Novità fiscali del 17 febbraio 2012: tante novità sulla fiscalità degli immobili

Pubblicato il 17 febbraio 2012



riorganizzazione della disciplina fiscale dei fondi immobiliari chiusi; fiducia per il Decreto milleproroghe; semplificazione nelle ispezioni sul lavoro: accordo tra Ministero Lavoro e Consulenti; a rischio l’esenzione da IMU per gli immobili degli enti non commerciali; trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’INPS: ulteriori servizi per la consultazione degli attestati di malattia; fiscalita locale: Addizionale comunale Irpef - elenco unico saldo 2011 e acconto 2012; Enti locali: presentare subito la domanda da revisore; CNDCEC: pubblicata la bozza del 2° principio contabile sugli enti non profit (si tratta delle liberalità); criteri di calcolo dell’indennità suppletiva di clientela; lotta al riciclaggio e finanziamento al terrorismo: approvati i nuovi standard internazionali GAFI-FATF

 

 

Indice:

 

1) Riorganizzazione della disciplina fiscale dei fondi immobiliari chiusi

 

2) Fiducia per il Decreto milleproroghe

 

3) Semplificazione nelle ispezioni sul lavoro: Accordo tra Ministero Lavoro e Consulenti

 

4) A rischio l’esenzione da IMU per gli immobili degli enti non commerciali

 

5) Trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’Inps: Ulteriori servizi per la consultazione degli attestati di malattia

 

6) Fiscalita locale: Addizionale comunale Irpef - elenco unico saldo 2011 e acconto 2012

 

7) Enti locali: Presentare subito la domanda da revisore

 

8) CNDCEC: Pubblicata la bozza del 2° principio contabile sugli enti non profit (si tratta delle liberalità)

 

9) Criteri di calcolo dell’indennità suppletiva di clientela

 

10) Lotta al riciclaggio e finanziamento al terrorismo: Approvati i nuovi standard internazionali GAFI-FATF

 

 

1) Riorganizzazione della disciplina fiscale dei fondi immobiliari chiusi

Sulla nuova disciplina fiscale per i fondi immobiliari si è ampiamente soffermata, l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2/E del 15.02.2012.

L’art. 32 del D.L. n. 78 del 2010 convertito dalla Legge n. 122 del 30.07.2010, nel testo modificato dall’art. 8, comma 9, del D.L. n. 70 del 2011, convertito dalla Legge n. 106 del 12.07.2011, contiene alcune disposizioni che mutano l’attuale assetto normativo dei fondi comuni d’investimento immobiliare.

Le regole per orientarsi nella nuova disciplina fiscale dei fondi immobiliari

In base alle più recenti disposizioni, gli investitori istituzionali beneficiano del regime fiscale agevolato con una tassazione del 20%.

Gli investitori diversi da quelli istituzionali con partecipazioni superiori al 5%, invece, sono assoggettati alla tassazione per trasparenza, oltre che al pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 5% del valore medio delle quote detenute.

Per i fondi liquidati entro il 31.12.2011 è dovuta l’imposta sostitutiva del 7% del valore netto del fondo.

L’Agenzia delle Entrate precisa che il versamento, la cui scadenza è prevista per il 16.02.2012, può essere effettuato, a causa dei dubbi interpretativi, al 31.03.2012 senza incorrere in sanzioni.

Regime fiscale agevolato per gli investitori istituzionali

Gli investitori istituzionali, come ad esempio Stato o enti pubblici, organismi d’investimento collettivo del risparmio e enti di previdenza, possono fruire del regime fiscale agevolato di tassazione dei redditi che derivano dalla partecipazione al fondo immobiliare, che consiste nell’applicazione di una tassazione definitiva del 20% (art. 8, comma 9, D.L. n.70 del 13.05.2011).

Tassazione per trasparenza per gli investitori con partecipazioni superiori al 5%

Agli investitori diversi da quelli istituzionali che detengono una partecipazione al fondo immobiliare superiore al 5% si applica, invece, il regime di tassazione per trasparenza.

