Tutti i provvedimenti del decreto "Salva Italia"

un riassunto ragionato dei provvedimenti che entreranno in vigore con la manovra correttiva del Governo Monti (Anna Maria Pia Chionna)

Il Consiglio dei Ministri, sotto la direzione del prof. Monti, il 4 dicembre 2011 si è riunito per adottare interventi urgenti in grado di assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità venute meno con la crisi finanziaria che in queste settimane ha colpito il debito pubblico italiano. Come indicato nella nota diffusa dall’Ufficio di Presidenza si tratta di una riforma strutturale dell’economia italiana che induce tutte le componenti della società a contribuire alla salvezza e al rilancio del Paese. La manovra prevede un volume di interventi di circa 20 miliardi di euro strutturali per il triennio 2012-2014 e una correzione lorda di oltre 30 miliardi.

Ecco le principali novità:

  • introduzione di Aiuti alla Crescita Economica: a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011 le società e gli enti di cui all’art. 73, comma 1, lettere a) e b) del TUIR, le persone fisiche, le società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria e limitatamente al reddito d’impresa deducono dal reddito complessivo netto un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, valutato mediante applicazione dell’aliquota percentuale individuata con provvedimento del Ministro dell’economia e delle finanze, alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010. La parte del rendimento nozionale che supera il reddito complessivo netto dichiarato è computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi;

  • deduzione ai fini IRES ed IRPEF dell’ammontare IRAP relativo alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012;

  • riproposizione della detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti;

  • rideterminazione delle modalità di determinazione dell’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) al fine di rafforzare la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia, nonché della percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e fissazione di una soglia minima che a partire dal 1 gennaio 2013 consentirà l’accesso alle agevolazioni fiscali e tariffarie, nonché alle provvidenze di natura assistenziale;

  • abrogazione degli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata, tale novità non è applicabile al personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda e ai procedimenti instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data;

  • concessione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze della garanzia statale sulle passività delle banche italiane con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite e di emissione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto;

  • introduzione della DTA: la quota delle attività per imposte anticipate iscritte in bilancio relative alle perdite di cui all’art. 84 del TUIR e derivante dalla deduzione dei componenti negativi di reddito di cui al comma 55, è trasformata per intero in crediti d’imposta;

  • previsione del regime premiale per favorire la trasparenza. A decorrere dal 1 gennaio 2013, ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale ovvero attività di impresa in forma individuale o con le forme associative di cui all’articolo 5 del TUIR sono riconosciuti i seguenti benefici:

a) semplificazione degli adempimenti amministrativi,

b) assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria (ad esempio predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle liquidazioni periodiche IVA, dei modelli di versamento e della dichiarazione IVA, del modello 770 semplificato, del modello CUD e dei modelli di versamento periodico delle ritenute…)

c) accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti IVA,

d) esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici per i contribuenti non soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore,

e) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento.

Tali benefici sono riconosciuti a due condizioni:

  1. invio telematico all’amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;

  2. istituzione di un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica, professionale o di impresa esercitata.

Se questi soggetti non operano in regime di contabilità ordinaria sono altresì destinatari dei seguenti benefici:

a) determinazione del reddito IRPEF secondo il criterio di cassa e predisposizione in forma

automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle dichiarazioni IRPEF ed IRAP;

b) esonero dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e

dell’IRAP e dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili;

c) esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini IVA;

  • riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro;

  • anticipazione sperimentale dell’imposta municipale propria all’anno 2012 ed entrata a regime nel 2015. L’art. 12 del decreto fissa il presupposto impositivo: il possesso di immobili qualificabili come fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa. Sono assoggettati a tassazione anche l’abitazione principale, cioè l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente e le pertinenze della stessa classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo. Per i fabbricati iscritti in catasto, la base imponibile è costituita dal valore ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento, i seguenti moltiplicatori:

a. 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;

b. 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

c. 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;

d. 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D;

e. 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

La base imponibile dei terreni agricoli è costituita dall’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento, un moltiplicatore pari a 120.

