Novità fiscali del 9 dicembre 2011: chiarimenti su pensioni e collegi sindacali delle S.r.l.

nuove pensioni spiegate dal Ministero del Lavoro; collegio sindacale nelle Srl: niente decadenza nel 2012 per i sindaci in carica; rilevazioni retribuzioni operai agricoli; imprese edili: per dedurre i costi di trazione dei macchinari necessita la scheda carburante; caso Assonime su responsabilità nei gruppi d’impresa; legge sulla Privacy: ridotti gli adempimenti amministrativi per le imprese; movimenti bancari da comunicare obbligatoriamente al fisco; società assicurazione: dati da inviare on line al fisco; archivio dei rapporti finanziari: aumenta il tempo per correggere i file; rimborsi fiscali solo con l’apposita procedura

 

Indice:

1) Nuove pensioni spiegate dal Ministero del Lavoro

2) Collegio sindacale nelle Srl: niente decadenza nel 2012 per i sindaci in carica

3) Rilevazioni retribuzioni operai agricoli

4) Imprese edili: per dedurre i costi di trazione dei macchinari necessita la scheda carburante

5) Caso Assonime su responsabilità nei gruppi d’impresa

6) Legge sulla Privacy: ridotti gli adempimenti amministrativi per le imprese

7) Movimenti bancari da comunicare obbligatoriamente al fisco

8) Società assicurazione: dati da inviare on line al fisco

9) Archivio dei rapporti finanziari: aumenta il tempo per correggere i file

10) Rimborsi fiscali solo con l’apposita procedura

 

1) Nuove pensioni spiegate dal Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il comunicato del 06 dicembre 2011 ha spiegato, con una scheda di sintesi le nuove pensioni, come previste dal D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 (cd. Decreto Monti ovvero salva Italia), peraltro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011.

La riforma della previdenza è il primo tassello di una riforma più completa che riguarderà anche il mercato del lavoro (che dovrà recuperare efficienza ed efficacia nell’impiego delle risorse) e gli ammortizzatori sociali.

Principi
– l’affermazione del metodo contributivo come criterio di calcolo delle pensioni, in un’ottica di equità finanziaria, intragenerazionale e intergenerazionale;

– la previsione di un percorso predefinito di convergenza del trattamento previsto per uomini e donne;

– l’abbattimento delle posizioni di privilegio;

– la presenza di clausole derogative soltanto per le fasce più deboli e le categorie dei bisognosi;

– la flessibilità nell’età di pensionamento, che consente al lavoratore maggiori possibilità di scelta nell’anticipare o posticipare il ritiro dal mercato del lavoro, a fronte di una sua valorizzazione da parte datoriale e di una piena tutela del diritto alla scelta;

– la semplificazione e la trasparenza dei meccanismi di funzionamento del sistema, con l’abolizione delle finestre e di altri meccanismi che non rientrino esplicitamente nel modello contributivo.

Pilastri
I pilastri del modello che ne deriva hanno caratteristiche di uniformità e di innovazione:
– si armonizzano età, aliquote e modalità di calcolo delle prestazioni;

– si individuano requisiti minimi per accedere ai trattamenti previdenziali, in linea con la speranza di vita per le diverse fasce di età e in coerenza con gli altri ordinamenti europei;

– “pensione di vecchiaia” e “pensione anticipata” restano diritti ineludibili dei cittadini, il cui esercizio corrisponde non solo alla sussistenza di un requisito esogeno di “anzianità” o di “vecchiaia”, ma anche a scelte flessibili di opportunità personali.

Queste le considerazioni del Ministero

Semplificazione, armonizzazione ed economicità devono caratterizzare anche le strutture gestionali del sistema (per esempio, attraverso l’accorpamento sinergico in un solo istituto delle gestioni previdenziali).

Verrà, infine, varato un programma di iniziative di promozione della cultura del risparmio e dell’accantonamento previdenziale, per aiutare i giovani e i lavoratori ad effettuare scelte responsabili e consapevoli in materia di pensioni, anche nell’ambito di forme di pensionamento graduale.