Questo comporta l’imputazione dei redditi conseguiti dal fondo, indipendentemente dalla loro effettiva percezione, con conseguente obbligo dichiarativo da parte del partecipante.

Imposta sostitutiva del 5%

Gli stessi soggetti, inoltre, sono tenuti al pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al 5% del valore medio delle quote detenute alla data del 31.12.2010.

Imposta sostitutiva del 7% per i fondi liquidati entro il 31.12.2011

I fondi immobiliari in cui almeno un partecipante non istituzionale possedeva una quota superiore al 5% alla data del 31.12.2010 potevano essere messi in liquidazione entro il 31.12.2011.

In tal caso, è dovuta un’imposta sostitutiva pari al 7% del valore netto del fondo, risultante dal prospetto redatto al 31.12.2010.

Il 40% dell’imposta va versato dalla società di gestione del risparmio entro il 31.03.2012, la restante parte in due rate di pari importo da corrispondere entro il 31 marzo 2013 e il 31 marzo 2014.

La società di gestione del risparmio applica, inoltre, sui risultati conseguiti dal 01.01.2011 e fino alla conclusione della liquidazione, un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap nella misura del 7%.

Questa imposta va versata dalla società di gestione del risparmio entro il 16 febbraio dell’anno successivo rispetto a ciascun anno di durata della liquidazione.

 

 

 

2) Fiducia per il Decreto milleproroghe

Decreto milleproroghe: sì alla fiducia. Mercoledì 15 febbraio, con 255 voti favorevoli, 34 contrari e nessun astenuto, l’Assemblea del Senato ha dato il via libera al DDL 3124 di conversione D.L. n. 216 del 29.12.2011 recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative”.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, intervenendo in Aula, aveva posto la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell’emendamento del Governo 1.1000, interamente sostitutivo.

L’emendamento recepisce le proposte emendative che sono state ritenute ammissibili dalla Presidenza e approvate dalle Commissioni riunite 1a e 5a del Senato.

Il provvedimento è tornato all’esame della Camera.

(Senato, nota del 16.02.2012)



 

3) Semplificazione nelle ispezioni sul lavoro: Accordo tra Ministero Lavoro e Consulenti

Non si dovranno più consegnare agli ispettori del lavoro tutti quei documenti che potranno essere acquisiti già prima dell’accesso in azienda:

Dichiarazioni fiscali (Modello Unico, ex 750, ex 760), certificati camerali, comunicazioni al collocamento e tutta la documentazione proveniente da Inps e Inail (Durc, Uniemens, DM10).

In tal senso, il 15.02.2012, tra il Ministero del Lavoro ed il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa per migliorare la gestione delle ispezioni in azienda, attraverso la semplificazione dei tempi di verifica e di riscontro della documentazione.

 

 

 

4) A rischio l’esenzione da IMU per gli immobili degli enti non commerciali

Il governo Monti con una nota ha comunicato che verrà presentato al Parlamento un emendamento per modificare la questione dell’esenzione da IMU (ex Ici) sugli immobili ecclesiastici e sugli enti non commerciali in genere.

In relazione alla chiesa, l’esenzione sarà riservata solo ai luoghi di culto.

Il provvedimento verrà inserito nel prossimo decreto fiscale che il Governo dovrà approvare al più presto.

Verranno, quindi, abrogate le norme che prevedono l’esenzione dove si svolge l’attività non commerciale “prevalente” ma non esclusiva.

Ne deriva che l’esenzione IMU/Ici riguarderà solo gli immobili della Chiesa, e presumibilmente, di tutti gli altri enti non commerciali, dove si svolge esclusivamente attività istituzionale, sembrerebbe che, quindi, non sarà più tollerata l’attività commerciale neppure in parte residuale.

Studi di settore meno rigidi

Sul versante delle semplificazioni, lo stesso governo Monti intende alleggerire gli adempimenti fiscali, in particolare nel versante della trasmissione dei dati al Fisco (semplificazione dello speso metro, e cosi via).

