Novità fiscali dell'1 dicembre 2011: regolarizzare le operazioni successive all'aumento dell'aliquota IVA

 

 Indice:

 1) Indice Istat sale ancora

 2) E’ legittima l’imposizione da Exit tax

 3) Professionisti: arriva il contratto per gli studi

 4) Autorizzazioni per il commercio: pubblicate le ultime risoluzioni MSE

 5) Istituite causali contributo per versare con il Modello F24 all’INPDAP

 6) Cessione del contratto di leasing: chiariti gli aspetti contabili

 7) Commercialisti: esonero dalla prima prova scritta degli esami di stato e verifica dei requisiti

 8) Aumento dell’aliquota Iva da regolarizzare, in prima battuta, entro il prossimo 27 dicembre

***


1) Indice Istat sale ancora

Inflazione: Continua a salire l’indice Istat. L’indice per il mese ottobre 2011 è stato, infatti, fissato a 3,20%.

Lo ha reso noto l’Istituto di Statistica con il comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 276 del 26.11.2011.

Tali dati, che rappresentano gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, sono utilizzati per aggiornare il canone di locazione.

 

2) E’ legittima l’imposizione da Exit tax

E’ legittima l’imposizione dell’Exit tax da parte dello Stato di provenienza sia pure sia a riscossione differita.

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza C-371/10 del 29.11.2011, ha stabilito che è legittima l’imposizione dell’Exit tax (libertà di stabilimento delle legislazioni nazionali che prevedono l’imposizione sulle plusvalenze latenti all’atto del trasferimento della sede all’estero) da parte dello Stato di provenienza.

Tuttavia, la connessa riscossione va differita al momento in cui la società emigrata realizzerà la plusvalenza.

Il Paese di provenienza non è tenuto a computare in diminuzione dall’imponibile le minusvalenze realizzate dopo il trasferimento.

Peraltro, la direttiva del Consiglio del 2008 sull’assistenza reciproca in materia di recupero crediti per imposte consente allo Stato Ue di provenienza di ottenere dal Paese membro ospitante informazioni relative al realizzo o meno degli elementi dell’attivo di una società trasferitasi.

La neo pronuncia della Corte di Giustizia ha prima evidenziato che la tassazione delle plusvalenze latenti nell’azienda all’atto del trasferimento all’estero della sede (e, conseguentemente, della residenza fiscale) costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento, ma il problema su cui si è soffermata è stato quello sulla possibilità della restrizione giustificata da motivi imperativi di interesse generale, precisando l’idoneità delle normative a garantire un’equa ripartizione del potere impositivo tra lo Stato di provenienza (che tassa i plusvalori latenti fino al momento del trasferimento della sede) e lo Stato di destinazione (che tassa le plusvalenze effettivamente realizzate secondo la propria legislazione interna).

In particolare, secondo la Corte Ue la riscossione immediata è contraria al dettato comunitario.

Anche la Commissione europea ha sostenuto la riscossione effettiva dell’imposta solo all’atto del realizzo dei beni (realizzo che avviene nello Stato di destinazione).

 

3) Professionisti: Arriva il contratto per gli studi

Arriva il contratto per gli studi professionali: Il 60% degli arretrati verrà messo in pagamento con la mensilità di novembre o dicembre.

E’ stato, infatti, firmato il 29.11.2011 il contratto di lavoro per gli studi professionali che varrà dall’ottobre 2010 al settembre 2013; le retribuzioni erano ferme al 30.09.2010.

Tra le novità:

– Disciplina per il nuovo apprendistato;

– tutele per i collaboratori;

– contratti a termine per gli universitari e possibilità di “lavoro a chiamata”.

 

4) Autorizzazioni per il commercio: Pubblicate le ultime risoluzioni MSE

Il Ministero dello Sviluppo Economico, ha pubblicato le recenti risoluzioni del 2011, con le quali ha fornito indicazioni sui requisiti professionali necessari per il commercio di prodotti alimentari e per la somministrazione di alimenti e bevande, nonché sui requisiti professionali per accesso all’attività di vendita dei prodotti del settore alimentare mediante il riconoscimento di alcuni tipi di attestati e diplomi:

– Diploma di Perito per l`elettronica industriale e le telecomunicazioni;

– diploma di ragioneria;

– Diploma sperimentale dell’ordine tecnico “Programmatori Prog. Mercurio” della durata di cinque anni;

– Diplomi di Ragioneria e Tecnico dei Servizi turistici, diploma di laurea in economia e commercio con indirizzo Economia Aziendale, diploma di scuola media superiore con indirizzo attività sociali – specializzazione Dirigente di – Comunità diploma di Perito Chimico;

– Diploma di tecnico dei servizi della ristorazione;

– Diploma di scuola secondaria superiore di perito industriale capotecnico specializzazione elettronici;

– Attestato di odontotecnico;

– laurea in economia e amministrazione delle imprese.