Misure sulla transizione 1/3

– Dal 1° gennaio 2012 viene introdotto, secondo il meccanismo pro rata, il metodo contributivo di calcolo delle pensioni

– Con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e la comprensibilità del sistema, si aboliscono le finestre di uscita, in quanto inglobate nei nuovi requisiti di accesso. Vengono altresì abolite le pensioni di anzianità conseguibili attraverso le quote

– L’età di pensionamento delle lavoratrici dipendenti del settore privato viene alzata a 62 anni e a 63 e sei mesi per quelle autonome, dal 1° gennaio 2012. L’equiparazione dell’età delle donne a quella degli uomini (66 anni) avviene entro il 2018, sempre tenendo conto della variazione della speranza di vita. Nel frattempo, dall’età 62 all’età 70 vige il pensionamento flessibile, con applicazione dei relativi coefficienti di trasformazione calcolati fino a 70 anni

– Per gli uomini (e per le dipendenti pubbliche), la fascia di flessibilità è compresa tra 66 (età minima, oggi prevista per il pensionamento di vecchiaia) e 70 anni

– A tutti i requisiti anagrafici si applicano gli aumenti della speranza di vita (già previsti), con decorrenza dal 2013 (3 mesi già stabiliti dalla legge n. 122/2010 nella sua prima attuazione)

– Permane il requisito minimo dell’anzianità contributiva di 20 anni previsto dal precedente ordinamento per la vecchiaia

Misure sulla transizione 2/3

– L’accesso “anticipato” alla pensione è in ogni modo consentito con un’anzianità di 42 anni e un mese per gli uomini e di 41 anni e un mese per le donne, anch’essa indicizzata alla longevità. Si prevedono penalizzazioni percentuali (2% per ogni anno di anticipo rispetto a 62 anni) sulla quota retributiva dell’importo della pensione, tali da costituire un effettivo disincentivo al pensionamento anticipato rispetto a quello di vecchiaia

– Si prevede l’aumento graduale delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi artigiani e commercianti, che sono incrementate progressivamente fino a raggiungere il 24% entro il 2018 (attualmente 20 – 21%)

– Si vara la revisione delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi agricoli, portandole gradualmente al 24% e al 22% per le sole zone svantaggiate (sono state eliminate le differenziazioni delle aliquote per età)

– Vengono aboliti i privilegi ancora esistenti in ambito previdenziale, attraverso l’introduzione temporanea di un contributo di solidarietà per i pensionati e gli attivi ancora avvantaggiati da precedenti regole di maggior favore rispetto a quelle vigenti nell’AGO e che non trovino giustificazioni oggettive. Il contributo di solidarietà è proporzionato all’incidenza di tali regole di favore

– Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data in vigore del decreto continuano ad applicarsi ai lavoratori che risultano beneficiari di provvedimenti di mobilità ed esonero, sulla base di accordi stipulati entro il 31 ottobre 2011

Misure sulla transizione 3/3

– Si favorisce la totalizzazione dei contributi versati dai lavoratori, eliminando l’ultimo ostacolo dei tre anni non riconosciuti

– Per le Casse Professionali, che operano in regime di autonomia, si propone un dispositivo che impone alle casse medesime di adottare – entro il termine di pochi mesi – provvedimenti funzionali al riequilibrio di medio-lungo periodo dei conti, e ispirati al rispetto dell’equità intergenerazionale. In assenza di tali provvedimenti, si prevede anche per esse l’adozione del metodo contributivo pro rata dalla medesima data del primo gennaio 2012

– Viene istituito un Fondo per il finanziamento di politiche attive per il lavoro (donne, giovani, ammortizzatori sociali), il cui finanziamento è previsto in euro 200 mln nel 2012 e 300 negli anni successivi

– In considerazione del processo di convergenza ed armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l’applicazione del metodo contributivo, nonché al fine di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa nel settore previdenziale ed assistenziale, l’INPDAP e l’ENPALS sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INPS

Sistema a regime

– Pensioni totalmente contributive, a partire circa dal 2035.
– Il sistema previdenziale segue il modello della capitalizzazione virtuale, con formula contributiva, flessibilità del pensionamento e coefficienti attuariali applicati alle diverse età della fascia flessibile (con correzioni rispetto all’età minima di accesso valide soltanto per i lavori usuranti)

– I requisiti di accesso alle prestazioni, nel sistema a regime, prevedono la coesistenza di una anzianità contributiva di 20 anni, 67 anni di età e un importo della pensione non inferiore ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale (soglia indicizzata), per acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia. Si prescinde dal requisito di importo minimo se in possesso di un’età anagrafica di 70 anni e di una anzianità contributiva di almeno 5 anni. Con riferimento alla possibilità di accedere alla pensione anticipata, il diritto si acquisisce al compimento dei 63 anni di età, una anzianità contributiva di 20 anni e l’ammontare mensile della prima rata di pensione non inferiore ad un importo soglia (indicizzato) pari a 2,8 volte l’assegno sociale

