Novità fiscali del 24 gennaio 2012: IMU e terreni agricoli

Pubblicato il 24 gennaio 2012



sanatoria delle liti fiscali pendenti entro il 2 aprile 2012; tracciabilità dei pagamenti nei rapporti di lavoro; INE e parametri professioni: pubblicate sul sito delle Entrate le bozze per il 2012; Decreto Liberalizzazioni approvato dal CDM; terreni agricoli esenti da IMU; indennità una tantum in favore dei lavoratori somministrati

 

 

Indice:

 

1) Sanatoria delle liti fiscali pendenti entro il 2 aprile 2012

 

2) Tracciabilità dei pagamenti nei rapporti di lavoro

 

3) Ine e Parametri professioni: Pubblicate sul sito delle Entrate le bozze per il 2012

 

4) Decreto Liberalizzazioni approvato dal CDM

 

5) Terreni agricoli esenti da IMU

 

6) Indennità una tantum in favore dei lavoratori somministrati

 

 

1) Sanatoria delle liti fiscali pendenti entro il 2 aprile 2012

Con l’emendamento approvato al cd. decreto milleproroghe viene disposta la riapertura della definizione delle liti fiscali pendenti al 31.12.2011.

L’obbligo del versamento, e la data di presentazione dell’istanza, vengono previsti entro il prossimo 2 aprile.

I giudizi sono sospesi fino al 30.06.2012. In caso di presentazione della domanda, sono sospesi fino al 30.09.2012.

Resta immutato il costo per l’adesione alla sanatoria.

€ 150,00 per valori della lite fino a € 2.000, oltre si applica il 10%, il 50% a seconda del grado di soccombenza, il 30% (se non è intervenuta nessuna pronuncia).

 

 

2) Tracciabilità dei pagamenti nei rapporti di lavoro

Gli acconti pagati ai dipendenti, ed amministratori societari, in contanti (sotto il limite di € 1.000,00 ma con busta paga complessiva del mese di riferimento che supera tale importo), sulla base di vecchie consuetudini aziendali, non violano la normativa antiriciclaggio (come nel caso degli acconti erogati in denaro contante, settimanalmente, dalle imprese edili).

E’ questo il chiarimento più interessante contenuto nella circolare n. 1 del 23 gennaio 2012 emessa dalla Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

L’abbassamento della soglia di tracciabilità, voluta dal governo Monti, influisce sui sistemi di pagamento delle retribuzioni e dei compensi dovuti ai lavoratori dipendenti e collaboratori di aziende e professionisti.

Difatti, il limite all’uso del contante arriva fino a € 999.99 e dal 1° febbraio 2012 termina il periodo transitorio che sospende le sanzioni previste per i trasferimenti oltre soglia.

In tale contesto, il lavoratore non ha nessun obbligo di apertura del conto corrente bancario o postale.

Lo ha, inoltre, precisato la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, con la circolare n. 1 del 23.01.2012, incentrata sulla “tracciabilità e rapporti di lavoro”.

Come è noto, l’art. 12 del D.L. del 4.12.2011 n. 201 convertito in Legge 22.12.2011, n. 214, infatti, stabilisce che le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’art. 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del D.Lgs. 21.11.2007, n. 231, sono adeguate all’importo di euro mille.

Ecco di seguito tutti i chiarimenti contenuti in tale neo circolare della Fondazione dei Consulenti del Lavoro.

Divieto nell’utilizzo del contante

È vietato il trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore, di importo pari o superiore a 1.000 euro tra soggetti diversi.

L’operazione può avvenire solo per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane SpA.

Il limite deve intendersi riferito ad operazioni “complessivamente” eseguite infatti, la norma prevede che il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati (art. 49 D.Lgs. n. 231/2007).

Retribuzioni e cumulabilità dei pagamenti frazionati

Riguardo l’applicazione della particolare normativa antiriciclaggio, sia nelle operazioni che svolgono i comuni cittadini sia quelle svolte nell’ambito del rapporto di lavoro, la Fondazione studi dei CDL si sofferma, particolarmente, sul corretto significato dell’avverbio “complessivamente” o dei “pagamenti frazionati” utilizzato dal legislatore (viene fatto rinvia ad uno specifico parere rilasciato dal Consiglio di Stato n. 1504/1995).

Tale problematica, peraltro, adesso si è accentuata con l’abbassamento della soglia da 2.500 euro a 1.000 euro soprattutto nei rapporti di lavoro.

