Novità fiscali del 12 gennaio 2012: la proroga dell’agevolazione del 36%

Pubblicato il 12 gennaio 2012



INAIL: iniziata la fase di telematizzazione; principio di cassa allargata applicabile solo per erogare i compensi di lavoro dipendente e assimilati; inapplicate le manette agli evasori; detrazioni fiscali nel settore immobiliare; regime di trasparenza fiscale opzionale e premiale evita i controlli fiscali


 

 

Indice:

 

1) Inail: Iniziata la fase di telematizzazione

 

2) Principio di cassa allargata applicabile solo per erogare i compensi di lavoro dipendente e assimilati

 

3) Inapplicate le manette agli evasori

 

4) Detrazioni fiscali nel settore immobiliare

 

5) Regime di trasparenza fiscale opzionale e premiale evita i controlli fiscali

 

 

 

1) Inail: Iniziata la fase di telematizzazione

Autoliquidazione Inail 2011/2012 solo on line al 16 marzo 2012. L’Istituto dirama le istruzioni.

Inail e imprese, comunicazione online

Gli adempimenti relativi all’autoliquidazione Inail, relativi al saldo 2011 e all’acconto 2012, andranno assolti esclusivamente online, con scadenza il 16 marzo 2012.

Lo ha reso noto l’Inail, con la circolare n. 1 del 10 gennaio 2012, con la quale ha fornito le relative istruzioni operative.

Inizia così la fase di telematizzazione dei rapporti tra l’Istituto assicurativo ed utenti, che dovrà concludersi entro 18 mesi.

Nel 2012 saranno 5 gli adempimenti che dal cartaceo passeranno in formato telematico.

In particolare, riguardo l’autoliquidazione le nuove procedure informatiche riguarderanno la dichiarazione delle retribuzioni, la dilazione del pagamento in quattro rate, la procedura per usufruire della riduzione dei premi per le aziende artigiane, la richiesta per la riduzione delle retribuzione presunte.

Un altro adempimento che usufruirà del canale telematico sarà la presentazione degli elenchi trimestrali dei soci lavoratori da parte delle cooperative di facchinaggio per la regolazione dei premi speciali.

 

2) Principio di cassa allargata applicabile solo per erogare i compensi di lavoro dipendente e assimilati

12 gennaio cassa allargata, ponendo attenzione alle date e alle regole sulla tracciabilità. Principio applicabile solo al lavoro dipendente e assimilato.

Fino al 12 gennaio è ancora possibile erogare compensi di lavoro dipendente e assimilati relativi al 2011.

Il principio di cassa allargata, infatti, consente di includere nel reddito annuale anche le somme percepite entro il 12 gennaio dell’anno successivo, ed è applicabile solo al reddito di lavoro dipendente e assimilato (art. 51 del Tuir), compresi i redditi di collaborazione coordinata e continuativa.

Per poter applicare il principio di cassa i pagamenti si intendono percepiti nel momento in cui le somme sono nella disponibilità del percettore.

Tutto ciò viene precisato dai Consulenti del Lavoro con la nota del 11 gennaio 2012.

Il pagamento in contanti (con le regole sulla tracciabilità fino a 999,99 euro):
si considera effettuato all’atto della consegna materiale del denaro.

Mentre il pagamento mediante assegni bancari o circolari si considera effettuato quando il destinatario lo riceve (risoluzione 138/E/2009).

Altresì, il pagamento effettuato con bonifico si considera effettuato quando il lavoratore riceve l’accredito sul conto corrente, cioè quando l’importo può essere effettivamente utilizzabile (circolare 38/E/2010).

Tracciabilità: Sintesi delle regole

Trasferimento di denaro, libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore:

È vietato il trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore, di importo pari o superiore a € 1.000 tra soggetti diversi (anche attraverso più operazioni singolarmente inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionate).

L’operazione può avvenire solo per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane SpA.

Pagamento delle retribuzioni, imposte, contributi:

L’obbligo della tracciabilità prescinde dalla natura giuridica dei soggetti interessati dalla transazione e dalla causa sottostante avendo come unico punto di riferimento il citato limite quantitativo di € 1.000,00.

L’importo di € 1.000,00, per espressa previsione normativa, deve essere considerato “complessivamente”, evitando, in tal modo, l’aggiramento delle operazioni frazionate, realizzato attraverso il ricorso a due o più operazioni per contanti per importi inferiori.

Pertanto anche i salari e gli stipendi di importo superiore al predetto limite vanno pagati con assegno bancario o circolare non trasferibile, bonifico bancario o altre modalità di pagamento tracciato previste dalle legge.

Periodo transitorio

In sede di conversione in legge, il legislatore ha stabilito che non saranno punite le violazioni commesse nel periodo compreso tra il 6.12.2011 ed il 31.01.2012.

 

 

3) Inapplicate le manette agli evasori

Le manette agli evasori sono rimaste “per lo più inapplicate o hanno avuto risultati del tutto insoddisfacenti e talvolta anche controproducenti”.

Lo sostiene la Corte dei Conti che, difatti, nel 2012 avvierà una specifica indagine per verificarne la concreta applicazione e gli eventuali “punti di debolezza”.

