Novità fiscali del 28 marzo 2012: attenzione alla scadenza per le comunicazioni relative all’agevolazione del 55%

Pubblicato il 28 marzo 2012



anticipo TRR a dipendenti stagionali; casi di nullità dell’accertamento fiscale mediante applicazione di percentuali di ricarico; colf: come regolarizzare il lavoro domestico pregresso; risparmio energetico: comunicazione entro il 30.03.2012 per la detrazione IRPEF del 55%; aggiornati i compensi dei curatori fallimentari; reato per fatture false solo se sono registrate; software delle Entrate: aggiornato spesometro; presentazione telematica domande di intervento del fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro; dall’INPS le istruzioni organizzative ed operative per l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive; risarcimento danni per il dipendente

 

 

Indice:

 

1) Anticipo Trattamento di Fine Rapporto a dipendenti stagionali

 

2) Aziende: casi di nullità dell’accertamento fiscale mediante applicazione di percentuali di ricarico

 

3) Colf: come regolarizzare il lavoro domestico pregresso

 

4) Risparmio energetico: comunicazione entro il 30.03.2012 per la detrazione Irpef del 55%

 

5) Aggiornati i compensi dei curatori fallimentari

 

6) Reato per fatture false solo se sono registrate

 

7) Software delle Entrate: aggiornato lo spesometro

 

8) Presentazione telematica domande di intervento del Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro

 

9) Dall’Inps le istruzioni organizzative ed operative per l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive

 

10) Risarcimento danni per il dipendente: parere della Fondazione Studi CDL

 

 

1) Anticipo Trattamento di Fine Rapporto a dipendenti stagionali

La Fondazione studi dei Consulenti Del Lavoro, con il parere pubblicato sul sito del Consiglio Nazionale dei CDL il  23.03.2012, ha fornito chiarimenti sul caso dell’anticipo Trattamento di Fine Rapporto a dipendenti stagionali.

Secondo tale parere, pur in presenza di pronunce di merito che hanno ritenuto legittima l'anticipazione del Tfr anche nell'ipotesi in cui la stessa venga effettuata volontariamente dal datore di lavoro (Trib. Milano, 31.05.1996) la Corte di Cassazione ha sancito l’invalidità della pattuizione, individuale o collettiva, che disponga l’anticipazione mese per mese del trattamento di fine rapporto nella retribuzione corrente con conseguente assoggettabilità a prelievo previdenziale delle somme così corrisposte (Cass. 11.11.2002, n. 15813).

La Corte è pervenuta a tale decisione basandosi sull’assunto, già confermato in altre pronunce, in base al quale la natura giuridica di un’erogazione “va accertata in base alla funzione obiettiva ed alla disciplina concreta dell’erogazione stessa” (Cass. 24.09.1991) a nulla rilevando la denominazione attribuita dalle parti all'erogazione.

A seguito delle recenti novità legislative, l'attuale quadro normativo sembrerebbe però consentire un’interpretazione maggiormente possibilista rispetto a quella della Suprema Corte.

La Legge finanziaria per il 2007, come è noto, nel disciplinare la materia della previdenza complementare, ha appunto previsto che per le aziende con una forza lavoro di almeno 50 dipendenti il Tfr venga versato ad un apposito fondo della Tesoreria dello Stato gestito dall’Inps per conto della medesima.

Nel decreto ministeriale attuativo, emanato in data 30.01.2007, tra le altre cose, all’art. 1, comma 8, viene stabilito che l’obbligo di conferimento del “contributo” anzidetto non ricorre con riferimento “ai lavoratori per i quali i Ccnl prevedono la corresponsione periodica delle quote maturate di Tfr ovvero l'accantonamento delle stesse presso soggetti terzi”.

La norma contiene dei principi ritenuti utili ai fini della risoluzione della questione.

Innanzitutto, la disposizione, nel momento in cui prevede l’esenzione del conferimento del contributo nelle ipotesi in cui i Ccnl contemplino la corresponsione periodica delle quote di Tfr maturato, ammette implicitamente la possibilità da parte dei contratti collettivi di derogare alla disciplina di legge.

Pertanto a parere della Fondazione studi dei CDL, l’erogazione periodica del TFR è possibile solo in presenza di norme collettive che lo prevedano.

 

2) Aziende: casi di nullità dell’accertamento fiscale mediante applicazione di percentuali di ricarico

L’Amministrazione finanziaria, nel momento in cui decide di verificare la reale situazione economica di una azienda, utilizzando il metodo di accertamento analitico-induttivo, può legittimamente rettificare un comportamento anti-economico al contribuente (non motivato validamente nei conseguenti atti difensivi).

