Novità fiscali del 10 gennaio 2012: le cartelle potranno essere sgravate anche on line

 

 

Indice:

 

1) Dal fisco on line lo sgravio delle cartelle esattoriali

 

2) Avvocati: L’indennità liquidata dal giudice all’amministratore di sostegno è soggetta ad Iva e ad imposte dirette

 

3) Determinazione base imponibile IRAP: Anche gli imprenditori agricoli possono optare per le regole dei soggetti Ires

 

4) Istituiti i codici tributo per il versamento con Modello F24 ed F24EP del contributo di solidarietà

 

5) Assegno pieno per le ricercatrici: Obbligo di contribuzione alla gestione separata Inps

 

6) Autocertificazione vale anche per extracomunitari

 

 

1) Dal fisco on line lo sgravio delle cartelle esattoriali

L’Agenzia delle Entrate dal 2012 sperimenta lo sgravio delle cartelle via web.

Lo ha reso noto con il comunicato stampa del 09 gennaio 2012.

Assistenza lampo con super Civis

L’Agenzia delle Entrate, con tale comunicato, rende noto che oltre 400mila utenti nel 2011 si sono affidati al canale di consulenza e aiuto online dedicato a contribuenti e professionisti, ricevendo nella maggior parte dei casi assistenza entro pochi giorni.

Un successo sempre crescente per il servizio nato nel 2009, che manda in soffitta la carta e abbatte le code in ufficio.

Se, infatti, nell’anno di lancio le richieste di assistenza erano 13.450 e nel 2010 oltre 271mila, il 2011 ha consacrato l’efficacia di Civis con quasi 403mila utenti soddisfatti.

Civis non si ferma qui e per il l’anno 2012 apre alle richieste di sgravio delle cartelle emesse a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni (articolo 36 bis del Dpr 600/73 e 54 bis del Dpr 633/72) per accorciare ulteriormente code agli sportelli e tempi di risposta.

Tutti i numeri dell’assistenza via web

Dal 2009 ad oggi sono state 687.905 le risposte fornite ai contribuenti in relazione alle comunicazioni di irregolarità.

Il dato più significativo riguarda il 2011, che ha registrato un incremento di oltre il 48%. Rispetto al 2010.

La regione in cui Civis ha riscosso il maggior successo nel 2011 è stata la Lombardia, con 89.916 richieste, seguita dalla Toscana con 38.638 e dall’Emilia

Romagna che si è attestata a quota 38.244.

La popolarità di Civis cresce di anno in anno anche grazie alla tempestività. Quasi l’80% degli utenti, infatti, ha ricevuto una risposta già nei cinque giorni successivi all’invio della richiesta online e, comunque, nell’arco di dieci giorni sono soddisfatte quasi tutte le richieste.

Emilia Romagna, Lazio e Piemonte: La sperimentazione sulle cartelle parte da qui

Nel 2012 Civis amplia il suo raggio d’azione, aprendo le porte della rete alle richieste di sgravio delle cartelle emesse a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni (art. 36 bis del Dpr 600/73 e 54 bis del Dpr 633/72).

Tre le Regioni pilota per testare la piattaforma telematica in versione potenziata: Emilia Romagna, Lazio (con la direzione provinciale di Latina) e Piemonte. Tutti gli utenti Fisconline ed Entratel potranno così inviare una richiesta di assistenza sulle cartelle emesse a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni direttamente dal proprio pc.

Obiettivo della sperimentazione è “portare a casa” l’assistenza di sportello, per alleggerire sempre più i contribuenti e canalizzare in maniera strategica i servizi erogati dagli uffici.

