Novità fiscali del 23 febbraio 2012: la previdenza complementare per i contribuenti minimi

Pubblicato il 23 febbraio 2012



all’avvocato distrattario non spetta l’IVA; avanti al giudice di pace senza avvocato fino a € 1.100,00; la RAI rinuncia al canone sui PC; Studi di Settore - Modello Unico 2012: pubblicate le bozze non ancora definitive; interventi in materia di studi di settore dal 2011 in poi; nuovo regime dei “minimi”: implicazioni per la previdenza complementare; pubblicata in G.U. la legge di conversione del decreto sulla crisi da sovraindebitamento; assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2012

 

 

Indice:

 

1) All’avvocato distrattario non spetta l’Iva

 

2) Avanti al giudice di pace senza avvocato fino a € 1.100,00

 

3) La RAI rinuncia al canone sui PC

 

4) Studi di Settore - Modello Unico 2012: Pubblicate le bozze non ancora definitive

 

5) Interventi in materia di studi di settore dal 2011 in poi

 

6) Nuovo regime dei “minimi”: Implicazioni per la previdenza complementare

 

7) Pubblicata in G.U. la legge di conversione del decreto sulla crisi da sovraindebitamento

 

8) Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2012

 

 

1) All’avvocato distrattario non spetta l’Iva

Sul caso in cui all’avvocato distrattario non spetta anche l’Iva è intervenuta la Suprema Corte, secondo cui l’avvocato distrattario non ha diritto al pagamento dell’Iva dalla parte soccombente quando il suo cliente è un’impresa o un professionista, normalmente soggetti che hanno diritto alla detrazione.

Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2474 del 21.02.2012, ha accolto il ricorso di una ASL, condannata a pagare un’azienda farmaceutica in virtù dì un decreto ingiuntivo.

In particolare, l’azienda sanitaria era la parte soccombente nel giudizio di opposizione.

L’avvocato della controparte, la società farmaceutica, aveva chiesto la parcella e, quindi, l’Iva. Il giudice aveva accolto l’istanza. A questo punto l’ASL ha presentato ricorso in Cassazione e, su questo punto, lo ha vinto.

Secondo la Suprema Corte, il professionista distrattario può richiedere al soccombente solamente l’importo dovuto a titolo di onorario e spese processuali e non anche l’importo dell’iva che gli sarebbe dovuta, a titolo di rivalsa, dal proprio cliente.

 

 

2) Avanti al giudice di pace senza avvocato fino a € 1.100,00

E’ passato a € 1.100,00 il limite di valore entro il quale il cittadino può stare in giudizio senza avvocato davanti al giudice di pace.

Inoltre, sono stati prorogati i mandati per alcune funzioni di magistrato e di sindaco di Srl.

Ciò a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20.02.2012 della Legge n. 10/2012, di conversione del D.L. n. 212/2011 (Decreto sul sovraindebitamento).

Il provvedimento, recante disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile, nel corso del percorso parlamentare ha perso una parte che confluirà in un apposito disegno di legge, mentre alcune disposizioni sul fallimento civile sono già contenute nella Legge n. 3/2012.

Oltre a modificare il valore dell’importo di lite che consente di evitare l’intervento obbligatorio dell’avvocato, la legge, modificando il codice di procedura civile, stabilisce che nelle cause davanti al giudice di pace, le spese, competenze e onorari liquidati dal giudice non possono superare il valore della domanda. Inoltre, sempre in tema di proroghe, stabilisce che, nelle Srl, i collegi sindacali nominati entro il 31.12.2011 rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato deliberata dall’Assemblea che li ha nominati. Norma che, peraltro, si abbina con quelle in materia di Collegi sindacali contenute nel D.L. n. 5/2012.

 

 

3) La RAI rinuncia al canone sui PC: L’obbligo resta per i computer effettivamente utilizzati come televisori

Si è chiusa con il comunicato stampa la vicenda che vedeva coinvolte le imprese ed i professionisti che, poiché possedevano un personal computer, erano stati chiamati a versare una tassa sul canone RAI perché questi strumenti erano potenzialmente in grado di far vedere i programmi televisivi.

La precisazione su chi deve versare tale tributo è arrivato dalla Rai stessa dopo un confronto avvenuto con il ministero dello Sviluppo economico che si è tenuto lo scorso 21.02.2012.