– La regola è applicata uniformemente a tutti i lavoratori e incoraggia la permanenza in attività. Poiché il metodo restituisce, sotto forma di pensione, i contributi versati nel corso della vita lavorativa, l’anzianità minima deve essere tale da comportare un trattamento adeguato. Ciò potrà conseguirsi attraverso un minimo contributivo di almeno venti anni. Sempre a regime, dovrebbe prevedersi la possibilità di indicizzare la pensione al Pil pro-capite

Vincoli finanziari e sostegno alla manovra

In conseguenza del vincolo finanziario stringente che opera sul bilancio pubblico per il biennio 2012/2013 e della necessità di riportare il sistema Paese in condizioni di stabilità e di equilibrio, viene inserito, per il prossimo biennio, il blocco parziale della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, salvaguardando tuttavia le pensioni fino a 2 volte il minimo.

(Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, comunicato del 06 dicembre 2011)

 

2) Collegio sindacale nelle Srl: Niente decadenza nel 2012 per i sindaci in carica

Nel 2012 non decano i sindaci in carica nelle Srl.

Lo ha precisato il Consiglio Notarile di Milano, con la massima n. 123, che costituisce la prima interpretazione “notarile” sul neo art. 2477 c.c., sulla composizione unipersonale dell’organo sindacale della Srl.

In particolare, vengono illustrati i seguenti principi:

– non sono illegittime le norme statutarie che saranno vigenti nelle Srl il 1° gennaio 2012 e che prevedano l’organo sindacale collegiale;

– i collegi sindacali in carica il 1° gennaio 2012 non cessano dalla propria carica per effetto della modifica dell’art. 2477;

– le clausole statutarie di Srl presenti in statuti in vigore alla data del 1° gennaio 2012, che prevedano solo la composizione collegiale dell’organo di controllo, non impediscono la nomina del sindaco unico, perchè la disciplina statutaria deve intendersi integrata dalla normativa sopravvenuta;

– pur se sia stato introdotto nel sistema della Srl il principio del sindaco unico, è possibile una scelta statutaria specifica nel senso della collegialità dell’organo di controllo;

– il sistema del sindaco unico mette fuori gioco la figura dei sindaci supplenti.
(Consiglio Notarile di Milano, Massima n. 123)

 

3) Rilevazioni retribuzioni operai agricoli

Come ogni anno, le sedi provinciali dell’Inps provvederanno alla rilevazione delle retribuzioni medie provinciali per gli operai a tempo determinato (OTD) e a tempo indeterminato (OTI) occupati nei vari settori in cui si articola l’attività del comparto agricolo, determinate annualmente con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Per la rilevazione, che deve essere effettuata alla data del 30 ottobre 2011, l’Inps si avvale della collaborazione delle Organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie dei contratti provinciali e regionali, e dei rappresentanti delle sedi Circoscrizionali e delle sedi Inail.

(Inps, circolare n. 152 del 6 dicembre 2011)

 

4) Imprese edili: Per dedurre i costi di trazione dei macchinari necessita la scheda carburante

L’impresa edile non può dedurre i costi sostenuti per il carburante e il gasolio acquistato per i macchinari in cantiere se non ha istituito le apposite “schede carburanti” nelle quali annotare tali componenti negativi di reddito.

La scheda carburante è obbligatoria anche per macchine semoventi, muletti, pale meccaniche, ruspe, betoniere, carrelli elevatori, trasportatori e altri, hanno comunque un motore idoneo a imprimere al veicolo un movimento autonomo.

Il presupposto per la deduzione dei componenti negativi di reddito, afferenti costi connessi all’acquisto di carburanti e gasolio destinati all’autotrazione, è “necessariamente” ancorato alla predisposizione dell’imprenditore delle apposite “schede” nelle quali annotare detti acquisiti, come voluto dall’art. 1 del D.p.r. n. 444/1997.

A tal fine, quello che conta è che il concetto di autotrazione debba ritenersi riferibile, estensivamente, a tutti i veicoli semoventi, ossia a quei veicoli nei quali il motore imprima al mezzo un movimento autonomo, prescindendo da spinte o da sollecitazioni esterne.

