Novità fiscali del 9 marzo 2012: ipotesi di proroga per la restrizione delle compensazioni IVA e per le comunicazioni dei dati sui beni sociali

Pubblicato il 9 marzo 2012



anche i parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps fruiscono del congedo parentale e indennità di malattia; locazioni: allungati i termini di prescrizione per l’accertamento dell’imposta di registro; per la comunicazione sui beni ai soci, proroga almeno fino a giugno; stazione appaltante in caso di inadempienza dell’esecutore e del subappaltatore; ACE: pronto il Decreto attuativo; regolamento Enasarco 2012: introdotto il contributo facoltativo; decreto semplificazioni: cosa cambia ai fini delle imposte dirette e di quelle indirette; votata la fiducia al Decreto sulle semplificazioni; applicazione del regime del risparmio amministrato

 

Indice:

1) Anche i parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps fruiscono del congedo parentale e indennità di malattia

2) Locazioni: Allungati i termini di prescrizione per l’accertamento dell’imposta di registro

3) Per la comunicazione sui beni ai soci proroga almeno fino a giugno

4) Stazione appaltante in caso di inadempienza dell’esecutore e del subappaltatore

5) ACE: Pronto il Decreto attuativo

6) Regolamento Enasarco 2012: Introdotto il contributo facoltativo

7) Decreto semplificazioni: Cosa cambia ai fini delle imposte dirette e di quelle indirette

8) Votata la fiducia al Decreto sulle semplificazioni: tutte le novità

9) Applicazione del regime del risparmio amministrato

 

1) Anche i parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps fruiscono del congedo parentale e indennità di malattia

Congedo parentale e indennità di malattia per professionisti e parasubordinati.

L’Inps, con il messaggio n. 4143 del 07.03.2012, chiarendo il contenuto dell’art. 24, comma 26, del D.L. 201/2011, ha precisato che anche i professionisti e i lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps devono godere del trattamento economico per congedo parentale e indennità di malattia.

Pertanto, l’Inps rende noto che dal 01.01.2102 il trattamento economico per congedo parentale, nonché l’indennità di malattia, sono stati estesi ai professionisti e a tutti i lavoratori considerati parasubordinati iscritti alla gestione separata e non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

L’Inps sulla base delle indicazioni del Ministero del Lavoro, ha, inoltre, precisato che i lavoratori ora interessati da tale misura sono ad es., amministratori, sindaci e revisori di società e associazioni, venditori porta a porta, lavoratori occasionali autonomi, nonché, ovviamente, i lavoratori a progetto.

(Inps, messaggio n. 4143 del 07.03.2012)

 

2) Locazioni: allungati i termini di prescrizione per l’accertamento dell’imposta di registro

L’art. 8, c. 10, del D.L. n. 16/2012 (c.d. “Decreto semplificazioni fiscali”), ha di fatto allungato i termini di prescrizione dell’imposta di registro, ciò mediante l’introduzione del nuovo comma 2-bis, all’art. 76, del D.P.R. n. 131/1986.

Tale misura prevede che le somme dovute a seguito di accertamento da parte dell’Ufficio ai fini dell’imposta di registro relative a:

- annualità successive alla prima;

- cessioni;

- risoluzioni;

- proroghe;

possano essere richieste, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di scadenza del pagamento.

Si allunga, quindi, il termine per il recupero che passa dai tre anni ai cinque anni.

 

3) Per la comunicazione sui beni ai soci proroga almeno fino a giugno

Proroga per l’invio della comunicazione sui beni concessi in uso a soci e/o a familiari: non più entro il 02.04.2012 ma possibilmente entro il 30.06.2012 oppure entro il 30.09.2012.

Le Entrate starebbero, inoltre, pensando di lasciare inalterata la soglia dei 10mila euro per le compensazioni Iva “libere” in vista della scadenza del 16.03.2012; sarebbe fissata con un provvedimento la data di debutto del nuovo regime che dovrebbe essere aprile o maggio.

 

4) Stazione appaltante in caso di inadempienza dell’esecutore e del subappaltatore

L’Inps, con il messaggio n. 4087 del 06.03.2012, ha annullato le precedenti istruzioni.

Intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva dell’esecutore e del subappaltatore

Errata corrige dall’Inps. Il nuovo messaggio annulla e sostituisce il precedente n. 3808 del 02.03.2012, relativo allo stesso oggetto.

L’art. 4 del D.P.R. 5.10.2010 n. 207 (“Intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva dell’esecutore e del subappaltatore”), al secondo comma, dispone che “... in caso di ottenimento da parte del responsabile del procedimento del documento unico di regolarità contributiva che segnali un’inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell’esecuzione del contratto, il medesimo trattiene dal certificato di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza. Il pagamento di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il documento unico di regolarità contributiva è disposto dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), direttamente agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile”.

In merito alle richieste pervenute da parte delle stazioni appaltanti, l’Inps ha evidenziato che:

- nei casi in cui il debito sia ancora “in fase amministrativa”, l’intervento sostitutivo della stazione appaltante nel pagare le somme di cui l’esecutore/subappaltatore è debitore nei confronti dell’Istituto avverrà tramite F24;

- nei casi in cui il debito sia già stato trasmesso all’Agente per la Riscossione o sia comunque stato oggetto di avviso di addebito, il pagamento da parte della stazione appaltante sarà effettuato direttamente all’Esattoria.

 

5) ACE: Pronto il Decreto attuativo

E’ pronto il Decreto in materia di aiuto alla crescita economica (ACE). Si attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Riguardo la variazione del capitale proprio, tra gli elementi positivi, oltre i conferimenti in denaro versati dai soci o partecipanti e quelli versati per acquisire la qualificazione di soci o partecipanti, vi rientrano anche i conferimenti in denaro quali la rinuncia incondizionata dei soci al diritto alla restituzione dei crediti verso la società nonché la compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti del capitale.

I conferimenti devono risultare da una delibera di aumento di capitale assunta dopo l’esercizio in corso al 31.12.2010.

Ai fini del calcolo della base su cui calcolare il 3% rilevano le variazioni eseguite nel 2011, mentre non rileva il capitale proprio esistente al 31.12.2010.

Per quanto riguarda i soggetti Irpef, l’ACE è applicabile prendendo a riferimento, in luogo della variazione in aumento del capitale proprio, il patrimonio netto risultante dal bilancio al termine di ciascun esercizio.

Nel patrimonio netto sono comprese tutte le riserve generate nel passato.

 

6) Regolamento Enasarco 2012: Introdotto il contributo facoltativo

Il neo Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, in vigore dal 01.01.2012, ha introdotto alcune novità.

Adesso, accanto al contributo previdenziale obbligatorio, a quello per gli agenti operanti in forma di società di capitali e al contributo volontario, viene introdotta una nuova possibilità, quella di un contributo facoltativo.

L’iscritto a Enasarco potrà cioè decidere di versare un contributo aggiuntivo rispetto a quello obbligatorio, con lo scopo di incrementare il proprio montante individuale al fine di ottenere una migliore pensione.

La misura del contributo facoltativo sarà determinabile liberamente. L’unica condizione è che l’ammontare del contributo non sia inferiore alla metà del minimale previsto per l’agente plurimandatario, sarà inoltre possibile interrompere il versamento per poi riprenderlo dopo.

Novità per il contributo previdenziale obbligatorio

Il nuovo Regolamento ha introdotto un minimo e graduale aumento delle aliquote contributive.

L’incremento sarà graduale, infatti, va dal 2013 al 2020, durante i quali si passerà dall’attuale 13,5% al 17%. Occorre ricordare, che il contributo previdenziale complessivo è per metà a carico della ditta e per metà a carico dell’agente.

Pertanto, quando la riforma sarà a regime, l’aumento a carico dell’agente sarà solo dell’1,75% (dall’attuale 6,75% all’8,5% nel 2020).

Il contributo obbligatorio va pagato per ogni rapporto di agenzia ed è calcolato su tutte le somme (inclusi acconti e premi) spettanti all’agente, anche se non ancora liquidate.

Si versa anche per gli agenti operanti in forma societaria o associata (a esclusione delle società di capitali).