 

 

4) Studi di Settore - Modello Unico 2012: Pubblicate le bozze non ancora definitive

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet il 22.02.2012:

- Modelli e Istruzioni in bozza

- Servizi

- Manifatture

- Commercio

- Professionisti

- 2° bozza non definitiva - Parte generale, unica per tutti gli studi, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore.

- Istruzioni quadro F e quadro G.

 

 

5) Interventi in materia di studi di settore dal 2011 in poi

La nuova disciplina, ai fini degli accertamenti sulla base degli studi di settore, si applica per le dichiarazioni relative all’annualità 2011 e a quelle successive.

L’Annuario del contribuente 2012, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet il 21.02.2012, ha, infatti, precisato che sono state approvate le modifiche normative alla disciplina degli studi di settore che riguardano in particolare:

- la tempistica di pubblicazione dei decreti di approvazione degli studi di settore;

- le sanzioni legate ai casi in cui il contribuente ometta la presentazione del modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;

- la possibilità di procedere all’accertamento induttivo in caso di omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore; indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti.

Inoltre, con il Decreto n. 201/2011 stata dettata una nuova disciplina relativa ai limiti dell’attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria nei confronti dei soggetti “congrui” agli studi di settore (anche per effetto di adeguamento).

Per questi soggetti viene previsto:

- la preclusione ad operare accertamenti basati sulle presunzioni semplici (articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del Dpr n. 600/1973 e articolo 4, secondo comma, ultimo periodo, del Dpr n. 633/1972);

- la riduzione a un anno del termine di decadenza per l’attività di accertamento delle imposte dirette (articolo 43, primo comma, del Dpr n. 600/1973) e dell’Iva (articolo 57, primo comma, del Dpr n. 633/1972). Questa disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia (ai sensi dell’articolo 331 del Codice di procedura penale) per uno dei reati previsti dal decreto legislativo n. 74/ 2000;

- la possibilità di determinare sinteticamente il reddito complessivo (articolo 38 del Dpr n. 600/1972) solo quando il reddito complessivo accertabile eccede di almeno un terzo quello dichiarato (in luogo di almeno un quinto, come è invece previsto dal sesto comma del citato articolo 38).

Tale nuova disciplina si applica per le dichiarazioni relative all’annualità 2011 e a quelle successive, e a condizione che:

- il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;

- sulla base dei dati comunicati, la posizione del contribuente risulti coerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.

Dal 2012 gli studi di settore devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre del d’imposta nel quale entrano in vigore.

Inoltre, è stata prevista la possibilità di modificare gli studi di settore, già approvati, entro il successivo 31 marzo, al fine di tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali.

Nuova ipotesi di accertamento induttivo

La possibilità di procedere all’accertamento induttivo, ai sensi del secondo comma dell’art. 39 del Dpr n. 600/1973, è stata estesa anche ai casi di omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, nonché all’ipotesi di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti.

Tale previsione normativa trova applicazione solo se le irregolarità compiute dal contribuente sono tali che il maggior reddito d’impresa ovvero di arte o professione, accertabile a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, è superiore al 10% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato.

D.L semplificazioni fiscali in arrivo

Ricordiamo, infine, che nel prossimo decreto sulle semplificazioni fiscali, il governo Monti intende nuovamente modificare la disciplina in materia di studi di settore. Tra le modifiche che potrebbero essere inserite, quella che la citata percentuale del 10% verrebbe portata al 15%.

 

 

6) Nuovo regime dei “minimi”: Implicazioni per la previdenza complementare

Conseguenze sulla deducibilità dei contributi ai fondi pensione da parte degli ex minimi.

L’inasprimento dei requisiti per rientrare nel regime dei minimi in vigore dal 2012 ha implicato un aggravio fiscale per i contribuenti che sono dovuti passare al regime di tassazione ordinaria.

Contestualmente, però, la nuova disciplina ha comportato la rimozione di una presumibile barriera di natura fiscale all’adesione a forme di previdenza complementare da parte dei quegli stessi lavoratori che in precedenza scontavano un’imposta sostitutiva al 20%, ma che non potevano utilizzare le deduzioni e detrazioni Irpef in quanto privi di redditi ulteriori rispetto ai guadagni derivanti dall’attività lavorativa autonoma o imprenditoriale.

