Novità fiscali dell’1 marzo 2012: i chiarimenti per la comunicazione dell’impronta informatica

Pubblicato il 1 marzo 2012

i nuovi istituti del reclamo e della mediazione; nuovi importi dei diritti di copia di atti e documenti del processo tributario; beni concessi a soci o familiari: entro il 31 marzo andranno comunicati i dati all’Agenzia delle Entrate; comunicazione dell’impronta dei documenti informatici: dalle Entrate le risposte ai quesiti degli operatori; esenzione IMU enti non commerciali; aggiornamento dei premi assicurativi: emendamento al D.L. liberalizzazioni; Monti: graduale spostamento da imposte dirette a indirette; tassa sui libri sociali in scadenza il 16.03.2012

 

Indice:

1) Nuovo istituto del reclamo e mediazione

2) Nuovi importi dei diritti di copia di atti e documenti del processo tributario

3) Beni concessi a soci o familiari: Entro il 31 marzo andranno comunicati i dati all’Agenzia delle Entrate

4) Comunicazione dell’impronta dei documenti informatici: Dalle Entrate le risposte ai quesiti degli operatori

5) Esenzione IMU enti non commerciali

6) Aggiornamento dei premi assicurativi: Emendamento al D.L. liberalizzazioni

7) Monti: Graduale spostamento da imposte dirette a indirette

8) Tassa sui libri sociali in scadenza il 16.03.2012

 

1) Nuovo istituto del reclamo e mediazione

L’Agenzia delle Entrate, nel proprio annuario del contribuente 2012, ricorda che dal 01.04.2012 viene previsto, nel processo tributario, il nuovo istituto del “reclamo”, il cui obiettivo è trovare un accordo preventivo con il Fisco ed evitare il ricorso al giudice tributario (art. 39, comma 9, del D.L. n. 98/2011).

Riguarda esclusivamente le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate e notificati a decorrere dal 01.04.2012 (sono esclusi gli atti riguardanti il recupero degli aiuti di Stato).

La mancata presentazione del reclamo determinerà l’inammissibilità del ricorso presentato, rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche d’ufficio.

Il reclamo andrà presentato alla Direzione provinciale o alla Direzione regionale che ha emanato l’atto e può contenere una motivata “proposta di mediazione”, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa.

Apposite strutture, diverse ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti, esamineranno la documentazione presentata e decideranno se accogliere o meno il reclamo, volto a ottenere l’annullamento totale o parziale dell’atto, o l’eventuale proposta di mediazione.

L’ufficio, a sua volta, può formulare una controproposta di mediazione.

Trascorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso.

I termini per La costituzione in giudizio delle parti decorrono da questa data.

Se, invece, l’Agenzia delle Entrate respinge il reclamo (o lo accoglie parzialmente) in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego (o dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale).

È previsto, infine, che, nel procedimento tributario riguardante una controversia interessata al nuovo istituto del reclamo, la parte soccombente è tenuta a rimborsare, oltre al pagamento delle spese di giudizio, il 50% degli oneri sostenuti per il procedimento del reclamo e della mediazione.

Eccetto i casi di soccombenza reciproca, la Commissione tributaria può compensare parzialmente o per intero le spese tra le parti solo se ricorrono giusti motivi (da indicare nella motivazione) che hanno indotto la parte soccombente a disattendere la proposta di mediazione.

 

2) Nuovi importi dei diritti di copia di atti e documenti del processo tributario

Cambiano gli importi dovuti per il rilascio di copie di atti e documenti da parte delle Commissioni tributarie.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 29.02.2012 (ed è anche disponibile sul sito www.finanze.gov.it), il Decreto del Ministro dell‘economia e delle finanze del 27.12.2011, con il quale si è proceduto alla revisione e all’aggiornamento della misura del diritto di copia nel processo tributario.

I nuovi importi del diritto di copia previsti dal decreto sono applicabili dal 01.03.2012.

 

Diritto per il rilascio di copia cartacea senza certificazione di conformità

Numero di pagine

Diritto di copia forfettizzato

1 - 4

1,50

5 - 10

3,00

11 - 20

6,00

21 - 50

12,00

51 - 100

25,00

Oltre le 100

25,00 più € 15,00 ogni ulteriori 100

Pagine o frazione di 100

 

In particolare, nel decreto vi sono quattro tabelle in cui vengono riportate le diverse tariffe da applicare a seconda se si tratti di rilascio di copia cartacea senza certificazione di conformità (tabella 1) o di copie autentiche di documenti, per le quali è previsto un diritto aggiuntivo di 9 euro per ogni singolo documento (tabella 2).

