Novità fiscali del 5 marzo 2012; Equitalia: richiesta rateazione semplificata per i debiti fino a 20 mila euro

Pubblicato il 5 marzo 2012



Equitalia: richiesta rateazione semplificata per i debiti fino a 20 mila euro; Decreto "Liberalizzazioni" e tariffe professionali; elenco clienti e fornitori: rimangono dubbi sulla decorrenza per il 2011; ACE: rinunce dei crediti rilevanti; recesso di socio da SRL: comunicazione al Registro delle Imprese; prescrizione dei contributi previdenziali ed assistenziali: denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti; accesso dei giovani alla costituzione di Società a Responsabilità Limitata; nuova imposta erariale per aerei privati: come calcolare e versare

 

 

Indice:

 

1) Nuova imposta erariale per aerei privati: come calcolare e versare

 

2) Equitalia: richiesta rateazione semplificata per i debiti fino a 20 mila euro

 

3) Decreto "liberalizzazioni": in corso di conversione in Legge

 

4) D.L. liberalizzazioni: tariffe professionali

 

5) Elenco clienti e fornitori: rimangono dubbi sulla decorrenza per il 2011

 

6) Ace: rinunce dei crediti rilevanti

 

7) Recesso di socio da Srl: comunicazione al Registro delle Imprese

 

8) Prescrizione dei contributi previdenziali ed assistenziali: denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti

 

9) Accesso dei giovani alla costituzione di Società a responsabilità limitata semplificata

 

 

1) Nuova imposta erariale per aerei privati: come calcolare e versare

Resi noti i chiarimenti delle Entrate sull’applicazione dell’imposta erariale introdotta con la “Manovra 2011” sugli aerei privati immatricolati nel registro aeronautico nazionale.

Infatti, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 6/E del 01.03.2012, ha illustrato le diverse modalità relative al calcolo della nuova imposta e al pagamento.

Ambito soggettivo

L’imposta è dovuta da chi risulta, dai pubblici registri, essere proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio ovvero utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’aeromobile.

Inoltre, l’imposta deve essere applicata anche per gli aerei non immatricolati nel registro aeronautico nazionale la cui sosta nel territorio italiano si protrae oltre 48 ore.

Modalità di calcolo

L’imposta deve essere applicata sulla base di aliquote progressive per chilogrammo di peso dell’aeromobile variando, quindi, in ragione del peso massimo del velivolo al decollo.

In particolare, fino a 1000 kg la somma da versare corrisponde al minimo di 1,50 euro al kg, mentre per gli aeromobili con peso superiore a 10.000 kg l’esborso corrisponde a 7,55 euro al kg, ovvero il massimo.

Per gli elicotteri l’imposta dovuta è pari al doppio di quella determinata per gli aerei con peso equivalente, mentre per gli alianti, motoalianti, autogiri e areostati, l’imposta è dovuta nella misura fissa di 450 euro all’anno.

Scadenza di pagamento

L’imposta deve essere corrisposta all’atto dell’inoltro della richiesta di rilascio o di rinnovo del certificato di revisione della aeronavigabilità in relazione all’intero periodo di validità del certificato stesso.

Peraltro, il pagamento dell’imposta deve avvenire in un’unica soluzione, non essendo prevista la rateizzazione, tramite modello F24 utilizzando i codici tributo già definiti con la risoluzione n. 11/E del 03.02.2012.

Per gli aeromobili con certificato di revisione della aeronavigabilità in corso di validità alla data del 06.12.2011, l’imposta deve essere versata entro il 05.03.2012. Entro lo stesso termine deve essere pagata l’imposta annua relativa agli aeromobili per i quali il rilascio o il rinnovo dello stesso certificato avviene nel periodo compreso tra il 6 dicembre ed il 31.01.2012.

 

 

2) Equitalia: Richiesta rateazione semplificata per i debiti fino a 20 mila euro

Al fine di rateizzare i debiti con il fisco in maniera meno complessa, Equitalia ha previsto una nuova direttiva che ha innalzato da 5 a 20 mila euro la soglia per ottenere la rateizzazione soltanto con una semplice richiesta motivata che attesta la propria situazione di temporanea difficoltà economica.

Pertanto, non occorrono più documenti per dimostrare la situazione economico-finanziaria del contribuente, che restano necessari solo se il debito supera la nuova soglia.