Ne consegue che nel novero dei “carburanti per autotrazione” vanno ricompresi, non soltanto quelli impiegati in macchine circolanti su strada, secondo norma, ma anche quelli destinati a veicoli che, seppure adoperati soltanto all’interno di un cantiere, sono comunque caratterizzati dall’identica presenza di un motore idoneo a imprimere al veicolo un movimento autonomo.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 24930 del 25 novembre 2011)

 

5) Caso Assonime su responsabilità nei gruppi d’impresa

Assonime ha pubblicato il Caso n. 9 del 2011 sulla prima pronuncia della Corte di Cassazione in tema di responsabilità 231 nei gruppi d’impresa.

Il D.Lgs 231 del 2001 non chiarisce come si configuri la responsabilità dell’impresa nell’ambito dei gruppi.

La lacuna legislativa ha condotto a diverse interpretazioni e ad alcune pronunce di merito che hanno esteso la responsabilità alla società controllante o a più imprese del gruppo, mediante il richiamo all’ interesse di gruppo o alla figura dell’amministratore di fatto.

La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema ed ha affermato due principi significativi.

Innanzitutto che la holding e le altre società del gruppo possono rispondere ai sensi della disciplina 231, ma è necessario che vi sia un concorso tra il soggetto che commette il reato e il soggetto che agisce per conto di esse.

In secondo luogo, i presupposti dell’interesse e del vantaggio devono essere verificati in concreto, nel senso che la società deve ricevere una potenziale o effettiva utilità dalla commissione del reato, ancorché non necessariamente patrimoniale.

La sentenza non tocca i profili dei presidi organizzativi per la prevenzione dei reati, mentre offre alcuni spunti di riflessione sul tema critico dell’applicazione delle misure cautelari.

(Assonime, nota del 07 dicembre 2011)

 

6) Legge sulla Privacy: Ridotti gli adempimenti amministrativi per le imprese

Il D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 (cd. Decreto Monti ovvero salva Italia) subito pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011 è già in vigore.

In particolare, di tale Decreto, il comma 1 dell’art. 40 è finalizzato alla semplificazione degli adempimenti relativi alla registrazione dei clienti nelle strutture ricettizie da parte dei gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive

Il comma 2 modifica il Codice della privacy escludendo persone giuridiche, enti ed associazioni dalla tutela offerta dalla disciplina sul trattamento dei dati personali.

Il comma 3 interviene in materia di disciplina dell’immigrazione consentendo al lavoratore straniero lo svolgimento dell’attività lavorativa anche nelle more del rilascio (o del rinnovo) del permesso di soggiorno.

Il comma 4 modifica una disposizione concernente la tenuta del libro unico del lavoro, disponendo che la compilazione del libro debba avvenire entro la fine del mese successivo e non più entro il giorno 16 del mese successivo.

Il comma 5 detta disposizioni finalizzate a semplificare gli adempimenti delle imprese in materia di bonifica dei siti inquinati.

Il comma 6 abroga il regolamento che obbliga le imprese di autoriparazione ad essere in possesso delle attrezzature e strumentazioni elencate nel D.M. n. 406/1997.

Il comma 7 modifica la definizione di “immissione sul mercato” di prodotti contenenti COV (Composti Organici Volatili), eliminando dalla stessa l’operazione di messa a disposizione del prodotto per gli utenti.

Il comma 8 è volto a semplificare lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti da talune attività quali quelle di estetista, acconciatore, pedicure ed altro.

Il comma 9 dispone che la documentazione e le certificazioni attualmente richieste per il conseguimento di alcune agevolazioni fiscali in materia di beni e attività culturali sono sostituite da una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

 

7) Movimenti bancari da comunicare obbligatoriamente al fisco

Gli estratti conto bancari, contenenti tutti i dati finanziari del titolare, saranno comunicati periodicamente dalle banche all’Amministrazione finanziaria.

Dal 1° gennaio 2012 l’estratto conto bancario, oltre ad essere inviato al titolare del conto, verrà recapitato pure al Fisco.

Ciò per effetto dell’art. 11 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 (cd. Decreto Monti ovvero salva Italia), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011, quindi già in vigore.

Si tratta dell’articolo dedicato all’emersione della base imponibile.

Dunque, niente più ostacoli per contrastare l’evasione fiscale posto: gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’Anagrafe tributaria le movimentazioni effettuate su tutti i rapporti intrattenuti con la clientela.

In questo modo il fisco potrà utilizzare agevolmente le informazioni sui rapporti finanziari per selezionare i contribuenti da controllare.

Ovviamente, verranno facilmente alla luce le disparità tra i redditi ed i volumi d’affari dichiarati e le disponibilità finanziarie detenute dai singoli contribuenti.

