Novità fiscali del 16 febbraio 2012: prorogato il pagamento dell’imposta di bollo sullo scudi fiscali

Pubblicato il 16 febbraio 2012



Dichiarazione Iva 2012: indicazione dei dati bancari/postali dei piccoli e medi contribuenti; imposte sulle attività finanziarie scudate: prorogata la scadenza del versamento; DURC: Sportello Unico Previdenziale aggiornato; autoliquidazione premi INAIL e contributi associativi; niente IRAP per il professionista che si avvale di co.co.co. solo occasionalmente?; l'accertamento con adesione può salvare il contribuente; anche le società di servizi dei CAF possono utilizzare CIVIS; la finta richiesta di adesione all’accertamento fiscale non sospende i termini del ricorso

 

 

Indice:

 

1) Dichiarazione Iva 2012: Indicazione dei dati bancari/postali dei piccoli e medi contribuenti

 

2) Imposte sulle attività finanziarie scudate: Oggi scade il versamento

 

3) DURC: Sportello Unico Previdenziale aggiornato

 

4) Autoliquidazione premi Inail e contributi associativi

 

5) Niente Irap per il professionista che si avvale di co.co.co. solo occasionalmente ?

 

6) L’accertamento con adesione può salvare il contribuente

 

7) Anche le società di servizi dei Caf possono utilizzare CIVIS

 

8) La finta richiesta di adesione all’accertamento fiscale non sospende i termini del ricorso

 

 

1) Dichiarazione Iva 2012: Indicazione dei dati bancari/postali dei piccoli e medi contribuenti

L’indicazione dei dati bancari e/o postali non è obbligatoria, è, quindi, facoltativa.

Ma sembrerebbe che pochi potranno avvalersi di tale agevolazione, considerando che per le piccole spese (o marginali incassi), di solito si paga (o si riscuote) in contanti (circostanza che fa decadere da tale beneficio).

I righi da VA20 a VA26, della dichiarazione Iva 2012, relativa al 2011, sono riservati all’indicazione degli estremi identificativi dei rapporti (c/c, ecc.) con gli operatori finanziari (ad es. banche, società Poste italiane spa, ecc.) in essere nel periodo di imposta 2011.

I piccoli/medi contribuenti (in particolare, le imprese o i professionisti con ricavi e compensi dichiarati non superiori a 5 milioni di euro)  possono indicare tale dati solo se per tutte le operazioni attive e passive effettuate nell’esercizio dell’attività siano stati utilizzati esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal denaro contante (basta un incasso o un pagamento in contanti per far decadere da tale possibilità).

Riuscendo a fare quando sopra, in caso di accertamenti fiscali con rinvenimento di maggiori volumi affari o maggior reddito da dichiarare, viene prevista la riduzione alla metà delle sanzioni amministrative applicabili.

 

 

2) Imposte sulle attività finanziarie scudate

Dalle Entrate fornite le linee guida per il calcolo e il versamento.

Gli intermediari trattengono l’imposta di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di emersione e l’imposta straordinaria sui prelievi delle stesse attività dal conto del soggetto che ha effettuato l’emersione, oppure ricevono la provvista direttamente da quest’ultimo.

Il versamento è stato prorogato con un comunicato stama dela Ministero dell'enonomia e delle finanze, date le oggettive difficoltà di applicazione della normativa (ricordiamo che i provvedimenti attuativi sono stati pubblicati solo il 14 febbraio).

I codici tributo sono quelli istituiti con la risoluzione n. 14/E del 09.02.2012. Inoltre, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14.02.2012, ha stabilito che gli stessi intermediari (banche italiane, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio, società fiduciarie, agenti di cambio e Poste Italiane S.p.A., nonché stabili organizzazioni in Italia di banche e di imprese di investimento non residenti) segnalano all’Agenzia delle Entrate i soggetti nei cui confronti non è stato possibile applicare e versare le imposte.

La segnalazione va effettuata nel modello 770 ordinario degli intermediari, a decorrere da quello relativo al periodo d’imposta 2012 (mod. 770/2013).

Imposta di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di emersione

Il Decreto “Salva Italia” (art. 19, comma 6, del D.L. n. 201/2011) prevede che le attività finanziarie oggetto di emersione sono soggette, a decorrere dal periodo d’imposta 2011, a un’imposta di bollo speciale annuale pari a:

- 10 per mille per il 2011;

- 13,5 per mille per il 2012;

- 4 per mille per gli anni successivi.

L’imposta è calcolata con riferimento al valore delle attività ancora segretate al 31 dicembre dell’anno precedente.

Per il versamento relativo al periodo d’imposta 2011, il valore delle attività segretate è quello al 06.12.2011.

