Novità fiscali del 19 dicembre 2011, in arrivo l'aumento del tasso legale di computo degli interessi

 

 Indice:

 1) Comunicazione della Commissione europea sul futuro dell’IVA

 2) Niente ostacoli al rimborso dell’Iva

 3) Prestazioni pensionistiche: nuovi regolamenti comunitari

 4) Forum italiano sulla fatturazione elettronica

 5) Dal 2012 il tasso di interesse legale sale al 2,5%

 6) Votata la fiducia al Governo sulla manovra economica

 8) Reso noto il TFR di novembre

 9) Nuovi Studi del Notariato: profili fiscali del recesso dalla società e Iva a seguito delle modifiche al regime di territorialità

 10) Variazione del Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR)

 11) Modello F24 accise: istituiti dei codici tributo per versare somme all’AAMS

 12) Fondi comuni d’investimento immobiliare

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1) Comunicazione della Commissione europea sul futuro dell’IVA

Nel documento COM (2011) 851 def. del 7 dicembre 2011, la Commissione europea ha reso note le caratteristiche fondamentali di un futuro sistema dell’IVA ed ha indicato le aree di intervento prioritario delle modifiche all’attuale sistema.

Il documento, come rileva Assonime nella nota del  15/12/2011, fa seguito alla pubblicazione del “Libro verde sul futuro dell’IVA” (COM(2010) 695 def. del 1° dicembre 2010), con il quale era stata aperta una consultazione pubblica con le parti interessate sulle regole su cui basare una riformulazione della disciplina dell’imposta.
Con l’attuale comunicazione la Commissione tiene conto delle numerosissime risposte (oltre 1700 contributi) a tale consultazione, conclusasi lo scorso 31 maggio, nonché dei pareri espressi in argomento dalle altre istituzioni europee.

Abbandono dell’imposizione nel Paese di origine

Per la riforma del sistema europeo dell’IVA, la Commissione ritiene che non sia più pertinente l’impegno assunto nel 1967 di stabilire un regime definitivo basato sull’imposizione nel Paese di origine. Recenti incontri della Commissione con gli Stati membri hanno infatti confermato che questo principio rimane politicamente irrealizzabile: La Commissione propone dunque di abbandonarlo, per concentrarsi invece su una efficace realizzazione di un sistema europeo dell’IVA basato sul principio della tassazione nel Paese di destinazione.

Caratteristiche del nuovo sistema

Ad avviso della Commissione il nuovo sistema dell’IVA europea dovrà essere:
– Semplice, perché un soggetto passivo che opera all’interno dell’UE dovrebbe essere tenuto a rispettare un unico insieme di norme chiare e semplici, riunite in un codice europeo dell’IVA;

– efficiente, in quanto l’introduzione di una base imponibile più ampia e l’attuazione del principio di tassazione in base all’aliquota ordinaria dovrebbero permettere un maggior gettito, mentre eventuali deroghe dovrebbero essere razionali e definite in modo uniforme;

– solido e a prova di frode, ed è perciò necessario che le amministrazioni fiscali nazionali si concentrino sui comportamenti a rischio e sugli autori effettivi delle frodi.

Accessibilità delle informazioni

La Commissione sottolinea come le parti interessate, nello loro risposte alla consultazione, considerino essenziale per garantire il rispetto delle norme il fatto di disporre di informazioni precise, affidabili e tempestive sui regimi IVA attualmente in vigore negli Stati membri. Con l’aiuto degli Stati membri, la Commissione realizzerà un portale web che fornirà informazioni in più lingue su questioni come la registrazione, la fatturazione, le dichiarazioni, le aliquote.

Miglioramento del sistema di governante

Le parti interessate, inoltre, auspicano che sia loro garantita una maggior partecipazione al processo di elaborazione e interpretazione della normativa europea in materia di IVA.