Nei limiti dei 20 mila euro viene elevato a 48 il numero massimo di rate mensili

che possono essere concesse.

La rata minima resta di 100 euro. Inoltre, sono state anche stabilite procedure più snelle per le associazioni, le società di persone e le ditte individuali.

L’indice alfa, parametro prima utilizzato per ottenere il rateizzo, servirà ora solo per determinare il numero massimo di rate che possono essere concesse. Si amplia così la platea delle aziende che possono beneficiare del pagamento dilazionato dei tributi non pagati.

(Equitalia, comunicato del 01.03.2012)

 

 

3) Decreto liberalizzazioni: In corso di conversione in Legge

Decreto liberalizzazioni: sì dell’Aula del Senato alla fiducia. Con 237 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti.

L’Assemblea ha dato il via libera al DDL 3110 di conversione del Decreto Legge sulle liberalizzazioni.

Il Governo aveva posto la questione di fiducia su un emendamento interamente sostitutivo del testo.

Il provvedimento è adesso passato all’esame della Camera dei Deputati.

(Senato, nota del 01.03.2012)

 

4) D.L. liberalizzazioni: Tariffe professionali

L’emendamento arrecato nel corso dell’esame parlamentare ha sostituito interamente l’art. 9 del D.L. sulle liberalizzazioni (D.L. n. 1 del 2012).

La nuova formulazione dell’articolo continua a prevedere l’abrogazione delle tariffe delle professioni regolamentate nel sistema degli Ordini professionali.

Inoltre, viene disposto che, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista viene determinato avuto riguardo ai parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante e che, con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, siano stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe.

Si dispone infine - e si tratta di una previsione che non era contenuta nel testo originario del D.L. – che il predetto decreto deve salvaguardare l’equilibrio finanziario, anche di lungo periodo, delle casse previdenziali professionali.

Nella nuova formulazione non vi é più traccia della previsione secondo la quale l’utilizzazione dei parametri citati nei contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese dà luogo alla nullità della clausola relativa alla determinazione del compenso.

E’ stato poi aggiunto un comma, in base quale le tariffe vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad applicarsi, limitatamente alla liquidazione delle spese giudiziali, fino alla data di entrata in vigore dei decreti ministeriali e, comunque, non oltre i 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in esame.

Sulla base del neo art. 9, il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale e il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale.

In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

Al tirocinante è riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo primi sei mesi di tirocinio.

Di rilievi la circostanza (rispetto al testo originario del D.L.) che è stata eliminata la previsione per cui la mancata osservanza degli obblighi di informazione costituisce illecito disciplinare del professionista e l’inserimento della previsione relativa al riconoscimento di un rimborso spese al tirocinante.

Per cui, nell’ipotesi di inosservanza di tali adempimenti il professionista non è soggetto alle sanzioni di natura disciplinare. Tutto il resto è rimasto immutato.

 

 

5) Elenco clienti e fornitori: Rimangono dubbi sulla decorrenza per il 2011

Il decreto sulle semplificazioni fiscali, giunto il 01.03.2012 al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, continua a destare perplessità in alcuni suoi punti, in particolare, riguardo la decorrenza della soppressione del cd. “spesometro”, difatti, se come evidenziato nei giorni scorsi dalla stampa specializzata,  la relazione illustrativa al citato decreto sulle semplificazioni fiscali andrebbe a chiarire che l’eliminazione dello “spesometro” varrebbe anche per le operazioni relative all’anno solare 2011 (da comunicare nel 2012), dovendo, quest’anno comunicare al fisco l’importo complessivo delle operazioni attive e passive effettuate nei confronti di clienti e fornitori in relazione al 2011, senza il limite dei 3mila euro, non si capisce che fine facciano quei contribuenti che hanno già inviato lo “spesometro” già per l’anno 2011.

Sarebbe, pertanto, auspicabile, che il Legislatore possa precisare che in tali casi non può essere imposto un doppio obbligo (altrimenti, altro che Decreto sulle semplificazioni, si potrebbe parlare di “complicazioni”).

Chi ha già adempiuto ad un precedente obbligo di legge non può nuovamente essere sottoposto ad ennesimi carichi di lavoro.

In relazione ad altre misure, nel medesimo decreto, riguardo le compensazioni dei crediti Iva, è stata abbassato la soglia dei 10mila euro che viene portata a 5mila. Resta, invece, a 15mila euro la soglia di compensazione oltre la quale è richiesta la dichiarazione con visto di conformità.