L’imposta:

- Riguarda le sole attività finanziarie oggetto delle operazioni di emersione attraverso la procedura del rimpatrio (fisico e “giuridico”) e che sono ancora detenute in regime di riservatezza al 06.12.2011, con riferimento al primo anno di applicazione, e al 31 dicembre per gli anni successivi;

- è calcolata sull’ammontare delle somme e sul valore di mercato delle attività finanziarie alla data di riferimento e, in mancanza del valore di mercato, sulla base del valore nominale ovvero quello di rimborso di tali attività;

- è determinata al netto dell’eventuale imposta di bollo pagata.

Imposta straordinaria sui prelievi delle attività oggetto di emersione

Per le attività finanziarie oggetto di emersione che, alla data del 06.12.2011, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse, è dovuta, per il solo anno 2012, un’imposta straordinaria pari al 10 per mille.

L’imposta si applica sulle somme e sul valore di mercato delle attività finanziarie alla data del prelievo o, in mancanza, sul loro valore nominale o di rimborso.

Applicazione e versamento delle imposte

Gli intermediari (banche italiane, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio, società fiduciarie, agenti di cambio e Poste Italiane S.p.A., nonché stabili organizzazioni in Italia di banche e di imprese di investimento non residenti) provvedono a trattenere l’imposta di bollo speciale annuale sulle attività oggetto di emersione e l’imposta straordinaria sui prelievi delle medesime attività dal conto del soggetto che ha effettuato l’emersione o ricevono provvista dallo stesso contribuente.

Sono comprese a questi fini le imprese di assicurazione residenti nel caso in cui le attività rimpatriate, o comunque parte di esse, siano state utilizzate per la sottoscrizione di un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione in regime di riservatezza.

Quando non è possibile operare il prelievo

Gli intermediari segnalano all’Agenzia delle Entrate i contribuenti nei confronti dei quali le imposte non sono state applicate e versate.

La segnalazione, va, quindi, effettuata nella dichiarazione dei sostituti d’imposta e degli intermediari, Modello 770 ordinario, a decorrere da quello relativo al periodo d’imposta 2012 (Modello 770/2013).

Le somme in questione si recuperano tramite ruolo e per l’omesso versamento delle imposte si applica a carico del contribuente una sanzione pari all’importo non versato.

La segnalazione è altresì dovuta qualora il contribuente abbia chiuso il conto segretato tra il 07.12.2011 e il 31.12.2011 e non abbia fornito la provvista per il pagamento dell’imposta.

Modalità di applicazione delle predette imposte

Nell’ipotesi in cui il contribuente detenga il conto segretato presso il medesimo intermediario con il quale è stata effettuata la procedura del rimpatrio delle attività finanziarie, tale intermediario è tenuto a prelevare l’imposta di bollo speciale annuale e l’eventuale imposta straordinaria sui prelievi.

Se il contribuente ha trasferito il conto segretato presso altro intermediario, mantenendo il regime della riservatezza, l’ultimo intermediario presso cui è ancora detenuto il conto è tenuto al prelievo delle imposte.

Qualora il contribuente abbia trasferito il conto segretato presso altro intermediario senza mantenere il regime della riservatezza, l’imposta non è dovuta. Tuttavia, considerato che detto trasferimento è equiparabile ad un prelievo, l’intermediario presso il quale detto prelievo è stato effettuato è tenuto a segnalare il nominativo del contribuente all’Amministrazione Finanziaria.

Nel caso in cui il contribuente abbia trasferito parte delle attività detenute nel conto segretato presso altro intermediario in un conto non segretato, l’intermediario presso cui è detenuto il conto segretato applica l’imposta speciale sulle attività finanziarie ancora segretate e quella straordinaria sulle attività finanziarie eventualmente trasferite o prelevate.

Il contribuente può, comunque, evitare la segnalazione all’Amministrazione finanziaria fornendo la provvista all’intermediario per il pagamento delle imposte. Per l’omesso versamento delle suddette imposte si applica a carico del contribuente una sanzione pari all’importo non versato.

 

 

3) DURC: Sportello Unico Previdenziale aggiornato

DURC: Aggiornato lo Sportello Unico Previdenziale (versione 4.0.1.18).