Esse hanno proposto l’istituzione di un forum in cui le autorità fiscali, la Commissione e i rappresentanti delle imprese possano scambiare opinioni su questioni pratiche legate all’applicazione dell’IVA.

La Commissione è favorevole a questa iniziativa, e si è dichiarata disponibile ad istituire questo forum nel corso del 2012.

Sempre nel 2012 la Commissione pubblicherà gli orientamenti del Comitato IVA sulla legislazione europea e le note esplicative della nuova legislazione prima della sua entrata in vigore, al fine di informare le imprese e di promuovere un’applicazione più coerente delle nuove norme.

Standardizzazione degli obblighi IVA

Nel 2013 la Commissione proporrà che una dichiarazione IVA standardizzata sia disponibile in tutte le lingue e possa essere utilizzata facoltativamente dalle imprese.

Lo stesso approccio potrebbe poi essere applicato ad altri obblighi come la registrazione o la fatturazione.

Ampliamento della base imponibile

Atteso che la privatizzazione e la deregolamentazione hanno portato a situazioni in cui gli enti pubblici sono in concorrenza con le imprese private, la Commissione prenderà in considerazione l’eliminazione graduale delle esenzioni IVA esistenti su larga scala riguardanti questi enti (ad esempio nei settori dell’istruzione e della sanità) e valuterà l’opportunità di un approccio graduale verso la tassazione.

La Commissione proporrà, inoltre, un regime di tassazione IVA più neutro e più semplice per i servizi di trasporto di passeggeri, in quanto l’esito della consultazione ha confermato che, essendo i servizi di trasporto di passeggeri esenti in alcuni Stati membri in funzione del mezzo utilizzato, tale esenzione crea distorsioni della concorrenza nel mercato interno.

La Commissione analizzerà anche altre esenzioni che limitano la base imponibile e potrebbero creare distorsioni, allo scopo di determinare se le ragioni della loro previsione sono ancora valide.

Riesame della struttura delle aliquote

Il riesame dell’attuale struttura delle aliquote IVA che intende fare la Commissione sarà basato sulle seguenti linee guida:

– Abolizione delle aliquote ridotte che costituiscono un ostacolo al corretto funzionamento del mercato interno. Aliquote ridotte giustificate in passato potrebbero avere effetti distorsivi in quanto il contesto economico è nel frattempo cambiato;

– abolizione delle aliquote ridotte su beni e servizi il cui consumo è scoraggiato da altre politiche comunitarie (ad esempio, quelle su beni che danneggiano l’ambiente, la salute o il benessere);

– beni e servizi simili dovrebbero essere soggetti alla stessa aliquota IVA avendo riguardo al progresso tecnologico (parità di trattamento tra prodotti – come, ad esempio, i libri – disponibili su supporto tradizionale e on line).

Nel 2012 la Commissione avvierà una valutazione della struttura delle aliquote IVA in vigore alla luce delle suddette linee guida, ed entro la fine del 2013 presenterà proposte al riguardo, dopo un’ampia consultazione delle parti interessate e degli Stati membri.

Lotta alle frodi

La Commissione garantirà e controllerà la piena attuazione delle misure di lotta alla frode e presenterà nel 2014 una relazione sulla loro efficacia e sulla necessità di ulteriori azioni.

(Assonime, nota del 15 dicembre 2011)

 

2) Niente ostacoli al rimborso dell’Iva

Secondo la Corte di giustizia europea le regole processuali dell’ordinamento nazionale non possono vanificare il diritto del contribuente soggetto passivo a ottenere il rimborso dell’Iva che ha dovuto restituire ai clienti.
Il fatto che il soggetto passivo abbia due anni di tempo per richiedere il rimborso al fisco non è in contrasto con la normativa comunitaria; lo diventa se la normativa gli impedisce completamente di esercitare questo diritto

In particolare, la Corte di giustizia Ue, con la sentenza C-427/10 del 15 dicembre 2011, si è pronunciata sulla riscossione dei tributi consortili.