Quanto ai costi da reato viene stabilito che l’indeducibilità si ha per i costi e le spese utilizzati per il compimento di atti che costituiscono reati non colposi per i quali sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio.

Per i balzelli locali è terminato il “congelamento” delle aliquote e tariffe a partire dal 2012; mentre l’Agenzia delle Entrate fisserà i criteri per i rimborsi Irap.

I negozianti che non rilasceranno scontrini saranno inseriti nelle liste selettive, le c.d. “black list” i cui iscritti verranno sottoposti a controlli periodici.

Capitali scudati: Viene prorogata al 16 maggio l’imposta di bollo straordinaria. Infine, riguardo le case all’estero, si prevede che l’Imu non sia dovuta se l’importo non supera i 200 euro. Mentre per gli italiani che lavorano all’estero l’aliquota sarà dello 0,4%.

 

 

6) Ace: rinunce dei crediti rilevanti

E’ stato predisposto il decreto attuativo sulle agevolazioni. Il Ministero dell’Economia ha, infatti, definito le regole per rendere operativo l’ACE, l’Aiuto alla crescita economica, teso a rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese riconoscendo loro uno “sconto” del prelievo fiscale sui redditi.

Diverse le novità. Viene previsto un regime semplificato di accesso all’Ace per i soggetti Irpef, mentre le riserve legali rileveranno per i soggetti Ires. Novità in arrivo per le imprese che hanno optato per la tassazione di gruppo o per la trasparenza. Per evitare un uso improprio del beneficio fiscale il decreto attuativo individua specifiche condizioni antielusive.

I conferimenti in denaro comprendono anche le rinunce dei soci ai crediti rilevanti e la possibilità di utilizzare i crediti in compensazione per gli aumenti di capitale.

 

 

7) Recesso di socio da Srl: Comunicazione al Registro delle Imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico, nel fornire (ad una Camera di  Commercio) il proprio parere sull’ipotesi in cui il socio recedente o escluso venga liquidato mediante utilizzo di riserve disponibili, ha chiarito gli adempimenti amministrativi da tenere ai fini della pubblicità nel Registro delle imprese.

In particolare, il MSE ha precisato che, ai fini dell’iscrizione delle variazioni intervenute nella compagine sociale, occorre procedere alla presentazione di apposita domanda, sottoscritta da un amministratore, corredata dalla copia semplice della delibera della società che dispone la liquidazione della quota al socio receduto o escluso, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili e il conseguente accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti.

Non occorre, pertanto, eseguire le formalità previste dall’art. 2470 del c.c..

(Ministero dello Sviluppo Economico, nota del 13.02.2012, Prot. 0030197)

 

 

8) Prescrizione dei contributi previdenziali ed assistenziali: Denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti

Dall’entrata in vigore della Legge 335/1995, che ha disciplinato anche il nuovo regime di prescrizione della contribuzione, si è determinato un lungo contrasto giurisprudenziale che ha richiesto, anche da parte dell’Inps, l’adeguamento nel tempo delle disposizioni impartite in materia.

L’Inps, con la circolare n. 31 del 02.03.2012, ha, quindi, dovuto fornire istruzioni specifiche alla luce dei nuovi orientamenti giurisprudenziali.

La Legge 08.08.1995, n. 335, entrata in vigore il 17.08.1995, all’art. 3, commi 9 e10, ha disciplinato, come noto, il nuovo regime di prescrizione della contribuzione di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle gestioni pensionistiche nonché di tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza obbligatoria.

A tale riguardo, con detta circolare l’Istituto previdenziale ha fornito le istruzioni specifiche alla luce dei mutati orientamenti giurisprudenziali, ritenute ormai costanti e consolidati, che affermano che la denuncia del lavoratore deve avvenire prima dello spirare della prescrizione quinquennale per consentire il meccanismo del raddoppio della prescrizione da cinque a dieci anni previsto dall’art. 3, comma 9, lett. a) ultimo periodo, della legge n. 335/95.

La denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti può, in talune ipotesi, determinare la conservazione del precedente termine decennale.