Con possibilità di avviare con la SCIA le attività di:

– Macinazione di cereali o industria molitoria;

Gestione fiduciaria;

– Magazzino generale;

– Produzione Margarina;

– Mangimi con integratori;

Un ulteriore risoluzione è incentrata sul rilascio dell’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati.

 

5) Istituite causali contributo per versare con il Modello F24 all’INPDAP

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n. 116/E del 30 novembre 2011, riguardante l’Istituzione, ridenominazione e soppressione delle causali contributo, per il versamento, tramite modello F24, dei contributi di spettanza dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti Pubblici (INPDAP).

Ciò a seguito della convenzione del 26 maggio 2006 e successivi rinnovi stipulata tra l’Agenzia delle entrate e l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (INPDAP), con la quale é stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, per il versamento dei contributi di pertinenza dell’Istituto.

L’INPDAP, con le note nn. 2779 del 1 luglio 2011 e 4017 del 4 novembre 2011, ha chiesto:

– L’istituzione di nuove causali contributo;

– la ridenominazione di alcune causali contributo attive, integrate nella descrizione;

– la soppressione di alcune causali contributo.

A tal fine, adesso l’Agenzia delle Entrate ha istituito una lunga serie di causali contributo, ha poi ridenominato le causali contributo come di seguito elencate:

P640 CASSA INADEL – INTERESSI DI RIVALSA TFS E TFR

P740 CASSA ENPAS – INTERESSI DI RIVALSA TFS E TFR.

Infine, l’Agenzia ha soppresso le seguenti causali contributo:

P204 CASSA C.P.D.E.L. – DECONTRIBUZIONE L. 135/97

P625 CASSA I.N.A.D.E.L. – SANZIONI PER OMESSO O RITARDATO PAGAMENTO

P725 CASSA E.N.P.A.S. – SANZIONI PER OMESSO O RITARDATO PAGAMENTO

 

6) Cessione del contratto di leasing: Chiariti gli aspetti contabili

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC), con il documento di novembre 2011, ha esaminato  il trattamento contabile, nei riguardi dell’acquirente, della cessione del contratto di leasing finanziario, nel quale la posizione contrattuale del locatario viene trasferita in capo ad un soggetto terzo, mentre gli elementi essenziali dell’accordo stipulato con il locatore rimangono immutati.

In particolare, il cessionario:

– subentra al cedente nel diritto all’utilizzo del bene per il periodo di durata residua del contratto e nella facoltà di esercitare l’opzione di riscatto (se prevista);

– assume l’obbligo di corrispondere al locatore i rimanenti canoni.

Inoltre, il cedente (locatario originario), cosi facendo, si vede ridurre l’esposizione finanziaria e, quindi, abbattere i costi.

In relazione al cessionario (nuovo locatario), invece, l’acquisizione del contratto può rappresentare, in determinate situazioni, l’unico strumento per ottenere la disponibilità (ed eventualmente la proprietà) di cespiti considerati strategici per il conseguimento degli obiettivi aziendali.

Sul tema, dal lato fiscale, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 212 del 2007.

Mentre sotto l’aspetto contabile, sono stati elaborati diversi trattati, che risentono particolarmente della disciplina fiscale che regola tali operazioni.

Per tale motivi, il CNDCEC ha pensato adesso di soffermarsi con un apposito documento sul trattamento contabile dell’operazione di cessione del contratto di leasing finanziario, limitatamente ai soggetti non IAS adopter, con particolare riguardo alla classificazione e alla rilevazione del costo sostenuto dal cessionario per subentrare nel contratto.

A parere dei Commercialisti, la contabilizzazione di tale onere dipende dalla tipologia del contratto di locazione e dalle relative finalità .

