Novità fiscali del 7 dicembre 2011, decreto "salva-Italia" ed altro...


 Indice:

 1) Decreto salva Italia: disposizioni in materia di accise

 2) Aumenta la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei

 3) Soppresso Enpals ed Inpdap: subentra l’Inps

 4) Detrazione del 36% destinata alle ristrutturazioni edilizie a regime

 5) Maggiore contrasto all’evasione fiscale

 6) Adempimenti in materia di lavoro: attività riservata

 7) Voucher lavoro in vendita anche presso Poste Italiane

 8) Professionisti alla verifica sulla “data disponibile” dei pagamenti a cavallo d’anno

 9) LUL: più tempo per la compilazione arriva dalla manovra salva Italia

 10) Statistiche per età dei Dottori commercialisti ed esperti contabili – anni 2009-2011

 11) Nuove regole per il riporto fiscale delle perdite aziendali

 

***

 

1) Decreto salva Italia: Disposizioni in materia di accise

Il cd. Decreto salva Italia, approvato – dal governo Monti – lo scorso 4 dicembre, contiene anche misura in materia di accise.

In particolare, l’art. 15 dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2012, le aliquote di accisa sono fissate nelle seguenti misure:

a) benzina e benzina con piombo: euro 704,20 per mille litri;

b) gasolio usato come carburante: euro 593,20 per mille litri;

c) gas di petrolio liquefatti usati come carburante: euro 267,77 per mille chilogrammi;
d) gas naturale per autotrazione: euro 0,00331 per metro cubo.

A decorrere dal 1° gennaio 2013, l’aliquota di accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché l’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, sono fissate, rispettivamente, ad euro 704,70 per mille litri e ad euro 593,70 per mille litri.

 

2) Aumenta la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei

Altre misure contenute nel cd. Decreto salva Italia riguardano la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei.

L’art. 16 di tale manovra stabilisce che a decorrere dai pagamenti dovuti dal 1° gennaio 2012, per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro venti per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a determinati chilowatt (tra 170 o 200).

Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, nelle misure di seguito indicate:

a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;

b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;

c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;

d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a24 metri;

e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;

f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;

g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;

h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;

i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

La tassa è ridotta alla metà per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonché per le unità a vela con motore ausiliario.

 

3) Soppresso Enpals ed Inpdap: Subentra l’Inps

Soppressi gli enti ed organismi ai fini della riduzione di spesa e dei costi degli apparati.

L’art. 21 del cd. Decreto salva Italia, a fini dell’armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l’applicazione del metodo contributivo, nonché al fine di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa nel settore previdenziale e assistenziale, dispone che l’INPDAP e l’ENPALS sono soppressi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e le relative funzioni sono attribuite all’INPS, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi.
Con decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da emanarsi entro 60 giorni dall’approvazione dei bilanci di chiusura delle relative gestioni degli Enti soppressi alla data di entrata in vigore del presente decreto legge e sulla base delle risultanze dei bilanci medesimi, da deliberare entro il 31 marzo 2012, le risorse strumentali, umane e finanziarie degli Enti soppressi sono trasferite all’INPS.

 

4) Detrazione del 36% destinata alle ristrutturazioni edilizie a regime

Il c.d. “Decreto salva-Italia”, inoltre, va a modificare, con decorrenza 1° gennaio 2012, la nuova disciplina riguardante la detrazione del 36% per lavori di recupero edilizio; in particolare, tale detrazione diventa strutturale, venendo inserita direttamente nel D.p.r. n. 917/1986 (T.U.I.R.).

Inoltre, in caso di calamità naturali per le quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza, la detrazione sarà applicabile anche agli edifici non residenziali.

Infine, da ricordare che nel caso di trasferimento dell’immobile agevolato, la detrazione residua viene trasferita all’acquirente.