Ecco il percorso preferenziale che segue la richiesta di sgravio su Civis:

– La domanda

Per formulare la domanda di sgravio delle cartelle di pagamento, emesse dopo il controllo automatico delle dichiarazioni, basta accedere ai servizi telematici dell’Agenzia. Per farlo è necessario dotarsi del codice Pin, che può essere richiesto online, oltre che al telefono o presso gli uffici. Una volta compilati tutti i campi del formulario, il contribuente può inviare la domanda di assistenza. Il sistema verifica la coerenza dei dati e restituisce il relativo protocollo identificativo;

– l’elaborazione

Le domande di assistenza acquisite dal sistema vengono automaticamente distribuite agli uffici, in base a criteri quali, ad esempio, il domicilio fiscale del titolare della cartella di pagamento. I funzionari dell’Agenzia, se necessario, contattano il contribuente per chiedere eventuali chiarimenti o documentazione.

– La risposta

I contribuenti ricevono un feedback in tempi rapidi.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 09 gennaio 2012)

 

 

2) Avvocati: L’indennità liquidata dal giudice all’amministratore di sostegno è soggetta ad Iva e ad imposte dirette

L’indennità erogata dal giudice tutelare all’avvocato, in qualità di amministratore di sostegno, è soggetta ad Iva e all’Irpef.

Ciò poiché l’ordinanza della Consulta (che ha affermato, sostanzialmente, la non tassabilità dell’indennità in questione) ha riguardato solo l’intervento dei parenti quali amministratori di sostegno dell’amministrato (interdetto).

Occorre, quindi, che sulla fattura emessa dall’avvocato sia esposta anche l’Iva.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 2/E del 09 gennaio 2012, emesso a seguito dell’istanza di interpello presentata da un avvocato, teso a conoscere la soluzione a tale problematica.

Peraltro, tale soggetto (avvocato) aveva, invece, ritenuto (quale possibile soluzione interpretativa della norma) che l’equa indennità liquidata dal giudice tutelare prevista dall’art. 379 c.c., comma 2, non avesse natura retributiva o di corrispettivo, ma compensativa, analogamente a quella liquidata al tutore.

A sostegno della propria tesi l’avvocato aveva richiamato l’ordinanza della Corte Costituzionale n. 1073 del 24.11.1988 che ha riconosciuto la natura non retributiva dell’indennità, sul rilievo che le spese e gli oneri del tutore spesso non sono documentabili.

In particolare, questo di seguito è stato il parere dell’Agenzia delle Entrate sul caso.

Nel caso in cui il giudice tutelare scelga direttamente un avvocato quale amministratore di sostegno, la relativa indennità, anche se determinata in via equitativa e su base forfetaria, rappresenta comunque, sotto il profilo dell’applicazione della normativa tributaria, un compenso per lo svolgimento di una attività professionale, inquadrabile quale reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53 del TUIR e rilevante ai fini IVA ai sensi degli artt. 3 e 5 del DPR n. 633/1972.

Peraltro, nel caso di specie, il provvedimento di assegnazione dell’equa indennità afferma che “rivestendo l’AdS la qualifica professionale di avvocato, ai fini della determinazione del compenso, quale parametro di riferimento può soccorrere l’art. 7 della Tariffa professionale, in combinazione con l’art. 6 della tabella allegata in materia stragiudiziale, nella parte in cui fa richiamo all’attività di gestione amministrativa in adempimento di incarichi giudiziari e con esclusivo riguardo all’entità dell’onorario”.

L’Agenzia delle Entrate ritiene che la conclusione non sia inficiata dalla ordinanza della Corte costituzionale n. 1073 del 1988, riguardante l’art. 379 c.c., in cui la Corte ha evidenziato che l’equa indennità di cui all’art. 379 c.c., secondo comma, che il giudice tutelare può assegnare al tutore, considerando l’entità del patrimonio e le difficoltà dell’amministrazione, non ha natura retributiva ma serve a compensare gli oneri e le spese non facilmente documentabili da cui è gravato il tutore in ragione “dell’attività di amministrazione del patrimonio del pupillo”.

L’intervento della Corte costituzionale, infatti, è stato sollecitato nel corso di un giudizio di tutela di un interdetto affidata ad un parente, nella parte in cui non prevede a favore del tutore, che presta assistenza personale particolarmente gravosa, l’indennità che detta norma prevede invece a favore del tutore in considerazione delle difficoltà dell’amministrazione del patrimonio.

