% dell’imposta gravante sulla parte che va da oltre i 6.000 a 15.500 euro;

- del 50% di quella gravante sulla parte che va da oltre i 15.500 a 25.500 euro;

- del 25% di quella gravante sulla parte da oltre i 25.500 a 32.000 euro.

Si dispone, inoltre, la rinuncia della quota erariale dell’IMU a favore dello Stato sugli immobili ex IACP e delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, nonché la rinuncia della quota erariale dell'IMU a favore dello Stato sugli immobili di proprietà dei Comuni, siti nel proprio territorio.

E’ ora disciplinata la modalità di pagamento dell’IMU per l’anno in corso.

Il pagamento della prima rata è effettuato (senza sanzioni e interessi) per la metà dell’importo dovuto calcolato sulle aliquote base e la detrazione già prevista; la seconda rata è versata a saldo di quanto dovuto.

I Comuni iscrivono a bilancio preventivo per l’IMU quanto definito e pubblicato sul

sito dal Ministero dell’Economia. L’accertamento convenzionale è provvisorio e non dà titolo a diritti di rimborso.

Entro il 10.12.2012 un D.P.C.M. provvede alla modifica delle aliquote e delle detrazioni considerato l’esito del gettito della prima rata e l’accatastamento dei fabbricati rurali e la realizzazione del gettito complessivamente previsto per il 2012.

Entro il 30.09.2012 i comuni possono (in deroga alla vigente disciplina contabile sugli allegati al bilancio preventivo e sui termini di approvazione dei tributi) o approvare o modificare le aliquote e le detrazioni.

In particolare, nel caso di modifiche successive alla delibera del bilancio di previsione, il comune adotta, contestualmente, la conseguente variazione del bilancio di previsione.

Viene poi esteso l’obbligo dichiarativo anche agli immobili esenti dall’IMU. Viene, inoltre, confermata la validità delle dichiarazioni già presentate ai fini dell’ICI e delle procedure di presentazione espletate attraverso il modello unico informatico. Per gli immobili posseduti al 01.01.2012, la dichiarazione deve essere presentata entro il 30.07.2012.

Dopo il comma 5 il maxiemendamento ha aggiunto sette commi, contrassegnati con gli avverbi numerali da bis a octies.

Con il neointrodotto comma 5-bis si prevede la possibilità di individuare - sulla base della loro altitudine - i comuni nei cui terreni cui si applica la già vigente agevolazione per i terreni agricoli di aree montane o collinari.

Con il neointrodotto comma 5-ter viene abrogato il comma 2 dell’art. 5 del D.L. n. 16/1993. Mentre con il neointrodotto comma 5-quater viene abrogato il comma 2 dell’art. 11 della Legge n. 413/1991; in entrambi casi l’effetto è quello di ricondurre - attraverso l’abrogazione delle speciali previsioni - gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico alla tassazione prevista per tutti gli altri immobili.

Con il neointrodotto comma 5-quinquies viene previsto - per le cooperative di credito cooperativo - che le disposizioni di cui ai commi 36-bis e 36-ter dell’art. 2 del D.L. n. 138/2011 si applichino a decorrere dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge n. 148 del 2011.

In sostanza, vengono escluse le Banche di Credito Cooperativo dalla tassazione (intesa come esclusione dalla esenzione) del 10% dell’utile netto annuale destinato a riserva minima obbligatoria per il 2012.

In tal modo, per i soggetti interessati vengono neutralizzate per la suddetta annualità, di fatto, le disposizioni restrittive del D.L. n. 138/2011 che ne prevedeva l’applicazione a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione dello stesso decreto (ossia dal 2012).

Con il neointrodotto comma 5-sexies vengono incrementati a decorrere dal 2013 la riduzione e il recupero previsti (in relazione al fondo sperimentale di riequilibrio, al fondo perequativo, ai trasferimenti per i comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna, nonché per le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, e le Province autonome), in proporzione alla distribuzione territoriale dell'IMU propria.

Con il neointrodotto comma 5-septies viene modificato il D.P.R. 917/1986 (TUIR) per tre profili:

- Si estende (art. 37, comma 4-bis, TUIR) anche agli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico la maggiore deduzione (25%) riservata ai fabbricati in Venezia centro e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Burano, relativamente ai redditi dei fabbricati locati;

- si dispone, inoltre, (art. 90, comma 1, TUIR, sui proventi immobiliari ed art. 144, comma 1, TUIR, sulla determinazione dei redditi) che:

a) per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico il reddito medio ordinario è ridotto del 50% e non si applica comunque l’art. 41 del TUIR stesso, relativo agli immobili non locati;

b) per gli immobili locati riconosciuti di interesse storico o artistico il reddito sia determinato in misura pari a quella del canone di locazione al netto di tale riduzione, qualora il canone risultante dal contratto di locazione ridotto del 25% risulti superiore al reddito medio ordinario dell’unità immobiliare.

Con il comma 5-octies si prevede che le disposizioni di cui al precedente comma 5-septies si applichino a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2011.

Infine, i commi da 6 a 11 contengono diverse disposizioni finanziarie di interesse per gli enti locali.

 

 

 

 

13 aprile 2012

 

Vincenzo D’Andò