Nell’ambito dei controlli programmati nel 2012, la Corte dei Conti riserverà uno spazio alla lotta all’evasione fiscale ed in particolare al “contrasto penale” al quale “é stata da sempre attribuita grande rilevanza”.

Ma le norme sembrano essere rimaste sulla carta. Nell’indagine la Corte vuole dunque verificare “gli esiti dell’azione penale tributaria allo scopo di individuare quali siano i punti di debolezza del sistema che maggiormente pregiudicano l’effettiva incisività e capacità di deterrenza”.

 

 

4) Detrazioni fiscali nel settore immobiliare

Con la manovra del governo Monti (Legge salva Italia), la detrazione del 36% è divenuta stabile, mentre il 55% è stato prorogato a fine 2012

Sono state, dunque, introdotte talune novità nel settore edile ed immobiliare.

E’ ora permanente la detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie ed è stata estesa agli interventi per la ricostruzione di immobili danneggiati da calamità naturali.

Prorogata, inoltre, al 31 dicembre 2012 la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica.

La detrazione del 36% delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, invece, è stata integrata nel Tuir, al pari delle altre detrazioni stabili senza, pertanto, essere più vincolata ad alcuna scadenza, e, quindi, divenuta permanente, mentre la detrazione Irpef/Ires del 55% per gli interventi per il risparmio energetico degli edifici viene prorogata di un anno fino alle spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre 2012.

Peraltro, dal 1° gennaio 2013 le spese sostenute per gli interventi per il risparmio energetico degli edifici saranno agevolabili nella nuova misura del 36%, anziché del 55%.

Detrazione del 36%

E’ stato, dunque, introdotto nel Tuir, a decorrere dall’1.1.2012, il nuovo art. 16-bis con il quale viene riconosciuta “a regime” la detrazione Irpef del 36% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

E’ confermata la percentuale di detrazione del 36%, il tetto massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali. Agli interventi detraibili già previsti dalla normativa vigente, si aggiungono quelli per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati da calamità naturali.

Quest’ultima possibilità, nel D.L. consentita dal 1 gennaio 2012 in presenza della dichiarazione dello stato di emergenza, è prevista anche se lo stato di emergenza è stato dichiarato prima di tale data.

Altra novità è l’estensione del bonus a tutti gli interventi sulle parti comuni degli edifici, indicate nell’art. 1117 c.c., compreso, quindi, l’alloggio del portiere, i locali comuni, ascensori, acquedotti, fognature, e così via.

In particolare, il suddetto neo art. 16-bis del Tuir prevede che la detrazione spetta:

- Per una spesa massima complessiva di 48.000 euro, considerando anche le spese sostenute in anni precedenti in caso di lavori che proseguono per più annualità;

- per le sole unità immobiliari residenziali (di qualsiasi categoria catastale) e relative pertinenze, con la conseguenza che, in caso di uso promiscuo, la detrazione è ridotta del 50%;

- in 10 quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di sostenimento delle spese;

- per gli interventi di:

- manutenzione ordinaria (solo sulle parti comuni), manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione (sia sulle singole unità immobiliari che sulle parti comuni);

- realizzazione di box/posto auto pertinenziale;

- restauro/risanamento/ristrutturazione su interi fabbricati eseguiti da imprese edili o cooperative edilizie per la successiva rivendita/assegnazione entro 6 mesi dalla fine dei lavori;

- ripristino degli immobili danneggiati da eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza, anche prima dell’1.1.2012 (entrata in vigore del nuovo art. 16-bis);

- eliminazione di barriere architettoniche ed interventi per favorire la mobilità di soggetti disabili;

- prevenzione di atti illeciti da parte di terzi ed infortuni domestici;

- cablatura degli edifici, contenimento dell’inquinamento acustico, bonifica dell’amianto;

- misure antisismiche, di messa a norma degli edifici e di risparmio energetico.

Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2012 i contribuenti di età non inferiore a 75 anni o a 80 anni non potranno più ripartire la detrazione in 5 rate annuali o 3 rate annuali di pari importo, ma anch’essi saranno obbligati a suddividere la detrazione Irpef del 36% in 10 rate annuali di pari importo.

Dalle compravendite immobiliari rogitate a decorrere dal 17 settembre 2011, in caso di cessione dell’immobile abitativo sul quale sono stati effettuati interventi di recupero del patrimonio edilizio, la quota di detrazione Irpef del 36% non ancora fruita, per i rimanenti periodi di imposta, potrà alternativamente:

- essere trasferita al nuovo acquirente dell’immobile (sono nel caso si tratti di persona fisica);

- rimanere in capo al venditore dell’immobile.

Il D.L. n. 201 del 2011 ha stabilito che la detrazione rimane in capo al cedente solo se vi sia l’espressa previsione nell’atto di vendita.

Nel caso contrario (cioè per la mancata previsione di tale clausola) la detrazione si trasferirà automaticamente all’acquirente (se persona fisica) dell’immobile abitativo.

Detrazione del 55% per il 2012

La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è stata prorogata fino al 31 dicembre 2012.

