Guida alle limitazioni alla compensazione dei crediti IVA

di Massimo Pipino

Pubblicato il 14 aprile 2012

dopo tutte le modifiche legislative introdotte di recente, pubblichiamo una guida ragionata di 12 pagine ai limiti relativi alla compensazione dei crediti IVA; attenzione: i nuovi limiti valgono per la scadenza di lunedì!

Da tempo il legislatore tributario è intervenuto nel porre limiti, anche significativi, alle possibilità del contribuente di operare compensazioni in materia di IVA: il DL 78/09 – mediante l’inserimento di un nuovo periodo all’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997 – e gli interventi operati sul DPR n. 322/1998 e sul DPR n. 542/1999 hanno limitato fortemente l’utilizzo di tali crediti. Gli interventi appena accennati si concretizzano nell’obbligo di utilizzare crediti IVA emergenti dalla dichiarazione annuale, se superiori alla soglia limite di 10.000 euro, solo a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge, imponendo l’ulteriore obbligo di apposizione alla dichiarazione da cui emerge il credito del visto di conformità nel caso di compensazioni superiori alla soglia dei 15.000 euro.

I documenti di prassi che l'Amministrazione ha provveduto a divulgare in merito sono i seguenti:

 

Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate 185430 del 21 dicembre 2009 Risoluzione Ministeriale 286/E del 22 dicembre 2009

Circolare Ministeriale n. 57/E del 23 dicembre 2009

Circolare Ministeriale n. 1/E del 15 gennaio 2010

Circolare Ministeriale 29/E del 3 giugno 2010

Circolare Ministeriale n. 16/E del 19 aprile 2011

 

Di particolare rilevanza sono la Circolare Ministeriale n. 57/E del 23 dicembre 2009 - “Primi chiarimenti in merito alle disposizioni stabilite dall’articolo 10 del decreto-legge n. 78 del 1° luglio 2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 102 del 3 agosto 2009. Visto di conformità per l’utilizzo in compensazione dei crediti IVA per importi superiori a 15.000 euro “ e la Circolare Ministeriale n. 1/E del 15 gennaio 2010 - “Controllo preventivo delle compensazioni dei crediti relativi all’imposta sul valore aggiunto – art. 10 del decreto legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102”.

 

Quali compensazioni riguardano le nuove regole

Il primo punto da tenere in considerazioni riguarda quale è la natura delle compensazioni che devono essere tenute sotto controllo ai fini dell'applicazione delle regole che il legislatore ha novellato. Si tratta delle cosiddetta “compensazioni orizzontali” altrimenti dette “esterne” dei crediti IVA, compensazioni che vengono operate con altri tributi o contributi (IRPEF, IRES, contributi previdenziali, ecc.) ai sensi di quanto è previsto dall'articolo 17 del Decreto Legislativo n. 241/1997. Non sono quindi interessate dalle limitazioni derivanti dalle nuove regole le cosiddette “compensazioni verticali” o “interne”, quelle cioè che riguardano crediti IVA che emergono dalla dichiarazione annuale e/o dalle denunce trimestrali con l'IVA dovuta a titolo di acconto, di saldo o di versamento periodico. In proposito è intervenuta la Circolare dell'Agenzia delle Entrate 1/E 2010 – dal Titolo: “Controllo preventivo delle compensazioni dei crediti relativi all’imposta sul valore aggiunto – art. 10 del decreto legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.” che testualmente così si esprime:

 

Si osserva, inoltre, che la nuova disciplina sulla compensazione dei crediti IVA riguarda soltanto la compensazione “orizzontale” o “esterna” dei crediti IVA, e non anche la compensazione cosiddetta “verticale” o “interna”, ossia la compensazione dei predetti crediti con l’IVA dovuta a titolo di acconto, di saldo o di versamento periodico. Ciò in quanto l’esposizione nel mod. F24 di tale tipo di compensazioni configura, di fatto, solo una diversa modalità di esercitare la detrazione dell’eccedenza IVA a credito ammessa, senza condizioni, dall’articolo 30 del d.P.R. n. 633 del 1972. In altri termini, l’utilizzo del credito IVA in compensazione in F24 con debiti IVA scaturenti dalle liquidazioni periodiche non concorre al “tetto” dei 10.000 euro, né a quello dei 15.000 euro ai fini dell’apposizione del visto di conformità. Detta compensazione sarà, comunque, oggetto di controllo al fine di verificare il corretto utilizzo dei crediti IVA disponibili emergenti dalla dichiarazione annuale e/o dall’istanza trimestrale.”

 

La precisazione dell'Agenzia nel suo documento di prassi è di particolare importanza in quanto chiarisce esplicitamente ed al di là di ogni dubbio il fatto che anche le compensazioni di tipo “verticale” o “interne” che vengano effettuate impiegando il Modello F24 non concorrono a raggiungere né il tetto dei 10.000 Euro, né quello dei 15.000 oltre il quale si incorre nell'obbligo di apposizione del visto di conformità. Secondo quanto precisato dall'Agenzia, infatti, le compensazioni verticali rappresentano semplicemente una differente modalità di esercizio del diritto di detrazione dell'eccedenza IVA a credito, esercizio ammesso senza limitazioni ai sensi dell'articolo 30 del DPR 633/1972:

 

omissis... 2.Se dalla dichiarazione annuale risulta che l'ammontare detraibile di cui al n. 3) dell'articolo 28, aumentato delle somme versate mensilmente, è superiore a quello dell'imposta relativa alle operazioni imponibili di cui al n. 1) dello stesso articolo, il contribuente ha diritto di computare l'importo dell'eccedenza in detrazione nell'anno successivo, ovvero di chiedere il rimborso nelle ipotesi di cui ai commi successivi e comunque in caso di cessazione di attività.

3. Il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso dell'eccedenza detraibile, se di importo superiore a lire cinque milioni, all'atto della presentazione della dichiarazione:

a) quando esercita esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l'effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell'imposta relativa agli acquisti e alle importazioni, computando a tal fine anche le operazioni effettuate a norma dell'articolo 17, quinto comma;

b) quando effettua operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8-bis e 9 per un ammontare superiore al 25 per cento dell'ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate;

c) limitatamente all'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di beni ammortizzabili, nonché di beni e servizi per