Modello Unico Società di Capitali 2012: la deduzione per capitale investito proprio (ACE)

Il D.L. n. 201 del 06.12.2011, convertito dalla Legge n. 214 del 22.12.2011, per incentivare il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo italiano, ha introdotto una riduzione del prelievo delle imposte sui redditi commisurata al nuovo capitale immesso nell’impresa sotto forma di conferimenti in denaro da parte dei soci o di destinazione di utili a riserva.

Il Legislatore ha previsto l’esclusione dal reddito complessivo dichiarato del rendimento nozionale (fissato al 3% per il primo triennio) riferibile ai nuovi apporti di capitale di rischio e agli utili accantonati a riserva (ACE).

Coloro che sono alle prese con la redazione del bilancio relativo all’esercizio 2011, devono tenere conto anche di tale riduzione.

Avvertono le istruzioni ministeriali al Modello Unico SC 2012 che il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio si determina mediante applicazione dell’aliquota percentuale alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010.

In atto (al 20.02.2012) si attendono ancora le disposizioni di attuazione dell’agevolazione, da stabilire con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite disposizioni aventi finalità antielusiva specifica.

Comunque, a parte ciò, nel citato Modello Unico, nel quadro RS (prospetti vari), è stato inserito il prospetto, da compilare, ai fini della deduzione ACE.

Deduzione per capitale investito proprio (ACE)

Avvertono le stesse istruzioni ministeriali, che il suddetto prospetto deve essere compilato, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2011, dai soggetti che si avvalgono di tale agevolazione, al fine di determinare l’importo ammesso in deduzione dal reddito complessivo netto, corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.

Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è, quindi, valutato mediante l’applicazione dell’aliquota del 3% alla variazione in aumento del suddetto capitale rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010.

La parte del rendimento nozionale che supera il reddito complessivo netto dichiarato è computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.

Il capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010 è costituito dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener conto dell’utile del medesimo esercizio.

Rilevano come variazioni in aumento i conferimenti in denaro nonché gli utili accantonati a riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili; come variazioni in diminuzione:

a) le riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli acquisti di partecipazioni in società controllate; c) gli acquisti di aziende o di rami di aziende.

Per le aziende e le società di nuova costituzione si considera incremento tutto il patrimonio conferito.

Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data del versamento; quelli derivanti dall’accantonamento di utili a partire dall’inizio dell’esercizio in cui le relative riserve sono formate.

I decrementi rilevano a partire dall’inizio dell’esercizio in cui si sono verificati.

In ciascun esercizio la variazione in aumento non può comunque eccedere il patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, escluso l’utile del medesimo periodo.

A tal fine nel rigo RS113 va indicato:

– nella colonna 1, l’importo degli incrementi del capitale proprio pari all’ammontare dei conferimenti in denaro e degli utili accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili, rispettivamente versati e accantonati nel corso del periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione;

– in colonna 2, l’importo dei decrementi del capitale proprio pari all’ammontare delle riduzioni del patrimonio netto con…

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