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto in merito, ma gli interventi hanno reso particolarmente complesso il lavoro per imprese e professionisti.

Più volte sono giunte sollecitazioni per modificare le regole di comunicazione delle informazioni, come ad es. del modello sugli studi di settore.

Mentre si rafforza l’ipotesi dell’applicazione dell’accertamento induttivo nei confronti dei contribuenti che continueranno a compilare la dichiarazione ai fini degli studi di settore con dati infedeli.

Verrà poi precisato il grado di tale “infedeltà”. Pare che si dovrà trattare di errori da parte dei contribuenti di particolare rilievo.

 

 

 

5) Trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’Inps: Ulteriori servizi per la consultazione degli attestati di malattia

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 23 del 16.02.2012, incentrata sul seguente argomento:

Trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’Inps: Ulteriori servizi per la consultazione degli attestati di malattia.

Servizi per gli intermediari delle aziende private

E’ stata estesa agli intermediari la possibilità, già concessa ai datori di lavoro, di consultare gli attestati di malattia attraverso il:

Sistema di invio dell’attestato con PEC.

La richiesta di utilizzo del servizio deve essere inoltrata all’indirizzo di Posta certificata di una Struttura territoriale Inps tra quelle con le quali le Aziende rappresentate dall’intermediario si rapportano contributivamente. La richiesta, che deve essere inviata utilizzando lo stesso indirizzo di PEC al quale dovranno essere destinati gli attestati di malattia dei lavoratori, deve contenere i dati anagrafici dell’intermediario, completi di codice fiscale, e l’elenco delle matricole aziendali per le quali si richiede il servizio.

Sistema di accesso con PIN.

Le attestazioni di malattia relative ai certificati trasmessi dal medico curante, sono disponibili mediante accesso con PIN al portale INPS www.inps.it - servizi on-line.

I sistemi appena descritti sono resi disponibili agli intermediari muniti di delega generale, da parte del datore di lavoro, allo svolgimento di tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale nei confronti dell’Inps e che abbiano comunicato l’esistenza di tale delega all’Istituto nelle modalità indicate con la circolare n. 28/2011. Nel caso in cui invece gli intermediari siano anche titolari di un rapporto di lavoro dipendente, presso un’azienda diversa da quella rappresentata, e vengano delegati dal proprio datore di lavoro alla consultazione degli attestati di malattia dei dipendenti di tale azienda, occorre procedere come indicato nelle circolari n. 60 e n. 119/2010 essendo necessaria apposita delega personale da parte del suddetto datore di lavoro.

I delegati aziendali abilitati alla consultazione degli attestati di malattia e i soggetti abilitati (delegati aziendali e intermediari) alla ricezione dell’attestato di malattia via PEC debbono comunicare tempestivamente la cessazione o sospensione dell’attività in modo che l’Inps possa provvedere alla revoca dell’abilitazione.

Servizi per gli intermediari e per i datori di lavoro del settore agricolo

Ai datori di lavoro agricoli e agli intermediari che hanno ottenuto l’autorizzazione a svolgere gli adempimenti contributivi per conto delle aziende agricole vengono resi disponibili i suddetti servizi per consultare gli attestati di malattia degli operai con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (c.d. OTI).

I servizi messi a disposizione (PEC e accesso al portale con PIN) devono essere richiesti secondo le modalità già descritte nelle circolari n. 60 e n. 119 del 2010.

Nella domanda deve essere indicato il codice fiscale o la partita iva dell’azienda per la quale viene effettuato il versamento contributivo trimestrale (DMAG).

I datori di lavoro e/o l’intermediario in possesso di PIN e/o di abilitazione alla ricezione dell’attestato di malattia via PEC sono tenuti a comunicare tempestivamente la cessazione o sospensione dell’attività in modo che l’Inps possa provvedere alla revoca dell’abilitazione.

