Stanziamento imposte 2011: l’agevolazione “aiuto alla crescita economica” (ACE)

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 9 gennaio 2012



in sede di chiusura dei bilanci 2011 è già possibile prevedere l'impatto dell'agevolazione cd. "ACE", inserita nel decreto Salva-Italia e già in essere a dicembre 2011, sullo stanziamento delle imposte?

In sede di chiusura dell’esercizio 2011, può rendersi utile recepire, già in sede di formazione del bilancio, la particolare agevolazione IRES, valevole sin a decorrere dall’esercizio in corso al 31/12/2011, finalizzata ad incentivare il ricorso al capitale proprio e all’autofinanziamento delle imprese (cosiddetto “Aiuto alla crescita economica, ACE) consistente ell’esenzione ai fini IRES di un importo corrispondente al Rendimento figurativo del Nuovo Capitale proprio dell’anno.

 

1. DESCRIZIONE DELL’AGEVOLAZIONE

Con la manovra fiscale di dicembre u.s. (art. 1 D.L. 6/12/2011, n. 201 - c.d. Salva Italia), è stata introdotta già per l’esercizio 2011 (Società con esercizio sociale coincidente con l’anno solare) un’agevolazione IRES per incentivare il ricorso al capitale proprio e all’autofinanziamento delle imprese.

 

Più in particolare, la misura prevede l’esenzione1 ai fini IRES di un importo corrispondente al c.d. Rendimento nozionale del Nuovo Capitale Proprio, ottenuto applicando alla variazione incrementale annua del capitale proprio un’aliquota percentuale determinata annualmente da un apposito decreto ministeriale. In particolare, è stabilito che la determinazione del RNC avvenga considerando i rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici con un possibile spread in aumento di tre punti percentuali. Tuttavia, per il primo triennio di applicazione (fino al 2013), il RNC è fissato al 3%.

Il capitale proprio di riferimento è rappresentato dal patrimonio netto del bilancio 2010 escluso l’utile dell’esercizio stesso.

 

Rispetto al capitale proprio di riferimento, si considerano:

a. variazioni in aumento:

l’importo dei conferimenti in denaro2;

l’importo degli utili destinati a riserva, esclusi quelli destinati a riserve non disponibili3;

 

b. variazioni in diminuzione:

l’importo delle riduzioni di patrimonio netto con attribuzione a qualsiasi titolo ai soci4;

gli acquisiti di partecipazioni in società controllate;

gli acquisti di aziende o rami d’azienda.

 

Il meccanismo agevolativo prevede che, rispetto al capitale proprio di riferimento, le variazioni in aumento ed in diminuzione rilevate in ogni esercizio si cumulino per calcolare in ciascun esercizio successivo la quota di reddito agevolabile.

L’agevolazione prevede, inoltre, un meccanismo di riporto in avanti (cosiddetto “carry on”). Infatti, la parte di Nuovo Capitale Proprio che eccede il reddito complessivo netto dichiarato potrà essere rinviata – senza limiti temporali - in abbattimento del reddito imponibile dei periodi d’imposta successivi.

Si precisa ancora che per la determinazione del risultato agevolabile, stante il rinvio alle norme del TUIR, valgono i principi di derivazione a partire dal bilancio predisposto secondo la corretta applicazione dei principi contabili.

 

2. ASPETTI OPERATIVI

Al fine di predisporre gli elementi necessari per la determinazione delle imposte di competenza dell’esercizio, nonché per avviare la raccolta delle informazioni propedeutiche per la redazione del modello Unico SC della dichiarazione dei redditi, è in genere utile predisporre delle tabelle riassuntive, raccordate con i dati della contabilità, contenenti la movimentazione (saldo iniziale; dettaglio incrementi; dettaglio decrementi; saldo finale) di ciascuna posta del patrimonio netto indicata a bilancio, escluso l’utile dell’esercizio.

 

Occorre poi avere l’accortezza di indicare separatamente, tra le movimentazioni, gli utilizzi in decremento del Patrimonio Netto per dividendi, riduzioni di capitale, copertura perdite, riclassifiche, nonché tra le voci di incremento, l’importo dei conferimenti in denaro ricevuti con separata evidenziazione della relativa data di versamento.

 

E’ anche necessario computare come decremento del Nuovo Capitale Proprio l’importo degli acquisiti di partecipazioni in società controllate effettuati nell’esercizio, compresi gli importi riconosciuti (ancorché non ancora materialmente versati) a copertura perdite, avendo cura di considerare tali acquisti per intero ancorché il controllo sia raggiunto per effetto dell’ultimo acquisto effettuato nell’esercizio.

Va anche computato in decremento l’ammontare degli acquisti di aziende o rami d’azienda effettuati nell’esercizio; detti importi devono essere indicati per l’importo effettivamente riconosciuto al cedente (attività al netto delle relative passività acquisite).

 

9 gennaio 2012

Giovanni Mocci

1 Sotto forma di deduzione dal reddito complessivo netto IRES della quota agevolata, che in questo modo sconta l’imposta ad aliquota “zero” anziché del 27,5%.

2 Tali incrementi rilevano pro rata temporis dalla data di versamento. Non essendo diversamente specificato, i conferimenti in denaro rilevanti ai fini dell’agevolazione riguardano anche quelli effettuati a copertura di perdite nonché le rinunce ai crediti dei soci (nella sostanza equiparabili ai versamenti a fondo perduto), rilevanti – in questo caso - dalla data della rinuncia (cfr. CM del 21.12.2009 n. 53 con riferimento all’analoga agevolazione prevista dall’art. 5, comma 3-ter del D.L. n. 78/2009). Del resto, la logica del provvedimento è dichiaratamente ispirata al rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese con capitale proprio. Inoltre potranno essere considerati anche i conferimenti in denaro acquisiti da altro soggetto successivamente incorporato, ma al netto della quota conferita dall’incorporante (applicando quanto riconosciuto per la Dual Income Tax con Risol. Agenzia Entrate 147/E del 16.5.2002)

3 Detti incrementi rilevano, invece, per intero dall’esercizio in cui sono stati deliberati. La nozione di disponibilità è da porre in relazione alle disposizioni civilistiche in materia di bilancio (es. art. 2430 cod. civ. – Riserva legale). Sul punto è probabile che il decreto di attuazione chiarisca l’effettiva portata con riguardo alla riserva legale e alla circostanza se la non disponibilità rilevante ai fini dell’ACE debba essere solo quella derivante da precisi obblighi di legge o anche quella derivante da vincoli statutari. Non essendo, inoltre, diversamente specificato, tali incrementi potrebbero originarsi anche a seguito di incorporazione di altro soggetto.

4 Tutti i decrementi rilevano per intero dall’esercizio in cui si sono verificati. Analogamente a quanto previsto per i conferimenti in denaro ricevuti, si ritiene che valgano in riduzione anche i versamenti effettuati a copertura perdite nelle partecipazioni controllate ed, in generale, che detti decrementi – al pari degli acquisti - rilevino ancorché effettuati da altro soggetto successivamente incorporato. Invece cesseranno di rilevare in diminuzione, dalla data dell’incorporazione, i conferimenti effettuati nella società incorporata (Risol. Agenzia Entrate 147/E citata). Si dovrebbe ritenere che restino escluse dal novero delle diminuzioni le somme attribuite ai soci a titolo di recesso, in quanto tali attribuzioni spettano di diritto ai soci indipendentemente dalla volontà della società.