Infatti, è molto frequente in determinati settori (tra tutti, edilizia e agricoltura o lavoro domestico) il pagamento di acconti settimanali che cumulativamente superano facilmente il limite di 1.000 euro.

In via generale, non esiste un principio di cumulabilità di distinte operazioni svolte tra i medesimi soggetti.

Ne consegue, rileva tale Fondazione, che sono astrattamente ammessi più pagamenti tra i medesimi soggetti a condizione si riferiscano a operazioni diverse.

Il problema si pone, invece, quando le medesime parti danno luogo a più trasferimenti che riguardano la medesima operazione.

L’obbligo della tracciabilità prescinde dalla natura giuridica dei soggetti interessati dalla transazione e dalla causa sottostante avendo come unico punto di riferimento il citato limite quantitativo di 1.000,00 euro.

Per espressa previsione normativa l’importo di 1.000 euro, deve essere considerato “complessivamente”, evitando, in tal modo, l’aggiramento delle operazioni frazionate, realizzato attraverso il ricorso a due o più operazioni per contanti per importi inferiori.

L’art. 49, comma 1, secondo periodo del D.Lgs n. 231/07 stabilisce che “Il trasferimento é vietato anche quando é effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati”.

L’art. 1, comma 2, lettera m), del medesimo decreto considera “operazione frazionata” un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti dal presente decreto, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni, fermo restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale.

Sul punto, la circolare n. 2/2012 del MEF richiama anche il parere del Consiglio di Stato il quale, analizzando un testo normativo precedente al decreto vigente, è stato chiamato ad interpretare quando va applicato il criterio del cumulo delle operazioni.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che “in mancanza di un preciso limite temporale e nell’evidente impossibilità di desumere tale limite in via interpretativa, debba senz’altro prendersi come punto principale di riferimento un criterio oggettivo sopra ricordato (ndr, ambito temporale di sette giorni), tenendo conto però della circostanza che la presenza di determinati elementi, anche in ordine temporale, potrebbe rendere pienamente compatibili con le finalità delle misure di anti riciclaggio eventuali eccezioni alla regola in parola, in talune fattispecie particolari”.

Il principio espresso dal Consiglio di Stato ha trovato poi una “copertura” normativa nella richiamata lettera m).

Ne consegue, dunque, a parere dei Consulenti del Lavoro, l’ammissibilità di operazioni di importi anche complessivamente pari o superiori alla soglia consentita, sempre che il frazionamento in più importi “inferiori alla soglia” sia previsto da prassi commerciali, o conseguenza della libertà contrattuale (ad esempio, vendite a rate) e non, invece, artificiosamente realizzato per dissimulare il passaggio di somme ingenti in contanti.

Pertanto, anche i salari e gli stipendi di importo superiore al predetto limite in via generale vanno pagati con assegno bancario o circolare non trasferibile, bonifico bancario o altre modalità di pagamento tracciato previste dalle legge.

Tuttavia, rileva la circolare dei CDL, é prassi molto diffusa, soprattutto in taluni settori di attività (ad esempio, edilizia o agricoltura o lavoro domestico) il pagamento di acconti settimanali in contanti di importo inferiore a 1.000 euro che complessivamente danno luogo ad una paga mensile pari o superiore a tale limite.

Spesso, si tratta di accordi verbali che si protraggono da tempo nelle aziende. Secondo la Fondazione studi dei CDL, riguardo “ai rapporti di lavoro in essere la prassi adottata costituisce oramai un diritto acquisito dal lavoratore che è penetrato nel contratto individuale, con la conseguenza che non viola alcuna regola di antiriciclaggio”.

Con riferimento ai nuovi rapporti, è bene regolamentare nel contratto individuale i criteri di pagamento della retribuzione anche confermando la prassi esistente per la generalità dei lavoratori presenti in azienda.

Nessun problema viene visto anche per i casi di rimborsi spese corrisposti mensilmente in contanti agli amministratori a fronte di giustificativi consegnati anche se complessivamente nell’anno dovesse superare la soglia di 1.000 euro.

Modalità di pagamento della retribuzione

Quindi, come rilevato dalla Fondazione studi dei CDL, non sussiste alcun obbligo da parte del lavoratore di apertura di un conto corrente bancario o postale. Se il lavoratore non accetta il bonifico, il datore di lavoro può corrispondere la retribuzione mediante assegno bancario o postale.