Servizi per gli intermediari delle Amministrazioni Pubbliche

Gli intermediari delle Amministrazioni Pubbliche possono presentare richiesta di accesso ai servizi tramite PIN e di invio degli attestati con PEC inoltrando richiesta corredata di delega, ad una sede INPS, come indicato nelle circolare n. 60 e n. 119 del 2010.

Tali soggetti sono tenuti a comunicare tempestivamente la cessazione o sospensione dell’attività in modo che l’Inps possa provvedere alla revoca dell’abilitazione.

Servizi per il cittadino

È stato reso operativo un nuovo servizio che consente al lavoratore di richiedere che il numero di protocollo dei propri certificati di malattia sia inviato via SMS ad un numero telefonico da lui indicato.

Tale servizio può essere attivato:

per i cittadini in possesso di PIN, selezionando la nuova funzionalità introdotta nel menu della consultazione dei certificati di malattia;

inoltrando richiesta tramite posta certificata rilasciata in base alle norme del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 06.05.2009 (www.postacertificata.gov.it).

La richiesta deve essere inoltrata all’indirizzo di Posta Certificata di una struttura territoriale Inps indicando i propri dati anagrafici completi di codice fiscale e del numero telefonico.

(Inps, circolare n. 23 del 16.02.2012)

 

 

 

6) Fiscalita locale: Addizionale comunale Irpef - elenco unico saldo 2011 e acconto 2012

Pubblicate ieri sul sito internet del Ministero delle Finanze le aliquote applicabili: Saldo 2011 e acconto 2012.

Per calcolare il saldo dell’Addizionale comunale all’IRPEF relativo all’anno 2010 e l’acconto del 30% relativo all’anno 2011, nonché il saldo dell'Addizionale comunale all'IRPEF relativo all’anno 2011 e l'acconto del 30% relativo all’anno 2012, sono stati resi disponibili due distinti elenchi unici dei comuni italiani, ognuno dei quali reca per ciascun biennio (2010/2011; 2011/2012) in un unico contesto visivo, le informazioni utili allo scopo.

Saldo 2011/acconto 2012

L’elenco unico dei comuni italiani per calcolo del saldo dell’Addizionale comunale all’IRPEF relativo all’anno 2011 (con riferimento al domicilio fiscale al 1° gennaio 2011) e dell’acconto del 30% relativo all’anno 2012 (con riferimento al domicilio fiscale al 1° gennaio 2012) reca in un unico contesto visivo, oltre al relativo codice catastale, l’indicazione della :

- aliquota dell’addizionale comunale all’I.R.P.E.F. e dell’eventuale soglia di esenzione stabilita in virtù del possesso di specifici requisiti reddituali, da applicare per il calcolo del saldo 2011, con riguardo al domicilio fiscale al 1° gennaio 2011;

- aliquota dell’addizionale comunale all’I.R.P.E.F. e dell’eventuale soglia di esenzione stabilita in virtù del possesso di specifici requisiti reddituali, da applicare per il calcolo dell’acconto 2012, con riguardo al domicilio fiscale al 1° gennaio 2012.

Il Ministero delle Finanze rammenta che, ai fini della determinazione dell’acconto per l’anno 2012, l’aliquota e l’esenzione da applicare sono assunte nella misura vigente nell’anno 2011, salvo che la pubblicazione della delibera che stabilisce l’aliquota e l’esenzione da applicare sia stata effettuata entro il 20 dicembre 2011 (art. 1, comma 4, ultimo periodo, del D.Lgs. 360/1998, nel testo vigente a partire dal 6 dicembre 2011, per come modificato con l’art. 13, comma 16, del Decreto legge n. 201/2011).

Pertanto, ai fini del calcolo dell’acconto per l’anno 2012, occorre tenere presente che, nel caso in cui per l’anno in questione non risultino dati pubblicati e nel caso in cui la relativa delibera comunale non sia stata pubblicata sul presente sito internet entro il 20 dicembre 2010, l’aliquota e l’eventuale esenzione sono state riportate nell’elenco nella misura vigente nell’anno 2011.