 

5) Maggiore contrasto all’evasione fiscale

Per contrastare meglio l’evasione fiscale si prevede (sempre nel cd. Decreto salva Italia):

– l’applicazione di sanzioni penali (art. 76 del D.P.R. n. 445/2000) per chi, a seguito delle richieste avanzate ai fini accertativi dall’Agenzia delle entrate o dalla Guardia di Finanza, esibisce o trasmette documenti falsi in tutto o in parte o fornisce informazioni non corrispondenti al vero;

– dal 1° gennaio 2012, il potenziamento dell’attività di trasmissione periodica dei dati da parte degli operatori finanziari;

– la revisione della norma contenuta nel D.L. sviluppo (art. 7, D.L. n. 70/2011) in materia di accessi; in particolare, verrebbero eliminati il termine di durata degli accessi in massimo 15 giorni, la ripetizione non degli stessi per periodi di tempo inferiori al semestre, la conseguente responsabilità per illecito disciplinare per i dipendenti pubblici in caso di mancato rispetto di tali termini;

– il ritorno al passato per i consigli tributari: Verrebbe eliminata la disposizione che aveva legato l’aumento al 100% dell’aliquota di compartecipazione dei comuni in materia di lotta all’evasione all’istituzione, entro il 31 dicembre 2011, dei consigli tributari.

 

 6) Adempimenti in materia di lavoro: Attività riservata

La legittimità della riserva prevista a favore dei consulenti del lavoro dalla legge n. 12/1979 in materia di adempimenti di lavoro è stata riconfermata dalla sentenza emanata dal Tar Lazio, nell’ambito del contenzioso creatosi sulla

circolare deleghe dell’Inps.

Lo ha reso noto il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 1073 del 05 dicembre 2011.

Difatti, tale documento afferma che il Tribunale Amministrativo del Lazio, con sentenza n. 9236/2011, conferma e ribadisce la legittimità della riserva prevista a favore dei Consulenti del lavoro dalla legge n. 12/1979 in materia di adempimenti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti.

Tale sentenza (T.A.R. Lazio – sez. Terza quater – n. 9236/2011; depositata il 24.11.2011) ha accolto integralmente le tesi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Il caso ha riguardato il ricorso proposto da un Centro di Elaborazione Dati avverso la circolare dell’INPS n. 28/2011 e la nota del Ministero del Lavoro n. 7857 del 29.04.2010, le quali – secondo la tesi del ricorrente – avrebbero fornito una interpretazione innovativa della riserva contenuta nel richiamato art. 1 della legge 12/1979, escludendo illegittimamente i CED dal novero dei soggetti legittimati a trasmettere per via telematica le denunce contributive mensili elaborate informaticamente sulla base dei dati forniti da parte del datore di lavoro.

La sentenza riconosce la correttezza della circolare INPS, che non avrebbe portata innovativa in quanto confermerebbe le funzioni di “mero supporto tecnico” dei CED, ma riconosce la compatibilità con i principi comunitari della legge 12/1979 facendo propri diversi argomenti esposti nelle memorie del Consiglio Nazionale, in particolare:

– ribadisce la coerenza interna della legge 12/1979 che, in ogni caso, riconosce la competenza generale in capo al consulente del lavoro, con la eccezione delle misure agevolative per le piccole e medie imprese che, tuttavia, prevedono sempre la supervisione del nominato professionista ;

– riafferma la riserva esclusiva di competenza a favore dei consulenti del lavoro;

– riafferma che i CED devono essere sempre assistiti da consulenti del lavoro;

– sostiene che spetta al giudice nazionale valutare la compatibilità della legge 12/1979 rispetto ai principi comunitari;

– fa espressamente propria la tesi del Governo;

– sostiene non essere fondato il richiamo alle liberalizzazioni di cui al decreto 138/2011.

Il T.A.R. del Lazio ha quindi respinto il ricorso proposto, rilevando che la riserva a favore dei consulenti del lavoro prevista dalla legge 12/1979 non involve una questione di limitazione all’accesso ad una professione, ma attiene alla “garanzia della sussistenza dei requisiti professionali nel compimento di una determinata attività, sì da renderla possibile unicamente a coloro che da un lato sono a ciò specificamente preparati e che, dall’altro, ne siano anche responsabili”.

 

7) Voucher lavoro in vendita anche presso Poste Italiane

Dal 5 dicembre disponibili in Lombardia e Puglia e da febbraio 2012 in tutta Italia.

Lo ha reso noto l’Inps con il messaggio n. 23012 del 05 dicembre 2011.

Sulla base dell’accordo tra l’Inps e Poste Italiane i buoni lavoro si acquistano negli Uffici Postali.

Dal 5 dicembre scorso sono disponibili in Lombardia e Puglia e da febbraio 2012 in tutta Italia.

