Testo unico delle professioni entro fine 2012 e tirocinio di 18 mesi

la manovra del governo Monti modifica ulteriormente le disposizioni di riforma degli ordinamenti professionali: ecco tutte le novità

Entro il 31 dicembre 2012 il governo dovrà raccogliere in un testo unico le disposizioni concernenti gli ordinamenti professionali non abrogate a seguito della riforma introdotta a partire dalla cosiddetta “manovra di Ferragosto”. A prevederlo è il decreto “salva Italia”, approvato il 16 dicembre scorso dalla Camera.

L’articolo 33 del DL 201/2011, come integrato in sede referente da parte delle Commissioni riunite Finanze e Bilancio della Camera, prevede una modifica a cascata sulla legge di Stabilità 2012 e sulla precedente manovra dell’agosto scorso.

In particolare, il primo comma dello stesso articolo modifica il comma 2 della legge di Stabilità 2012 (legge 183/2011), che, a sua volta, interviene sul DL 138/2011 (c.d. “manovra di Ferragosto”), che, con l’articolo 3, comma 5, ha sostanzialmente avviato la riforma degli ordini professionali, da attuarsi con DPR regolamentare (ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400) entro il 13 agosto 2012, sulla base dei seguenti principi:

  • libertà di accesso alle professioni, senza alcuna limitazione del numero di soggetti che possono esercitare un’attività professionale, ad eccezione di quelle per le quali sussiste un interesse pubblico a tale limitazione;

  • obbligo di formazione continua permanente e sanzioni disciplinari in caso di violazione;

  • durata massima del tirocinio, che deve essere retribuito, non superiore a diciotto mesi;

  • accordo, all’atto del conferimento dell’incarico professionale, del compenso spettante;

  • obbligo di assicurazione professionale;

  • istituzione da parte degli ordinamenti professionali di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l’istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina;

  • pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l’attività professionale (compensi compresi).

L’articolo 33, comma 1, del DL 201/2011 conferma che le norme vigenti sugli ordinamenti professionali sono abrogate con effetto dall’entrata in vigore del regolamento governativo sopra menzionato e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012. Inoltre, la disposizione – ed è questa la novità maggiore – introducendo il nuovo comma 5-ter all’articolo 3 del DL 138/2011, stabilisce che il Governo, entro il 31 dicembre 2012, provvede a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge, che non risultano abrogate perché in contrasto con i principi di riforma sopra illustrati, in un testo unico da emanare ai sensi dell’articolo 17-bis della legge 23 agosto 1988, n. 400.

In sostanza, quindi, dall’intreccio della prefata normativa emerge che l’attuazione della riforma delle professioni avverrà con due diversi atti normativi: uno di natura regolamentare, finalizzato alla definizione degli aspetti collegati all’attuazione dei principi a cui si ispira la riforma, l’altro avente forza di legge e recante tutte le disposizioni vigenti, derivanti dalla “vecchia” normativa, non in contrasto con tali principi.

Per quanto concerne il timing della riforma, come osservato in un recente dossier della Camera sul decreto “salva Italia”, il termine entro cui deve essere emanato il decreto regolamentare (13 agosto 2012) è meramente ordinatorio, mentre l’abrogazione delle disposizioni normative riguardanti gli ordinamenti professionali in contrasto con i principi riformatori decorre comunque dallo stesso termine, per cui, nel caso di mancata emanazione del provvedimento entro tale termine, potrebbe verificarsi una lacuna normativa (si pensi al caso della durata del tirocinio professionale che attualmente per alcuni ordinamenti professionali è fissata in 3 anni, mentre i principi di riforma la limitano a 18 mesi; dal 13 agosto 2012 le “vecchie” disposizioni che stabiliscono la durata di 3 anni sono comunque abrogate, ma nell’eventuale assenza del decreto regolamentare si creerebbe un vulnus normativo che renderebbe…

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