Peraltro, il datore di lavoro non deve riconoscere alcun permesso orario aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo applicato per il cambio dell’assegno.

L’eventuale assegno bancario o circolare di importo pari o superiore a 1.000 euro deve contenere l’indicazione del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Pensioni Inps

La legge n. 214/11 ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potrà essere modificato in futuro con

decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze).

Come indicato dall’Inps con il messaggio n. 24711/11, i pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro dovranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione, scegliendo tra l’accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.

La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di PIN, o direttamente ad una Struttura Territoriale dell’Istituto.

In alternativa, la richiesta potrà essere fatta presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.

Dal 7 marzo 2012 l’Inps non potrà più erogare pensioni oltre soglia.

Versamenti e prelevamenti bancari

I limiti ai trasferimenti di denaro contante non riguarda i versamenti ed i prelevamenti presso le banche, le poste o gli istituti di moneta elettronica, fermo restando gli obblighi di identificazione ed, eventualmente, di segnalazione qualora l’operazione sia considerata particolarmente atta, per sua natura, ad avere una connessione con il riciclaggio o con il finanziamento al terrorismo.

Il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha, infatti, ribadito, con la circolare n. 989136 del 4.11.2011, riprendendo quanto affermato con la circolare del 11/10/2010 prot. 297944 che le operazioni di prelievo e/o di versamento di denaro contante non concretizzano automaticamente una violazione dell’art. 49 del Dlgs n. 231/07 e, pertanto, non comportano l’obbligo di effettuare la comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’art. 51 della medesima norma.

Fino a questo momento non si configura alcuna violazione neppure per i prelievi di importo pari o superiore a 1.000 euro.

Il problema potrebbe nascere in seguito ove la predetta somma di denaro venisse trasferita (in contanti) in favore di un soggetto diverso.

In questo caso se l’operazione (di trasferimento) raggiunge o supera la soglia di 1.000 euro risulterà certamente commessa un’infrazione della “nuova” soglia.

Sanzioni applicabili e possibile oblazione

Le novità introdotte dal D.L. n. 201/2011 non hanno coinvolto l’importo delle sanzioni irrogabili, essendo rimasto sostanzialmente invariato il contenuto dell’art. 58 del D.Lgs n. 231/2007.

Ai sensi dell’art. 58 del D.Lgs. n. 231/2007, qualora venga effettuato un trasferimento di denaro contante per un importo pari o superiore alla soglia di 1.000 euro, si applica una sanzione pecuniaria compresa tra l’1 e il 40%, calcolata sull’importo indebitamente trasferito.

La stessa sanzione si applica all’importo trascritto sull’assegno privo della clausola di non trasferibilità.

Tuttavia, la legge prevede un importo minimo della sanzione di 3.000 euro.

La sanzione minima viene aumentata di cinque volte qualora i trasferimenti di denaro superino l’importo di 50.000 euro.

E’ previsto che il soggetto che ha commesso la violazione, possa mitigare la sanzione beneficiando dell’istituto dell’oblazione (art. 16 L. n. 689/81).

Una volta ricevuta la contestazione, il soggetto destinatario della sanzione potrà versare, entro 60 giorni dal ricevimento dell’atto di contestazione, una somma ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o se più favorevole, qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo.

Visto che l’art. 58, comma 1, del citato D.Lgs n. 231/07, prevede per tali violazioni una sanzione amministrativa pecuniaria dall’1 al 40% dell’importo trasferito, nel caso specifico l’oblazione si perfeziona con il pagamento del 2%.

Le sanzioni sono applicate attraverso gli uffici territoriali del Ministero dell’economia e delle finanze.

Sempre il Ministero dell’economia con circolare ministeriale n. 2 del 16 gennaio 2012 ha fissato l’iter del procedimento sanzionatorio per le violazioni di contanti e titoli al portatore oltre soglia, schematizzandolo in 5 fasi principali:

a) Contestazione

il termine per notificare le contestazione dei trasferimenti di titoli al portatore oltre soglia, salvo interruzioni dei termini di decadenza per chiarimenti ed integrazioni, è fissato a 90 giorni;

b) Istruttoria

Dopo la fase di contestazione, si ha tempo 30 giorni per inviare le memorie difensive o chiedere audizione presso la sede competente della Rts;

c) Decretazione

Il nucleo che redige il processo verbale, procede a decretare la sanzione;

d) Notifica

Poi il provvedimento sanzionatorio deve essere notificato a chi ha compiuto la violazione entro i cinque anni dall’avvenuta notifica della contestazione;

e) Esecuzione

Dopo la notifica del decreto, e scaduti i termini di impugnabilità (30 giorni, 60 se l’interessato risiede all'estero), l’ufficio deve inviare un sollecito di pagamento prima di procedere all'iscrizione a ruolo tramite Equitalia.