E’ dunque possibile acquistare e riscuotere i buoni lavoro, i cosiddetti “voucher”, presso tutti gli uffici postali di Lombardia e Puglia. Parte così la fase sperimentale durante la quale i buoni lavoro saranno in vendita solo nelle due regioni per poi essere estesa, da febbraio 2012, a tutti i 14mila uffici postali d’Italia.

I voucher sono uno strumento innovativo che facilita la prestazione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato (lavoro occasionale e accessorio). Sono in vendita negli uffici postali nel valore nominale di 10, 20 e 50 euro e disponibili anche in carnet da 25 pezzi.

Nella cifra sono previste la copertura assicurativa attraverso l’Inail e quella previdenziale attraverso l’Inps, di conseguenza i periodi di lavoro sono pienamente riconosciuti a fini pensionistici.

Il datore di lavoro può acquistare i “voucher” in contanti o tramite Postamat, presentando la tessera sanitaria per la verifica del codice fiscale. È previsto un limite giornaliero di acquisto di 5.000 euro lordi.

Dal giorno successivo all’acquisto, e prima dell’inizio della prestazione di lavoro, il datore di lavoro dovrà comunicare all’Inps il proprio codice fiscale, la tipologia di attività, i dati del prestatore (nome, cognome, codice fiscale), il luogo di lavoro, la data d’inizio e fine della prestazione.

La comunicazione potrà essere effettuata chiamando il Contact Center Inps-Inail al numero 803164, o collegandosi con il sito www.inps.it e attivando la connessione alla pagina Lavoro occasionale.

Per accedere, il committente dovrà indicare il proprio codice fiscale e digitare come password il codice identificativo (16 caratteri) di uno dei buoni lavoro acquistati o il Pin assegnato dall’Inps.

I buoni lavoro potranno essere incassati presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro occasionale.

Per riscuotere il lavoratore deve presentarsi con la propria tessera sanitaria per la verifica del codice fiscale.

I prestatori potranno riscuotere i buoni lavoro entro due anni dal giorno dell’emissione.

Il committente che non utilizza i buoni lavoro acquistati potrà chiederne il rimborso presso le sedi dell’Inps.

 

 8) Professionisti alla verifica sulla “data disponibile” dei pagamenti a cavallo d’anno

A fine anno si ripropone il tema esaminato e risolto dall’Agenzia delle Entrate. Sul tema l’Agenzia delle Entrate, partendo dal fatto che il reddito di lavoro autonomo si determina con il principio di cassa, con la circolare n. 38 del 2010, ha precisato, per la prima volta, che in caso di bonifico il pagamento si ha solo al momento dell’effettiva disponibilità delle somme e cioè solo quando il professionista riceve l’accredito sul proprio conto corrente.

Lo ha ricordato la nota del 06 dicembre 2011 pubblicata sul sito web del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

I professionisti, in sede di redazione della dichiarazione, dovranno verificare con attenzione le certificazioni dei committenti per non includere in dichiarazione tutte quelle ritenute che sono relative a pagamenti accreditati nel successivo periodo d’imposta.

L’applicazione del principio di cassa per i redditi di lavoro autonomo comporta che, in caso di ritenuta effettuata in un anno con compenso pagato nell’anno successivo, il professionista dovrà seguire sia per il reddito, sia per la ritenuta il periodo d’imposta in cui il compenso è stato pagato.

In caso di pagamento con bonifico bisognerà sempre far riferimento alla data di accredito in banca.

Si tratta della cd. “data disponibile” che indica il giorno a partire dalla quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata.

Non assume, pertanto, rilievo né la data valuta, o quella da cui decorrono gli interessi, né il momento in cui il dante causa emette l’ordine di bonifico, né quello in cui la banca informa il professionista dell’avvenuto accredito.

Sempre sullo stesso tema l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in caso di bonifico, il momento dell’effettivo incasso potrebbe non coincidere con quello di effettuazione della ritenuta da parte del sostituto perché questi non può che effettuare la trattenuta al momento della disposizione di bonifico, per poi includerla nel modello 770. Da ciò discende che si creerà sempre e comunque un disallineamento tra il 770 del committente e la dichiarazione del professionista. Infatti, quest’ultimo dovrà sempre inserire reddito e ritenuta nel periodo d’imposta in cui si ritiene effettuato il pagamento.

