Il contribuente ed il redditometro - parte III

PremessaContinuiamo il nostro percorso di illustrazione delle sentenze relative al redditometro e al più esteso istituto dell’accertamento sintetico. Nelle sentenze proposte questo mese, tutte datate 2011, diamo rilievo soprattutto al principio della disponibilità del bene, e alle sue implicazioni.Il requisito della disponibilità dei beniIl requisito della disponibilità dei beni indicati come indici e coefficienti presuntivi di capacità contributiva contempla anche le ipotesi di utilizzo a qualsiasi titolo, anche di fatto, da parte di terze persone in quanto obiettivo della disciplina è l’individuazione di fonti di reddito non dichiarate.(Cassazione, sentenza n. 12448/11)Rileva la disponibilità, non la proprietàL’accertamento sintetico fondato sul c.d. “redditometro” è basato sulla disponibilità dei beni costituenti “fatti indice”, per cui non ha alcun rilievo la proprietà del bene. Il contribuente “accertato” può dimostrare che il bene è nella disponibilità di altri, adducendo che sono questi a sostenere le spese, ma occorre che le spese siano effettivamente sostenute dal terzo (non è stata ritenuta sufficiente la produzione della quietanza di pagamento dell’assicurazione dell’auto, siccome detto documento, nonostante rechi il nome di un soggetto terzo, non dimostra che questi abbia materialmente erogato le somme per il premio assicurativo).Inoltre, non è sufficiente affermare che il bene è stato acquistato in regime di comunione legale, per cui dovrebbe essere imputato, ai fini “redditometrici”, a entrambi i coniugi, siccome, come del resto prevede l’art. 179 c.c., la presenza della comunione legale non esclude che taluni beni, acquistati in vigenza di tale regime, cadano effettivamente in comunione (da qui la necessità di produrre almeno l’atto di acquisto).(Cassazione, sentenza n. 11213/11)La disponibilità di autoveicoli in Italia o all’esteroIn tema di accertamento dei redditi, nella disciplina ratione temporis vigente, la disponibilità di autoveicoli in Italia o all’estero costituisce un elemento indicativo di capacità contributiva. Il possesso del bene costituisce una presunzione legale ai sensi dell’art. 2728 c.c. e il giudice tributario non può privare tale elemento che la legge ha inteso annettere alla loro disponibilità potendo solo valutare la prova che il contribuente offre in ordine alla provenienza non reddituale delle somme necessarie per mantenerne il possesso.(Cassazione, sentenza n. 9549/11)Corollari del concetto di disponibilitàQuesta Corte (Cass. n. 16284/2007) ha ritenuto che “in tema di accertamento dei redditi, costituiscono – ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n.  600, art. 2 (nel testo originariamente vigente)” “elementi indicativi di capacità contributiva”, tra gli altri, specificamente la “disponibilità in Italia o all’estero” di “autoveicoli”, nonchè di “residenze principali o secondarie”.La disponibilità di tali beni, come degli altri previsti dalla norma, costituisce, quindi, una presunzione di “capacità contributiva” da qualificare “legale” ai sensi dell’art. 2728 cod. civ., perchè è la stessa legge che impone di ritenere conseguente al fatto (certo) di tale disponibilità la esistenza di una “capacità contributiva”. Pertanto, il giudice tributario, una volta accertata l’effettività fattuale degli specifici “elementi indicatori di capacità contributiva” esposti dall’Ufficio, non ha il potere di togliere a tali “elementi” la capacità presuntiva “contributiva” che il legislatore ha connesso alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova che il contribuente offra in ordine alla provenienza non reddituale (e, quindi, non imponibile o perchè già sottoposta ad imposta o perch&…

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