Le altre due tabelle stabiliscono l’entità dei diritti dovuti per il rilascio di copie in formato elettronico di ogni singolo atto e documento informatico: la 3 di quelli prodotti dalle parti nel corso del processo tributario nel medesimo formato elettronico, la 4 di quelli trasferiti dall’archivio informatico degli uffici di segreteria delle Commissioni.

(Ministero dell’economia e delle finanze, comunicato del 29.02.2012)

 

3) Beni concessi a soci o familiari: Entro il 31 marzo andranno comunicati i dati all’Agenzia delle Entrate

La Manovra interviene sulla tassazione. L’auto aziendale concessa in uso promiscuo dopo la manovra di Ferragosto 2011. Con l’entrata a regime delle modifiche apportate dal D.L. n. 138/2011 circa la tassazione dei beni concessi in uso ai soci, la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, nel documento pubblicato il 29.02.2012 sul sito internet del Consiglio Nazionale dei CDL, ripercorrono gli obblighi in capo all’azienda per la corretta gestione dell’autovettura, fringe benefit per eccellenza, concessa in uso a soggetti collegati all’azienda, siano questi dipendenti, amministratori o soci.

Ai fini del corretto inquadramento della situazione occorre prima soffermarsi su

cosa si intende per bene in uso promiscuo.

Non bisogna, infatti, dimenticare che i beni aziendali possono essere principalmente di due tipi: Strettamente strumentali o non esclusivamente strumentali.

Automezzi strumentali

Rientrano in tale casistica quei mezzi che hanno un collegamento univoco con l’attività svolta dall’azienda e si possono esplicitare in tre categorie:

- veicoli strumentali per natura (mezzi d’opera, autocarri, ecc);

- veicoli strumentali con destinazione esclusiva all’attività, come ad esempio

i mezzi della scuola guida;

- veicoli adibiti ad uso pubblico (taxi, ecc).

Automezzi non esclusivamente strumentali

Si tratta di quei beni aziendali che, pur essendo collegati all’attività della stessa, presentano comunque un uso promiscuo, non prettamente aziendale e, pertanto, scontano delle limitazioni fiscali.

Per i mezzi concessi in uso promiscuo, cioè quei mezzi per i quali si sottintende un utilizzo sia aziendale sia privato, il Legislatore ha previsto, oltre ad un differente regime fiscale in capo all’azienda, anche una trasposizione di costi sull’utilizzatore finale.

Automezzo concesso in uso promiscuo al dipendente o collaboratore

Per la corretta gestione della tassazione in capo all’utilizzatore finale soccorre l’art. 51, comma 4 lettera a) del Tuir.

Ciò vale sia per i percettori di redditi di lavoro dipendente che per coloro che percepiscono redditi assimilati ai sensi dell’art. 50, lettera c) bis del Tuir, come ad esempio collaboratori, amministratori, sindaci e revisori.

Il metodo di calcolo in oggetto discende dall’assunto teorico per cui un automezzo percorre mediamente 15000 km all’anno e il 30% degli stessi ad uso personale dell’utilizzatore.

E’ prevista, inoltre, la possibilità di riaddebitare una parte dei costi in capo al lavoratore. In tal caso il reddito imponibile sarà dato dalla valorizzazione del fringe benefit, così come determinato dall’Automobile Club d’Italia, dedotto l’importo di quanto il lavoratore deve rimborsare all’azienda. Unica particolarità, visto che lo stesso rientra, più in generale, nelle somme addebitate dall’azienda al lavoratore, come chiarito dalla R.M. n. 24/E del 2000, dovrà essere assoggettato ad Iva.

Automezzo concesso in uso al socio o collaboratore familiare

Col D.L. n. 138/2011 (Manovra di Ferragosto), convertito e modificato in L. n. 148/2011, il Legislatore ha inserito importanti novità in relazione alla tassazione in capo ai soci o ai familiari dell’imprenditore dei beni concessi agli stessi.

Le novità apportate cercano di eliminare lo schermo societario sui beni in godimento ai soci e di imputare agli stessi il costo dei beni realmente utilizzati.

