Semplificazione e potenziamento del sistema tributario

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 6 marzo 2012

pubblicato sulla G.U. n. 52 del 2.3.2012, il Decreto Legge n. 16 del 2.3.2012, recante talune disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie e di potenziamento delle procedure di accertamento: un riassunto delle principali misure entrate in vigore

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 02.03.2012, il Decreto Legge n. 16 del 02.03.2012, recante talune disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie e di potenziamento delle procedure di accertamento.

Si tratta del cd. Decreto sulle semplificazioni fiscali che è composto da 14 articoli ed è in vigore dal 02.03.2012.

Vediamone rapidamente di seguito i relativi contenuti:

Rateizzazione debiti tributari (art. 1)

Il debitore può chiedere che il piano di rateazione dei debiti tributari preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili  di  importo crescente per  ciascun  anno.

Ricevuta  la  richiesta  di rateazione, l’agente della riscossione può  iscrivere  ipoteca solo nel caso di mancato accoglimento dell’istanza, ovvero di decadenza.

I piani di rateazione a rata costante, già emessi precedentemente, non sono modificabili, salvo il caso di proroga.

Gli enti pubblici possono, su richiesta del debitore, che versa in situazioni di obiettiva difficoltà economica, ancorché intercorra contenzioso con lo stesso ovvero lo stesso già fruisca di una  rateizzazione,  riconoscere  al debitore la ripartizione del pagamento delle  somme  dovute  in  rate costanti, ovvero in rate variabili. Ciò non è, invece, possibile in  materia  di  crediti  degli  enti previdenziali.

Comunicazioni e adempimenti formali (art. 2)

Ai fini della fruizione di benefici fiscali o per accedere a determinati regimi fiscali sulla base di opzione, la mancata preventiva comunicazione da parte del contribuente non è più causa di decadenza, purché la violazione non sia già stata constatata dai verificatori del fisco durante accessi e verifiche di accertamento fiscale.

Pertanto, qualora il citato contribuente possieda, in sostanza, i requisiti di legge, basta effettuare la comunicazione o eseguire l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, versando il minimo della sanzione stabilita (viene esclusa la possibilità della compensazione con eventuali crediti).

A decorrere dall’esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell’Irpef gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo:

- abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;

- presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre;

- versino contestualmente l'importo pari alla misura minima della sanzione.

In caso di cessione dell’eccedenza dell’Ires risultante dalla dichiarazione dei redditi del consolidato, la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto non determina l’inefficacia se il cessionario é lo stesso soggetto consolidante. In tale caso si applica la sanzione nella misura massima stabilita.

In relazione alla comunicazione della dichiarazione d’intento rilasciata dall’esportatore abituale, il termine del giorno 16 del mese successivo viene allargato: “entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica IVA, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell’imposta”.

Termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nei casi liquidazione: La data in cui ha effetto la deliberazione di messa in liquidazione viene sostituita dalla seguente: “la data in cui si determino gli effetti dello scioglimento della società ai sensi degli articoli 2484 e 2485 del codice civile”.

Mentre per le imprese individuali la data di messa in liquidazione è quella che viene indicata nella dichiarazione di cui all’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972.

In caso di revoca dello stato di liquidazione quando gli effetti si producono prima del termine di presentazione delle dichiarazioni, il liquidatore o, in mancanza, il rappresentante legale, non deve presentare le medesime dichiarazioni.

Introduzione obbligo elenco clienti e fornitori per operazione a decorrere dal 01.01.2012: L’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva per le quali viene previsto l’obbligo di emissione della fattura deve essere assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate.

Per le sole operazioni per le quali non é previsto l’obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo pari o superiore ad euro 3.600, comprensivo dell’Iva.

Parrebbe, quindi, che le disposizioni per lo “spesometro” del 2011 (da presentare entro aprile 2012) rimangano immutate (in tal senso, l’interpretazione di Italia Oggi del 03.03.2012, in senso contrario, invece, la tesi de Il Sole 24 Ore del 03.03.2012).

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