Dal 1 gennaio 2013 tale percentuale scenderà al 36% e l’agevolazione sarà disciplinata dal nuovo art. 16-bis aggiunto al Tuir dalla manovra Monti al Tuir, assimilandola, quindi, a quella per le ristrutturazioni.

Tra gli interventi agevolabili è stata aggiunta la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

La detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per la realizzazione di interventi volti al contenimento dei consumi energetici degli edifici esistenti è stata introdotta dall’art. 1, commi 344-349, della Legge 296/2006 (Finanziaria 2007).

L’agevolazione per la riqualificazione energetica - a differenza di quella per le ristrutturazioni, riservata ai soli edifici residenziali - interessa i fabbricati esistenti di tutte le categorie catastali (anche rurali) compresi quelli strumentali.

Possono usufruire dell’agevolazione tutti i contribuenti che sostengono spese per l’esecuzione degli interventi su edifici esistenti, su loro parti o su unità immobiliari esistenti posseduti o detenuti.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

- Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;

- i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);

- le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Sono agevolabili i seguenti lavori:

- Interventi di riqualificazione globale su edifici esistenti, fino ad un massimo di 100.000 euro di valore della detrazione; interventi sugli involucri degli edifici cioè strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, fino ad un massimo di 60.000 euro;

- installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, fino ad un massimo di 60.000 euro;

- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, fino ad un massimo di 30.000 euro.

Ritenuta del 4%

La ritenuta del 4% deve essere effettuata dalla banca/posta del beneficiario all’atto dell’accredito di un bonifico disposto per:

- Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio (detrazione Irpef del 36%);

- spese per interventi di risparmio energetico (detrazione Irpef/Ires del 55%).

L’obbligo di effettuazione della ritenuta spetta alla banca che riceve l’accredito della somma, mentre il soggetto che dispone il bonifico bancario/postale dovrà procedere al pagamento delle fatture per l’importo lordo totale delle stesse (non vi è alcun obbligo di indicazione della ritenuta sulla fattura stessa).

Per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici la ritenuta del 4% va applicata solo in caso di bonifico bancario/postale effettuato da soggetti non titolari di reddito d’impresa.

 

 

5) Regime di trasparenza fiscale opzionale e premiale evita i controlli fiscali

Secondo il documento pubblicato sul sito ieri (11.01.2012) sul sito del Ministero delle Finanze, relativo alla Manovra di dicembre 2011, la manovra introduce un “regime di trasparenza fiscale” opzionale e premiale per favorire la trasparenza e l’emersione di basi imponibili con caratteristiche fortemente innovative. L’idea centrale è di abbinare la volontaria accettazione di adempimenti idonei a garantire il costante controllo da parte del fisco (in particolare, l’invio telematico al fisco dei corrispettivi, delle fatture e delle risultanze delle  cessioni non soggette a fattura, ovvero l’istituzione di un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica, professionale o d’impresa esercitata) a una serie di vantaggi di tipo premiale, quali la drastica semplificazione degli adempimenti amministrativi, il tutoraggio prestato dall’Amministrazione fiscale, una corsia preferenziale per i rimborsi e le compensazioni dei crediti IVA (particolarmente importante per chi esporta).

Il nuovo regime è rivolto a tutti gli imprenditori individuali, lavoratori autonomi esercenti arti e  professioni e alle società di persone, indipendentemente dalla dimensione.

L’incentivo alla trasparenza, unitamente ad altre disposizioni introdotte dalla manovra (quale, in specie, quella concernente il regime premiale per i contribuenti soggetti agli studi di settore che risultano “congrui” e “coerenti”) può riuscire a “spezzare il fronte”, distinguendo i molti contribuenti corretti da quelli che persistono nell’inadempimento dei doveri fiscali.

Il fisco sarà concretamente al fianco dei  contribuenti che sceglieranno di essere trasparenti e concentrerà l’attenzione sugli altri che, essendo  assai più esposti al rischio del controllo fiscale, saranno spinti ad un adeguamento comportamentale nel  senso della compliance.

Infine, i risultati sin qui conseguiti con l’attività di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali continueranno a prodursi in modo ancor più amplificato dalle nuove misure introdotte che  consentiranno di concentrare i controlli sui contribuenti a maggior rischio di evasione. Controlli che, grazie al set di strumenti molto sofisticati ormai a disposizione dell’amministrazione e ad alcune ulteriori misure di supporto incluse nelle disposizioni di contrasto alla evasione contenute nella manovra, oltre a  consentire un più consistente recupero dell’evasione pregressa, garantiranno una più accentuata dissuasività, in modo da pervenire ad un complessivo incremento del gettito da compliance.

Con la manovra straordinaria di fine anno resta, dunque, assai alta la guardia sul fronte dell’evasione, senza tuttavia collegare alle misure adottate esclusivamente la funzione di repressione nei confronti di categorie di contribuenti considerate, secondo un luogo comune, più avvezze all’inadempimento dei doveri fiscali. Ciò a conferma della convinzione che un fenomeno generalizzato come è l’evasione fiscale in Italia si contrasta, soprattutto, con la deterrenza, incentivando il più possibile l’adempimento spontaneo.

 

 

Vincenzo D’Andò