Periodo transitorio

Viene, infine, ricordato dalla Fondazione dei CDL, che in sede di conversione in legge, il legislatore ha stabilito che non saranno punite le violazioni commesse nel periodo compreso tra il 6.12.2011 ed il 31.01.2012.

 

 

3) Ine e Parametri professioni: Pubblicate sul sito delle Entrate le bozze per il 2012

Continua la pubblicazione delle dichiarazioni relative all’anno 2011.

Difatti, dal 23.01.2012, sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono state pubblicate altre quattro versioni in prova di moduli che dovranno essere allegati a Unico 2012.

In particolare, si tratta delle bozze dei tre modelli Ine, riservati a società di capitali, società di persone e persone fisiche e di Parametri professioni, dedicato agli esercenti arti e professioni.

Comunque, interessano soltanto i contribuenti che non applicano gli studi di settore.

In tali modelli che vanno allegati ad Unico andranno riportate le informazioni che consentono all’Agenzia delle Entrate di individuare gli elementi utili alla rilevazione della presenza di ricavi o compensi non dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare, come stabilito dal comma 19, art. 1, della Finanziaria 2007.
Non vanno, quindi, confusi con gli “altri” indicatori di normalità economica individuati dall’art. 10-bis della legge 146/1998 e inseriti negli studi di settore attraverso la procedura Gerico, finalizzati alla determinazione di ricavi, compensi e corrispettivi imputabili alla specifica attività svolta dal contribuente.

Per rimarcare meglio la differenza tra le due categorie, occorre ricordare che, mentre con Gerico i contribuenti hanno la possibilità di confrontare la propria posizione rispetto alla “normalità” rientrante nello studio di settore che li riguarda, nell’altro caso, che obbliga alla compilazione del modello Ine, gli indicatori serviranno all’Agenzia delle Entrate per selezionare i soggetti da sottoporre a controllo.

Non devono compilare l’Ine i contribuenti che determinano il reddito forfetariamente, le persone fisiche che rientrano nel regime dei “minimi”, gli incaricati alle vendite a domicilio, le amministrazioni e gli enti pubblici, le assicurazioni, le banche, le poste, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio, le società fiduciarie e gli altri intermediari finanziari.

I modelli per le società di persone e per le persone fisiche sono composti da tre sezioni dedicate rispettivamente alle imprese in contabilità semplificata, a quelle in contabilità ordinaria e ai lavoratori autonomi (quadri RG, RF e RE di Unico).
Soltanto due righi nel modulo predisposto per le società di capitali, dove comunicare il numero delle giornate retribuite ai dipendenti e il numero dei collaboratori coordinati e continuativi che prestano l’attività prevalentemente nell’impresa.
Infine, è stata pubblicata sul web delle Entrate anche la bozza del modello Parametri Professionisti, anch’esso parte integrante di Unico 2012 e relativo ai redditi 2011.

È riservato, in linea generale, agli esercenti arti e professioni per i quali non sono stati approvati gli studi di settore, ovvero, anche se approvati, operano condizioni di inapplicabilità, non estensibili ai parametri, individuate nei decreti di approvazione degli studi stessi.

 

4) Decreto Liberalizzazioni approvato dal CDM

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 20 gennaio il Decreto Legge c.d. “Decreto Liberalizzazioni”.

Tale Decreto, come è noto, contiene numerose disposizioni a favore della concorrenza, riguardanti professionisti, servizi pubblici locali, servizi bancari e assicurativi, il settore dell’energia, i trasporti.

 

 

5) Terreni agricoli esenti da IMU

L’esenzione prevista dalla normativa ICI per i terreni agricoli in zone montane è confermata anche dalla disciplina dell’IMU.

I terreni agricoli collocati nelle aree montane o di collina, delimitate ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 984 del 1977, restano esenti dall’imposizione.