In pratica si capovolge totalmente il meccanismo con cui finora sono state costruite le indagini finanziarie. Se in precedenza il fisco si muoveva dal soggetto e quindi indagava sul mondo fiscale che ruotava intorno a questo per arrivare al dato, oggi è il contrario.

La disposizione comunque prevede che un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari, fisserà le modalità di comunicazione.

Il citato art. 11 prevede anche uno scambio informativo dedicato tra Inps e Agenzia per i dati relativi alla posizione dei soggetti destinatari di prestazioni socio-assistenziali sulla fedeltà dei redditi dichiarati basati su specifiche analisi di rischio evasione.

Per la durata delle verifiche fiscali è stato abrogato il limite dei 15 giorni

Infine, è durata poco la norma introdotta nella Legge n. 106/2011 che fissava una sorta di codice di comportamento sulla durata dei controlli nelle aziende più piccole e sulla programmazione delle verifiche.

Difatti, sono state abrogate le disposizioni sui controlli da concludersi entro 15 giorni e da effettuarsi con cadenza semestrale.

 

8) Società assicurazione: Dati da inviare on line al fisco

Oltre all’obbligo di risposta telematica per le indagini finanziarie sono tenuti anche a comunicare all’Anagrafe tributaria l’esistenza e la natura dei rapporti intrattenuti.

Lo ha disposto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate firmato il 07 dicembre 2011.

Le società e gli enti assicurativi, entro il 30 aprile 2012, dovranno fornire alle Entrate il proprio indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec). Saranno, così, rapidamente acquisite le informazioni sui contratti attuati attraverso piani finanziari pluriannuali d’investimento e forme pensionistiche complementari.

Sempre a partire dal 30 giugno 2012, le società e gli enti di assicurazione saranno tenuti a comunicare all’Archivio dei rapporti finanziari, i dati delle polizze (di tipo unit linked, index link) e dei contratti di capitalizzazioni, esistenti dal 6 luglio 2011 (secondo le modalità e i termini indicati nei provvedimenti del 19 gennaio 2007, del 29 febbraio 2008 e del 20 dicembre 2010).

 

9) Archivio dei rapporti finanziari: Aumenta il tempo per correggere i file

Passa da 15 a 90 giorni o due mesi la fase entro la quale coloro che hanno commesso errori nelle informazioni possono rimediare, inviando una comunicazione corretta.

Cambiano i termini e non soltanto per trasmettere i file corretti dei dati da comunicare all’Archivio dei rapporti con gli operatori finanziari.

Chi, dopo aver inviato le informazioni richieste, ha ricevuto esiti contenenti errori e si è visto scartare il file, ha due mesi di tempo per ripetere l’operazione in modo esatto.

Se l’imprecisione riguarda il codice fiscale, poi, i giorni per rimediare diventano

90.

Ciò a seguito del provvedimento del 7 dicembre 2011, con il quale il direttore dell’Agenzia delle entrate ha modificato la tempistica della riproposizione della comunicazione, fissata con un altro provvedimento del 20 dicembre 2010.

 

10) Rimborsi fiscali solo con l’apposita procedura

Attenzione alla mail “Notifica di rimborsi fiscali”: E’ un tentativo di phishing per rubare dati personali. Continuano le segnalazioni di tentativi di truffa messi in atto utilizzando illecitamente comunicazioni con il nome e il logo dell’Agenzia delle Entrate.

Il 07 dicembre 2011 l’Amministrazione ha appreso della circolazione di un’e-mail – con oggetto “Notifica di rimborsi fiscali”- apparentemente proveniente dall’indirizzo “Agenzia delle Entrate”.

La comunicazione invita il destinatario a scaricare e compilare un modulo per ottenere un presunto rimborso, richiedendo, tra le altre informazioni, anche tutti i dati della carta di questa comunicazione è un tentativo di phishing, una truffa informatica architettata per entrare illecitamente in possesso di dati personali.

L’Agenzia delle entrate, che invita chiunque dovesse ricevere questo messaggio di posta elettronica a eliminarlo al più presto e a non aprire il suo allegato, in quanto potenzialmente pericoloso, informa di essere del tutto estranea al fatto-

Rimborsi fiscali solo con l’apposita procedura

L’Agenzia ha poi ricordato ai contribuenti che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Home – Cosa devi fare – Richiedere – Rimborsi”, possono consultare le corrette modalità per ricevere un rimborso fiscale con l’accredito su conto corrente.

In nessun caso l’Agenzia richiede informazioni sulle carte di credito.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 07 dicembre 2011)

 

Vincenzo D’Andò

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