In particolare, il documento distingue tra i contratti di leasing traslativi (realizzano una duplice finalità, il godimento del bene nel periodo di durata residua del contratto e il diritto di acquisire la proprietà giuridica del cespite attraverso l’esercizio dell’opzione di riscatto) ed i contratti di leasing con finalità di godimento (sono stipulati con la sola motivazione di utilizzare il bene fino alla scadenza del rapporto negoziale).

Nei contratti traslativi, il corrispettivo va scomposto in due parti

Nel caso del leasing traslativo, il corrispettivo riconosciuto al precedente utilizzatore deve essere scomposto in due parti:

– la quota imputabile al diritto di godimento del cespite è un costo da imputare a Conto economico (voce B.8 – Costi per godimento di beni di terzi) lungo la durata residua del contratto, attraverso la tecnica dei risconti attivi;

– la quota riferibile all’opzione di riscatto è assimilabile a un acconto sul futuro acquisto del cespite e, dunque, deve essere iscritta a Stato patrimoniale (voce B.II.5 – Immobilizzazioni in corso e acconti) e sospesa fino al riscatto.

Mentre nel caso del leasing di godimento il corrispettivo pagato dal cessionario costituisce, per la sua totalità, un costo, da imputare a Conto economico proporzionalmente alla durata residua del contratto.

Ovviamente, il citato documento fornisce, a pratico supporto, esempi numerici, con le relative scritture contabili.

 

7) Commercialisti: Esonero dalla prima prova scritta degli esami di stato e verifica dei requisiti

Nell’attesa che siano perfezionati gli accordi tra gli Ordini territoriali dei Commercialisti e le università, ai fini dell’esonero dalla prima prova scritta degli esami di stato, la verifica dei relativi requisiti può essere effettuata da ciascun Ateneo nell’ambito della propria autonomia.

E’ questa la precisazione del Ministero dell’Istruzione, prot. 3678 del 18.11.2011, fornita al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, il quale ne ha dato ampio risalto, nella propria nota informativa n. 78 del 30.11.2011.

Ciò poiché le Università devono esonerare dalla prima prova scritta degli esami di stato gli studenti che presentano nel percorso formativo i requisiti previsti dalla convenzione stipulata nel 2010 tra MIUR e CNDCEC.

 

8) Aumento dell’aliquota Iva da regolarizzare, in prima battuta, entro il prossimo 27 dicembre

Entro il 27.12.2011 si dovranno regolarizzare gli eventuali errori (primi) commessi dai contribuenti nel passaggio dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 20% al 21%.

Lo spartiacque è dato dal 17.09.2011, data in cui è entrata in vigore l’aliquota maggiorata di un punto (21%).

Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la circolare n. 45/E del 12.10.2011, fornendo le linee guida, al fine di evitare le sanzioni, per regolarizzare gli eventuali errori commessi dagli operatori.

L’Agenzia distingue i contribuenti che liquidano l’Iva con periodicità mensile rispetto ai contribuenti che hanno optato per la liquidazione del tributo con periodicità trimestrale.

In particolare, per quanto riguarda la scadenza entro cui regolarizzare gli errori commessi:

– i mensili devono farlo entro il termine previsto per il versamento dell’acconto Iva (27.12.2011) per le fatture emesse entro il mese di novembre, ovvero entro il termine di liquidazione annuale, cioè il 16 marzo, per le fatture emesse entro il mese di dicembre;

– i trimestrali devono eliminare le violazioni eventualmente commesse entro il termine previsto per il versamento dell’acconto Iva, quindi sempre entro il 27.12.2011, per le fatture errate emesse entro la fine del mese di settembre, ovvero entro il 16.03.2012, cioè entro il termine previsto per la liquidazione annuale relativamente alle fatture emesse entro il 4° trimestre del 2011.

Secondo l’Agenzia delle Entrate per regolarizzare gli errori commessi si dovranno utilizzare gli stessi codici tributo relativi al periodo durante il quale è stata commessa l’irregolarità.

Ad es., per un contribuente mensile, se è stata emessa una fattura durante il mese di settembre applicando l’aliquota del 20% in luogo del 21% il contribuente dovrà effettuare il versamento dell’Iva precedentemente non versata con il Modello F24, ma dovrà utilizzare sempre il  codice tributo 6009 (versamento relativo al periodo di settembre), dovranno anche essere versati i relativi interessi, senza che, però, siano versate sanzioni.

 

Vincenzo D’Andò

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