Novità fiscali del 9 gennaio 2012

 

 

Indice:

 

1) Atti di redistribuzione fondiaria: Chiarimenti dalle Entrate

 

2) Crisi da sovraindebitamento: Normativa sulla composizione giudiziale dell’insolvenza civile in G.U.

 

3) Contributi dei domestici in scadenza

 

4) Autotrasporto: Codice tributo per rimborsi delle accise

 

5) Agevolazioni fiscali: Individuate le associazioni senza fini di lucro per l’anno 2011

 

6) Società tra professionisti: Si attendono i regolamenti attuativi

 

7) Adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2011

 

8) Riforma delle pensioni: Domande e risposte dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro

 

9) In Scadenza il Contributo dei Revisori Contabili

 

 

1) Atti di redistribuzione fondiaria: Chiarimenti dalle Entrate

L’atto di redistribuzione fondiaria tra colottizzanti non riuniti in consorzio, realizzato in attuazione di una convenzione di lottizzazione stipulata tra le parti e un Comune, fruisce del seguente regime fiscale di favore (art. 32 del Dpr 601/1973): Applicazione dell’imposta di registro in misura fissa ed esenzione dalle imposte ipocatastali.

Si tratta di atti redistributivi (attuativi della convenzione di lottizzazione) che sono ricompresi tra quelli fiscalmente agevolati di cui all’art. 20 della legge 10/1977.

Nel caso di specie, dall’atto di ricomposizione fondiaria si evince che i trasferimenti sono effettuati tra le parti al fine di riequilibrare la capacità edificatoria dei singoli lottizzanti.

Tale atto di ricomposizione fondiaria è finalizzato ad eliminare gli effetti distorsivi che derivano dalla convenzione di lottizzazione.

Difatti, in attuazione di detta convenzione, le parti si sono obbligate ad effettuare delle cessioni a titolo gratuito in favore del comune, di aree da destinare alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

La gran parte delle aree da cedere gratuitamente al comune si è concentrata, infatti, su determinati lotti urbanistici, così da determinare un ingiustificato incremento di utilità economiche a vantaggio di alcuni lottizzanti.

Ne consegue che si configurano i tratti essenziali di un atto redistributivo delle aree laddove, per effetto di detto atto, i lottizzanti, sminuiti dalla cessione gratuita a favore del comune, risultino assegnatari di porzioni aggiuntive di aree da parte di altri assegnatari, così che venga reintegrato il rapporto di proporzionalità tra le stesse.

Inoltre, come risulta dall’atto di ricomposizione fondiaria, i trasferimenti sono effettuati senza intenti speculativi e sono inscindibilmente connessi con la convenzione di lottizzazione in relazione alla quale sono intesi a favorire la trasformazione urbanistica dei beni senza provocare squilibri patrimoniali.

Tali operazioni risultano di fatto attuative della convenzione di lottizzazione, a prescindere dalla circostanza che i proprietari coinvolti risultino costituiti in consorzio o meno.

Pertanto, detti atti di ridistribuzione, se posti in essere dai soggetti che hanno assunto gli obblighi connessi con l’attuazione della convenzione di lottizzazione, possono beneficiare del regime di favore di cui all’art. 32 del DPR n. 601 del 1973.

Infine, da tenere presente che non rileva in senso preclusivo alla fruibilità del regime agevolato in parola, la circostanza che la convenzione di lottizzazione e gli atti di ricomposizione fondiaria attuativi della stessa, siano frutto di una iniziativa privata dei colottizzanti.

Difatti, l’art. 20 della Legge n. 10 del 1977, nell’agevolare le convenzioni ovvero gli atti attuativi delle stesse, non distingue tra lottizzazioni ad iniziativa privata e ad iniziativa pubblica, ai fini della determinazione dell’ambito applicativo della disciplina di favore.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 1/E del 04.01.2012)

 

 

 

2) Crisi da sovraindebitamento: Normativa sulla composizione giudiziale dell’insolvenza civile in G.U.

E` stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2011, il D.L. n. 212 del 22.12.2011, recante “Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile”.

E’ stata, quindi, introdotta nell’ordinamento italiano una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento destinata ai soggetti privati (consumatori) ed ai piccoli imprenditori non rientranti nella disciplina fallimentare.

