Modello Unico Società di Capitali 2012: la deduzione per capitale investito proprio (ACE)

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 27 febbraio 2012



nella redazione dei bilanci per l'anno 2011 occorre tenere conto anche della deduzione per capitale investito proprio (cd. incentivo ACE); le istruzioni ministeriali per la compilazione del Modello Unico 2012

Il D.L. n. 201 del 06.12.2011, convertito dalla Legge n. 214 del 22.12.2011, per incentivare il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo italiano, ha introdotto una riduzione del prelievo delle imposte sui redditi commisurata al nuovo capitale immesso nell’impresa sotto forma di conferimenti in denaro da parte dei soci o di destinazione di utili a riserva.

Il Legislatore ha previsto l’esclusione dal reddito complessivo dichiarato del rendimento nozionale (fissato al 3% per il primo triennio) riferibile ai nuovi apporti di capitale di rischio e agli utili accantonati a riserva (ACE).

Coloro che sono alle prese con la redazione del bilancio relativo all’esercizio 2011, devono tenere conto anche di tale riduzione.

Avvertono le istruzioni ministeriali al Modello Unico SC 2012 che il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio si determina mediante applicazione dell’aliquota percentuale alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010.

In atto (al 20.02.2012) si attendono ancora le disposizioni di attuazione dell’agevolazione, da stabilire con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite disposizioni aventi finalità antielusiva specifica.

Comunque, a parte ciò, nel citato Modello Unico, nel quadro RS (prospetti vari), è stato inserito il prospetto, da compilare, ai fini della deduzione ACE.

Deduzione per capitale investito proprio (ACE)

Avvertono le stesse istruzioni ministeriali, che il suddetto prospetto deve essere compilato, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2011, dai soggetti che si avvalgono di tale agevolazione, al fine di determinare l’importo ammesso in deduzione dal reddito complessivo netto, corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.

Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è, quindi, valutato mediante l’applicazione dell’aliquota del 3% alla variazione in aumento del suddetto capitale rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010.

La parte del rendimento nozionale che supera il reddito complessivo netto dichiarato è computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.

Il capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31.12.2010 è costituito dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener conto dell’utile del medesimo esercizio.

Rilevano come variazioni in aumento i conferimenti in denaro nonché gli utili accantonati a riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili; come variazioni in diminuzione:

a) le riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli acquisti di partecipazioni in società controllate; c) gli acquisti di aziende o di rami di aziende.

Per le aziende e le società di nuova costituzione si considera incremento tutto il patrimonio conferito.

Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data del versamento; quelli derivanti dall’accantonamento di utili a partire dall’inizio dell’esercizio in cui le relative riserve sono formate.

I decrementi rilevano a partire dall’inizio dell’esercizio in cui si sono verificati.

In ciascun esercizio la variazione in aumento non può comunque eccedere il patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, escluso l’utile del medesimo periodo.

A tal fine nel rigo RS113 va indicato:

- nella colonna 1, l’importo degli incrementi del capitale proprio pari all’ammontare dei conferimenti in denaro e degli utili accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili, rispettivamente versati e accantonati nel corso del periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione;

- in colonna 2, l’importo dei decrementi del capitale proprio pari all’ammontare delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo (sia in denaro che in natura), ai soci o partecipanti;

- in colonna 3, l’ammontare delle riduzioni pari agli acquisti di partecipazioni in società controllate e agli acquisti di aziende o di rami di aziende. In tale colonna vanno, altresì, indicate le altre riduzioni derivanti dalle disposizioni aventi finalità antielusiva eventualmente stabilite dal predetto decreto del Ministro dell’economia e delle finanze;

- in colonna 4, la differenza tra l’importo di colonna 1 (incrementi) e la somma degli importi di colonna 2 (decrementi) e di colonna 3 (riduzioni); qualora il risultato sia pari o inferiore a zero, le successive colonne non vanno compilate, in quanto non sussiste alcuna variazione in aumento del capitale proprio;

- in colonna 5, l’importo del patrimonio netto risultante dal bilancio dell’esercizio, con esclusione dell’utile dell’esercizio stesso. Se il patrimonio netto assume valore negativo o zero, le successive colonne non vanno compilate, in quanto non sussiste alcuna variazione in aumento del capitale proprio;

- in colonna 6, il minore tra l’importo di colonna 4 (differenza) e quello di colonna 5 (patrimonio netto);

- in colonna 7, il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, pari al 3% dell’importo di colonna 6, se positivo;

- in colonna 8, il codice fiscale del soggetto partecipato (artt. 5 e/o 115 del TUIR) ovvero del Trust trasparente o misto di cui il dichiarante risulta beneficiario che ha attribuito per trasparenza il rendimento nozionale eccedente il proprio reddito complessivo netto dichiarato, e in colonna 9 il relativo importo. Nel caso in cui il dichiarante abbia ricevuto il rendimento nozionale da più soggetti deve compilare più moduli, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e di riportare la numerazione progressiva nella casella posta in alto a destra del presente quadro;

- in colonna 10, l’importo del rendimento nozionale complessivo pari alla somma tra l’importo indicato in colonna 7 e quello indicato in colonna 9, di tutti i moduli compilati. In caso di compilazione di più moduli i dati di cui alle colonne da10 a12 vanno riportati soltanto sul modulo numero 1. Detto ammontare va riportato, fino a concorrenza del reddito complessivo netto dichiarato, nel rigo RN6, colonna 3, e/o nel rigo PN4, colonna 1, ovvero nel rigo GN6, colonna 3, ovvero nel rigo TN4, colonna 3, nonché nel rigo RQ43, colonna 9 o nel rigo RQ64, colonna 4.

Le istruzioni ministeriali, quindi, precisano che qualora il dichiarante sia un soggetto che abbia optato per la trasparenza fiscale ai sensi degli artt. 115 o 116 del TUIR, ovvero sia un Trust trasparente, l’ammontare del rendimento nozionale non utilizzato nei suddetti righi a scomputo del proprio reddito complessivo netto dichiarato, è attribuito a ciascun socio in misura proporzionale alla sua quota di partecipazione agli utili ovvero ai beneficiari del Trust trasparente (vedi righi TN17 e PN10). In caso di Trust misto la quota non utilizzata nel rigo PN4, colonna 1, e non attribuita ai beneficiari va riportata nel quadro RN.

Qualora, invece, il dichiarante abbia aderito al regime del consolidato fiscale l’ammontare del rendimento nozionale non utilizzato nel rigo GN6 a scomputo del proprio reddito complessivo netto dichiarato è ammesso in deduzione dal reddito complessivo globale netto di gruppo dichiarato fino a concorrenza dello stesso (vedi rigo GN22). L’eccedenza che non trova capienza nel suddetto reddito complessivo globale netto di gruppo è computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.

- in colonna 11, l’importo del rendimento nozionale di cui a colonna 10 che non è stato possibile utilizzare in deduzione dal reddito complessivo netto dichiarato nel quadro RN, ovvero dal reddito complessivo netto dichiarato di gruppo; tale importo è computato in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi;

- in colonna 12, l’importo del rendimento nozionale di cui a colonna 10 che non è stato possibile utilizzare in deduzione dal reddito complessivo netto dichiarato assoggettato all’addizionale di cui all’articolo 81 del D.L. n. 112 del 2008 (rigo RQ43) ovvero assoggettato alla maggiorazione di cui all’art. 2, comma 36-quinquies, del D.L. n. 138 del 2011 (rigo RQ64); tale importo è computato in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.

 

 

27 febbraio 2012

Vincenzo D’Andò