Novità fiscali del 13 dicembre 2011: il limite all'utilizzo del contante

 

 Indice:

 1) Pagamenti in contanti oltre la nuova soglia (€ 1.000,00): vanno segnalati anche alle Entrate

 2) Immobili rurali nel mirino dell’Imu dal 2012

 3) Nuovo regime di trasparenza: garantirà il beneficio della semplificazione amministrativa ?

 4) Rimborso secondo acconto Irpef ai pensionati che si avvalgono dell’assistenza fiscale

 5) Quote di genere per la composizione degli organi sociali delle quotate: avviata consultazione Consob 

 6) Fisco-Figc: è accordo per la vigilanza sui conti dei club

 7) Istituiti nuovi codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni da 36 bis

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1) Pagamenti in contanti, pari o oltre la nuova soglia (€ 1.000,00): vanno segnalati anche alle Entrate

Il pagamento in contanti, pari o superiore alla nuova soglia di tracciabilità (€ 1.000,00), andrà segnalato immediatamente anche all’agenzia delle Entrate (ai fini dello spesometro), oltre che al MEF, ai fini dell’antiriciclaggio. E’ quanto si rileva in Italia Oggi del 12 dicembre 2011.

L’art. 12 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 (cd. Manovra Monti) ha infatti ridotto, in prima battuta, il limite dal quale tutti i pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili: € 1.000,00 in luogo di € 2.500,00. La norma impone, inoltre, l’obbligo di estinguere o ridurre a importo inferiore alla nuova soglia, entro il 31 dicembre 2011, i libretti di deposito bancari o postali al portatore, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto.

Accanto alla misura base sono presenti ulteriori interventi secondari rivolti ad accrescere l’efficacia della restrizione anche e soprattutto a fini antievasivi. Intanto tale soglia viene praticamente ridotta a 500 euro in alcuni specifici casi che coinvolgono la pubblica amministrazione. E il caso delle operazioni di pagamento delle spese delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e dei loro enti, le quali devono essere disposte mediante l’utilizzo di strumenti telematici.

Tali operazioni vanno effettuate in via ordinaria mediante accreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero con le modalità offerte dai servizi elettronici di pagamento interbancari prescelti dal beneficiario.

In ogni caso è esclusa la possibilità di effettuare pagamenti per cassa superiori all’importo di 500 euro.

Analogamente, lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a 500 euro, debbono essere erogati con strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, comprese le carte di pagamento prepagate. Affinché la riduzione della soglia non rechi pregiudizio ai soggetti destinatari dei pagamenti dalle p.a., viene previsto che il ministero dell’economia e delle finanze promuova la stipula di una o più convenzioni con gli intermediari finanziari, per il tramite delle associazioni di categoria, affinché i soggetti in questione possano dotarsi di Pos (Point of sale) a condizioni agevolate, che tengano conto delle economie realizzate dagli intermediari per effetto delle norme introdotte dal presente articolo. Per i soggetti che percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, è prevista l’esenzione dall’imposta di bollo dei rapporti recanti gli accrediti di tali somme. La novità importante della nuova disciplina, però, non si annida solo nell’abbassamento della soglia.

Il comma 11 dell’art. 12 del citato D.L. prevede, infatti, che la comunicazione delle infrazioni in tema di superamento della soglia minima siano comunicate entro trenta giorni anche all’Agenzia delle entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale.

Ciò significa che la violazione in questione, oltre a dare origine alla sanzione prevista dal Decreto antiriciclaggio verrà utilizzata dalle Entrate la quale, coordinando tale segnalazione con gli altri strumenti a sua disposizione (spesometro, indagini finanziarie preventive, trasmissione di conti correnti), avrà una serie di elementi che se ben strutturati in sede di accertamento, lasciano ben poco margine di manovra al contribuente.

 

 

 

2) Immobili rurali nel mirino dell’Imu dal 2012

Gli immobili rurali nel mirino dell’Imu.

Dal 2012 l’imposta municipale colpirà i fabbricati strumentali e anche le abitazioni.

La Manovra Monti, contenuta nel D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, non ha risparmiato neppure il settore agricolo.

Difatti, come si rileva ne Il Sole 24 Ore del 12 dicembre 2011, vengono ora assoggettati all’imposta municipale i fabbricati rurali che da sempre sono sfuggiti a qualsiasi tassazione, giacché il loro reddito era ricompreso nella tariffa di reddito dominicale.

L’art. 13 del D.L. 201/2011 (nella sua versione attuale)  anticipa al 1 gennaio 2012 l’applicazione dell’imposta municipale propria (Imu).

Si tratta di un’imposta di natura patrimoniale che ha per oggetto i terreni e i fabbricati, compresa l’abitazione principale; questo prelievo è sostitutivo dell’Ici.