Tuttavia, l’Ufficio del fisco non può applicare liberamente le percentuali di ricarico.

E’ necessario che tali strumenti accertativi siano rappresentativi del contesto commerciale nel quale svolge la propria attività il soggetto accertato.

Tutto ciò sulla base di quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 26167 del 06.12.2011.

Nel caso di specie, il contribuente ha contestato la validità dell’accertamento impugnato, per la circostanza che detta verifica fiscale fosse stata avviata nonostante una corretta tenuta della contabilità da parte dell'azienda, evidenziando altresì l’inapplicabilità delle percentuali di ricarico sugli acquisti (operate dall’Amministrazione finanziaria).

Sulla prima questione (ovvero l'illegittimità dell'avviso a fronte della documentata “trasparenza” in materia contabile), la Suprema Corte ha respinto tale eccezione, atteso che la sussistenza di scritture contabili regolari (secondo tale pronuncia) non impedisce al fisco di potere rettificare il reddito attraverso un accertamento analitico-induttivo, avente ad oggetto il comportamento anti-economico del contribuente (non giustificato idoneamente in sede di contraddittorio).

Invece, la Cassazione ha dato ragione al contribuente sulla seconda questione, ossia sulla contestata adozione di un meccanismo di determinazione delle percentuali di ricarico non applicabili al caso di specie, ove non era stato conto circa la concreta ed effettiva realtà economica ed ambientale dell’azienda.

In conclusione, secondo la Corte di Cassazione,  l’Amministrazione Finanziaria, ai fini della validità delle percentuali di ricarico sugli acquisti (in caso di condotte anti-economiche addebitabili al ricorrente) ha l’onere di considerare (per una corretta applicazione delle medesime) i parametri di coerenza logica e congruità, della natura dei beni prodotti, nonché dei campioni selezionati (durante lo svolgimento della verifica), escludendo pertanto meccanismi forfetari, ben lontani dalla realtà economica, nella quale opera il contribuente con la propria attività imprenditoriale.

 

3) Colf: come regolarizzare il lavoro domestico pregresso

Colf con procedura di emersione 2009: Possibile pagare il pregresso. L’Inps con il messaggio n. 4976 del 2012 ha diramato le istruzioni per completare la regolarizzazione del lavoro domestico del 2009.

La regolarizzazione stabiliva che il periodo compreso tra 01.04.2009 e 30.06.2009 era compreso nel contributo forfetario pagato dai datori di lavoro di 500 euro; mentre per i periodi antecedenti al 01.04.2009 i datori avrebbero dovuto attendere decreto e istruzioni per regolarizzare (modello LD15- ter).

Il DM pubblicato il 02.09.2009 ha stabilito che i datori di lavoro possono versare i contributi relativi ai periodi antecedenti al 01.04.2009, nel limite prescrizionale di cinque anni, in un'unica soluzione oppure in rate mensili di uguale importo, maggiorate:

- Fino a 24 mesi degli interessi legali;

- fino a 36 mesi degli interessi di dilazione a decorrere dal 25° mese.

Adesso l’Inps rende noto che è disponibile la nuova procedura di recupero crediti per la gestione delle domande relative alla gestione dei periodi precedenti il 01.04.2009, in tal modo si offre l’opportunità di potere sanare il pregresso.

 

4) Risparmio energetico: comunicazione entro il 30.03.2012 per la detrazione Irpef del 55%

Ai fini della detrazione fiscale del 55% delle spese finalizzate al risparmio energetico, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate andrà effettuata entro il 30.03.2012, e non, quindi, entro il 31 marzo (scadenza cui poi sarebbe, addirittura, slittata al 02.04.2012, per le circostanza che il 31.03.2012 cade di sabato).

Si tratta dei costi sostenuti per detti interventi sugli edifici, che vanno oltre il periodo d’imposta in corso al 31.12.2011.

L’adempimento non è, invece, necessario nel caso di lavori iniziati e conclusi nello stesso periodo d’imposta, né se nell’intervallo di riferimento non si sono sostenute spese.

Difatti, la comunicazione, da predisporre sul modello approvato con il provvedimento del 06.05.2009 deve essere trasmessa in via telematica nel termine di 90 giorni dalla fine del periodo d'imposta in cui sono iniziati i lavori ed effettuati i pagamenti.