La norma è rivolta a soci o familiari dell’imprenditore individuale. Relativamente alla seconda fattispecie, viene precisato quanto segue:

- Si deduce, da quanto espresso dalla norma, che sono esclusi i beni utilizzati

dal titolare;

- ai sensi dell’art. 5, comma 5 del Tuir sono considerati familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

La determinazione del reddito in capo all’utilizzatore sarà data dalla differenza

tra il valore di mercato del bene ed il corrispettivo annuo riconosciuto dal socio o familiare.

Per la corretta quantificazione del valore di mercato bisogna fare riferimento all’art. 9 del Tuir.

Tuttavia, la corresponsione da parte del socio o familiare di un importo minore al valore di mercato del bene inibirà la possibilità per l’impresa di dedurre i costi relativi allo stesso.

 

Valore di mercato > Corrispettivo erogato dal socio o familiare

Differenza quale reddito in capo all’utilizzatore

Indeducibilità dei costi da parte dell’impresa

 

Peraltro, il reddito in capo al socio o familiare viene qualificato tra gli altri redditi, ai sensi dell’art. 67 del Tuir.

In concomitanza a tale nuova determinazione del reddito in capo al socio o familiare, è stato introdotto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate il godimento di beni aziendali concessi ai soggetti sopra elencati.

Tale adempimento ricade principalmente sull’impresa concedente, ma può essere attuato, in via alternativa, anche dal socio o familiare dell’imprenditore. Con provvedimento del 16.11.2011 l’Agenzia delle Entrate ha dettato le modalità di comunicazioni ed indicato i canali da utilizzare per l’invio.

Detta comunicazione va effettuata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta in cui i beni sono stati concessi in godimento.

Tale obbligo sussiste anche per i beni il cui godimento è cessato prima della fine dell’esercizio. Per i beni concessi in godimento nei periodi di imposta precedenti a quello di prima applicazione, la comunicazione deve essere effettuata entro il 31.03.2012, sempre che persista il godimento alla data del 17.09.2011.

Automezzo concesso in uso a soggetto che riveste doppia qualifica

Supponendo il caso di un soggetto che ricopre il doppio ruolo di socio e amministratore ed al quale l’azienda consegna un automezzo.

I redditi percepiti nello svolgimento del proprio compito di amministratore soggiacciono a quanto previsto dall’art. 50, lettera c-bis) del Tuir e di conseguenza gli stessi vengono assimilati alla gestione del reddito di lavoro dipendente.

Ne discende che la tassazione del bene concesso in uso potrà seguire i dettami previsti dall’art. 51 del Tuir, come sopra esposti.

Tale approccio, oltre a sembrare confermato in via ufficiosa dall’Agenzia delle Entrate, trova un riscontro anche nella stesura dello stesso Testo Unico in analisi.

Infatti, l’art. 67 recita che “Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente [e ad essi assimilati]”.

Se la determinazione del reddito trova la sua fonte in una delle casistiche previste negli articoli precedenti all’art. 67, che ricopre una funzione residuale, l’applicazione dello stesso viene esclusa.

Tale conclusione logica non risolve, però, il dubbio circa l’invio dei dati all’Agenzia delle Entrate. Se da una parte la conclusione sopra esposta porta a concludere che il bene è tassato in capo all’amministratore in virtù di quella qualifica e non di quella di socio che risulta residuale (almeno sotto questo aspetto), per contro, in via prudenziale ed in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell’amministrazione finanziaria, viene preferito l’inoltro della comunicazione.

 

4) Comunicazione dell’impronta dei documenti informatici: Dalle Entrate le risposte ai quesiti degli operatori

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 5/E del 29.02.2012 ha risposto ai dubbi degli operatori sulla comunicazione dell’impronta dei documenti informatici rilevanti ai fini tributari (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 25.10.2010).

In particolare, nel caso di più archivi, il contribuente può scegliere se effettuare un’unica comunicazione dell’impronta complessiva oppure tante comunicazioni quanti sono gli archivi.

Possono comunicare direttamente l’impronta sia il contribuente, sia il responsabile della conservazione o il soggetto eventualmente delegato da quest’ultimo.

Non è obbligatorio l’invio dell’impronta dei documenti relativi a periodi già prescritti ai fini dell’accertamento.

Vengono, quindi, chiariti gli aspetti relativi alla generazione dell’impronta, all’individuazione dei soggetti abilitati all’invio ed ai termini entro cui l’invio deve essere perfezionato.

Vengono, inoltre, fornite indicazioni relative alla conservazione dei documenti tributari in modalità informatica.