Esso verrà ripartito tra i soci illimitatamente responsabili sulla base delle quote di partecipazione societarie.

Nel caso di modifica delle quote di partecipazione, l’agente dovrà provvedere a comunicarlo alla Fondazione, che altrimenti continuerà a ripartire il contributo in base alle quote precedentemente indicate.

Qualora invece al momento dell’iscrizione l'indicazione delle quote non sia affatto comunicata, la ripartizione avverrà in maniera paritetica. Per tutti i dettagli si veda sul sito www.enasarco.it.

 

7) Decreto semplificazioni: Cosa cambia ai fini delle imposte dirette e di quelle indirette

Decreto semplificazioni: Le novità ai fini delle imposte sui redditi e su quelle indirette sono state spiegate da Assonime con il documento del 05.03.2012.

Il 02.03.2012 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 il Decreto Legge n. 16 del 2012 contenente “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento”.

Il decreto contiene diverse misure volte a semplificare alcuni profili controversi della normativa fiscale e a rendere più incisiva l’azione dell’Amministrazione finanziaria nella lotta all’evasione.

Assonime, ha, quindi, segnalato le principali novità riguardanti le imposte sui redditi, le imposte indirette e l’attività di accertamento e riscossione.

Imposte sui redditi

La novità di maggior rilievo è rappresentata dal nuovo regime di deducibilità dei c.d. “costi da reato” (art. 8, commi 1, 2 e 3).

La nuova disciplina intende risolvere i dubbi di costituzionalità sollevati dalla previgente disciplina di indeducibilità dei c.d. costi da reato ritenuta in contrasto con il principio di capacità contributiva, finendo con il riprendere a tassazione una maggior ricchezza del tutto inesistente.

La previgente normativa prevedeva, infatti, che nella determinazione dei redditi imponibili non fossero“ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato, fatto salvo l’esercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti”; la nuova disciplina circoscrive l’indeducibilità ai soli costi e spese dei beni o delle prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività qualificabili come delitto non colposo per il quale il giudice per l’udienza preliminare abbia emesso il decreto che dispone il giudizio.

La norma precisa anche che qualora intervenga una sentenza definitiva di assoluzione compete il rimborso delle maggiori imposte versate in relazione alla non ammissibilità in deduzione prevista dal periodo precedente e dei relativi interessi. Viene inoltre previsto che ai fini dell’accertamento delle imposte dirette non concorrono alla formazione del reddito i componenti positivi direttamente afferenti a spese o altri componenti negativi relativi a beni o servizi non effettivamente scambiati o prestati, entro i limiti dell’ammontare delle predette spese non ammesse in deduzione.

In questo caso si applica la sanzione amministrativa dal 25% al 50% dell’ammontare delle spese o degli altri componenti negativi relativi a beni o servizi non effettivamente scambiati o prestati indicati nella dichiarazione dei redditi, senza che però possano in nessun caso trovare applicazione le disposizioni sul concorso di violazioni e la continuazione.

La sanzione può essere ridotta nell’ipotesi in cui il trasgressore, entro il termine previsto per il ricorso, definisca la controversia con il pagamento di un importo pari ad un terzo della sanzione indicata per la violazione.

La nuova disciplina in materia di costi “da reato” assume rilievo anche ai fini della determinazione del valore della produzione netta su cui calcolare l’IRAP e trova applicazione, ove più favorevole, anche per fatti e atti posti in essere prima dell’entrata in vigore del decreto legge, salvo che i provvedimenti emessi in base alla previgente disciplina siano divenuti definitivi (art. 8, comma 3).

Cosa cambia ai fini delle imposte indirette

Nel D.L. n. 16 del 2012 sono contenute, tra l’altro, varie norme che interessano l’Iva, alcune collocate tra le misure di semplificazione, altre tra quelle finalizzate a contrastare l’evasione.

Nell’ambito del primo gruppo si inserisce una modifica che riguarda l’obbligo di comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “spesometro”).

Tale comunicazione, precedentemente prevista per le operazioni di importo pari o superiore a 3000 euro soggette ad obbligo di fatturazione, riguarda ora tutte le operazioni realizzate tra soggetti d’imposta, essendo stato eliminato il riferimento alla soglia dei 3000 euro.