Le regole processuali nazionali, a parere dei giudici comunitari, non possono vanificare il diritto del soggetto passivo di ottenere dal fisco il rimborso dell’Iva che ha dovuto restituire ai clienti. Di per sé, non contrasta con l’ordinamento comunitario che l’azione di ripetizione dell’imposta non dovuta possa essere proposta dal cliente nei confronti del soggetto passivo entro dieci anni, mentre quest’ultimo ha solo due anni per chiedere al fisco il rimborso. Salvo, però, che ciò non impedisca al soggetto passivo di esercitare il proprio diritto. Perché, in caso contrario, risulterebbe violato il principio di effettività.

Negli anni 1984-1994, una società aveva addebitato ai consorzi di bonifica l’Iva sui compensi relativi alla riscossione dei contributi consortili, poiché l’Amministrazione finanziaria riteneva che a tali prestazioni non fosse applicabile l’esenzione dall’imposta prevista per la riscossione dei tributi. Con una circolare del 1999, l’Amministrazione modificava però il proprio parere, affermando che tali compensi dovevano essere considerati esenti.

Per conseguenza, i consorzi chiedevano alla società la restituzione dell’Iva a titolo di indebito oggettivo.

La società, a sua volta, chiedeva il rimborso dell’imposta all’Amministrazione, la quale però non dava seguito all’istanza, sul presupposto dell’avvenuto decorso del termine di decadenza biennale di cui all’art. 21 del D.Lgs. n. 546/92.

Pertanto, avendo la circolare rimesso in discussione retroattivamente il regime Iva delle operazioni in esame, l’Amministrazione deve tenere conto delle situazioni particolari degli operatori e deve prevedere, eventualmente, adeguamenti nell’applicazione delle sue nuove valutazioni giuridiche, pena la violazione del principio di effettività.

 

3) Prestazioni pensionistiche: nuovi regolamenti comunitari

Con le circolari dell’Inps n. 156 e n. 157 del 15 dicembre 2011 sono stati pubblicati, rispettivamente, i Paper SED della serie P, i nuovi formulari comunitari che sostituiscono quelli della serie E200 attualmente utilizzati in materia di prestazioni pensionistiche, e i Paper SED della serie R, i nuovi formulari comunitari che trovano applicazione in materia di recupero di prestazioni indebitamente erogate e di contributi.

I nuovi formulari saranno temporaneamente in uso per il periodo transitorio previsto fino al 30 aprile 2014, per consentire un passaggio graduale dallo scambio di informazioni per via cartacea allo scambio di informazioni per via telematica.

Alle stesse circolari, inoltre, sono state allegate le relative tabelle di correlazione e le guide pratiche ad uso degli operatori del settore.

 

4) Forum italiano sulla fatturazione elettronica

E’ stata fissata al 20.12.2011 l’inaugurazione del forum italiano sulla fatturazione elettronica, istituito con il Decreto 13.12.2011.

Tutto ciò per favorire l’utilizzo della fatturazione elettronica da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi.

 

5) Dal 2012 il tasso di interesse legale sale al 2,5%

Da Gennaio 2012 il tasso degli interessi legali passa dal 1,5 al 2,5%.

Il Decreto del Ministero dell’Economia 12.12.2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15.12.2011.

Il provvedimento disciplina l’aumento di un punto percentuale del tasso degli interessi legali a seguito della crescita dell’inflazione e del consequenziale aumento dei tassi di interessi correnti sul mercato finanziario.

L’art. 1 del citato decreto dispone che “la misura del saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del codice civile è fissata al 2,5% in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2012”.