Tale procedura permette di predisporre un accordo di adempimento delle obbligazioni senza che il nuovo strumento abbia valenza concorsuale né, quindi, alcuna efficacia obbligatoria nei confronti dei soggetti che non partecipino all’accordo.

La nuova disciplina (in vigore dal 23 dicembre 2011), che presenta delle analogie con l’accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis della L.F.), si avvale di appositi organismi di composizione della crisi, che dovranno essere istituiti dagli enti pubblici e dovranno essere iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia.

Verranno, quindi, coninvolti gli organismi di mediazione iscritti presso le Camere di Commercio, Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Avvocati, Notai e il Segretariato sociale, in funzione di assistenza al debitore, ma anche in qualità di incaricati dal Giudice per dare esecuzione all’accordo.

 

 

3) Contributi dei domestici in scadenza

Il 10.01.2012 sarà l’ultimo giorno utile per effettuare il versamento dei contributi previdenziali relativi al trimestre ottobre/dicembre 2011 per il personale domestico.

Il versamento potrà essere effettuato tramite:

– MAV, pagamento mediante avviso inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it;

– rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” (tabaccherie abilitate, sportelli bancari Unicredit Spa o sito internet del del gruppo Unicredit Spa; sportelli di Poste Italiane);

– tramite carta di credito online sul sito Internet www.inps.it o telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164.

(Inps, messaggio n. 119 del 03.01.2012)

 

 

4) Autotrasporto: Codice tributo per rimborsi delle accise

L’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 771 del 04.01.2012, comunicato il codice tributo mediante il quale gli autotrasportatori potranno chiedere il rimborso dei maggiori oneri, conseguenti alle variazioni di aliquota di accisa, sui quantitativi di carburante consumati nel 2011.

Per la fruizione dell’agevolazione con Modello F24, andrà utilizzato il codice tributo 6740.

(Agenzia delle Dogane, nota n. 771 del 04.01.2012)

 

 

5) Agevolazioni fiscali: Individuate le associazioni senza fini di lucro per l’anno 2011

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2012, il Decreto del 19.12.2011 – Min. Economia e Finanze, che ha individuato i soggetti a cui si applicano, per l’anno d’imposta 2011, le disposizioni di cui all’art. 1, comma 185 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Tale art. dispone che, a decorrere dal 1 gennaio 2007, le associazioni che operano per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi ed alle tradizioni delle comunità locali, siano equiparate ai soggetti esenti dall’IRES (Imposta sul Reddito delle Società), e demanda al Ministro dell’Economia e delle finanze di individuare con proprio decreto i soggetti a cui si rendono applicabili tali disposizioni.

 

 

6) Società tra professionisti: Si attendono i regolamenti attuativi

Fino a quando non verrà emanato il regolamento previsto dal comma 10, dell’art. 10, Legge n. 183 del 12.11.2011, la società tra professionisti non potrà essere iscritta ad alcun albo.

In particolare, fino a quando l’iscrizione all’albo non potrà essere fatta la società, anche se costituita e inserita nel Registro delle Imprese, non potrà svolgere in concreto la propria attività.

Infatti condizione essenziale per la stessa è che presso il Registro delle Imprese venga depositata la certificazione (assimilabile alle autorizzazioni di cui all’art. 2329 cc) rilasciata dal competente Ordine professionale e attestante l’avvenuta iscrizione presso lo stesso della società, previa valutazione da parte dell’Ordine medesimo dell’esistenza dei requisiti previsti dalla legge e dall’emanando Regolamento.

(CUP, circolare del 02.01.2012)

 

 

7) Adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2011

Gli elenchi nominativi annuali valevoli per l’anno 2011 dovranno essere pubblicati entro il 31 marzo 2012.

Lo rende noto l’Inps con la circolare n. 175 del 05 gennaio 2012 relativa agli adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2011.

Difatti, l’art. 38 commi 6 e 7 della Legge n. 111 del 15 luglio 2011 ha apportato novità in materia di elenchi nominativi annuali dei lavoratori agricoli, disponendo la notifica dei suddetti elenchi, con riferimento alle giornate di occupazione successive al 31 dicembre 2010, mediante pubblicazione telematica sul sito dell’Inps entro il mese di marzo dell’anno successivo.