 

 

3) Determinazione base imponibile IRAP: Anche gli imprenditori agricoli possono optare per le regole dei soggetti Ires

La possibilità di esercitare l’opzione per la determinazione della base imponibile Irap, secondo le regole dei soggetti Ires, riguarda anche gli imprenditori agricoli persone fisiche e società semplici, che normalmente determinano la base imponibile Irap ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs 446/1997.

Difatti, tali soggetti possono optare, quali soggetti Irpef, anche per l’applicazione delle norme previste, dall’art. 5-bis del D.Lgs 446/1997, per le società di persone e le imprese individuali.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 3/E del 09 gennaio 2012, che ha interpretato in maniera estensiva la normativa Irap, sancendo di fatto la possibilità, per gli imprenditori agricoli persone fisiche e società semplici (i quali determinano la base imponibile Irap ai sensi dell’art. 9 del Dlgs 446/1997), di optare anche per l’applicazione delle norme previste dall’articolo 5-bis, dello stesso decreto, per le società di persone e le imprese individuali.
Come è noto, le imprese che operano in regime di contabilità ordinaria possono fino al 29 febbraio 2012 esercitare l’opzione per la determinazione della base imponibile Irap secondo le stesse regole dei soggetti Ires, per il triennio 2012-2014.

La comunicazione deve, infatti, essere effettuata entro 60 giorni dall’inizio del primo periodo d’imposta, o entro 60 giorni dalla data di inizio dell’attività per le società di persone neo-costituite e per gli imprenditori individuali che iniziano l’attività in corso d’anno. La comunicazione dell’opzione é irrevocabile per un triennio.

In base alle disposizioni del decreto Irap, gli imprenditori agricoli sono tenuti a determinare il valore della produzione sulla base della differenza tra l’ammontare dei corrispettivi e quello degli acquisti destinati alla produzione (art. 9, comma 1, Dlgs 446/1997) oppure, per opzione, secondo le norme previste nell’art. 5 dello stesso decreto (art. 9, comma 2), vale a dire applicando le regole che devono rispettare le società di capitali.

Peraltro, con la Finanziaria per il 2008 (Legge 244/2007) il Legislatore ha introdotto una nuova disciplina di determinazione della base imponibile Irap per le società di persone e le imprese individuali.

Tuttavia, la norma (art. 5-bis) non menziona gli imprenditori agricoli che svolgono l’attività individualmente o in forma di società semplice.

Per cui l’applicazione letterale degli artt. 9 e 5-bis escluderebbe dalla norma semplificativa proprio quei contribuenti Irpef “agricoli” che non sono obbligati a tenere la contabilità e porterebbe con sé un’inspiegabile discriminazione.
Adesso, invece, l’Agenzia delle Entrate, fornendo un’interpretazione logico sistematica delle disposizioni, consente l’estensione all’art. 5-bis anche agli imprenditori agricoli persone fisiche e società semplici.

 

 

4) Istituiti i codici tributo per il versamento con Modello F24 ed F24EP del contributo di solidarietà

La Legge 14 settembre 2011, n. 148 ha introdotto l’obbligo del calcolo contributo di solidarietà in misura del 3% sulla parte che eccede i 300.000 euro lordi annui.

Adesso, ai fini del relativo versamento, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 4/E del 09 gennaio 2012, ha istituito i necessari codici tributi ai fini del relativo versamento con il modello F24 ed F24EP.

Consentiranno al sostituto di imposta di versare le somme trattenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno.

In particolare, si tratta del codice “1618” denominato “Contributo di solidarietà di cui all’articolo 2, comma 2, del D.L. n. 138/2011, trattenuto dal sostituto d’imposta a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno”. In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con indicazione nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” E nel campo “anno di riferimento” del mese e dell’anno in cui effettua l’operazione di conguaglio del contributo di solidarietà, rispettivamente nel formato “00MM” e “AAAA”.