Generazione e invio dell’impronta

In relazione alle modalità di produzione dell’impronta, l’Agenzia ha chiarito che deve essere generata sul file firmato, ossia lo stesso file che viene poi marcato temporalmente, e che nel caso di più archivi il contribuente può scegliere se effettuare un’unica comunicazione dell’impronta complessiva o tante comunicazioni quanti sono gli archivi.

Inoltre, la circolare ha rammentato che devono essere trasmesse sia l’impronta dell’archivio conservato in digitale sia la marca temporale e che il soggetto tenuto ad apporre la firma digitale sull’impronta dell’archivio informatico può essere sia il contribuente, se direttamente responsabile della conservazione, sia un terzo appositamente nominato oppure un terzo delegato.

Chi deve inviare l’impronta

In relazione a un quesito con il quale si chiede se il responsabile della conservazione, outsourcer esterno, possa inviare direttamente le comunicazioni delle impronte relative ai vari titolari della contabilità, l’Agenzia ha precisato che l’impronta può essere comunicata direttamente sia dal soggetto interessato, sia dal responsabile della conservazione o dal soggetto eventualmente delegato da quest’ultimo, avvalendosi del canale telematico Entratel o di Fisconline.

Nel tracciato della comunicazione deve essere sempre indicato il codice fiscale di chi si assume l’obbligo della trasmissione telematica o che conferisce l’incarico a un intermediario.

I tempi dell’invio

Per una società con esercizio coincidente con l’anno solare la documentazione relativa all’anno 2011 occorre osservare:

- Scadenza invio dichiarazione dei redditi: 30/09/20122

- Scadenza chiusura processo di conservazione: 31/12/2012

- Scadenza invio comunicazione impronta anno 2011: 31/01/2013.

In caso di comunicazione errata, è possibile inviare una comunicazione correttiva, che deve riportare il protocollo telematico del file da sostituire, entro 30 giorni dal termine di trasmissione dei dati da sostituire, quindi per il periodo di imposta 2011 entro il 04.03.2013.

Per quanto riguarda, invece, i documenti, oggetto di conservazione sostitutiva, relativi a periodi anteriori ai termini di prescrizione dell’attività di accertamento, l’invio dell’impronta non è obbligatorio.

Infine, la circolare dà indicazioni su come regolarsi in caso di operazioni straordinarie e, in particolare, chiarisce che a seguito di una fusione, la società da questa risultante è tenuta alla comunicazione dell’impronta degli archivi informatici e della marca temporale per ciascuna società fusa o incorporata, nonché fornisce indicazioni sulle modalità ed i tempi per assolvere l’imposta di bollo sui documenti informatici.

 

5) Esenzione IMU enti non commerciali

Il Presidente Mario Monti, ha informato il Consiglio dei Ministri di aver presentato al Senato un emendamento al Decreto Legge n. 1 del 2012, “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” in merito all’esenzione dall’imposta ICI/IMU di cui beneficiano gli enti non commerciali.

In considerazione della stretta attinenza ai temi della concorrenza, della competitività e della conformità al diritto comunitario, che sono alla base del DL 1/2012, l’emendamento, presentato direttamente al Parlamento, in sede di conversione di decreto legge già emanato, intende garantire la massima tempestività nell’attuazione degli auspici della Commissione europea.

I criteri seguiti prevedono:

- l’esenzione per gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale;

- l’abrogazione immediata delle norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente;

- l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale;

- l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministro dell’economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile.

Nella relazione di accompagnamento, si precisa che l’emendamento, improntato a criteri di rigore e trasparenza, non pregiudica comunque gli attuali accertamenti in corso e l’irrogazione di eventuali sanzioni da parte delle Autorità italiane, laddove se ne ravvisassero gli estremi, escludendo pertanto alla radice ogni eventuale forma diretta o indiretta di sanatoria.

Per ultimo vengono riconosciute e salvaguardate le attività non commerciali realizzate dagli enti sopra citati, tanto più meritevoli di considerazione nell’attuale congiuntura economica che impone misure di consolidamento fiscale.

L’approvazione dell’emendamento consentirà alla Commissione europea di esaminare compiutamente la questione per dare soluzione alla procedura di infrazione aperta nell’ottobre 2010.

 

6) Aggiornamento dei premi assicurativi: Emendamento al D.L. liberalizzazioni

L’aggiornamento dei premi assicurativi scatterà automaticamente ogni anno nel caso in cui i guidatori non abbiano avuto incidenti e dunque debbano pagare tariffe più basse.

