Il passaggio dal regime ordinario al regime dei minimi e viceversa

Con l’anno d’imposta 2012 sono molti i contribuenti che cambieranno regime contabile a seguito delle novità introdotte nel cosiddetto regime dei minimi. Ricordiamo che si stima che il 90% dei vecchi contribuenti minimi sarà escluso dall’applicazione delle nuove regole introdotte; allo stesso tempo (ma si tratta di casi minoritari), alcuni dei contribuenti, che non utilizzavano il regime dei minimi nel quinquennio, potrebbero decidere di usufruire (se ne hanno i requisiti) del nuovo regime dei minimi, data l’aliquota d’imposta ultra-agevolata (il 5%)

Vediamo come si dovranno comportare tali contribuenti devono affrontare il cambio di regime contabile e fiscale.

 

SOGGETTI CHE ENTRANO NEL REGIME DEI MINIMI

Per i contribuenti che, avendo iniziato l’attività prima del 2012, entrano quest’anno nel nuovo regime di favore scatta l’obbligo di effettuare la rettifica della detrazione Iva ai sensi dell’art. 19-bis2, D.P.R. 633/1972 e versare l’Iva conseguente in un’unica soluzione o in cinque rate a partire dal termine per il saldo Iva relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime (2011). Le rate successive devono essere versate entro i termini del versamento a saldo dell’imposta sostitutiva dell’Irpef (art. 7, c. 1, lett. f, D.M. 2.1.2008). L’Iva versata costituisce costo deducibile per il contribuente minimo.

Quanto agli aspetti documentali, i soggetti che fino al 2011 hanno adottato il regime ordinario o quello delle nuove iniziative e che, entro il 31.12.2011, hanno emesso fatture con applicazione dell’Iva, senza però aver ottenuto l’incasso entro la medesima data, non devono modificare le fatture emesse, anche se dal 2012, anno in cui avviene l’incasso delle fatture, adotteranno il regime fiscale di favore di cui al D.L. 98/2011.

Analogamente, i contribuenti minimi ex L. 244/2007 che entro il 31.12.2011 hanno emesso le fatture senza applicazione dell’Iva (art. 1, co. 100, L. 244/2007), ma non hanno incassato il corrispettivo, non devono porre in essere alcun adempimento e, quindi, non devono integrare con l’Iva le fatture già emesse che saranno incassate nel 2012. Ciò è vero anche in caso di fuoriuscita dal regime di favore, in quanto: ai fini Iva il meccanismo dell’indetraibilità al momento dell’acquisto e la non applicazione dell’imposta al momento della fatturazione non ha generato salti o duplicazioni d’imposta; ai fini delle imposte dirette vige la disciplina, di cui al co. 112, dell’art. 1, L. 244/2007 che evita detti fenomeni distorsivi.

 

SOGGETTI CHE FUORIESCONO DAL REGIME DEI MINIMI

Coloro che non possono accedere al nuovo regime di favore devono valutare alcune questioni che attengono:

– al regime contabile da adottare;

– alla rettifica dell’Iva.

Regime contabile semplificato

I soggetti che fuoriescono dal regime dei minimi (da quello vecchio o da quello nuovo) entrano, naturalmente, in un regime contabile semplificato (Provv. Ag. Entrate 22.12.2011, n. 185825).

Possono applicare questo regime le persone fisiche che rispettano i limiti per entrare nel regime dei contribuenti minimi ma che non possono applicarlo perché non rispettano i nuovi limiti di accesso.

Questo può essere adottato, oltre da coloro che rinunciano volontariamente al regime dei minimi, anche da coloro che vi fuoriescono (es. per superamento del quinquennio di durata del regime) o che nel 2012 non vi possono accedere per via dei nuovi requisiti introdotti dal comma 2 dell’art. 27, D.L. 98/2011 (es. mancanza del requisito della novità dell’attività, oppure perché hanno iniziato l’attività prima del 2008).

Detto regime prevede semplificazioni solo dal punto di vista amministrativo (relativamente agli adempimenti contabili e di versamento), in quanto la determinazione del reddito e l’applicazione dell’Iva avviene secondo le regole ordinarie.

Tra le semplificazioni ricordiamo:

– il versamento dell’Iva solo annualmente, con il conseguente esonero dalle liquidazioni periodiche e dal versamento dell’acconto Iva;

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