Peraltro, le aziende devono ricadere in area dichiarata calamitata, con i seguenti requisiti:

– l’area calamitata deve essere delimitata ai sensi dell’art. 1, comma 1079 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

– alla delimitazione delle aree calamitate provvedono le Regioni, attraverso proprie delibere/decreti;

– le avversità atmosferiche devono essere ricomprese nel Piano assicurativo agricolo.

Riconoscimento del beneficio ai fini dell’iscrizione negli elenchi anagrafici valevoli per l’anno 2011

Il beneficio consiste nel riconoscimento, ai fini previdenziali ed assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, di un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte alle dipendenze dei medesimi datori di lavoro nell’anno precedente a quello di fruizione dei benefici.

Nell’anno 2011, il lavoratore deve essere stato occupato per almeno cinque giornate presso un’impresa agricola di cui all’art. 2135 c.c.. Il beneficio si applica anche ai piccoli coloni e compartecipanti familiari.

Adempimenti delle aziende

Le aziende interessate dovranno dichiarare lo stato calamitoso trasmettendo per via telematica la dichiarazione di calamità direttamente o avvalendosi degli intermediari autorizzati.

L’applicazione è raggiungibile, nella sezione “Servizi Online”, con la dicitura “dichiarazione di calamità aziende agricole” ed è fruibile con le consuete modalità di accesso dell’invio telematico del Dmag-Unico.

Le dichiarazioni di calamità devono fare riferimento alle aree delimitate ai sensi dell’art. 1, comma 1079 delle legge 27 dicembre 2006, n. 296, così come da decreti/delibere regionali.

Per la concessione del beneficio ai piccoli coloni e compartecipanti familiari, i concedenti devono presentare istanza cartacea.

La trasmissione telematica o cartacea, dovrà avvenire entro la data del 31 gennaio 2012, per dar modo alle sedi di procedere alla validazione delle domande, entro il 10 febbraio 2012.

Per la corretta compilazione dell’istanza viene fatto rinvio al manuale allegato alla circolare Inps n. 57 del 14 aprile 2009.

Adempimenti delle sedi Inps

In INTRANET – Servizi per l’Agricoltura – SUBORDINATI – è stata riattivata la procedura DDC (Dichiarazioni Di Calamità) che consente la validazione delle dichiarazioni di calamità inviate.

Dall’opzione “Valutazione Dichiarazioni di Calamità”, cliccando sul campo ‘Info’, l’operatore abilitato procede alla valutazione dei dati trasmessi dall’azienda (verifica del decreto/delibera di Giunta Regionale di calamità ai sensi dell’articolo 1, comma 1079 delle legge 27 dicembre 2006, n. 296 già inserito in procedura a cura delle Direzioni Regionali).

Per la validazione delle domande ai fini del beneficio in oggetto, le sedi dovranno fare riferimento esclusivamente ai decreti/delibere Regionali che delimitano i territori ai sensi del già citato articolo 1, comma 1079 della Legge n. 296/06.

L’operatore prende in carico l’istanza e procede all’ approvazione o reiezione della stessa cliccando sul pulsante ‘Salva e continua’.

Nel caso di reiezione è obbligatorio compilare il campo “Motivazioni del rigetto” per completare l’esito dell’operazione.

Le istanze sono consultabili dall’opzione del Menù principale “Consultazione dichiarazione di calamità” da dove è possibile stampare il file PDF dell’esito dell’operazione.

Le istanze cartacee dei concedenti i terreni a piccola colonia o compartecipazione familiare dovranno essere acquisite manualmente.

Le operazioni descritte devono essere completate entro il 10 febbraio 2012.

 

 

 

8) Riforma delle pensioni: Domande e risposte dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro

L’anno appena iniziato porterà numerose novità in materia previdenziale.

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, all’interno del proprio documento pubblicato il 05 gennaio 2012, comincia ad approfondire l’argomento con una serie di domande e risposte (sono 20) che mirano a fare chiarezza su di un tema decisamente delicato.

Domande

Risposte

1. Una delle prime iniziative del governo Monti è stata la riforma delle pensioni. Perché era così urgente?

 

La spesa pensionistica è una delle voci economiche del bilancio dello Stato più dispendiose.

Si tratta, dunque, di un intervento che riesce ad assicurare un rilevante gettito.