Devono inoltre essere segnalate nella comunicazione non più le singole operazioni, ma il complesso delle operazioni intercorse con ciascun soggetto IVA, in analogia con il pregresso elenco dei clienti e dei fornitori.

Per quanto riguarda le operazioni non documentate da fattura, invece, è stato confermato l’obbligo di comunicazione già stabilito per le operazioni di importo non inferiore a 3600 euro, comprensivo di IVA (art. 2, comma 6).

Le suddette novità non riguardano lo spesometro per le operazioni del 2011 da comunicare entro il 30.04.2012. Continua a valere, quindi, l’attuale software.

Sempre con finalità di semplificazione degli adempimenti, è stato individuato un nuovo termine di trasmissione delle comunicazioni telematiche che devono essere inviate all’Agenzia delle entrate dai fornitori che ricevono dagli esportatori abituali le dichiarazioni d’intento per poter acquistare beni e servizi in sospensione d’imposta. Si stabilisce che le comunicazioni debbano essere inviate, anziché entro il giorno 16 del mese successivo a quello del ricevimento, entro il termine per l’effettuazione della prima liquidazione periodica IVA, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione d’imposta.

Viene poi segnalata una ulteriore semplificazione relativa alla disciplina della comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate, da parte dei soggetti passivi d’imposta, delle operazioni intercorse con soggetti stabiliti in Paesi c.d. “black list”: Al riguardo, è stato previsto che tale comunicazione debba essere trasmessa non più per tutte le operazioni, ma solo per quelle di importo superiore a 500 euro.

Tra le misure di contrasto all’evasione, è stata individuata una nuova disciplina per la chiusura delle partite IVA inattive: Si prevede che l’Agenzia delle Entrate invii una comunicazione ai soggetti titolari di partita IVA che, pur essendovi obbligati, non hanno presentato la dichiarazione di cessazione d’attività, informandoli che provvederà d’ufficio alla chiusura della loro partita IVA.

I soggetti interessati possono fornire all’Agenzia i necessari chiarimenti, oppure possono pagare la sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione dell’attività in misura ridotta (art. 8, comma 9).

E’ stata, poi, ulteriormente ristretta la possibilità di operare la compensazione dei crediti IVA con altre imposte, contributi o premi: E’ stata infatti ridotta da 10 mila a 5 mila euro la soglia oltre la quale i crediti IVA possono essere compensati a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale IVA, nel caso dei crediti annuali, oppure dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza di compensazione, nel caso dei crediti trimestrali (art. 8, comma 18) .

In materia di imposta di bollo è stata prevista, tra l’altro, la proroga del pagamento dell’imposta sui capitali scudati dal 16.02.2012 al 16.05.2012.

La norma era particolarmente attesa dagli intermediari, in considerazione delle difficoltà che hanno i soggetti passivi nel rilevare la base imponibile sulla quale applicare l’imposta, soprattutto con riferimento alle attività soggette all’imposta in tutto o in parte già dismesse (art. 8, comma 16).

Il D.L. contiene anche alcune norme in materia di accise e dogane. Nell’ambito delle disposizioni volte a semplificare gli adempimenti fiscali, viene segnalata la previsione che introduce la facoltà di presentare esclusivamente in forma telematica, con cadenza giornaliera, i dati riportati nei registri cartacei (c.d. telematizzazione delle accise).

In particolare, la previsione individua gli operatori che potranno avvalersi della facoltà di sostituire i registri contabili in formato cartaceo, la cui tenuta è obbligatoria ai sensi del Testo Unico delle Accise, con la trasmissione giornaliera in via telematica dei dati relativi alle contabilità.

I relativi profili operativi e procedimentali saranno definiti con appositi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle dogane (art. 2, commi 9 e 10).

Ritenuta di meritevole segnalazione inoltre, tra le disposizioni in materia di fiscalità locale, l’abrogazione - a decorrere dal 01.04.2012 - della norma (art. 6 del D.L. n. 511 del 1988) istitutiva delle addizionali, comunale e provinciale, all’accisa sull’energia elettrica (art. 4, comma 10).

