In arrivo il secondo principio contabile per gli enti no profit


L’OIC, il CNDCEC e l’Agenzia per il Terzo Settore hanno redatto la bozza del secondo principio contabile per gli enti non profit (Enp) risolvendo così le problematiche inerenti alla contabilizzazione delle liberalità, sia per gli enti che adottano un sistema contabile basato sulla competenza (come auspicato dal principio contabile 1), sia per gli enti che adottano un sistema di rilevazione per flussi di cassa.

Le “liberalità” sono atti caratterizzati da:

  • L’arricchimento del beneficiario e la conseguente riduzione di ricchezza da parte di chi compie l’atto,

  • Lo spirito di liberalità.

 

Le liberalità devono essere rilevate nel periodo in cui sono ricevute o in quello in cui si acquisisce il diritto a riceverle. Esse devono essere iscritte nell’attivo dello stato patrimoniale al fair value in contropartita dell’imputazione del provento al rendiconto di gestione. L’elemento positivo di gestione può essere classificato nella voce 1) Proventi da attività tipiche e ripartito in funzione delle caratteristiche del soggetto erogante fra i punti 1.2) Proventi da contratti con enti pubblici, 1.3) Proventi da soci ed associati e 1.4) Proventi da non soci, o nella voce 2) Proventi da raccolta fondi se connesse con una specifica operazione di raccolta fondi. Tuttavia se il bene ricevuto non può essere stimato in modo attendibile, non deve essere iscritto nello stato patrimoniale ma deve essere descritto in nota integrativa. La ratio dell’imputazione del valore della liberalità al rendiconto di gestione è da ricercare nell’ordinarietà di queste operazioni, infatti se l’Enp imputasse la donazione ad incremento del fondo del netto si fornirebbe una misura non veritiera dell’efficienza economica dell’ente stesso.

Il trattamento contabile varia a seconda del tipo di liberalità:

  • Liberalità non vincolate, che devono essere iscritte nell’attivo dello stato patrimoniale e se aventi utilità pluriennale devono essere sottoposte all’ordinario processo di ammortamento in relazione alla residua vita utile del bene. Se gli amministratori o gli associati destinano tali liberalità ad uno specifico progetto, in sede di destinazione dell’avanzo economico un importo pari al corrispondente valore deve essere girato dalla voce AIII) Patrimonio libero alla voce AII2) Fondi vincolati per decisione degli organi istituzionali.

  • Liberalità vincolate, cioè sottoposte a restrizioni che ne limitano l’utilizzo in modo permanente o temporaneo (di tempo, di scopo …). Il loro trattamento contabile è distinto a seconda delle seguenti casistiche:

  • liberalità vincolate rappresentate da beni immobili destinati ad incrementare durevolmente il valore dell’Enp, da iscrivere nell’attivo dello stato patrimoniale. In sede di destinazione dell’avanzo economico un importo eguale al loro valore deve essere accantonato nel passivo alla voce AIII) Fondi vincolati destinati a terzi.

    Generalmente questi beni non sono utilizzabili dall’ente per perseguire il fine istituzionale e quindi non soggiacciono al processo di ammortamento. Ma se così non fosse a fine esercizio l’Enp deve imputare la quota di ammortamento al rendiconto di gestione e girare un uguale importo dal fondo vincolato alla voce AIII) Patrimonio libero.

– Liberalità vincolate rappresentate da beni immobili destinati al perseguimento del fine istituzionale, sono iscritte nell’attivo dello stato patrimoniale e contabilizzate in conformità a quanto previsto per tale posta.

– Liberalità vincolate rappresentate da beni immobili destinati alla reperibilità di risorse da impiegare nell’attività istituzionale, sono contabilizzate in conformità a quanto previsto per tale posta. A fine esercizio l’Enp deve evidenziare quella parte dell’avanzo economico derivante da liberalità da accantonare a patrimonio netto in sede di destinazione dello stesso, sia nel rendiconto gestionale in un “di cui” dell’avanzo economico, sia nel passivo dello stato patrimoniale nella voce AIII 1) Risultato gestionale esercizio in corso. Se il risultato economico è negativo o è inferiore ai proventi da liberalità la nota integrativa deve indicare i proventi derivanti da liberalità da accantonare nell’esercizio successivo.

  • Liberalità condizionate, che si caratterizzano per la condizione, ossia, l’evento futuro e incerto la cui manifestazione conferisce al promittente il diritto di riprendere possesso delle risorse trasferite o lo libera dagli obblighi derivanti dalla promessa. Qualora la probabilità che la condizione venga soddisfatta sia remota esse sono contabilizzate alla stregua di quelle incondizionate e quindi il provento è imputato al rendiconto di gestione nell’esercizio di ricevimento. Se successivamente a tale prima contabilizzazione si verifica la condizione risolutiva o aumenta la probabilità del suo verificarsi occorre effettuare un accantonamento al fondo rischi ed oneri da iscrivere nella voce 1.6) Oneri diversi di gestione del rendiconto della gestione in contropartita dell’imputazione del costo nella voce B2) Altri, del passivo dello stato patrimoniale

  • Liberalità destinate ad enti terzi. L’Enp che riceve delle risorse per destinarle a terzi deve iscrivere le liberalità ricevute nell’attivo dello stato patrimoniale in contropartita del debito verso il soggetto terzo. Tale debito se sorto nei confronti di enti o imprese collegate o controllate deve essere iscritto nella voce D10) Debiti vs/Enp collegate o controllate o nella voce D11) Debiti vs/imprese collegate e controllate e in tutti gli altri casi deve essere classificato nella voce D2) Debiti per contributi ancora da erogare. Il debito si estinguerà quando le risorse saranno trasferite al soggetto terzo.

  • Oggetti d’arte, che devono essere iscritti tra le immobilizzazioni dello stato patrimoniale. Se il costo per la loro valutazione è elevato occorre solo descrivere analiticamente tali oggetti in nota integrativa.

La nota integrativa devono fornire almeno le seguenti informazioni:

  • una descrizione dettagliata delle liberalità di difficile valutazione,

  • i criteri di ammortamento adottati per i beni aventi utilità pluriennale,

  • l’ammontare delle liberalità vincolare di competenza dell’esercizio, le caratteristiche dei vincoli e l’importo da destinare a patrimonio netto,

  • la movimentazione dei fondi dovuta ad atti di liberalità,

  • un’analitica descrizione degli oggetti d’arte,

  • un riepilogo delle liberalità condizionate, con indicazione delle condizioni risolutive.

 

Negli Enp che adottano un sistema di rilevazione articolato sui flussi di cassa è necessario distinguere:

  • Le liberalità monetarie, da contabilizzare nel momento in cui affluiscono all’ente. Se vincolate o destinate a terzi occorre fornire un’apposita informativa.

  • Le liberalità non monetarie, da esporre nella situazione attività e passività al termine dell’anno ma non generano entrate di cassa.

 

7 aprile 2012

Anna Maria Pia Chionna


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