L’incremento del saggio di interesse avrà delle ripercussioni:

– Sugli interessi “compensativi” (quelli cioè che spettano al venditore);

– sugli interessi “moratori”, che dopo la costituzione in mora del debitore sono dovuti, dal giorno della mora, nella misura legale, anche se prima non erano dovuti e non c’è stato alcun danno per il creditore;

– sul ravvedimento operoso ai fini fiscali, per il quale è previsto che il pagamento della sanzione ridotta deve avvenire contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo oltre che al pagamento degli interessi moratori calcolati tenendo conto del saggio di interesse legale.

 

6) Votata la fiducia al Governo sulla manovra economica

Il 16.12.2011 la Camera ha votato, con 495 voti favorevoli e 88 contrari, la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (C. 4829).

(Camera dei Deputati, comunicato del 16 dicembre 2011)

 

7) Corte di giustizia Ue interviene sulle ferie annuali

La Corte di Giustizia europea, con sentenza del C-124/11, ha preso in analisi la normativa nazionale relativa alla maturazione del periodo di ferie annuale sancito da ogni stato membro.

Peraltro, ogni normativa nazionale é vincolata da parametri imposti a livello centrale, utili ad uniformare il livello di tutele e garanzie su tutto il territorio dell’Unione.

Nel caso specifico, riguardante la normativa tedesca, un lavoratore aveva adito in giudizio per vedersi riconoscere il diritto alla monetizzazione dell’indennità sostitutiva per le ferie non godute negli anni dal 2006 al 2008, periodo durante il quale lo stesso aveva percepito una pensione di invalidità, visto lo stato invalidante in cui versava.

Il giudice competente si é rivolto alla Corte Ue chiedendo se la previsione legale o contrattuale circa la perdita del diritto alle ferie possa subire limitazioni da parte della direttiva 2003/88 nel caso in cui il lavoratore sia inabile al lavoro per un periodo più lungo.

Nel dare il proprio orientamento, la Corte sottolinea come il periodo feriale riconosciuto come diritto tutelato a livello comunitario venga snaturato in presenza di lunghi periodi di assenza per malattia; lo stesso non risponderebbe, infatti, alle esigenze di reintegro delle energie psicofisiche spese dal lavoratore nell’anno di lavoro.

Ne discende, quindi, che “un lavoratore inabile al lavoro per diversi anni consecutivi, cui sia impedito dal diritto nazionale il godimento delle proprie ferie annuali retribuite durante detto periodo, non può avere il diritto di cumulare senza limite i diritti alle ferie annuali retribuite acquisiti durante tale periodo”.

 

8) Reso noto il TFR di novembre

A novembre il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 3,531846. L’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 103,7.

 

9) Nuovi Studi del Notariato: Profili fiscali del recesso dalla società e Iva a seguito delle modifiche al regime di territorialità

Il Consiglio Nazionale del Notariato con la nota del 16 dicembre 2011 ha comunicato che gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione “Studi e Materiali” ed hanno approfondito tematiche relative alla multiproprietà, ai beni artistici e storici e al diritto tributario:

– La nuova multiproprietà – Prime note – Studio n. 425-2011/C

– La multiproprietà e la coerenza ipocatastale – Studio n. 426-2011/C

– Le opere interne eseguite in unità immobiliari poste all’interno del territorio dei Castelli ed il preventivo nulla osta dell’Ente di Gestione del Parco – Studio n. 460-2011/C

Prestazioni notarili nei confronti di soggetti residenti all’estero: profili Iva a seguito delle modifiche al regime di territorialità – Studio n. 8-2011/T

Profili fiscali del recesso dalla società e dell’assegnazione di beni ai soci – Studio n. 74-2011/T

Vendita immobiliare in regime tavolare – Termini e modalità di registrazione – Studio n. 106-2011/T.

 

10) Variazione del Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR)

Variazione dell’interesse di dilazione, di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

La Banca Centrale Europea con la decisione dell’8 dicembre 2011 ha ridotto di 25 punti base il tasso di riferimento che, pertanto, con decorrenza dal 14 dicembre 2011 è pari all’1,00%.