Per quanto riguarda, infine, la disciplina delle sanzioni tributarie non penali, il provvedimento interviene a rafforzare la deterrenza delle norme poste a presidio della correttezza e della completezza delle dichiarazioni doganali e in materia di accise, mediante l’incremento dei limiti edittali fissati per le sanzioni amministrative previste nei casi di:

- accertamento di differenze qualitative, quantitative o di valore, rispetto ai dati riportati nelle dichiarazioni relative a merci destinate alla importazione definitiva, al deposito o alla spedizione ad altra dogana (art. 11, comma 4);

- omissioni, ritardi e irregolarità nella presentazione delle dichiarazioni a cui sono obbligati i soggetti che operano nei settori dei prodotti energetici, dell’alcool e delle bevande alcoliche e dell’energia elettrica (art. 11, commi 5 e 6).

Carichi pendenti con il fisco e imprese operanti nel settore degli appalti

Fino ad oggi, le imprese che beneficiavano di una rateizzazione del debito tributario erano considerate dalla legge inadempienti e, conseguentemente, non idonee a partecipare a gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.

La nuova disciplina pone rimedio a questa situazione; con le nuove norme, gli uffici finanziari, rilasciando le certificazioni occorrenti dovranno specificare l’effettiva situazione del contribuente.

Non si intenderanno scaduti ed esigibili i debiti per i quali sia stato concordato un piano di rateazione rispetto al quale il contribuente sia in regola con i pagamenti (art. 1, comma 5).

Più in generale, in tema di rateazione il decreto ha poi previsto la possibilità, per il contribuente che abbia ricevuto la cartella di pagamento, di accedere all’istituto della rateazione per momentanee difficoltà economiche, previsto dall’art. 19 del D.P.R. n. 602 del 1973, pagando le somme iscritte a ruolo con rate variabili (non più costanti) di importo crescente per ciascun anno.

Inoltre, aggiornando l’istituto della rateazione, è previsto che il beneficio verrà meno solamente in caso di mancato pagamento di due rate consecutive (art. 1, comma 2).

Semplificazioni tributarie

In materia di accertamento, il c.d. decreto semplificazioni ha introdotto una serie di disposizioni che limitano le conseguenze pregiudizievoli derivanti dall’inosservanza di adempimenti formali (come le comunicazioni necessarie per accedere a regimi fiscali speciali o fruire di particolari benefici tributari).

Il Decreto ha disposto che l’inosservanza di tali adempimenti formali da parte del contribuente non comporterà più l’automatica decadenza dalla possibilità di fruire dei benefici fiscali o di accedere a regimi fiscali opzionali, sempre che se ne posseggano i requisiti sostanziali: Il contribuente in particolare potrà presentare la comunicazione o assolvere all’adempimento previsto in ritardo purché entro il termine di presentazione della prima dichiarazione fiscale utile e, in ogni caso, prima dell’inizio dell’accertamento. In questi casi si applica la sanzione amministrativa di 258 euro (art. art. 2, comma 1).

La semplificazione ha riguardato anche le modalità di cessione delle eccedenze IRES infragruppo.

In caso di cessione delle eccedenze IRES nell’ambito dei gruppi societari, la mancata indicazione nella dichiarazione dei redditi del consolidato - compilata dalla consolidante - degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto non determina più l’inefficacia della cessione nei confronti del fisco se il cessionario è lo stesso soggetto consolidante.

Si applica, tuttavia, la sanzione amministrativa nella misura massima di 2.065 euro (art. 2, comma 3).

Per quanto riguarda, invece, le minusvalenze su partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie, l’omessa, incompleta o infedele comunicazione, precedentemente sanzionata con l’indeducibilità della minusvalenza, è ora punita con la sanzione amministrativa pari al 10% delle minusvalenze la cui comunicazione è omessa, incompleta o infedele, con un minimo di 500 euro e un massimo di 50.000 euro (art. 11, comma 1).