La base imponibile si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per i fabbricati e del 25% peri terreni, per un apposito coefficiente stabilito dalla norma (160 per le abitazioni, 60 per i fabbricati di categoria D, 120 per i terreni, e così via).

Base imponibile estesa ai fabbricati rurali

Il co. 8 dell’art. prevede espressamente l’assoggettamento ad imposta con l’aliquota dello 0,2% (in luogo dello 0,76% ordinario) peri fabbricati rurali a uso strumentale (si tratta delle costruzione iscrivibili in catasto fabbricati nella categoria D/10.

Nessuna esclusione viene prevista nemmeno per le abitazioni rurali (categoria A/6, classe R) che, pur non essendo richiamate espressamente, ricadono nella categoria dei fabbricati classificati nella categoria A (aliquota di imposta 0,4% con detrazione di 200 euro, se si tratta di abitazione principale, altrimenti 0,76%).

 

 

 

3) Nuovo regime di trasparenza: Garantirà il beneficio della semplificazione amministrativa ?

Accelerazione di rimborsi e compensazione di crediti Iva. Riduzione dei termini dell’accertamento fiscale.

Sarebbero questi i principali benefici previsti (dall’art. 10 del D.L. n. 201 del 06 dicembre 2011) per autonomi e società di persone che invieranno per via telematica documenti contabili e fiscali alle Entrate rilevati da Il Sole 24 Ore del 12 dicembre 2011.

Condizione necessaria: Società di persone e autonomi dovranno far transitare tutti i movimenti dell’attività su un C/C bancario dedicato.

Al nuovo regime semplificato ed agevolato (di tipo opzionale), a partire dal 2013, potranno accedere i contribuenti persone fisiche e società di persone titolari di reddito di lavoro autonomo e reddito di impresa.

L’art. 10 del D.L. 201/2011 ha, infatti, introdotto un particolare meccanismo premiale che ha come obiettivi dichiarati la trasparenza fiscale e l’emersione di base imponibile.

In aggiunta alle precedenti misure in tema di accertamento caratterizzate da una stretta sui controlli e un inasprimento delle sanzioni, la lotta all’evasione sembra puntare su un piano di collaborazione diretta e fattiva dei contribuenti con il fisco.

A fronte di una serie di semplificazioni contabili e amministrative, della riduzione dei termini per l’accertamento e delle facilitazioni sul versante rimborsi o compensazioni Iva, i contribuenti sono, infatti, chiamati a fornire all’Amministrazione finanziaria una serie di informazioni e di dati che permetteranno la realizzazione e il completamento di tutte le attività di controllo.

Tutti i documenti contabili e fiscali, dai corrispettivi alle fatture emesse e ricevute, dovranno però essere trasmessi telematicamente alle Entrate che potranno di fatto verificarne la veridicità incrociando le informazioni così ottenute con i movimenti finanziari risultanti dal conto corrente dedicato esclusivamente all’attività di cui il contribuente è tenuto a dotarsi per avere accesso al regime premiale.

Il patrimonio informativo messo a disposizione dell’Agenzia favorirà di fatto le attività di controllo.

Il rispetto della nuova soglia per l’utilizzo del denaro contante è un’ulteriore condizione da rispettare per la permanenza nel regime premiale: Eventuali utilizzi di denaro contante oltre soglia (€ 1.000,00) determinano, infatti, la fuoriuscita dalle agevolazioni e l’applicazione di una sanzione amministrativa da € 1.500,00 a € 4.000.

Peri contribuenti in contabilità semplificata, ai benefici riconosciuti se ne accompagnano degli altri quali la determinazione del reddito Irpef secondo il criterio di cassa e l’esonero dalla predisposizione delle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini Iva.

Discorso a parte meritano i contribuenti assoggettati ad accertamento da studi di settore: Dichiarare ricavi o compensi in misura pari o superiore a quelli minimi o puntuali richiesti ai fini della coerenza e della congruità determina la non operatività dell’accertamento analitico-induttivo sulla base delle presunzioni semplici.

Modalità di accesso al regime della trasparenza

Viene subordinato principalmente all’invio telematico all’Amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura.

La seconda condizione per aderire al regime è quella di istituire un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica, professionale o di impresa esercitata.

La norma affida a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate l’individuazione dei benefici relativi alla semplificazione degli adempimenti amministrativi, all’assistenza da parte dell’Amministrazione finanziaria e all’accelerazione di rimborso e compensazione dei crediti IVA, con particolare riferimento agli obblighi concernenti l’imposta sul valore aggiunto e gli adempimenti dei sostituti d’imposta.