L’aliquota IMU è dello 0,76 per cento con facoltà per i Comuni di variarla in aumento o in diminuzione sino a 0,30 punti percentuali. L’aliquota è ridotta allo 0,40 per cento per le abitazioni principali e le relative pertinenze e per i fabbricati rurali ad uso strumentale, nel primo caso ai Comuni è riconosciuta la possibilità di variare la percentuale in aumento o in diminuzione di 0,20 punti mentre nel secondo caso gli enti locali hanno solo la facoltà di ridurla fino allo 0,1 per cento. Infine i Comuni possono ridurre l’aliquota di base fino allo 0,40 per cento nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario o nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società. È prevista la deduzione di 200 euro dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, i Comuni possono prevedere una maggiore deduzione fino a concorrenza dell’imposta dovuta;

  • istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi a decorrere dal 1 gennaio 2013. Il presupposto d’imposta è il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il tributo è corrisposto per ciascun anno solare in base ad una tariffa commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con apposito regolamento. Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al tributo è pari all’80 per cento della superficie catastale mentre per le altre unità immobiliari la superficie tassabile è costituita da quella calpestabile. La tariffa è maggiorata di x euro per metro quadrato al fine di coprire i costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni, i quali possono aumentare la maggiorazione e graduarla in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove è ubicato;

  • aumento cospicuo, dal 1 gennaio 2012, delle aliquote di accise su benzina, benzina con piombo, gasolio usato come carburante, gas di petrolio liquefatti usati come carburante e gas naturale per autotrazione e ritocco delle stesse dal 1 gennaio 2013;

  • tassazione auto di lusso, imbarcazioni ed aerei:

  • per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone, limitatamente a quelli immatricolati nei tre anni precedenti alla data del pagamento e a decorrere dai pagamenti dovuti dal 1 gennaio 2012, è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro venti per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centosettanta chilowatt,

  • dal 1 maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, in relazione alla lunghezza della barca per un importo minimo di 5 euro (scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri) e massimo di 703 euro (scafo lungo più di 64 metri), inoltre è prevista una riduzione della tassa del 15, del 30 e del 45 per cento rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto;

  • l’imposta erariale sugli aeromobili privati per i velivoli è commisurata al peso massimo al decollo con un minimo di 1,50 euro al kg (fino a 1.000 kg) e un massimo di 7,55 euro al kg (oltre 10.000 kg), per gli elicotteri l’imposta dovuta è pari al doppio di quella stabilita per i velivoli di corrispondente peso, per gli alianti, motoalianti, autogiri e aerostati è pari a euro 450,00;

  • obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi del numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione e la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della tariffa di abbonamento radiotelevisivo speciale per imprese e società;

  • aumento delle aliquote Iva dal 10% al 12% e dal 21% al 23% a decorrere dal 1 settembre 2012 e fino rispettivamente al 12,5% e 23,5% dal 1 gennaio 2014;

  • soppressione di enti ed organismi: sono soppressi dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’INPDAP e l’ENPALS le cui funzioni sono attribuite all’ INPS, l’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione Fondiaria in Puglia e Lucania (EIPLI), la società ISA S.p.A., l’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, l’Agenzia per la sicurezza nucleare, l’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale;

  • riduzione dei costi di funzionamento di Autorità indipendenti e Province attraverso il dimezzamento dei componenti del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, della Commissione nazionale per la società e la borsa, del Consiglio dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, della Commissione per la vigilanza sui fondi pensione, della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche e della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Spettano alla Provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. Sono organi di governo della Provincia il Consiglio provinciale ed il Presidente della Provincia. Tali organi durano in carica cinque anni. Il Consiglio provinciale è composto da non più di dieci componenti eletti dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia. Il Presidente della Provincia è eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti.

  • a decorrere dal 1 gennaio 2012 le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata, di anzianità sono sostituite dalla pensione di vecchiaia ordinaria e dalla pensione anticipata. Nel primo caso le lavoratrici dipendenti potranno conseguire il diritto a 63 anni di età, tale requisito anagrafico è incrementato di un anno a decorrere dal 1 gennaio 2014, di un ulteriore anno a decorrere dal 1 gennaio 2016 e di un ulteriore anno a decorrere dal 1 gennaio 2018; le lavoratrici autonome avranno diritto alla liquidazione della pensione a 63 anni e 6 mesi di età, limite incrementato di un anno a decorrere dal 1 gennaio 2014, di un ulteriore anno a decorrere dal 1 gennaio 2016 e di un ulteriore anno a decorrere dal 1 gennaio 2018; per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici dipendenti di cui all’art. 22-ter del DL 78/09 il requisito anagrafico di 65 anni è aumentato di 1 anno ; per i lavoratori l’età pensionabile è aumentata a 66 anni e 6 mesi di età. In tutti questi casi al lavoratore è richiesta un’anzianità contributiva almeno ventennale e che l’importo della pensione risulti essere non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale. Nel secondo caso l’accesso alla pensione (anticipata) è consentito a chi pur non avendo i requisiti anagrafici ha maturato un’anzianità contributiva di 42 anni e 1 mese, tale requisito contributivo è aumentato di un mese per l’anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall’anno 2014;

  • prescrizione con decorrenza immediata a favore dell’Erario delle banconote, dei biglietti e delle monete in lire ancora in circolazione.

 

7 dicembre 2011

Anna Maria Pia Chionna

 

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