Tuttavia, viene precisato, sulla base della costante giurisprudenza, che per tale si deve intendere soltanto la denuncia di omissione contributiva presentata all’Istituto dall’interessato (o dai superstiti) ai fini del recupero dei contributi non denunciati e che, in tal caso, l’allungamento del termine prescrizionale opera indipendentemente dal fatto che l’Istituto si attivi o meno, nei confronti del datore di lavoro inadempiente, con le opportune azioni di recupero.

 

Gli operatori della funzione accertamento e gestione del credito dovranno procedere alla tempestiva gestione delle denunce effettuando le verifiche documentali poste a fondamento della richiesta del lavoratore  e provvedendo,  in presenza di tutti gli elementi richiesti, alla quantificazione del credito dell’Istituto e alla notifica al contribuente dell'atto di diffida al pagamento di quanto richiesto.

La funzione vigilanza dovrà essere attivata esclusivamente qualora la documentazione agli atti della denuncia non consenta la definizione in via amministrativa della richiesta.

Per quanto riguarda gli atti interruttivi (o gli atti di inizio di procedure di recupero) posti in essere dall’Istituto e ritenuti idonei ai fini dell’applicazione del preesistente termine di prescrizione decennale, oltre a richiamare quanto già rappresentato in proposito con la circolare n. 69 del 2005, l’Inps ha precisato che tra questi rientra qualunque concreta attività di indagine o attività ispettiva compiuta dall’Istituto in qualità di titolare della contribuzione omessa.

Al contrario, non potranno ritenersi idonei a determinare l’applicabilità del termine decennale di prescrizione, atti d’iniziativa, assunti da soggetti diversi, tra i quali si annoverano i verbali di altri Enti contenenti la contestazione dell’omissione contributiva.

Ricorrendo tale fattispecie, l'omissione contributiva, analogamente a quanto previsto in caso di denuncia del lavoratore, dovrà essere notificata al contribuente riportando nell'atto di diffida il riferimento all'atto di accertamento posto a base della richiesta.

Computo anzianità aziendale per cigs e mobilità

Inoltre, sempre l’Inps, stavolta con la circolare n. 30 del 02.03.2012, ha fornito chiarimenti in merito al computo dell’anzianità aziendale, in caso di successione di appalti, ai fini della concessione di prestazioni di integrazione salariale straordinaria e di mobilità, anche in deroga.

 

 

9) Accesso dei giovani alla costituzione di Società a responsabilità limitata

Nel corso dell’esame parlamentare la commissione ha approvato l’emendamento interamente sostitutivo dell’art. 3 del D.L. sulle liberalizzazioni.

Il nuovo testo, riformula l’art. 2463-bis c.c. prevedendo che la società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione e che l'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con decreto ministeriale emanato dal Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico. Rispetto al testo originario del decreto legge viene quindi introdotta la previsione del necessario ricorso alla forma dell’atto pubblico, conformemente a quanto richiesto in generale dall’art. 2463 c.c. per la società a responsabilità limitata ordinaria.

La disposizione disciplina quindi il contenuto dell'atto costitutivo riprendendo la formulazione originaria del decreto legge, ma prevedendo ulteriormente anche un limite massimo di diecimila euro all’ammontare del capitale sociale e prescrivendo inoltre che gli amministratori debbano essere scelti tra i soci. La disposizione si limita poi a prevedere che la denominazione di società a responsabilità limitata semplificata, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l'ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico e a vietare la cessione delle quote a soci non aventi i requisiti di età, prevedendo che l’eventuale atto di cessione è conseguentemente nullo. Viene infine conservata la norma di chiusura per cui, salvo quanto previsto dall’articolo in questione, si applicano alla società semplificata a responsabilità limitata, le altre disposizioni del capo VII del titolo V del libro V del codice civile in quanto compatibili, e cioè le disposizioni relative alla società a responsabilità limitata ordinaria.

Non viene riproposto invece l’intervento di coordinamento relativo all’art. 2484 c.c..

Il nuovo comma 2 dell’articolo in esame stabilisce poi che con decreto ministeriale emanato dal Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in questione, viene tipizzato lo statuto standard della società e sono individuati i criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci, il successivo comma 3 dispone che l’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da diritti di bollo e di segreteria e non sono dovuti onorari notarili.

Infine il comma 4 prevede che il Consiglio nazionale del notariato vigila sulla corretta e tempestiva applicazione delle disposizioni di cui sopra da parte dei singoli notai e pubblica ogni anno i relativi dati sul proprio sito istituzionale.

 

Vincenzo D’Andò