 

2. Chi riguarda questa riforma: dipendenti pubblici, privati, professionisti?

 

La riforma riguarda tutti i lavoratori dipendenti del settore privato ma anche i lavoratori autonomi.

I professionisti sono esclusi poiché rientrano in un regime di casse privatistiche.

Ad ogni modo anche per loro è previsto un intervento nei prossimi mesi.

 

3. Dal 2012 si passa al sistema contributivo pro-rata: che cosa significa?

 

Significa che indipendente dall’anno di inizio dell’attività lavorativa di ognuno di noi, a partire dal 2012, e solo per questo periodo, il criterio di calcolo della pensione è quello con il metodo contributivo. Pertanto, per i lavoratori potrebbero vedersi calcolare la pensione con metodi diversi in funzione di quando hanno iniziato a lavorare.

Ma per tutti, dal 2012 il criterio è quello del sistema contributivo.

 

4. Quali sono i nuovi limiti per andare in pensione? Quali erano quelli di prima, dunque che cosa è cambiato?

 

La riforma si ispira al principio secondo il quale l’aspettativa di vita delle persone si è allungata. Inoltre, è stata introdotta una equiparazione tra uomini e donne che fino ad oggi era solo facoltativa.

 

5. Quindi, quanto in più bisognerà aspettare per andare in pensione?

 

Sulla scorta di questi principi vengono innalzati da subiti i requisiti anagrafici per andare in pensione fin che, nel 2018, tutti i lavoratori andranno in pensione all’età di 66 anni (67 anni dal 2021).

 

6. Come sarà elevata l’età pensionabile delle donne fino al 2018?

 

Le donne subiscono i robusto innalzamento del requisito anagrafico per andare in pensione:

– Dal 2012, l’età è fissata a 62 anni

– Dal 2014, l’età è fissata a 63 anni e sei mesi

– A 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016

– A 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018.

All’età sopra indicata vanni aggiunti 3 mesi previsti dalla precedente riforma.

 

7. Il contributivo riguarderà solo i contributi versati a partire dall’anno prossimo. Di quanto si riduce l’assegno?

 

Il regime contributivo riguarderà solo le anzianità maturate a partire dal 2012. Questo regime di calcolo, generalmente, riduce l’assegno di circa un 35% rispetto allo stipendio di un lavoratore attivo. La percentuale varia in funzione dell’ammontare dei contributi versati.

 

8. Continuerà ad esistere la distinzione tra pensioni d’anzianità e di vecchiaia? E si può ancora palare di quote di anzianità?

 

Dal 2012 avremo solo la pensione di vecchiaia. La legge, tuttavia, ammette che i lavoratori potranno scegliere di andare in pensione anticipata rispetto all’età prevista (ossia in funzione degli anni di anzianità lavorativa) ma ci saranno delle penalizzazioni nella misura della pensione.

 

9. Che cosa succede a chi raggiunge i nuovi limiti d’età (66 per gli uomini e 62 per le donne nel 2012), ma non ha maturato ancora la nuova anzianità contributiva (42 anni e un mese per uomini e 41 anni e 1 mese per donne)?

 

Se si raggiungono nel 2012 i requisiti anagrafici previsti dalla riforma, i lavoratori e le lavoratrici potranno andare in pensione purchè abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 20 anni.

 

10. E cosa succede nel caso inverso cioè se é stata maturata l’anzianità contributiva, ma non si è raggiunto il limite d’età?

 

Al contrario, ossia avendo raggiunto l’anzianità contributiva massima senza avere il requisito anagrafico, sarà possibile andare in pensione con delle penalizzazioni nella misura della pensione che verrà percepita.

 

11. Può fare degli esempi pratici di penalizzazione per pensione anticipata, precisando quanto si perderebbe in termini di pensione?

 

Pur in presenza dell’anzianità contributiva per andare in pensione (42 anni e un mese per uomini e 41 anni e 1 mese per donne), per non subire penalizzazioni è necessario avere 62 anni di età.

Se si scegliesse di andare in pensione prima, allora si avrebbe una penalizzazione che può arrivare fino all’8% del rendimento che corrisponde a circa 1.000 euro l’anno.

 

12. Invece ci sono incentivi per chi decide di lavorare più a lungo, fino a 70 anni. Quanto si può guadagnare?

 

Chi possiede l’età anagrafica di 70 anni può accedere alla pensione senza necessità di rispettare l’ulteriore requisito che prevede una misura della pensione in ogni caso non inferiore, per un dato

anno, a 1,5 volte l’importo mensile dell’assegno sociale stabilito per il medesimo anno.