Quindi, in relazione alle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione in corso tra il 2011 e il 2012, andrà inviata entro il prossimo 30 marzo (ciò poiché, quest’anno il mese di febbraio è di 29 giorni; in particolare 31 gg di gennaio + 29 di febbraio + 30 di marzo, ecco che la somma dei 90 giorni, coincide con la scadenza del 30.03.2012).

Infine, si ricorda che i contribuenti che intendono beneficiare del bonus del 55% devono poi trasmettere in via telematica all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati relativi agli interventi effettuati, affinché l’ente possa verificare il conseguimento degli obiettivi e l'effettiva diminuzione del fabbisogno energetico. L’indirizzo è http://efficienzaenergetica.acs.enea.it.

 

5) Aggiornati i compensi dei curatori fallimentari

Sono stati adeguati i compensi dei curatori fallimentari e dei commissari giudiziali delle procedure di concordato preventivo.

Per le cifre liquidate a partire dal 27.03.2012, si applica il Decreto del Ministero della Giustizia n. 30 del 25.01.2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 26.03.2012.

Le nuove disposizioni riguardano anche le procedure ancora pendenti.

Cambiano dopo svariati anni i compensi dei curatori fallimentari e dei commessi giudiziali delle procedure di concordato preventivo.

La determinazione dei compensi resta in percentuale rispetto all’ammontare dell’attivo realizzato, ma con una serie di correttivi secondo le casistiche.

Difatti, le percentuali non cambiano, ciò che cambia, invece, sono gli scaglioni a cui queste si applicano.

I tetti di ognuno di loro sono alzati e questo consentirà di guadagnare di più perché le aliquote sono superiori nelle fasce più basse.

Ai curatori andrà anche un compenso supplementare sul passivo accertato e altri emolumenti in casi particolari.

 

6) Reato per fatture false solo se sono registrate

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11588 del 26.03.2012, ha stabilito che il mero ritrovamento presso l’azienda di fatture false non fa scattare il reato di evasione fiscale e dichiarazione fraudolenta. È perciò necessaria la registrazione in contabilità.

Dunque, per le aziende non vi è pericolosità fiscale se le fatture false non sono contabilizzate.

Per il reato di dichiarazione fraudolenta occorre dimostrare che le fatture false siano state incluse nella dichiarazione e registrate in contabilità.

La Suprema Corte ha, quindi, chiarito che per la configurazione della dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di false fatture è necessario che la stessa dichiarazione contenga l’indicazione di elementi passivi fittizi e che le fatture false siano conservate nei registri contabili o nella documentazione fiscale dell’azienda.

 

7) Software delle Entrate: aggiornato lo spesometro

A poco tempo dalla scadenza fissata al 30.04.2012, per l’invio della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva per il periodo d’imposta 2011, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il relativo il software di compilazione (spesometro), versione: 2.0.1 del 26.03.2012.

L’aggiornamento si è reso necessario al fine di implementare le funzionalità di stampa.

Il software “CompilazioneSpesometro” è un prodotto, disponibile sul sito www.agenziaentrate.it che permette agli utenti la compilazione delle comunicazioni ex art.21 D.L. n. 78/2010 (Spesometro).

Operazioni effettuate fino al 31.12.2011

Si ricorda che per le operazioni effettuate fino al 31.12.2011 l’obbligo della comunicazione riguarda le operazioni Iva con importo pari o superiore a 3.000 euro
La comunicazione non va trasmessa quando il pagamento, anche se superiore al limite di 3.000 euro (3.600 per il commercio al dettaglio), è stato effettuato con “moneta elettronica” ossia con bancomat, carte di credito o prepagate purché le stesse non siano state emesse da operatori finanziari non residenti e senza stabile organizzazione in Italia (art. 7 del D.L. n.70/2011, c.d. Decreto sviluppo).
Si precisa, inoltre, che i soggetti obbligati che intendono procedere a comunicazione sostitutiva non devono farla precedere da comunicazione di annullamento.

Si seguano le modalità indicate nelle istruzioni per la trasmissione allegate al Provvedimento del 16.09.2011.

La comunicazione non va trasmessa quando il pagamento, anche se superiore ai limiti individuati, è effettuato con carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari già obbligati alla comunicazione all’Anagrafe tributaria dei rapporti e delle operazioni con la clientela.

Infatti, i dati relativi a queste transazioni sono comunque comunicati dagli stessi operatori finanziari che hanno emesso le carte con le quali è avvenuto il pagamento dei corrispettivi.

Sussiste l’obbligo dell’invio, invece, se le carta di credito, di debito o prepagata è stata emessa da un operatore finanziario non residente e senza stabile organizzazione in Italia.