L’Inail, con la nota (prot.) 60010.14/02/2012.0001010 del 14.02.2012, ha comunicato che è in fase di rilascio la versione 4.0.1.18 dell’applicativo DURC con la quale, in aggiunta ai consueti interventi, saranno rese operative le seguenti implementazioni:

- Chiusura dell'applicativo 4.0 alle aziende e loro intermediari con riferimento alle richieste di DURC per il settore dei contratti pubblici e per agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni ed autorizzazioni;

- inserimento obbligatorio dell’importo dell’irregolarità contributiva nella sezione INPS del certificato;

- nuova dicitura in calce al DURC in caso di annullamento (per renderla più intellegibile all’utenza): “Il presente certificato, riemesso in sede di autotutela in data ...(data di effettiva riemissione del DURC) a seguito di nuova verifica da parte di ...(Ente che ha effettuato l'annullamento e remissione del DURC), annulla e sostituisce il precedente.”;

- richiesta di DURC da parte dei seguenti intermediari già abilitati in Punto Cliente agli altri servizi telematici dell’INAIL:

- Consulente del lavoro e subdelegato;

- Legale rappresentante società capogruppo e subdelegati;

- Legale rappresentante consorzio società cooperative e subdelegati;

- Avvocato e subdelegati;

- Commercialista ed Esperto contabile e subdelegati;

- Responsabile Ufficio Servizio di Associazione - Società e subdelegati;

- Responsabile Ufficio Servizio di Associazioni - non Società e subdelegati;

- Responsabile Ufficio CAF imprese e subdelegati.

Viene poi ricordato che le credenziali di accesso a Sportello Unico Previdenziale da parte di detti soggetti sono le medesime rilasciate per l’accesso ai servizi telematici di Punto Cliente INAIL.

Viene, infine, precisato che, limitatamente ai suindicati profili, qualora l’utente, tramite l’apposita sezione di Sportello Unico Previdenziale (ambiente “Profilo” - funzioni “Modifica anagrafica” e/o “Cambia password”) effettui una qualsiasi modifica relativa alla propria anagrafica ovvero alla password di accesso, tale modifica verrà recepita anche da Punto Cliente e da quel momento varrà per tutti gli altri servizi on-line resi disponibili dall’Istituto.

Diversamente, le variazioni che l’intermediario intende apportare in relazione alle ditte “in delega” dovranno essere effettuate esclusivamente tramite le apposite funzioni di Punto Cliente e saranno automaticamente recepite dall’applicativo di Sportello Unico Previdenziale ai fini della richiesta di DURC.

(Inail, nota prot. 60010.14/02/2012.0001010 del 14.02.2012)

 

 

4) Autoliquidazione premi Inail e contributi associativi

L’Inail ha messo a disposizione sul proprio sito internet la guida all’autoliquidazione premi Inail e contributi associativi.

A decorrere dal 2012 sono effettuate esclusivamente con modalità telematiche:

- la dichiarazione delle retribuzioni per l’autoliquidazione annuale dei premi;

- la comunicazione del pagamento del premio in quattro rate;

- la domanda di ammissione alla riduzione dei premi assicurativi da parte delle aziende artigiane;

- la comunicazione motivata di riduzione delle retribuzioni presunte per la rata di premio anticipato nell’ambito dell’autoliquidazione annuale dei premi.

L’esclusività delle modalità telematiche riguarda soltanto le ditte attive. In caso di cessazione dell’attività assicurata nel corso dell'anno, infatti, la denuncia delle retribuzioni deve continuare ad essere effettuata con il modulo cartaceo (mod. 1031), entro il giorno 16 del secondo mese successivo a quello di cessazione dell'attività assicurata.

Entro il 16 febbraio il datore di lavoro deve:

- Calcolare il premio anticipato per l’anno in corso (rata) e il conguaglio per l’anno precedente (regolazione);

- conteggiare il premio di autoliquidazione dato dalla somma algebrica della rata e della regolazione;

- pagare il premio di autoliquidazione utilizzando il “Modello di pagamento unificato – F24” o il “Modello di pagamento F24 Enti Pubblici”;

- comunicare la riduzione delle retribuzioni presunte per l’anno 2012.

Entro il 16 marzo il datore di lavoro deve: Presentare la dichiarazione delle retribuzioni telematica, comprensiva dell’eventuale comunicazione del pagamento in quattro rate (ai sensi delle leggi n. 449/97 e n. 144/99) nonché della domanda di riduzione del premio artigiani (ai sensi della legge n. 296/2006), in presenza dei requisiti previsti, utilizzando i servizi telematici “Invio dichiarazione salari” o “AL.P.I. online”.

 

 

5) Niente Irap per il professionista che si avvale di co.co.co. solo occasionalmente ?

Non deve pagare l’Irap il professionista che si avvale, nell’esercizio della propria attività, di personale occasionale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1941 del 10.02.2012, che, peraltro, si contrappone alla precedente decisione emessa dalla stessa Corte Suprema (n. 23906 del 2011), con la, invece, sosteneva l’assoggettamento ad Irap del lavoratore autonomo che esercita la propria attività utilizzando, anche occasionalmente, co.co.co..