Per consentire al sostituto d’imposta il versamento, mediante il modello “F24 enti pubblici”, del contributo in parola, l’Agenzia ha anche istituito il seguente codice tributo:

– “145E” denominato “Contributo di solidarietà di cui all’articolo 2, comma 2, del D.L. n. 138/2011, trattenuto dal sostituto d’imposta a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno”.

 

 

5) Assegno pieno per le ricercatrici: Obbligo di contribuzione alla gestione separata Inps

Assegno pieno per le ricercatrici. Le integrazioni pagate dall’università hanno natura di corrispettivo.

L’Inps ha chiarito, con la circolare n. 165 del 2011, che le integrazioni pagate dall’università, a favore delle ricercatrici durante il periodo di astensione obbligatoria, hanno natura di corrispettivo, e sono quindi soggette alla contribuzione alla Gestione separata.

Versamento dei contributi che dovrà essere effettuato entro il 16 marzo 2012, per le competenze da gennaio a dicembre 2011.

(Consulenti del Lavoro, nota del 09 gennaio 2012)

 

 

6) Autocertificazione vale anche per extracomunitari

La Questura, nella pratica di rinnovo del permesso di soggiorno, non richiederà più il certificato di residenza o di stato di famiglia.

Stessa cosa vale per la Prefettura in caso di domanda di cittadinanza, o per l’Inps per la domanda di erogazione di prestazioni assistenziali.

La legge n. 183 del 2011 (art. 15) ha modificato il DPR 445/2000 in materia di autocertificazione.

Dal 1° gennaio 2012 sono entrate in vigore nuove norme sull’autocertificazione.

I cittadini non dovranno più recarsi negli uffici pubblici per farsi rilasciare certificati di stato di famiglia, residenza, stato civile o altro, se tali certificati sono stati richiesti da uffici pubblici, quali ad esempio Prefetture, Questure, Inps, Motorizzazione, Tribunali, Università, ecc. o da gestori di servizi pubblici (Poste, aziende di trasporto, ecc.).

Le nuove norme stabiliscono infatti che la Pubblica Amministrazione verifichi da sola tutti i documenti dei quali è già in possesso.

Sono gli stessi uffici pubblici che dovranno quindi attivarsi tramite i loro canali interni a richiedere ad altri uffici pubblici le attestazioni necessarie relative alle richieste dei cittadini.

Questi potranno, quindi, autocertificare gli stati e i fatti richiesti, allegando a una dichiarazione sostitutiva la fotocopia di un valido documento di identità. Rimane l’obbligo di presentazione dei certificati nei rapporti con i privati.

Queste nuove regole valgono anche per i cittadini extracomunitari che, però, hanno diritto ad autocertificare solo stati, fatti o qualità presenti nei registri della pubblica amministrazione italiana e che quindi possono essere facilmente verificabili.

Saranno, invece, necessari i certificati penali provenienti dal Paese di origine per la richiesta di permesso di soggiorno Ce soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno), o la dichiarazione di valore del diploma di laurea se conseguita all’estero per l’iscrizione all’Università.

Sbloccati dal 1 gennaio 2012 gli ingressi di bulgari e rumeni in Italia per lavoro

Via libera in tutti i settori di attività, termine del periodo transitorio.

Dal primo gennaio di quest’anno applicheranno “integralmente la legislazione europea sulla libera circolazione dei lavoratori”.

Solo nove stati dell’Unione Europea, nonostante gli appelli della Commissione e dell’Europarlamento, hanno deciso di mantenere restrizioni all’accesso dei cittadini romeni e bulgari ai loro mercati del lavoro: Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria e Gran Bretagna.

Pertanto, in Italia dal 01 gennaio 2012 sono possibili le assunzioni libere in tutti i settori.

(Consulenti del Lavoro, nota del 09 gennaio 2012)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

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