Con le norme introdotte dal D.L. 98/2011, dunque, anche i c.d. ex minimi saranno soggetti all’Irpef ordinaria e, quindi, all’applicazione delle deduzioni e detrazioni tipiche dell’imposta progressiva sui redditi.

Lo rilevano i Consulenti del Lavoro nella nota del 22.02.2012, i quali poi rinviano, per i particolari, a quanto precisato in merito dal MEFOP (Sviluppo Mercato Fondi Pensione):

Regime dei “minimi” in vigore dal 2008 al 2011

I commi da 96 a 117 dell’art. 1 della Legge n. 244/2007 (finanziaria per il 2008) avevano introdotto un regime fiscale agevolativo in base al quale i lavoratori autonomi e i gli imprenditori individuali con compensi annui inferiori a 30.000 euro (e ricorrendo altre condizioni) potevano scontare un’imposta sostitutiva del 20% sul reddito derivante dall’attività lavorativa o imprenditoriale, non addebitando l’Iva a titolo di rivalsa e non detraendo l’Iva sugli acquisti. Naturalmente, il reddito assoggettato ad imposta sostitutiva non concorreva alla formazione del reddito complessivo del contribuente imponibile con l’Irpef ordinaria.

Tale circostanza comportava che i lavoratori autonomi e gli imprenditori individuali che potevano beneficiare del predetto regime tributario (e che non optavano per il regime ordinario), beneficiavano dei relativi benefici (aliquota sostitutiva del 20% e mancato addebito dell’Iva) ma - in assenza di altri redditi soggetti ad imposizione progressiva - non potevano utilizzare le deduzioni e le detrazioni applicabili con la tassazione ordinaria Irpef.

Ai contribuenti minimi, quindi, non era consentito dedurre i contributi di previdenza complementare dal reddito soggetto all’imposta sostitutiva del 20%.

Questa conseguenza potrebbe aver rappresentato un concreto ostacolo all’iscrizione ad una forma pensionistica individuale da parte di tali lavoratori autonomi e imprenditori individuali.

Manovra correttiva e nuovo regime dei c.d. “super minimi”

L’art. 27 del D.L. del 6 luglio 2011 n. 98 (convertito con modificazioni dalla legge 15/07/2011 n. 111) ha profondamente modificato - con effetti dal 1° gennaio 2012 - il regime agevolativo dei minimi precedentemente richiamato.

Il legislatore della prima manovra estiva ha ridotto l’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 20 al 5%, tuttavia è stato stabilito che il nuovo regime dei minimi (c.d. super minimi) è applicabile per un periodo massimo di cinque anni dall’avvio dell’attività autonoma (o anche per più anni ma comunque non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età).

Sono state aggiunte, poi, ulteriori condizioni per poter beneficiare di tale nuova e forte misura agevolativa:

Che non si sia svolta altra attività autonoma nei tre anni precedenti l’inizio della nuova attività e che questa non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso il caso di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni).

Dal 1° gennaio 2012, dunque, l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile ai contribuenti rientranti nel nuovo regime dei c.d. super minimi si è notevolmente ridotta; contemporaneamente però si è drasticamente ristretta la platea dei potenziali beneficiari di tale regime agevolativo.

L’impianto normativo originariamente introdotto con la Legge n. 244/2007, difatti, non prevedeva vincoli temporali e non era subordinato a requisiti di discontinuità tra la nuova e la precedente attività lavorativa.

La disciplina di dettaglio dei requisiti per l’ammissione e della durata del nuovo regime fiscale di vantaggio è stata fornita con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22/12/2011 n. 185820.

Regime fiscale dei c.d. ex minimi

Moltissimi lavoratori autonomi ed imprenditori individuali che fino al 2011 potevano beneficiare della tassazione sostitutiva con l’allora aliquota del 20% in virtù dell’originario regime dei minimi - in assenza degli ulteriori requisititi introdotti dall’art. 27 del D.L. 98/2011 – dal 2012 saranno automaticamente soggetti ad imposizione ordinaria Irpef (oltre a dover addebitare l’Iva a titolo di

rivalsa e a poter detrarre l’Iva sugli acquisti).

I contribuenti esclusi dal nuovo regime fiscale di vantaggio a causa dei limiti introdotti con la prima manovra estiva (c.d. “ex minimi”), possono beneficiare solo di un sistema di adempimenti contabili fortemente semplificato.

