Novità fiscali del 19 marzo 2012: tutti i nuovi chiarimenti in tema di studi di settore

Novità fiscali del 19 marzo 2012

 

 

Indice:

 

1) Quando l’Amministrazione finanziaria può evitare di affidarsi all’agente della riscossione

 

2) ACE: Firmato il decreto di attuazione

 

3) Il dentista non paga i diritti d’autore per la musica diffusa, manca il pubblico

 

4) Studi di settore: Novità normative e risposte a quesiti

 

 

1) Quando l’Amministrazione finanziaria può evitare di affidarsi all’agente della riscossione

La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 4126 del 15.03.2012, ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria può far valere nella procedura fallimentare il proprio credito senza affidarsi all’agente della riscossione e, in tal caso, non è necessaria l’iscrizione a ruolo.

Per le Sezioni Unite della Suprema Corte, è, dunque, valida l’istanza di ammissione al passivo fallimentare presentata dagli uffici e non dal concessionario.

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, al D.p.r. n. 602/1973, che conferisce al concessionario (agente della riscossione), la legittimazione per la proposizione della domanda di ammissione al passivo di un credito dell’Amministrazione finanziaria, deve essere attribuito una valenza esclusivamente processuale.

Infatti, il potere rappresentativo in capo al concessionario non è di per sé sufficiente ad escludere la titolarità dell’amministrazione finanziaria.

Ne consegue il diritto dell’ufficio a far valere tale credito nell’ambito della procedura fallimentare.

Un’interpretazione opposta si porrebbe al limite dell’incostituzionalità, per le irragionevoli limitazioni al diritto di azione del creditore e del peggiore trattamento che subirebbe così l’Amministrazione rispetto agli altri creditori.

In merito, invece, alla necessità della preventiva iscrizione a ruolo e della notifica della cartella al curatore per l’ammissione al passivo del fallimento, la sentenza a questo proposito, ritiene, quindi, non indispensabile il ruolo. Ciò si desume dalle varie pronunce di legittimità in base alle quali la dichiarazione Iva, se non seguita da atto di rettifica, vale come accertamento dell’obbligazione tributaria e, nel caso di inadempimento, costituisce titolo per la riscossione delle imposte.

Inoltre, a norma dell’art. 19 del D.M. 28.12.1989, per la riscossione delle somme dovute da soggetti sottoposti a procedura concorsuale, era prevista la formazione del ruolo dopo la definitiva ammissione al passivo delle medesime somme, evidenziando in tal modo, secondo i giudici la non necessità del ruolo stesso.

 


2) Ace: Firmato il decreto di attuazione

Il Ministro dell’Economia ha firmato il decreto di attuazione (Decreto del 14.03.2012) che meglio regola il bonus fiscale sugli incrementi di capitale. Entrano nell’agevolazione Ace anche le rinunce ai crediti dei soci e l’utile destinato alla riserva legale.

Non rilevano, invece, i conferimenti alle controllate e quelli ricevuti da società estere a loro volta controllate da soggetti residenti.

Per le società di persone e le imprese individuali, l’Ace si applica sull’intero patrimonio netto a fine esercizio.

Il citato decreto 14.03.2012 ha poi chiarito taluni dubbi sollevati dall’avvento del D.L. n. 201/2011 sia sugli elementi che concorrono a formare la base Ace, sia sulle riduzioni e le sterilizzazioni previste in chiave antielusiva.

Sul primo aspetto viene precisato che le riserve non disponibili sono costituite dalle poste che non possono essere utilizzate (nel senso che la destinazione di utili non entra nell’agevolazione) né per la distribuzione, né per copertura di perdite, né per aumenti di capitale, come ad esempio la riserva per l’acquisto di azioni proprie.

È, invece, valido per l’Ace l’accantonamento alla riserva legale e alla riserva indivisibile delle società cooperative.

In materia di incrementi patrimoniali, il Decreto equipara ai conferimenti in denaro anche la rinuncia incondizionata dei soci a propri crediti e l’utilizzo dei crediti stessi in compensazione in…

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