Lo prevede un emendamento al D.L. liberalizzazioni approvato dalla commissione Industria del Senato.

Furto auto, risarcimento più veloce

Sarà più veloce ottenere il risarcimento per il furto e l’incendio da parte delle assicurazioni. E’ una delle decisioni approvate dalla commissione industria del Senato nell’ambito della discussione sul decreto liberalizzazioni.

Valanga emendamenti al dl

Sono 1.700 gli emendamenti al decreto legge liberalizzazioni presentati per l’esame dell’Aula del Senato.

Le proposte di modifica sono state presentate da tutti i gruppi parlamentari. Taxi e Ici per la chiesa, professioni e farmacie, ma anche banche, gas, trasporti: sono 141 gli emendamenti approvati dalla commissione Industria del Senato al dl sulle liberalizzazioni sui 97 articoli originali.

Il governo, poi, ha accolto anche 5 ordini del giorno, tra cui quello particolarmente importante sulle tesorerie degli enti locali. La commissione industria ha realizzato un vero e proprio tour de force durante l'intera settimana, con numerose sedute anche notturne e spesso aggiornando i lavori al momento.

Liberalizzazioni: Cambia tassa barche, ora imposta su possesso

Cambia la tasse sulle barche: Non più un’imposta sullo stazionamento ma sul possesso.

La modifica approvata in commissione durante l’esame del DL liberalizzazione riscrive quanto previsto dal decreto legge Salva-Italia.

Per gli importi si va dagli 800 euro annuali per le barche dai 10,1 ai 12 metri fino ai 25mila euro per unità con scafo superiore ai 64 metri.

La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonchè alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.

Semplificazioni: Arriva pagamento multe on line

Arriva il pagamento delle multe online. Le commissioni Affari Costituzionali e Attività produttive della Camera hanno approvato un emendamento al DL semplificazioni che prevede l’obbligo per le amministrazioni di pubblicare sul proprio sito i codici Iban sui quali il cittadino può fare il versamento per sanzioni per via telematica.

 

7) Monti: Graduale spostamento da imposte dirette a indirette

Il governo Monti conferma nell’ambito dell'attuazione della riforma fiscale, che riguarderà anche il settore immobiliare e il sistema estimativo del catasto, provvedimenti diretti al riequilibrio del sistema impositivo e al graduale spostamento dell’asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette.

Nell’ambito del processo di attuazione della riforma fiscale, saranno predisposti schemi di provvedimenti normativi diretti al riequilibrio del sistema impositivo, anche relativamente alla tassazione dei redditi finanziari.

E’ quanto contenuto nell’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale che prevede poi che la lotta all’evasione fiscale sarà intensificata tramite il coordinamento tra le Agenzie e la Guardia di finanza.

In particolare le Agenzia fiscali procederanno ad intensificare il contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, mediante il coordinamento operativo tra di esse e con la Guardia di finanza e attraverso la partecipazione dei comuni all’attività di accertamento tributario con segnalazioni qualificate.

 

8) Tassa sui libri sociali in scadenza il 16.03.2012

Entro il 16.03.2012 andrà versata la tassa annuale per la numerazione dei libri e registri di cui all’art. 2215 c.c..

L’obbligo di versamento è, infatti, rimasto anche dopo l’abolizione dell’obbligo di numerazione e bollatura dei libri contabili obbligatori, disposta dall’art. 8 della L. 383/2001.

Sono obbligati al versamento le società di capitali (es. S.p.a., S.a.p.a. e S.r.l.), mentre sono escluse le società cooperative e le mutue assicuratrici.

Sono assoggetti alla tassa anche gli enti dotati di capitale o fondo di dotazione aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.

L’ammontare della tassa, a prescindere dal numero di libri o registri tenuti e dal numero delle relative pagine, è pari a:

- € 309,87, se il capitale sociale o fondo di dotazione è inferiore o uguale a € 516.456,90;

- € 516,46, se il capitale sociale o fondo di dotazione supera € 516.456,90.

Per gli anni successivi al primo, il versamento deve essere eseguito mediante il modello F24, utilizzando il codice tributo 7085 “Tassa annuale vidimazione libri sociali” ed indicando, quale periodo di riferimento, “2012”.

Se il contribuente vanta crediti compensabili con il modello F24, questi possono essere utilizzati in compensazione con le somme dovute a titolo di tassa di concessione governativa.

 

Vincenzo D’Andò