Inoltre, l’elenco dei comuni è rilevabile all’interno della circolare n. 9/249 del 14 giugno 1993 (risoluzione 17/09/2003 n. 5/DPF e Cassazione, sentenza 29/10/2010 n. 22125).

Si tratta del chiarimento fatto nel corso del Video forum del 18.01.2012 organizzato dalla stampa specializzata.

 

 

 

6) Indennità una tantum in favore dei lavoratori somministrati

Riaperti, nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 30 marzo 2012, i termini di presentazione delle domande relativamente ai lavoratori in somministrazione negli anni 2010 e 2011.

Difatti, da accordi con il Ministero del Lavoro, è stato previsto, per i lavoratori in somministrazione, una misura di sostegno al reddito, c.d. una tantum, pari a euro 1.300,00 al lordo delle ritenute di legge.

A tal proposito, l’Inps con la circolare n. 9 del 23.01.2012, ha fornito le istruzioni ai fini della prosecuzione dell’intervento, nonché quelle procedurali.

Beneficiari

I destinatari dell’indennità una tantum di sostegno al reddito sono i lavoratori in somministrazione che, nel periodo dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2011, possiedono, alla data dichiarata nella domanda di ammissione al beneficio, i seguenti requisiti.

Requisiti e condizioni

I lavoratori somministrati devono:

- avere maturato un’anzianità di lavoro di almeno 78 giornate in somministrazione a partire dal 1 gennaio 2008 e, successivamente, almeno 45 giorni continuativi di disoccupazione precedenti la data dichiarata nella domanda;

- non aver già beneficiato della stessa misura una tantum di sostegno al reddito;

- non avere percepito, nei sei mesi precedenti la maturazione del requisito, prestazioni pubbliche di sostegno al reddito di importo pari o superiore a euro 1.300,00.

Domanda

La domanda, composta dalla Richiesta di incentivo e dal Patto di attivazione, è presentata esclusivamente alle Agenzie per il lavoro e sarà dalle stesse inserita nella piattaforma informatica PLUS dedicata da Italia Lavoro S.p.a. a questo tipo di intervento.

Al momento della presentazione delle istanze, le Agenzie verificheranno, in tempo reale, il possesso in capo al richiedente dei requisiti necessari, attraverso le funzionalità messe appositamente a disposizione da parte dell’Istituto e, ove riscontrabili, in base ai dati presenti negli archivi dell’Inps e nell’archivio delle comunicazioni obbligatorie.

Poiché la prestazione è legata ad un fondo a capienza, le istanze presentate, per le quali è verificato il possesso dei requisiti, verranno accettate con “riserva di capienza”.

In caso di esito negativo, la Richiesta di incentivo sarà comunque inserita nel sistema ma con “riserva di verifica e di capienza”.

Il lavoratore potrà quindi presentare la documentazione cartacea idonea (CUD e certificazione del competente Centro per l’impiego) presso l’Agenzia per il lavoro che dovrà verificare il possesso dei requisiti e successivamente trasmettere detta documentazione via posta elettronica ad Italia Lavoro entro il trentesimo giorno successivo alla data di sottoscrizione della domanda.

Italia Lavoro, verificata la conformità della documentazione ricevuta, inserirà il nominativo del potenziale beneficiario nell’elenco finale da trasmettere all’INPS.

Nel caso in cui la documentazione non pervenga nei tempi indicati, ovvero non sia ritenuta idonea, la richiesta di incentivo sarà definitivamente respinta.

Terminata questa fase istruttoria, l’elenco dei potenziali beneficiari, insieme con la documentazione a corredo, sarà trasmesso all’Istituto che, a seguito di decisione concordata con le Parti sociali sottoscrittrici del verbale del 16 dicembre 2011, provvederà - entro il 5 maggio 2012 - alla creazione di una graduatoria dei beneficiari.

Questa graduatoria, con elaborazione accentrata, sarà formata tenendo conto della data di maturazione dei requisiti richiesti e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Prestazione

Formata la graduatoria, saranno inviate le apposite liste nominative alle Strutture territorialmente competenti per l’erogazione della prestazione.

Al termine dei pagamenti, che dovranno essere effettuati entro il 31 maggio 2012, le Direzioni regionali procederanno alla comunicazione, con relativo invio dei file nominativi, alla Direzione centrale Prestazioni a sostegno del reddito, per l’aggiornamento della piattaforma PLUS da parte di Italia Lavoro.

 

 

Vincenzo D’Andò