Adesso, quindi, la Cassazione ritiene che l’occasionalità del lavoro altrui dia comunque diritto al professionista all’esenzione dall’Irap.

La vicenda si é basata sull’impiego, da parte del contribuente, di “lavoro altrui”, laddove il giudice di merito ha accertato la sporadica assistenza da parte di terzi, cioè la occasionalità dell’impiego di lavoro altrui, che esclude, secondo la costante giurisprudenza la sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.

 

 

6) L’accertamento con adesione può salvare il contribuente

Può evitare l’applicazione di sanzioni penali il contribuente che aderisce all’accertamento emesso dal fisco.

L’accertamento con adesione comporta la decadenza dell’azione penale se l’imposta così “negoziata” tra l’Amministrazione finanziaria e il contribuente si riduce al di sotto della soglia di punibilità.

Purché il giudice penale non rinvenga “elementi di fatto che rendano maggiormente attendibile l’iniziale quantificazione del tributo dovuto”.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5640 del 14.02.2012, che ha, così, confermato l’assoluzione dalle accuse di dichiarazione fraudolenta nei confronti di un contribuente che, aderendo all’accertamento con adesione, aveva fatto scendere al di sotto della soglia di punibilità l’importo del tributo dovuto al fisco.

A parere della Corte Suprema, “l’accertamento con adesione e ogni forma di concordato fiscale si collocano sul crinale della distinzione appena tracciata: c’è un’iniziale pretesa tributaria che poi viene ridimensionata non già dal giudice tributario, ma da un atto negoziale concordato tra le parti del rapporto…..”.

 

 

7) Anche le società di servizi dei Caf possono utilizzare CIVIS

Individuati nuovi soggetti da includere tra gli utenti abilitati all’utilizzo del servizio telematico CIVIS.

Ha, quindi, subito modifiche il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 21.06.2007.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il neo Provvedimento del 15.02.2012, concede anche alle società di servizi dei Caf di avvalersi del servizio CIVIS.

L’art. 11 del Decreto n. 164 del 1999 prevede che, per lo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale, il CAF può avvalersi di una società di servizi il cui capitale sociale sia posseduto, a maggioranza assoluta, dalle associazioni o dalle organizzazioni che hanno costituito il CAF o dalle organizzazioni territoriali di quelle che hanno costituito i CAF, ovvero sia posseduto interamente dagli associati alle predette associazioni e organizzazioni.

Trattasi di società che effettuano le attività di assistenza sotto il diretto controllo del CAF ma che non rientrano tra gli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni; queste infatti sono utenti telematici per la sola trasmissione dei modelli F24.

Con il suddetto provvedimento, al fine di semplificare gli adempimenti posti a carico del contribuente, è stato ampliato l’ambito delle funzioni che possono essere svolte dalle predette società in qualità di intermediari telematici, con la previsione dell’utilizzo del servizio telematico CIVIS per conto dei loro assistiti.

Favorendo l’utilizzo dei servizi telematici viene, così, ridotto l’afflusso di contribuenti presso gli uffici razionalizzando e semplificando i rapporti con i contribuenti e riducendo i tempi di erogazione dei servizi che sono forniti tramite il servizio telematico.

 

 

8) La finta richiesta di adesione all’accertamento fiscale non sospende i termini del ricorso

Non basta presentare l’istanza di accertamento con adesione per fermare i termini del ricorso nel contenzioso tributario: Si deve trattare di un istanza che sia reale e concreta, non basta, quindi, solo la forma.

Infatti, la Commissione Tributaria Regionale di Venezia ha stabilito, con la sentenza 154/22/2011, che l’istanza di accertamento con adesione prodotta dalla parte all’ufficio per meri fini dilatori e non seguita da alcun tentativo effettivo di adesione, è assolutamente ininfluente ai fini della sospensione di 90 giorni dei termini di impugnazione prevista dall’art. 6, comma 3, del D.Lgs. n. 218/1997.
Giudizio unitario nei confronti della società e dei soci

Se due contenziosi sono legati dal nesso di pregiudizialità, il tribunale non può pronunciarsi se la sentenza nei confronti della società non è passata in giudicato.

Per decidere sulla fondatezza di un accertamento eseguito nei confronti di un socio, occorre attendere che il contenzioso con la sua impresa non sia pendente.

Il giudice, pertanto, deve sospendere la lite nei confronti della persona fisica in attesa della definizione del reddito societario.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 1867/2012.

 

 

Vincenzo D’Andò