In particolare, col provvedimento potranno essere previste le seguenti misure:

– predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle liquidazioni periodiche IVA, dei modelli di versamento e della dichiarazione IVA, eventualmente previo invio telematico da parte del contribuente di ulteriori informazioni necessarie;

– predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate del modello 770 semplificato, del modello CUD e dei modelli di versamento periodico delle ritenute, nonché gestione degli esiti dell’assistenza fiscale, eventualmente previo invio telematico da parte del sostituto o del contribuente delle ulteriori informazioni necessarie;

– soppressione, nei confronti dei beneficiari, dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale;

– anticipazione del termine di compensazione del credito IVA, abolizione del visto di conformità per compensazioni superiori a 15.000 euro ed esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA.

Ove i soggetti beneficiari delle suddette misure non siano in regime di contabilità ordinaria e rispettino le previste condizioni sono riconosciuti ulteriori benefici:

a) determinazione del reddito IRPEF secondo il criterio di cassa (ovvero determinazione in base alla differenza tra elementi attivi e passivi effettivamente percepiti/sostenuti nel periodo di riferimento) e predisposizione in forma automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle dichiarazioni IRPEF ed IRAP;

b) esonero dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP e dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili;

c) esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini IVA.

Le norme di attuazione sono demandate a uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto Monti.

Le neo disposizioni operano previa esplicita opzione dei contribuenti, da esercitare nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione delle medesime.

Infine, il contribuente può adempiere agli obblighi di trasparenza direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato (ai sensi dell’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998).

 

 

 

4) Rimborso secondo acconto Irpef ai pensionati che si avvalgono dell’assistenza fiscale

In seguito alla riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta 2011, prevista dal DPCM del 21 novembre 2011 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2011), l’Inps ha predisposto un mandato di pagamento per il rimborso dell’importo eventualmente trattenuto a titolo di secondo acconto Irpef, nonché gli eventuali rimborsi derivanti da modelli integrativi prevenuti dopo l’estrazione della rata di pensione di dicembre.

Il pagamento sarà effettuato dal 15 dicembre 2011 con le modalità scelte dall’interessato e già in uso per il pagamento della rate di pensione.

Lo ha comunicato l’Inps con il messaggio n. 23448 del 9 dicembre 2011.

In particolare, il citato DPCM ha previsto la riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta 2011.

Per i soggetti interessati, l’Istituto ha pertanto predisposto un mandato di pagamento aggiuntivo con l’importo eventualmente trattenuto a titolo di secondo acconto Irpef, nonché gli eventuali rimborsi derivanti da modelli integrativi pervenuti dopo l’estrazione della rata di pensione di dicembre.

Il pagamento verrà effettuato dal 15 dicembre 2011 con le modalità scelte dall’interessato e già in uso per il pagamento delle rate di pensione.

In caso di accredito in conto corrente o libretto di risparmio, il rimborso è previsto per importi superiori a 12 euro; per pagamenti allo sportello, il rimborso è previsto per importi di almeno 50 euro.

Dall’elaborazione sono state escluse le situazioni dei soggetti che avevano conguagli da assistenza fiscale sia a credito che a debito.

Tali posizioni sono visualizzabili accedendo alla procedura di assistenza fiscale, nella intranet, sezione assicurato pensionato, dal seguente percorso:

– Funzioni relative alla gestione dei conguagli

– Posizioni da esaminare

Per tali casistiche, l’Istituto ha invitato le sedi ad effettuare le seguenti operazioni entro il 15 dicembre 2011:

– il pagamento dell’importo a credito, al netto delle trattenute, segnalandolo in procedura con funzione Gestione Contabile, nel caso in cui residui un credito per il pensionato;

– la compensazione credito e debito, segnalandola con la gestione contabile, cui seguirà l’interruzione generalizzata con invio delle lettere.

Gli eventuali interessi sono stati calcolati fino al mese di gennaio compreso.

 

 

 

5) Quote di genere per la composizione degli organi sociali delle quotate: Avviata consultazione Consob 

Lo scorso 9 dicembre, la Consob ha posto in consultazione una proposta di modifica del Regolamento Emittenti, al fine di disciplinare l’equilibrio tra generi in sede di nomina degli organi di amministrazione e controllo delle società quotate.
La Legge n. 120 del 12 luglio 2011, ha delegato la Consob a stabilire con regolamento in merito alla violazione, applicazione e rispetto delle disposizioni che richiedono un equilibrio tra i generi dei componenti degli organi di amministrazione e controllo.

A partire dall’agosto 2012, il riparto degli amministratori e dei componenti dell’organo di controllo da eleggere deve essere effettuato in base a un criterio che assicuri, per tre mandati consecutivi, il rispetto di tale principio.

Per il primo mandato, la legge stabilisce che i componenti del genere meno rappresentato costituiscano “almeno un quinto” del consiglio e dell’organo di controllo, mentre, per i restanti mandati, il rapporto deve essere pari almeno a 1/3.

Quanto ai contenuti della proposta regolamentare in consultazione, la Consob riconosce un’ampia autonomia agli statuti in materia.