Anche per tali soggetti, comunque, l’art. 3 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22/12/2011 n. 185825 (Modalità di applicazione del regime contabile agevolato per i c.d. ex minimi) ha chiarito che il reddito di lavoro autonomo o di impresa si determina sulla base delle ordinarie disposizioni del testo unico delle imposte sui redditi.

Con le norme introdotte dal D.L. 98/2011, dunque, anche i c.d. ex minimi saranno soggetti all’Irpef ordinaria e, quindi, all’applicazione delle deduzioni e detrazioni tipiche dell’imposta progressiva sui redditi.

Per questi contribuenti, quindi, è venuta meno l’impossibilità di dedurre i contributi di previdenza complementare dal reddito derivante dall’attività lavorativa o imprenditoriale.

 

 

7) Pubblicata in G.U. la legge di conversione del decreto sulla crisi da sovraindebitamento

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2012 la Legge 17 febbraio 2012, n. 10, con la quale è stato convertito il Decreto Legge 22 dicembre 2011, n. 212, in materia di composizione della crisi da sovra indebitamento.

Lo comunica Assonime nella nota del 22.02.2012, la quale, peraltro, avverte che la legge di conversione ha, inoltre, abrogato le previsioni in materia di società di capitali previste dal D.L. n. 212/2011 volte a stabilire che la disciplina in materia di bilancio semplificato prevista dalla legge di stabilità (articolo 14, comma 9, l. 12 novembre 2011, n. 183) si applica alle società a responsabilità limitata che non abbiano nominato “il sindaco”, e che le funzioni dell’Organismo di vigilanza, previsto dall’articolo 6 del D.Lgs 8 giugno 2001, n. 231, nelle società di capitali possono essere attribuite anche al sindaco unico. Rimane ferma, invece, la disciplina transitoria in materia di sindaco unico delle società a responsabilità limitata, in base alla quale i collegi sindacali nominati nelle società a responsabilità limitata entro il 31 dicembre 2011 “rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato deliberata dall’assemblea che li ha nominati”.

In particolare, la legge di conversione ha interamente abrogato la disciplina in materia di sovraindebitamento prevista dagli articoli 1-12 del decreto al fine di realizzare un coordinamento con la legge 27 gennaio 2012, n. 3 che regola la medesima materia e che allo stato rimane l’unica fonte della disciplina.

Assonime ricorda come quest’ultima legge - le cui disposizioni entreranno in vigore il 29 febbraio 2012 - ha introdotto una procedura per risolvere la situazione di crisi in cui versa il debitore che non può essere assoggettato alle procedure concorsuali.

A tal fine il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio di organismi appositamente istituiti, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolamento pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso il pagamento integrale dei titolari dei crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato anche parzialmente.

 

 

8) Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2012

Dal 1° gennaio 2012 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l'accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi.

L’Inps, con la circolare n. 25 del 22.02.2012, ha pubblicato:

- Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione;

- Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari.

Quanto ciò si applica nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare, e cioè nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).

Nei confronti dei predetti soggetti (al pari di quelli cui si applica la normativa concernente l'assegno per il nucleo familiare), la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle vigenti disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi.

Inoltre, l’Inps precisa che gli importi delle prestazioni sono:

- € 8,18 mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori diretti per i figli;

- € 10,21 mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi per il coniuge e i figli.

Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione per l'anno 2012

Ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare sono rivalutati ogni anno in ragione del tasso d'inflazione programmato con arrotondamento ai centesimi di euro.

Secondo le precisazioni fornite dai competenti Ministeri, la misura del tasso d’inflazione programmato per il 2011 è stata pari all’1,5 %.

Per questo sono state aggiornate le tabelle (allegati da 1 a 4 alla predetta neo circolare dell’Inps), da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2012 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa relativa all'assegno per il nucleo familiare e sopra elencati.

Le procedure di calcolo delle pensioni sono già aggiornate in conformità ai nuovi limiti di reddito.

Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari per l'anno 2012

In applicazione delle vigenti norme per la perequazione automatica delle pensioni, il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio 2012 e per l’intero anno nell’importo mensile di euro 480,53.

In relazione a tale trattamento, i limiti di reddito mensili da considerare ai fini dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano così fissati per tutto l’anno 2012:

- € 676,75 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato;

- € 1184,31 per due genitori.

I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di mantenimento).

 

 

Vincenzo D’Andò