 

13. Una volta raggiunti i limiti, quando in concreto si può andare in pensione? Cioè che fine hanno fatto le finestre mobili?

 

Con la riforma Monti le finestre mobili sono state eliminate. Quindi se si raggiunge il requisito è possibile andare in pensione a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di effettuazione della domanda.

 

14. Con questa riforma, chi ci guadagna, e quanto, e chi ci perde e quanto?

 

Indubbiamente, il criterio di calcolo della pensione per le nuove generazioni è molto più penalizzante rispetto al passato. Questi effetti sono, tuttavia, neutri per coloro che alla data del 31 dicembre 2011 abbiano maturato i requisiti pensionistici vigenti a questa data.

 

15. Che cosa succede agli “sfortunati” della classe ’52, che avrebbero raggiunto l’età per avvicinarsi alla pensione e che invece vedono allungare i termini?

 

Ogni riforma purtroppo penalizza la classe dei lavoratori che è più prossima al raggiungimento dei requisiti pensionistici. In questo caso, il parlamento in sede di conversione in legge del decreto Monti ha approvato un emendamento che attenua gli effetti penalizzanti della riforma. In altri termini, anziché andare in pensione a 66 anni, potranno anticipare a 64 anni.

 

16. Sono previste “agevolazioni” particolari per le donne? Ad esempio che cosa succede a quelle che nei prossimi anni avrebbero maturato i vecchi requisiti (57 anni d’età e 35 di contributi o 58 anni per le autonome)? Possono andare comunque in pensione? A che condizioni? Conviene?

 

Non sono previste particolari agevolazioni per le donne. Dal 2012 i requisiti per andare in pensione sono quelli illustrati in precedenza. Resta ferma la possibilità di optare per il calcolo della pensione con il sistema interamente contributivo anticipando cosi l’anno in cui è possibile andare in pensione. In questo caso, tuttavia, la pensione è fortemente ridotta nel suo ammontare.

 

17. Che cosa sono gli assegni rosa?

 

Con il termine “pensioni rosa” si fa riferimento all’agevolazione concessa dal Parlamento alle donne nate nel 1952 che avrebbero subito una particolare penalizzazione della riforma.

Riguarda le donne che nel 2012 compiono 60 anni maturando un’anzianità contributiva di almeno 20 anni.

 

18. E che succede ai lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato a lavorare a 15 anni e che l’anno prossimo raggiungono circa 56 anni d’età con 40 di contributi?

 

Si applicano le regole generali relativi alla pensione anticipata con la relativa penalizzazione sui rendimenti se decidessero di andare in pensione prima di 62 anni.

 

19. Poi è previsto un contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro. Di quanto?

 

Oltre i 300.000 euro è previsto un contributo di solidarietà pari al 3%.

 

20. Indicizzazione delle pensioni: nel 2012 sono salve le pensioni fino a 1.400, mentre nel 2013 si salvano solo quelle fino a 935 euro. Ma l’indicizzazione a quanto ammonta?

L’indicizzazione dovrebbe incidere per circa 10 euro per ciascun pensionato.

 

 

 9) In Scadenza il Contributo dei Revisori Contabili

E’ in scadenza il contributo obbligatorio a carico degli iscritti nel Registro dei Revisori Contabili.

Difatti, ai sensi dell’art. 8 della L. 13 maggio 1997, n. 132, gli iscritti nel Registro dei Revisori Contabili (persone fisiche o giuridiche) hanno l’obbligo di versare il contributo entro il 31 gennaio di ciascun anno (nel caso di specie, entro il 31.01.2012).

Nel caso di mancata ricezione del bollettino premarcato, gli interessati potranno effettuare il versamento di € 26,84 utilizzando un bollettino in bianco. L’importo dovrà essere versato sul c/c postale n. 75511741 intestato a: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e Degli Esperti Contabili e nella causale dovrà essere riportata l’annualità di riferimento ed il numero di iscrizione al Registro o il codice fiscale.

Non è necessario inviare, a mezzo raccomandata, la relativa attestazione di pagamento.

 

Vincenzo D’Andò

 


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