Lo ha reso noto l’Inps, con la circolare n. 158 del 16/12/2011.

Interesse di Dilazione e di Differimento

L’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per i contributi e per le relative sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi dovranno essere calcolati al tasso del 7,00%.

Tale misura si applica per le rateazioni definite con l’emissione del piano di ammortamento a decorrere dal 14 dicembre 2011.

I piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso precedentemente in vigore non subiranno modificazioni.

Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso pari al 7,00% sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di dicembre 2011.

Sanzioni Civili

La decisione della Banca Centrale Europea, che ha definito, a decorrere dal 14 dicembre 2011, la riduzione del TUR nella misura sopra riportata, comporta la variazione delle sanzioni civili come segue.

Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, di cui alla lett. a), comma 8, dell’art. 116 della legge 388/2000, la sanzione civile è pari al Tasso Ufficiale di Riferimento maggiorato di 5,5 punti, quindi pari al 6,50% in ragione d’anno.

Comunque, in caso di evasione, si applica la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.

 

11) Modello F24 accise: Istituiti dei codici tributo per versare somme all’AAMS

E’ rubricata “Istituzione dei codici tributo per il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, ai sensi dell’ articolo 5, comma 3, del decreto legislativo del 23 dicembre 1998, n. 504”, la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 125/E del 16.12.2011, con la quale, al fine di consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, ha istituito i seguenti codici tributo:

– “5271” denominato “Sanzione amministrativa ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del D.Lgs. n. 504/1998”;

– “5272” denominato “Sanzione amministrativa ai sensi dell’articolo 5, comma 3, del D.Lgs. n. 504/1998 di competenza della Regione Sicilia”.

 

12) Fondi comuni d’investimento immobiliare

Il versamento della prima rata dell’imposta sostitutiva del 5% da parte della società di gestione del risparmio o dell’intermediario depositario, con scadenza il 16 dicembre 2011, potrà essere effettuato entro e non oltre il 16 gennaio 2012, maggiorato dei relativi interessi e senza applicazione delle sanzioni in considerazione delle condizioni di obiettiva incertezza caratterizzanti la specifica disciplina.

Lo ha disposto il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16 dicembre 2011.

L’art. 32 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, nel testo da ultimo modificato dall’articolo 8, comma 9, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011 n. 106, contiene alcune disposizioni che mutano l’attuale assetto normativo dei fondi comuni d’investimento immobiliare.

Per i fondi diversi da quelli istituzionali di cui al comma 3, dell’articolo 32, ferma restando l’applicazione del regime fiscale proprio del fondo sia ai fini delle imposte dirette che indirette, si applica un particolare trattamento fiscale ai partecipanti, diversi da quelli elencati nel medesimo comma 3, che possiedono quote di partecipazione al fondo superiori al 5% del valore dello stesso.

Tale trattamento fiscale comporta l’imputazione per trasparenza in capo al partecipante dei redditi conseguiti dal fondo e rilevati nei rendiconti di gestione.

Per i medesimi partecipanti il nuovo comma 4-bis dell’art. 32 del D.L. n. 78 del 2010 prevede, inoltre, l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 5% sul valore medio delle quote detenute alla data del 31 dicembre 2010.

Il comma 5 dell’art. 32 prevede la possibilità per la SGR di deliberare la liquidazione dei fondi immobiliari che alla data del 31 dicembre 2010 presentavano un assetto partecipativo diverso da quello previsto per i fondi istituzionali e nei quali almeno un partecipante deteneva una quota di partecipazione superiore al 5%.

In tal caso, è dovuta un’imposta sostitutiva pari al 7% del valore netto del fondo risultante dal prospetto redatto al 31 dicembre 2010.

La liquidazione deve essere conclusa nel termine massimo di cinque anni.

Inoltre, sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2011 e fino alla conclusione della liquidazione è dovuta un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella misura del 7%.

 

Vincenzo D’Andò

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