Liti fiscali minori tra vecchia e nuova discplina

La disciplina delle liti fiscali pendenti è stata modificata dall’art. 29, c. 16-bis, D.L. 29.12.2011, n. 216, conv. con modif., dalla L.24.02.2012, n. 1.
L’art. 29 citato, ha apportato alcune modifiche all’art. 39, comma 12, D.L. 6.07. 2011, n. 981, che, nella versione attuale,dispone: “Al fine di ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e quindi concentrare gli impegni amministrativi e le risorse sulla proficua e spedita gestione del procedimento di cui al comma 9 le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti alla data del 31 dicembre 20112dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle somme determinate ai sensi dell’articolo 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289”. A tale fine, si applicano le disposizioni di cui al citato articolo 16, con le seguenti specificazioni:
a) le somme dovute ai sensi del presente comma sono versate entro il 31 marzo 20123in unica soluzione…;”.
L’Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/E del 15.03.1012, spiega gli effetti della citata modifica normativa ed altri aspetti della definizione delle liti minori non affrontati dai precedenti documenti di prassi4, che, comunque, conferma integralmente, Vediamoli.
Gli interventi operati dal legislatore consistono nell’ampliamento delle liti definibili e nella proroga del termine per il versamento delle somme dovute a seguito dell’adesione alla definizione.
I termini relativi a tutti gli altri adempimenti previsti originariamente dall’articolo 39, comma 12, del D.L. n. 98/2011 rimangono inalterati.
Riepiloghiamo le principali regole che sono rimaste immutate.
La domanda di definizione deve essere presentata esclusivamente in via telematica, secondo le informazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 48/E del 2011, compilando il modello conforme a quello approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 13.09.2011 e utilizzando il software reso disponibile per gli utenti abilitati “Entratel” o “Fisconline”.
L’iter procedimentale rimane quello fissato nella lettera d della citata disposizione, “gli uffici competenti trasmettono alle commissioni tributarie, ai tribunali e alle corti di appello nonché alla Corte di cassazione, entro il 15 luglio 2012, un elenco delle liti pendenti per le quali è stata presentata domanda di definizione. Tali liti sono sospese fino al 30 settembre 2012. La comunicazione degli uffici attestante la regolarità della domanda di definizione ed il pagamento integrale di quanto dovuto deve essere depositata entro il 30 settembre 2012. Entro la stessa data deve essere comunicato e notificato l’eventuale diniego della definizione”.
La C.M. 7/E precisa che se la data di trattazione della lite era stata già fissata nel periodo compreso tra la data del 28 febbraio 2012 ed il 15 luglio 2012, il contribuente può chiederne la sospensione, rappresentando la volontà di avvalersi della definizione ovvero di essersene avvalso.

La richiesta di sospensione, invece, non potrà più formularsi qualora il contribuente non abbia effettuato il versamento di quanto dovuto entro il 2 aprile 2012 o, nel caso in cui non sia dovuto alcun versamento, qualora non abbia presentato domanda di definizione entro il 2 aprile 2012.
Se il contribuente non si avvale della definizione agevolata, la sospensione cessa il 30 giugno 2012 ed i termini processuali riprenderanno a decorrere dal 1° luglio 2012.
I chiarimenti delle Entrate sulle novità normative
1. Liti definibili
In presenza delle condizioni già richieste dall’articolo 39…

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