I compensi pagati mediante assegno devono considerarsi percepiti nel momento in cui il titolo entra nella disponibilità del professionista, momento che si realizza con la consegna del titolo dal ricevente al committente. Non rileva, invece la circostanza che il versamento sul conto corrente del professionista intervenga in un momento successivo o in un diverso periodo d’imposta.

 

 9) LUL: Più tempo per la compilazione arriva dalla manovra salva Italia

Slitta a fine mese la stampa del libro unico già da paghe di novembre.

Il comma 4 dell’ art. 40 della cd. manovra salva Italia prevede, infatti, che, ai fini della semplificazione degli obblighi di tenuta ed annotazione del registro dei lavoratori, al comma 3 dell’art. 39 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole “entro il giorno 16”, sono sostituire con le seguenti: “entro la fine”.

Già con effetto dalle paghe di novembre, pertanto, i datori di lavoro potranno adempiere entro i nuovi termini alla stampa del LUL.

Lo rende noto il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro con la nota del 06 dicembre 2011.

 

10) Statistiche per età dei Dottori commercialisti ed esperti contabili – Anni 2009-2011

Il documento, pubblicato il 06 dicembre 2011, sul sito web dell’IRDCEC, diffonde le elaborazioni statistiche effettuate dall’IRDCEC sulla struttura anagrafica degli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nel triennio 2009-2011.

L’analisi del trend generale mostra un aumento dell’età media degli iscritti e un calo significativo della prima classe di età (fino a 40 anni).

Il documento riporta, inoltre, il trend delle iscrizioni nel triennio considerato.

I dati sono suddivisi tra Dottori e Ragionieri.

 

11) Nuove regole per il riporto fiscale delle perdite aziendali

Su come e a partire da quando si applica il nuovo regime di riporto delle perdite fiscali d’impresa è nuovamente intervenuta l’Agenzia delle Entrate che a tal fine ha diffuso la circolare 53/E del 06 dicembre 2011.

Focalizzate dunque le novità introdotte dalla manovra correttiva 2011, con esempi concreti per aiutare a capire le ultime regole in ambito Ires.

La nuova disciplina, infatti, introduce un meccanismo che limita il riporto delle perdite d’impresa in misura pari all’80% del reddito imponibile di periodo e conferma l’utilizzabilità piena delle perdite se relative ai primi tre periodi di imposta dalla data di costituzione per le nuove attività produttive.

Chi applica il nuovo regime

Le nuove regole interessano i soggetti Ires. In particolare, le società per azioni, le Srl, le società cooperative e di mutua assicurazione, quelle europee indicate da un apposito regolamento comunitario del 2001, residenti nel territorio dello Stato.

Inoltre, sono destinatari del nuovo regime anche gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti in Italia, che esercitano in via principale o esclusivamente attività commerciali.

Infine, le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel nostro Paese.

Tempi e limiti di “periodo”

Mentre le vecchie norme prevedevano un limite di 5 anni per il riporto in avanti delle perdite, il nuovo meccanismo prevede solo un limite di utilizzabilità pari all’80% dell’imponibile. Questo tetto quantitativo, ad ogni modo, non impedisce di utilizzare integralmente le perdite, perché lo scopo della nuova disciplina, come spiega il neo documento, è quello di “modulare” l’ammontare complessivo di quelle compensabili in ciascun periodo d’imposta.

Calendario

Le nuove regole sono efficaci a partire dal periodo d’imposta 2011, cioè quello in corso al 6 luglio scorso, data d’entrata in vigore della manovra correttiva. Per coloro che hanno il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, le stesse regole scattano già in sede di determinazione del reddito imponibile relativo al 2011. Non solo. La nuova disciplina si applica anche alle perdite maturate nei periodi precedenti a quello di entrata in vigore del nuovo regime.

Quali le perdite coinvolte nel nuovo sistema

Rientrano nella nuova disciplina solo le perdite che risultano dalla dichiarazione relativa al 2011.

Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, quindi, le perdite interessate sono quelle realizzate negli esercizi che vanno dal 2006 al 2010.

Sono escluse quelle relative al 2005, non riportabili perché è ormai scaduto il termine del limite dei 5 anni previsto dalla vecchia disciplina.

 

Vincenzo D’Andò

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