E’ possibile anche effettuare, ma separatamente per ciascuna annualità del biennio, un’interrogazione relativamente al singolo comune o, in alternativa, consultare anche l’elenco generale delle aliquote e delle esenzioni per l’anno 2011 e l’elenco generale delle aliquote e delle esenzioni per l’anno 2012, che, recando per ciascun ente l’indicazione della data di pubblicazione della relativa delibera (rispettivamente: entro il 31 dicembre 2010 o oltre tale data; entro il 20 dicembre 2011 o oltre tale data), consente di procedere al predetto calcolo.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, nota del 16.02.2012)

 

 

 

7) Enti locali: Presentare subito la domanda da revisore

L’invito del Consiglio Nazionale dei Commercialisti agli interessati alla funzione. In arrivo il decreto ministeriale che stabilisce le regole per i nuovi criteri di nomina per estrazione: Verranno iscritti all’elenco solo quanti avranno presentato la richiesta.

Tutti i colleghi interessati ad essere iscritti nell’elenco da cui verranno estratti i revisori dei conti degli enti locali devono al più presto attivarsi per presentare la domanda per svolgere la funzione, altrimenti a quello stesso elenco non potranno essere iscritti”.

E’ l’appello lanciato da Giosuè Boldrini, Consigliere Nazionale dei Commercialisti con delega agli enti locali.

Secondo fonti ministeriali, sottolinea Boldrini, parrebbe infatti ormai prossimo all’emanazione il decreto del Ministro dell’Interno che deve stabilire i criteri per l’inserimento degli interessati nell’elenco da cui verranno scelti con estrazione i revisori dei conti degli enti Locali.

Il decreto dovrebbe entrare in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

A parere della stessa fonte ministeriale non sarebbe necessario attendere il decorso dei 9 mesi dall’entrata in vigore dell’art. 16, comma 25 del D.L. 138/2011 convertito nella Legge 148/2011, come previsto dall’art. 29, comma 11-bis del Decreto Milleproroghe in corso di conversione in legge, ma il Ministero darebbe corso immediatamente alla formazione del nuovo elenco e quindi una volta ultimato tale adempimento, anche prima del decorso dei 9 mesi, il nuovo sistema di nomina entrerebbe in pieno vigore.

A questo punto – afferma Boldrini - non mi sembra opportuno scendere in questioni interpretative sull’entrata in vigore del nuovo sistema di nomina, ma mi preme invece segnalare a tutti i colleghi interessati ad essere iscritti nell’elenco di procedere al più presto alla presentazione o spedizione, prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto, della domanda per svolgere la funzione in un organo di revisione degli enti locali, indirizzandola ad un comune e/o ad una provincia della fascia o delle fasce previste nel nuovo decreto, ciò al fine di dimostrare di avere il requisito richiesto dalla Legge che testualmente prevede all’art. 16, comma 25: “lett. B) necessità ai fini dell’iscrizione nell’elenco di cui al presente comma, di avere in precedenza avanzato richiesta di svolgere la funzione dell’organo di revisione degli enti locali”.

“A tal fine – ricorda Boldrini - le bozze del decreto ministeriale a suo tempo circolate prevedevano tre fasce di enti:

a) fascia 1: comuni, comunità montane, unione dei comuni con popolazione fino a 4.999 abitanti;

b) fascia 2: comuni, comunità montane, unione dei comuni con popolazione da 5.000 fino a 14.999 abitanti;

c) fascia 3: comuni, comunità montane, unione dei comuni con popolazione pari o superiore a 15.000 abitanti e provincie”.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 16.02.2012)

 

 

 

8) CNDCEC: Pubblicata la bozza del 2° principio contabile sugli enti non profit (si tratta delle liberalità)

E’ stata pubblicata il 16.02.2012 la bozza del 2° principio contabile sugli enti non profit (si tratta delle liberalità).