Lotta all’evasione (art. 8, comma 6)

Al fine di potenziare le misure di contrasto all’evasione, il c.d. Decreto “semplificazioni” ha introdotto la possibilità per la Guardia di Finanza di utilizzare lo strumento istruttorio delle indagini finanziarie anche per effettuare segnalazioni all’Agenzia delle entrate finalizzate alla richiesta di misure cautelari (ipoteca e sequestro conservativo).

Riscossione

Le principali novità in materia di riscossione hanno riguardato la limitazione dell’utilizzabilità delle procedure esecutive da parte dell’agente per la riscossione.

L’agente per la riscossione, infatti, potrà procedere ad espropriazione immobiliare solo se l’importo complessivo del credito per cui si procede alla riscossione supera complessivamente 20.000 euro e ad iscrizione ipotecaria sugli immobili del debitore purché l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a 20.000 euro (art. 3, comma 5, lett. c e d).

L’attività di accertamento, iscrizione a ruolo e riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, a decorrere dal 01.07.2012, non potrà essere avviata qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di 30 euro, con riferimento ad ogni periodo d’imposta (art. 3, comma 10).

Per la riscossione a mezzo ruolo, si interviene sul limite di pignorabilità di stipendi e salari, derogando alle previsioni del codice di procedura civile.

Per importi fino a 5.000 euro vengono, infatti, previsti limiti di pignorabilità più bassi di quelli processual-civilistici.

Queste somme possono essere pignorate dall’agente per la riscossione: In misura pari ad un decimo per importi fino a 2.000 euro; in misura pari ad un settimo per importi da 2.000 a 5.000 euro.

Se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego superano i 5.000 euro, invece, resta ferma la misura di 1/5 prevista dall’art. 545, comma 4, c.p.c. (art. 3, comma 5, lett. b).

 

8) Votata la fiducia al Decreto sulle semplificazioni: Ecco le novità

La Camera dei Deputati, con 479 voti a favore e 75 contrari, ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico, nel testo delle Commissioni, del Disegno Di Legge di conversione del Decreto Legge n. 5 del 09.02.2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo.

Il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta.

Tra le nuove misure:

- la social card viene estesa ai cittadini comunitari;

- è obbligo delle amministrazioni di acquisire d’ufficio le certificazioni antimafia (compresa la dicitura camerale) e Durc senza richiederli per ogni gara di appalto lavoro alle imprese che vi partecipano;

- gli uffici del Registro delle imprese che ricevono una domanda di iscrizione da parte di una società priva di Pec sospenderanno la richiesta fino alla regolarizzazione. Più in particolare la disposizione prevede che l’ufficio del Registro delle Imprese sospenda la domanda di iscrizione di quelle imprese, costituite in forma societaria, che non abbiano provveduto a comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata. Tale provvedimento si applica in luogo della sanzione prevista dall’art. 2630 c.c. La domanda rimane sospesa per tre mesi fino a quando l’impresa non provvede a comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata;

- è imposto, a chi deve recuperare un credito da lavoro maturato nell’ambito di un appalto, di rifarsi precipuamente sul patrimonio del debitore effettivamente responsabile, appaltatore o subappaltatore, e solo dopo, con risultato infruttuoso, l’azione esecutiva potrà essere intrapresa sul committente;

- la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) é corredata dalle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati non più in via generale, ma solo ove previsto dalle norme di settore;

- cambio di residenza in tempo reale;

- comunicazione di dati per via telematica tra amministrazioni;

- verranno stabilite le modalità per il calcolo e il pagamento dell'imposta di bollo per via telematica;

- pagamenti alle pubbliche amministrazioni con modalità informatiche;

- viene previsto che la segnalazione di inizio attività (SCIA) si applichi all’attività di estetista anche quando la stessa sia esercitata in concomitanza con un’altra attività commerciale, a prescindere dal criterio di prevalenza;

- semplificazione in materia di libro unico del lavoro (LUL);

- autorizzazione unica in materia ambientale per le piccole
e medie e imprese (PMI);

- misure di semplificazione per le imprese agricole: In materia di vendita diretta dei prodotti agricoli viene previsto, a parziale modifica della normativa in vigore (primo periodo del comma 2 dell’art. 4 del D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228) che l’obbligo di comunicazione al comune non rivesta più carattere preventivo e che la vendita possa essere effettuata dalla data di invio della comunicazione e non più decorsi 30 giorni dal ricevimento della stessa;