L’Autorità prende posizione sul problema dell’arrotondamento, proponendo il meccanismo di arrotondamento per eccesso all’unità superiore se dall’applicazione del criterio di riparto non risulti un numero intero di componenti degli organi di amministrazione o controllo.

Per quel che riguarda il regime sanzionatorio, la Consob richiama l’iter procedurale riportato nell’art. 195 Tuf.

Il documento di consultazione è supportato da un’ampia ricognizione del quadro normativo di riferimento e analizza gli impatti applicativi che la nuova disciplina legislativa è destinata a produrre. Al fine di focalizzare le questioni oggetto di esame, il documento è completato da un questionario.
La Consultazione scade il prossimo 10 gennaio 2012.

(Assonime, nota del 12 dicembre 2011)

 

 

 

6) Fisco-Figc: E’ accordo per la vigilanza sui conti dei club

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ed il Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio hanno rinnovato il protocollo d’intesa che rafforza la cooperazione tra i due enti per vigilare sui conti delle società sportive professionistiche.

Al centro dell’accordo lo scambio di informazioni relative agli adempimenti tributari delle società professionistiche di calcio per verificarne l’equilibrio finanziario e garantire, quindi, il regolare svolgimento dei campionati.

Figc-Entrate: i “passaggi” fino al 31 maggio 2012

La Figc comunica alle Entrate, secondo le modalità e i principi approvati dal Coni, l’elenco nominativo delle società sportive professionistiche, completo di denominazione societaria e codice fiscale/partiva Iva. Entra quindi in campo l’Agenzia che si impegna a comunicare alla Federcalcio, entro il 31 maggio del prossimo anno, i risultati delle verifiche su:

– controlli degli adempimenti connessi al pagamento di Ires, Irap, Iva ed Irpef, riportati nelle dichiarazioni, riferiti ai periodi d’imposta terminati il 31 dicembre degli anni 2009 e 2010.

– pagamenti di Ires, Irap, Iva e Irpef riportati nelle dichiarazioni fiscali e riferiti agli anni d’imposta che vanno dal 2006 al 2009 (sempre che quest’ultima annualità sia già stata oggetto di controllo)

– atti divenuti definitivi con cartella di pagamento notificata entro il 30 aprile 2012 – presentazione delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta chiuso entro il 31 dicembre 2010.

Una nuova “stagione” virtuosa

La collaborazione tra Fisco e Figc prosegue sulla scia delle precedenti esperienze. Già da alcuni anni le due realtà sono impegnate a garantire, attraverso lo scambio di informazioni utili a rafforzare l’attività di controllo fiscale delle società sportive professionistiche, la regolarità dei campionati calcistici. Ciò naturalmente senza mai perdere di vista la tutela della privacy, assicurata dalle specifiche misure di controllo adottate dall’Agenzia.

Il protocollo è valido fino al 28 febbraio 2013, termine entro il quale sarà deciso un eventuale rinnovo per le successive stagioni sportive.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 12 dicembre 2011)

 

 

 

7) Istituiti nuovi codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni da 36 bis

Per consentire il versamento, con le modalità di cui all’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, l’Agenzia delle Entrate ha istituito dei nuovi codici tributo. Per agevolare i contribuenti viene riportato il corrispondente codice tributo utilizzato per il versamento spontaneo.

Tali codici vanno utilizzati dai contribuenti nell’eventualità in cui il destinatario delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, alle quali viene allegato il modello F24 precompilato, intenda versare solo una quota dell’importo complessivo richiesto con il codice tributo 9001.

In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “ERARIO”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”) presenti nelle suddette comunicazioni.

Si ricorda che il controllo delle dichiarazioni ai sensi art. 36-bis del Dpr 600/1973 consiste in una verifica dei dati riportati nella dichiarazione attraverso procedure automatizzate.

Se emerge una maggiore imposta rispetto a quella indicata, al contribuente viene inviata, prima della cartella di pagamento, una comunicazione di irregolarità in cui sono riportate le maggiori somme dovute, incluse sanzioni e interessi. In questo caso, il contribuente, se provvede a versare quanto richiesto entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, beneficia della riduzione della sanzione a 1/3 di quella ordinaria (10% anziché 30%).

Se decide di pagare solo una quota delle cifre riportate nella comunicazione di irregolarità, non può utilizzare il Modello F24 precompilato (allegato alla comunicazione di irregolarità), che riporta l’intero importo con il codice tributo 9001, ma va compilato un nuovo Modello F24.

A tal fine, la neo risoluzione ha istituito una serie di codici tributo, identificativi delle diverse imposte, da esporre nella sezione “Erario” in corrispondenza degli “importi a debito versati”, indicando anche il codice atto e l’anno di riferimento presenti nella comunicazione di irregolarità.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 120/E del 12 dicembre 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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