Il documento, redatto dal tavolo tecnico tra Commercialisti, Agenzia per il Terzo settore e Oic, sarà in consultazione pubblica fino a metà maggio 2012.

La definizione delle linee da seguire nel processo di iscrizione e valutazione delle liberalità nel bilancio d’esercizio.

E’ lo scopo del secondo principio contabile per gli enti non profit, redatto dal tavolo tecnico tra Agenzia per il Terzo settore, Consiglio nazionale dei commercialisti (CNDCEC) e Organismo italiano di contabilità (OIC).

Come premesso, il documento, scaricabile dai siti dei tre enti, sarà in consultazione pubblica fino al 15.05.2012.

Questo secondo principio esamina le problematiche inerenti alla contabilizzazione delle liberalità, partendo dal presupposto che l’ente non profit utilizzi un sistema contabile articolato sulla competenza economica, così come previsto dal principio contabile n. 1, ma individuando disposizioni tecniche anche per gli enti non profit che adottano sistema di rilevazione per flussi di cassa.

Per “liberalità” si intendono, ai fini del documento, gli atti che si contraddistinguono per i seguenti presupposti: L’arricchimento del beneficiario con corrispondente riduzione di ricchezza da parte di chi compie l’atto; e lo spirito di liberalità (inteso come atto di generosità effettuato in mancanza di alcuna forma di costrizione).

Le liberalità rappresentano una fonte di sostentamento fondamentale per grande parte degli enti che operano nel terzo settore.

La finalità del documento consiste, quindi, nel definire tecniche di contabilizzazione condivise che possano agevolare la lettura dei bilanci e dei rendiconti degli enti non profit, contribuendo in tal modo a rendere comparabili le informazioni economico-finanziarie e, contestualmente, accrescendo l'accountability delle organizzazioni in parola.

L’intento del tavolo tecnico è quello di definire principi contabili in linea con le tendenze evolutive della migliore prassi esistente a livello nazionale e internazionale, anche attraverso un confronto con le realtà di altri Paesi.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 16.02.2012)

 

 

 

9) Criteri di calcolo dell’indennità suppletiva di clientela

E’ stato pubblicato dalla Fondazione studi Consulenti del lavoro il parere n. 5 del 16.02.2012 relativo ai criteri di calcolo dell’indennità suppletiva di clientela.

Quesito

E’ stato chiesto se all’agente competa, all’atto dello scioglimento del rapporto, l’indennità suppletiva di clientela calcolata sulla base dei criteri stabiliti dall’AEC Industria siglato il 20.03.2002 e in particolare secondo quanto previsto dall’art. 10, oppure se si debba applicare la disposizione contenuta nel comma 3 dell’art. 1751 del c.c. il quale prevede che “L'importo dell'indennità non può superare una cifra equivalente ad un'indennità annua calcolata sulla base della media annuale delle retribuzioni riscosse dall'agente negli ultimi cinque anni e, se il contratto risale a meno di cinque anni, sulla media del periodo in questione.”.

Risposta

La Corte di Giustizia ha deciso la questione pregiudiziale con sentenza 23.03.2006 in causa C - 465/04, stabilendo che l’art. 19 della direttiva del Consiglio 86/653/CEE del 18.12.1986, relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti, deve essere interpretato nel senso che l’indennità di cessazione del rapporto che risulta dall’applicazione dell’art. 17, n. 2, di tale direttiva (recepita nell’art. 1751 c.c.) non può essere sostituita, in applicazione di un accordo collettivo, da un’indennità determinata secondo criteri diversi da quelli fissati da quest’ultima disposizione, a meno che non sia provato che l'applicazione di tale accordo garantisce, in ogni caso, all’agente commerciale un’indennità pari o superiore a quella che risulterebbe dall’applicazione della detta disposizione, poiché l’indennità contemplata dall’Aec deve rappresentare per l’agente un trattamento minimo garantito, che può essere considerato di maggior favore soltanto nel caso che, in concreto, non spetti all’agente l’indennità di legge in misura superiore.