- modifiche relative alla movimentazione aziendale dei rifiuti
e al deposito temporaneo;

- disposizioni in materia di controllo societario: Viene eliminata per le società per azioni la possibilità di nominare un sindaco unico in luogo del collegio sindacale. Il testo del disegno di legge di conversione all’esame dell’Assemblea prevede che tutte le società per azioni affidino la revisione dei conti ad un collegio sindacale composto da 3 o 5 membri effettivi e due supplenti. Mentre per le società a responsabilità limitata rimane confermato il collegio sindacale con un sindaco unico. La revisione dei conti potrà essere affidata anche ad uno o più revisori, non necessariamente a sindaci. Il legislatore conferma, inoltre, che se la Srl si dota di un organo di controllo (perché lo ha scelto o perché lo impone il codice), allo stesso si applicano le disposizioni sul controllo delle società per azioni;

- Partecipazione agli organi collegiali: Viene precisato che il carattere onorifico non si applica agli organi costituiti dai collegi dei revisori dei conti e sindacali, nonché dai revisori dei conti;

- privilegio dei crediti dell’impresa artigiana: Si riconosce ai crediti delle imprese artigiane un privilegio generale sui beni mobili.

- soppresso il requisito di idoneità fisica per avviare l’esercizio dell'attività di autoriparazione;

- soppressione del vincolo in materia di chiusura domenicale e festiva per le imprese di panificazione di natura produttiva: Vengono soppresse le norme che impongono la chiusura domenicale e festiva per le imprese di panificazione di natura produttiva;

- semplificazione in materia di somministrazione temporanea di alimenti e bevande: Si tratta di disposizioni che semplificano l’esercizio dell’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari. L’attività è avviata previa segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) priva di dichiarazioni asseverate, non è soggetta al possesso dei requisiti previsti dal’art. 71 del D.Lgs. n. 59/2010;

- semplificazioni in materia di dati personali: Modificando il Codice della privacy per quanto riguarda i trattamenti con strumenti elettronici viene soppresso, per coloro che si avvalgono di tali strumenti, l’obbligo di tenere un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza (DPS);

- semplificazioni in materia di sanità digitale;

- istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica: Viene modificato uno dei requisiti di validità delle istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica, rendendo in particolare sufficiente ai fini della validità dell’invio telematico la sottoscrizione anche mediante la “firma elettronica qualificata”, e non più attraverso la sola “firma digitale”;

- disposizioni in materia di credito d’imposta: Prorogato di un anno il credito d’imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno. In particolare, viene prorogato al 14.05.2013 il termine per effettuare l’assunzione e beneficiare dell’agevolazione fiscale. Viene poi disposta la riduzione da tre a due anni - rispetto alla data di assunzione - del periodo entro cui l’imprenditore può portare in compensazione il credito nella dichiarazione dei redditi.

 

9) Applicazione del regime del risparmio amministrato

Il trasferimento a un dossier titoli intestato al contribuente delle attività finanziarie scudate con la procedura di rimpatrio giuridico avvalendosi di una fiduciaria “con intestazione”, non fa venire meno il regime di segretezza, a condizione che siano contestuali la revoca del primo mandato di amministrazione e la stipula di quello nuovo, alla stessa fiduciaria o a una diversa.

Inoltre, nello schema contrattuale ai fini della sua idoneità, nel caso in cui le attività finanziarie oggetto del contratto di amministrazione siano depositate presso una banca estera, è altresì necessario che, nell’ambito del rapporto contrattuale stipulato tra la banca e il fiduciante, sia espressamente previsto che la fiduciaria, oltre ad essere legittimata ai disinvestimenti utili al pagamento delle imposte, sia anche legittimata a liquidare o a prelevare le attività finanziarie qualora intervengano misure cautelari, conservative ed esecutive derivanti da atti impositivi e/o sanzionatori nei confronti del fiduciante.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 23/E del 08.03.2012)

 

Vincenzo D’Andò