Sono escluse dall’obbligo di comunicazione:

- Le importazioni;

- le esportazioni;

- le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list;

- le operazioni già comunicate all’Anagrafe tributaria (per es., fornitura di energia elettrica, servizi di telefonia, contratti di assicurazione, ecc.).

Sono inoltre escluse le operazioni rilevanti ai fini dell’Iva, effettuate fino al 30.06.2011, per le quali non vi è l’obbligo di emissione della fattura.

 

8) Presentazione telematica domande di intervento del Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro

Dal 01.04.2012, le domande di intervento del Fondo di garanzia del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro diversi dal TFR e del Fondo di garanzia della posizione previdenziale, dovranno essere presentate in via telematica tramite l’utilizzo di uno dei seguenti canali:

- WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto;

- Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
- Contact Center Multimediale – attraverso il numero verde 803164.

In considerazione della rilevanza delle prestazioni, è stato comunque previsto un periodo transitorio - durante il quale le domande potranno ancora essere presentate secondo le consuete modalità - che scadrà il 31.04.2012.

Pertanto, al termine di tale periodo, e quindi dal 01.06.2012, il canale telematico diventerà l’unico mezzo di presentazione delle richieste.

(Inps, circolare n. 46 del 27.03.2012)

E’ poi seguito altro documento di prassi pubblicato dall’Inps:

Presentazione telematica domande di assistenza per cure antitubercolari

Dal 01.04.2012, entrerà in vigore in via esclusiva la modalità di presentazione telematica delle domande di assistenza per cure antitubercolari, tramite l’utilizzo di uno dei seguenti canali:

- WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto – servizio di “invio online di domande di prestazioni a sostegno del reddito”;

- Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

- Contact Center Multimediale – attraverso il numero verde 803164.

Per la presentazione delle domande tramite i servizi online ed il contact center è necessario essere in possesso del PIN “dispositivo”.

(Inps, circolare n. 45 del 27.03.2012)

 

9) Dall’Inps le istruzioni organizzative ed operative per l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive

L’Inps ha fornito le istruzioni organizzative ed operative per l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive.

Il 22.12.2011 il Ministro della pubblica amministrazione e della semplificazione ha emanato la Direttivan. 14/2011, avente ad oggetto “Adempimenti urgenti per l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive di cui all’articolo 15 della legge 12 novembre 2011, n. 183”.

Le nuove norme si pongono in rapporto di continuità e coerenza con i principi generali di trasparenza e celerità dei procedimenti amministrativi contenuti nel citato D.P.R. n. 445/2000 ed ancora prima nella legge n. 241/1990.

La ratio fondamentale della novella normativa è il rafforzamento del criterio dell’acquisizione d’ufficio da parte dell’amministrazione procedente delle informazioni necessarie allo svolgimento dell’istruttoria.

Infatti, non soltanto è imposto alle PP.AA. l’assoluto divieto di richiedere al cittadino dati o elementi dei quali abbiano la diretta disponibilità ma, laddove questi siano detenuti da altre amministrazioni, ma anche l’obbligo di acquisirli d’ufficio, tendenzialmente attraverso collegamenti telematici alle pertinenti banche dati, salvo quanto specificato in ordine all’acquisizione di dichiarazioni sostitutive di certificazioni e di atti di notorietà quando ciò sia funzionale alla rapida definizione del procedimento.

Il ricorso al canale informativo rappresentato dal reperimento diretto da parte del pubblico ufficio, dunque per effetto della nuova norma assume il carattere dell’ordinarietà.

Tale previsione normativa rimarca la necessità di mettere a sistema ed integrare le diverse PP.AA., di modo tale che non soltanto ne risultino semplificati i processi di lavoro e snellite le relazioni con gli utenti, ma che anche il costo complessivo degli adempimenti burocratici a carico dei cittadini e delle imprese venga significativamente ridotto.

Per tali circostanza, ha fornito le prime istruzioni organizzative ed operative necessarie ad allineare l’azione amministrativa dell’Istituto al nuovo assetto normativo.

(Inps, circolare n. 47 del 27.03.2012)

 

10) Risarcimento danni per il dipendente: parere della Fondazione Studi CDL

Quale è il trattamento fiscale delle somme riconosciute al dipendente quale risarcimento in una causa di lavoro?

Il parere n. 12 del 27.03.2012 della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro analizza i casi in cui il risarcimento costituisca reddito o meno, le indennità per ingiustificato licenziamento e le modalità di pagamento della somma liquidata dal giudice, alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali.

 

Vincenzo D’Andò