In conclusione, la soluzione dalla Fondazione studi é quella che, con la valutazione ex post, risulta in concreto favorevole all’agente.

Peraltro, a seguito del citato chiarimento della Corte di giustizia UE, la Corte di Cassazione con sentenza n. 21309/2006 ha stabilito il seguente principio di diritto: “l’art. 1751 c.c., comma 6, nel testo sostituito dal D.Lgs. 10 settembre 1991, n. 303, art. 4, si interpreta nel senso che il giudice deve sempre applicare la normativa che assicuri all'agente, alla luce delle vicende del rapporto concluso, il risultato migliore, siccome la prevista inderogabilità a svantaggio dell’agente comporta che l’importo determinato dal giudice ai sensi della normativa legale deve prevalere su quello, inferiore, spettante in applicazione di regole pattizie, individuali o collettive.”

 

 

 

10) Lotta al riciclaggio e finanziamento al terrorismo: Approvati i nuovi standard internazionali GAFI-FATF

Il presidente Del Bufalo: “Lo scambio di informazioni tra gli stati è fondamentale per contrastare la criminalità finanziaria internazionale.”

Nell’anno di Presidenza italiana sono state approvate il 16.02.2012 a Parigi le nuove 40 Raccomandazioni del FATF-GAFI (Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale - Financial Action Task Force) l’organismo internazionale che definisce gli standard mondiali per la lotta al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo, destinati a diventare legge in moltissimi paesi del mondo.

“L’adozione delle nuove Raccomandazioni è un segno tangibile della comune volontà degli Stati di diverse aree geografiche di contrastare il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo e il finanziamento alla proliferazione di armi di distruzione di massa” - ha dichiarato il Presidente Giancarlo Del Bufalo, già Capo Dipartimento presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

“Il nuovo testo delle raccomandazioni delinea sul piano normativo strumenti più incisivi per contrastare l'uso illecito del sistema finanziario, promuove una maggiore trasparenza delle persone giuridiche e indica nella cooperazione internazionale attraverso lo scambio di informazioni tra le autorità la via maestra per lotta alla criminalità finanziaria. Inoltre per la prima volta le Raccomandazioni includono i reati fiscali, compresa l’evasione, come reati presupposto del riciclaggio”.

Tra le altre novità linee guida molto più stringenti in materia di trasparenza delle società e dei trust, al fine di identificarne i titolari effettivi e contrastare l’utilizzo illecito dei veicoli societari per finanziare il terrorismo o riciclare denaro sporco.

Le nuove Raccomandazioni estendono il loro campo d’azione anche al contrasto del finanziamento illecito destinato alla proliferazione delle armi di distruzione di massa in Paesi ad alto rischio.

Il GAFI-FATF valuterà come gli Stati daranno esecuzione alle contromisure richieste dalle sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Sui temi attualissimi della cooperazione internazionale per il contrasto all’evasione fiscale, la tracciabilità delle transazioni finanziarie, la confisca e il congelamento dei beni, le nuove Raccomandazioni obbligano gli Stati ad uno scambio maggiore di informazioni tra le autorità competenti, incoraggiando azioni investigative comuni.

Le Raccomandazioni, infine, approfondiscono il concetto di analisi del rischio, collegandolo ad aree geografiche specifiche, prodotti finanziari e tipologia della clientela, così da permettere una più efficiente allocazione delle risorse.

Cosa è il FATF- GAFI ?

Il Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) è la task force per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

E’ un organismo internazionale fondato nel 1989, di cui fanno parte 34 paesi e 2 enti sovranazionali (la Commissione Europa e il Consiglio per la cooperazione del Golfo).

Ai lavori del FATF partecipano attivamente le Nazioni Unite, il Fondo Monetario e la Banca Mondiale.

La presidenza dura 12 mesi. Per l’Italia il mandato terminerà alla fine di giugno 2012.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato n. 18 del 16.02.2012)

 

 

Vincenzo D’Andò